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    Nel Team of the Month di novembre della Lega Volley tre rappresentanti della UYBA

    Torna il Team of the Month della Lega Volley Femminile, formato dalle giocatrici che durante il mese passato si sono distinte grazie alle proprie prestazioni e a quelle delle loro squadre. Il 6+1, compreso di coach, più performante di novembre non poteva che ripartire dalle nominate all’MVP of the Month, a cominciare dalla vincitrice Gabriela “Gabi” Braga Guimaraes. Insieme alla brasiliana, entrano nella formazione Rebecca Piva e Anett Németh che, dopo aver visto sfumare la candidatura d’ottobre, è riuscita per una manciata di punti a superare la rivale nello stesso ruolo, Lucille Gicquel.La schiacciatrice italiana è una dei tre rappresentanti della Eurotek UYBA Busto Arsizio, decisamente la squadra più sorprendente del mese, battuta solo al tie-break da Milano e artefice di una cavalcata da fine ottobre di 21 punti in otto gare. Due MVP contro Pinerolo e Cuneo, 70 punti con il 39,4% in attacco e il 39,2% in ricezione. L’opposta ungherese della Bartoccini-Mc Restauri Perugia, 87 punti con il 44,5%, è stata invece fondamentale, con 2 MVP, nei due successi delle umbre contro Cuneo e Firenze, utilissimi per uscire dalla zona retrocessione.Nonostante l’esclusione di Gicquel, non manca la rappresentanza per la Reale Mutua Fenera Chieri ’76, protagonista nel mese con tre vittorie su quattro match e un set strappato a Conegliano, unica squadra a riuscirci, insieme a Roma, da ottobre. Tra le centrali trova infatti spazio Anna Gray, merito di un novembre con 41 punti di cui ben 20 muri. Insieme a lei, Silke Van Avermaet, altra giocatrice di Busto Arsizio e autrice di 40 punti, con 3 ace e 4 muri.Alla regia del super team, non poteva che esserci Joanna Wolosz, orchestrante della Prosecco Doc Imoco Conegliano, imbattuta in stagione e prima con nove punti di vantaggio sulla seconda. Se i nuovi innesti delle trevigiane sembrano giocare in maglia gialloblu da una vita, gran parte del merito non può che appartenere alla regista polacca, all’ottava stagione con le pantere. A difendere la seconda linea, la migliore libero della passata stagione: Brenda Castillo della Savino Del Bene Scandicci. L’atleta dominicana ha contribuito a far ritrovare l’equilibrio alla formazione toscana, che a novembre ha ceduto solo alla capolista: per lei il 48,3% di ricezioni positive e innumerevoli difese.A guidare il 6+1 stellare, nomina meritatissima per Enrico Barbolini, subentrato alla quarta giornata a Giovanni Caprara alla guida di Busto Arsizio e, da allora, sempre a punti in ogni partita giocata. Il tecnico modenese ha saputo modellare una squadra giovanissima dandole certezze e soprattutto credibilità di poter affrontare qualunque avversaria alla pari. Già certe dalla matematica qualificazione alla Coppa Italia Frecciarossa, le farfalle saranno sicuramente una delle squadre a cui prestare particolare attenzione.(fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Daniele Santarelli: “Dovremo dare qualcosa in più per prolungare la serie”

    La prima sconfitta casalinga dell’intera stagione della Prosecco DOC Imoco Conegliano è arrivata proprio in Gara 1 della Finale Scudetto contro Scandicci, e in un modo ai limiti dell’incredibile: mai si era vista la corazzata gialloblu gettare alle ortiche un tie break che conduceva 13-8. “Una delle partite più strane della stagione” l’ha definita in conferenza stampa Daniele Santarelli, ammettendo: “Ci siamo incastrati da soli, dovevamo avere un po’ più di pazienza. In un momento del genere metterci 4-5 errori diventa complicato“.

    “Anche oggi l’avevamo ripresa alla grande in una situazione complicata, spinti da un pubblico che non ha mai mollato – ha detto Santarelli ai microfoni di Rai Sport – ero contento di come avevo reagito la squadra, ed è un peccato che sia finita così. Però sapevo che sarebbe stata una battaglia, perché Scandicci sta giocando alla grande, e se non la affronti in modo aggressivo da subito diventa complicata. Hanno battitori che possono rompere il set, e oggi Antropova l’ha fatto anche un po’ troppo, visto che prendevamo anche i palloni che andavano fuori! Quando trovano un turno di servizio importante possono fare la differenza, l’ha fatto anche Diop, ma Scandicci non è solo questo e il primo e il terzo set li abbiamo persi anche per altre cose“.

    “Adesso sappiamo qualcosa in più di loro – ha chiosato il tecnico di Conegliano – a Firenze avranno ancora più entusiasmo, ma noi sappiamo cosa vogliamo, stiamo facendo una stagione memorabile e vogliamo fare di tutto per portarci a casa questo scudetto. Oggi si sono visti in campo i due palleggiatori più forti del mondo, vederli giocare è una meraviglia: ormai non mi stupisco, più però è stato qualcosa di molto bello per questo sport. Questa la reputo una delle finali più belle, con un livello molto alto: di sicuro Scandicci è arrivata qui nel momento giusto, questo non è un bene per noi e dovremo sicuramente dare qualcosa in più per prolungare la serie“.

    Anche Joanna Wolosz pensa già al prossimo capitolo: “La serie è lunga, oggi non è andata come volevamo ma sono state anche brave loro a giocare e battere bene, mentre noi nei momenti decisivi non siamo state tanto efficaci. Io sono tranquilla, ricordo bene che anche l’anno scorso abbiamo iniziato la finale così così, ma poi ci siamo rialzate, e sono convinta che giocheremo ancora tante partite con Scandicci, almeno 3“.

    “È passato tanto tempo da quando abbiamo incontrato Scandicci in regular season – ricorda la palleggiatrice di Conegliano – e per questo dobbiamo abituarci un po’ all’avversario; già a Firenze giocheremo meglio. Non voglio parlare di fortuna, secondo me noi abbiamo sbagliato un po’ troppo e dobbiamo avere più coraggio. Già le semifinali avevano mostrato che Scandicci era davvero in forma quindi mi aspettavo una partita difficile, ma adesso sappiamo qualcosa in più di loro“.

    (fonte: Rai Sport, Imoco Volley) LEGGI TUTTO

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    Santarelli mette nel mirino Scandicci: “Avversaria inedita, servirà la nostra miglior partita”

    E’ una finale inedita quella che deciderà in una serie al meglio delle cinque partite lo scudetto 2024 del volley femminile. Da mercoledì saranno in campo infatti le campionesse in carica della Prosecco DOC Imoco Volley, che viene da una serie di 5 scudetti consecutivi ed è alla ottava apparizione in finale, e Savino del Bene Scandicci, alla sua “prima volta”.

    Le toscane di coach Barbolini si sono qualificate partendo dal secondo posto in regular season ed eliminando nei quarti di finale per 2-0 Vallefoglia e in semifinale ancora per 2-0 con Allianz Milano. La Prosecco DOC Imoco ha chiuso al primo posto imbattuta la Regular Season e poi ha eliminato nei quarti per 2-0 Roma e nella semifinale per 2-1 l’Igor Novara.

    Squadra al completo per coach Santarelli in una sfida dove in campo ci sarà la “creme” della pallavolo mondiale, con super campionesse provenienti dai cinque continenti, tutte dal curriculum impressionante, che delizieranno il pubblico dei palasport e gli spettatori della massiccia copertura televisiva di Rai e Sky.  

    “Non abbiamo mai giocato una finale con Scandicci quindi sarà un’avversaria inedita per noi – le parole di Daniele Santarelli – . Per molti è stata una sorpresa perchè Milano era data per favorita, ma le toscane hanno meritato alla grande questa finale scudetto con due grandi prestazioni. E’ una squadra con giocatrici che non hanno bisogno di presentazioni, campionesse che hanno vinto tutto a livello mondiale con club e nazionali, esperienza da vendere e infatti quest’anno hanno disputato finora una grande stagione sfiorando la finale di Coppa Italia e anche in Champions con Eczacibasi sono andate vicinissime a passare il turno”.

    “Ci troviamo quindi di fronte un’avversaria attrezzata per vincere che arriverà al Palaverde con grande entusiasmo, sarà una partita molto difficile per noi perchè la squadra toscana non è quella che abbiamo affrontato e battuto in regular season, molte atlete sono cresciute e hanno trovato convinzione e compattezza nell’ultimo periodo; è un team equilibrato, forte in attacco, forte a muro, molto fisica, servizio temibile, non sarà per niente facile, ma noi sappiamo che se giochiamo al nostro massimo siamo forti contro chiunque”.

    “Certo che – conclude – non potremo permetterci una prestazione tipo la nostra gara2 di Novara che ci dovrà servire da lezione, ci vorrà la nostra miglior partita e confidiamo molto per iniziare bene nell’aiuto del nostro pubblico che sono certo risponderà alla grande in questa finale e ci sosterrà come ha fatto per tutta la stagione.”

    “Alla fine siamo riuscite ad arrivare in fondo a tutte le competizioni, era il nostro obiettivo, e adesso possiamo concentrarci sulla finale scudetto – così la capitana, Joanna Wolosz – . La semifinale con Novara è stata molto dura, abbiamo faticato, ma siamo riuscite a conquistare la finale giocando una grande gara3, anche in finale ci vorrà la nostra migliore versione in campo perchè quest’anno i playoff del campionato hanno avuto un livello altissimo che si eleverà ancora di più in questa finale scudetto”.

    “Stavolta affrontiamo un’avversaria nuova rispetto agli ultimi anni, per la prima volta ci giocheremo lo scudetto con Scandicci che si è dimostrata una grande squadra per tutta questa stagione e sarà bellissimo affrontarle. Nella squadra toscana ci sono campionesse incredibili, ragazze che hanno fatto e continuano a fare la storia della pallavolo e per me sarà un’emozione e uno stimolo particolare affrontare Maja (Ognjenovic) che gioca nel mio stesso ruolo ed era uno dei miei idoli, una giocatrice fantastica che sarà un piacere affrontare”.

    “Ci aspetta una serie incerta e combattuta, dovremo iniziare bene mercoledì e sono contenta che siamo al completo perchè ci sarà bisogno di tutte. Iniziamo nel nostro Palaverde e sarà importante perchè quest’anno forse più di ogni altra stagione giocare nel nostro palazzetto è un’esperienza fantastica, uno spettacolo tutto gialloblù che ci carica, non vediamo l’ora di iniziare la finale.”

    E’ intanto attiva online la prevendita per GARA1 di mercoledì alle 20.30 al Palaverde su www.vivaticket.it e www.imocovolley.it, sezione biglietteria. I biglietti si acquistano anche martedì, dalle 16 alle 18.30 al Palaverde, Uffici Imoco Volley sul retro, e nei punti vendita Vivaticket.

    I prezzi per Gara1, esclusa prevendita e commissioni: Curva Sud: 22 euro; ridotto (under 18) 8 euro – Curva Nord e Settore Ospiti: 25 euro; ridotto (under 18) 10 euro – Distinti: 36 euro; ridotto (under 18) 18 euro – Centrali: 70 euro – Supercentrali: 100 euro.

    (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Compleanno da MVP per Asia Wolosz: “Ci aspettavamo una gara più difficile”

    Premio di MVP, striscione celebrativo dei tifosi con tanto di augurio in polacco (Sto lat, “cent’anni”) e una magnum di Prosecco in dono: “Ma non so se la aprirò oggi, siamo nei Play Off e non dobbiamo esagerare“. Non poteva esserci compleanno migliore per Asia Wolosz, grande protagonista di Gara 1 della semifinale Play Off al Palaverde, dominata dalla Prosecco DOC Imoco Conegliano contro Novara. “Una giornata perfetta” ammette la palleggiatrice gialloblu, che ai microfoni di Rai Sport scherza poi sulla sua età: “Sono 24, ricordatevi!“.

    “Sinceramente ci aspettavamo una gara più difficile – dice Wolosz sul match – perché Novara nei quarti contro Chieri aveva dimostrato di essere una squadra forte, e il cambio di modulo con Markova da opposta era andato bene. Sono contenta che siamo partite col giusto atteggiamento e abbiamo spinto dalla prima all’ultima palla: dipende sempre molto dal modo in cui noi approcciamo la partita. Oggi siamo state molto precise e abbiamo fatto pochi errori“.

    Per mercoledì, tuttavia, la regista polacca si attende una partita diversa: “Loro non avranno niente da perdere, non sarà facile come oggi. Dobbiamo studiarle ancora meglio ed essere pronte a tutto. La battuta può essere un nostro punto di forza: oggi abbiamo sbagliato tanto ma erano errori di pochi centimetri, dobbiamo continuare provarci. Il nostro muro-difesa ha fatto molto bene, Kesh (Robinson, n.d.r.) ha difeso tutto e non è caduta una palla: questa è la nostra forza“.

    “Ognuna di noi stasera poteva essere MVP – aggiunge proprio Kelsey Robinson– ci siamo allenate alla grande questa settimana e lo abbiamo mostrato stasera. Questa squadra ha giocato insieme per molto tempo e ha saputo compattarsi molto bene nel corso della stagione“. Poi la schiacciatrice risponde a una domanda sulla sua partenza per gli USA a fine stagione: “Preferisco non pensarci adesso. L’Imoco per me è molto speciale, è stato un grande piacere giocare qui; sono veramente emozionata di poter portare il volley ad alto livello negli Stati Uniti, ma sicuramente mi mancherà tutto questo“.

    In conferenza stampa Daniele Santarelli analizza così la gara: “Sapevo che Novara aveva diverse soluzioni, ipotizzavamo il sestetto di partenza ma eravamo pronti a tanti cambiamenti. Credo che noi siamo partiti con la testa giusta, aggressivi in tutti i fondamentali; abbiamo avuto qualche alto e basso nell’arco del primo set, ma complessivamente è andato molto bene. Il secondo è stato quasi perfetto, nel terzo siamo partiti male sul 3-7 ma poi abbiamo girato fino all’8-7, quindi direi una bella reazione”.

    “Abbiamo fatto una grandissima gara in attacco, con percentuali incredibili – continua Santarelli – e a muro, dove non abbiamo fatto tanti punti ma abbiamo toccato tantissimo. Ci sono state tante azioni lunghe, con contrattacchi vincenti e di qualità. Peccato per la piccola nota stonata del servizio, con 15 errori: se riuscissimo ad arrivare a 3-4 errori a set sarebbe meraviglioso. Di questi errori 9 sono delle sole Lubian e Haak, così per le compagne diventa difficile; Wolosz ha battuto ben 22 volte, sbagliando zero e mettendo in difficoltà la ricezione avversaria, quindi vuol dire che a volta una battuta tattica può fare la differenza rispetto a un servizio tirato a mille“.

    Anche l’allenatore dell’Imoco insiste sulla necessità di non sottovalutare le avversarie: “Siamo contenti, però dobbiamo subito pensare a Gara 2. Loro sicuramente non giocheranno nello stesso modo. Hanno due pedine intercambiabili: contro di noi in regular season avevano giocato con Markova in posto 4, ma era una formazione un po’ difficile da sostenere e quindi credo che continueranno ad alternare le opposte, anche perché Akimova da quello che so ha anche un problemino a una spalla. Comunque non ci sono solo loro: oggi sono entrate anche Chirichella e Buijs, non hanno funzionato perché eravamo noi che andavamo a gonfie vele“.

    (fonte: Rai Sport, Imoco Volley) LEGGI TUTTO

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    Top & Flop della regular season: Robinson dominante, Giulia Gennari non convince

    Domenica è calato il sipario sulla regular season della Serie A1 femminile 2023-2024. Prima di tuffarci con le magnifiche otto nei Play Off Scudetto, è doveroso dare un’ultima occhiata a quanto successo da ottobre a marzo: abbiamo selezionato 8 giocatrici “top”, che hanno mantenuto elevati standard di rendimento per tutta la stagione, e 8 “flop” che invece, per un motivo o per l’altro, hanno deluso le aspettative.

    TOP

    Foto Imoco Volley

    Joanna Wolosz (Prosecco Doc Imoco Conegliano). Una squadra di pallavolo è un’armoniosa orchestra. Sei persone che devono muoversi all’unisono, con i tempi giusti, sapendo cosa farà il compagno, immaginando dove sarà il pallone tra un attimo. O perlomeno, nelle squadre normali funziona così; poi ci sono quelle di Wolosz. In cui tutto passa tra le sue mani, e in cui tutte le giocatrici si muovono agli ordini delle sue invenzioni, delle sue magie e delle sue pennellate. Sicuramente, poter contare su una ricezione sempre affidabile, su uscite di palla alta solidissime e su centrali spietate in attacco è il sogno di ogni regista, ma se Conegliano gira come un orologio perfetto lo si deve soprattutto all’abilità del fenomeno polacco di trattare il pallone con qualità sopraffina ed esercitare sulle partite un dominio non solo tecnico ma anche mentale e psicologico: è questo che la rende unica.

    Foto Rubin/LVF

    Paola Egonu (Allianz Vero Volley Milano). Per sostenere la sua candidatura tra le migliori giocatrici della regular season si potrebbe iniziare a snocciolare una serie di statistiche in cui è nell’élite del campionato (prendete numeri crudi, percentuali relative ai fondamentali e la trovate sempre vicino se non direttamente in vetta: 545 punti, 40 ace, 55 muri e il 46,5% di positività e il 31,4% di efficienza in attacco). Tuttavia, mai come in questo caso specifico una delle più celebri citazioni del disilluso dinamitardo James Coburn nel film western “Giù la testa” può tornare utile per descrivere il braccio sovraumano di Egonu, la vera arma letale di una Vero Volley che talvolta deve fare i conti con la discontinuità dei suoi posti 4: “Quando ho cominciato a usare la dinamite, allora credevo anch’io in tante cose: in tutte. E ho finito per credere solo nella dinamite”. Nei frangenti decisivi, quando Milano ha bisogno di alzare i giri del motore o portare a casa qualche punto importante, Alessia Orro non ha dubbi su chi chiamare all’esecuzione: e la palla va giù emettendo un suono fortissimo.

    Foto LVF

    Vita Akimova (Igor Gorgonzola Novara). Vedendo il suo impatto con il campionato italiano, ci viene in mente una scena del film “A Futile and Stupid Gesture”, incentrato sulla vita del fondatore della rivista comica National Lampoon, in cui uno degli autori sta incautamente tenendo in mano una bomba spedita in redazione per rappresaglia. Mentre i colleghi cercano di convincerlo a posarla a terra e lasciare che gli artificieri la disinneschino, uno di questi, Brian McConnachie, commenta dicendo: “Sapevo che sarei morto per dell’esplosivo inviato in un ufficio, ma non così”. Questo per dire che sì, sapevamo che l’opposta russa di Novara fosse forte, avendo dalla sua un talento e un potenziale in grado di far immaginare grandi cose, ma non immaginavamo che potesse essere così forte. Troppo presto, dite? Da una goccia d’acqua stiamo tirando fuori un oceano? Forse. Ma i numeri dicono che Akimova può permettersi di sognare in grande: chiude la regular season con 453 punti, il 44,7% di positività e il 27,4% di efficienza in fase offensiva, 29 ace e 31 muri, e soprattutto non fa cadere nessun tifoso azzurro nell’abisso della nostalgia dopo l’addio di Ebrar Karakurt.

    Foto LVF

    Sara Bonifacio (Igor Gorgonzola Novara). Tra le tante declinazioni con le quali è possibile valutare il lavoro di un allenatore, una delle più rimarchevoli risiede nella capacità di portare alla fioritura (oppure alla miglior versione, in base alla fase di carriera) le qualità di una giocatrice, in una sorta di maieutica utile a consentire a quest’ultima di partorire doti inesplorate, seppur dentro la propria essenza. Lorenzo Bernardi sta avendo un effetto del genere su Sara. Dopo tre stagioni in cui non aveva visto il campo con continuità, la centrale piemontese era accompagnata da un dubbio sempre più affilato che l’ottimo rendimento dell’esperienza in prestito alla Uyba non potesse essere confermato a Novara, una piazza in cui le pressioni aumentano e il tempo si comporta come una tenaglia. Qualche volta, però, la fiducia di un coach può fare la differenza e la grande opportunità può arrivare anche al rientro da uno sfortunato infortunio alla mano. Basta farsi trovare pronte, come insegna Bonifacio, che partita dopo partita diventa sempre più importante per la Igor grazie alla presenza a muro (30 block in 52 set giocati), alla velocità del suo braccio e alla capacità di girare la sfera evadendo quasi sempre dal controllo delle braccia avversarie (in totale 136 punti con il 56,6% di positività e il 51,2% di efficienza in primo tempo). Tutte caratteristiche che le permettono di tornare a sognare un prosieguo di carriera luccicante, e chissà, magari anche una chiamata per le Olimpiadi di Parigi.

    Foto Megabox Volley

    Maja Aleksic (Megabox Ondulati Del Savio Vallefoglia). È innegabile che, se delle eccellenti statistiche individuali non sono accompagnati da grandi risultati della propria squadra, quelle cifre perdono buona parte del loro valore. Alcune volte, però, è difficile far passare inosservate certe strisce di prestazioni o delle singole performance, perché il cosiddetto “losing effort” non può sminuire totalmente quanto realizzato dall’atleta in questione. A proposito di ciò, Aleksic è probabilmente uno dei massimi esempi nel campionato 2023-2024: a suon di punti (260), muri (89 block, nessuno meglio di lei) e buone percentuali in attacco (47,2% di positività in primo tempo) la centrale serba dimostra di essere un elemento imprescindibile per una Megabox che riesce a staccare il pass per i Play Off nonostante molti alti e bassi durante la stagione.

    Foto Rubin/LVF

    Kelsey Robinson Cook (Prosecco Doc Imoco Conegliano). Ci abbiamo pensato e ripensato: non c’è un termine più adatto di “dominante”. Facciamo così, anzi, vi sfidiamo a trovare un aggettivo più calzante che racchiuda tutte le sue caratteristiche. Non c’è, a nostro avviso, semplicemente perché “dominante” comprende tutte le qualità della schiacciatrice di Conegliano, ponendole ad un livello di superiorità che il semplice termine “completa”, per usare un altro aggettivo che pure calzerebbe a pennello per descrivere la statunitense, non è in grado di fare. Cook conferma per l’ennesima volta in carriera di saper fare tutto e di essere in grado di farlo con un’efficacia con pochi eguali, sicuramente per quel che riguarda il nostro campionato, ma anche esportando il discorso a livello mondiale non cambierebbe di molto l’assunto. D’altronde le statistiche parlano chiaro: 219 punti con il 45,6% di positività in attacco, il 41,5% di ricezione perfetta, 18 ace e 15 muri vincenti in 68 set giocati.

    foto LVF

    Avery Skinner (Reale Mutua Fenera Chieri ’76). In base a quali criteri diciamo che qualcosa è un “ottimo acquisto”? È una mera questione di costo/rendimento oppure ha più a che fare con un valore emotivo? L’acquisto migliore della vostra vita potrebbe essere stato una casa, ma anche un’automobile, un biglietto aereo, un vestito. Non lo definiamo solo con una valutazione economica, ma anche con l’esaltazione, l’affetto, l’andare oltre le aspettative. Per i tifosi di Chieri la schiacciatrice statunitense – arrivata la scorsa estate dalla Francia – è tutto questo: un appiglio nei momenti più complicati di inizio campionato (3 sconfitte nelle prime 4 gare) e una promessa di felicità nel prosieguo della stagione quando le cose vanno decisamente meglio. Se poi prendiamo in considerazione i numeri (326 punti con il 42,0% di positività e il 28,3% di efficienza in fase offensiva, 17 ace e 21 muri), beh, non c’è da meravigliarsi che Skinner venga considerata unanimemente una delle grandi rivelazioni di questa Serie A1.

    foto LVF

    Brenda Castillo (Allianz Vero Volley Milano). La ricerca delle giocatrici per la costruzione di una squadra dipende da una quantità infinita di fattori, tra cui le statistiche individuali rappresentano solamente uno dei numerosi pezzi di un mosaico che la dirigenza prima e l’allenatore poi dovranno incastrare perfettamente. L’energia, la dedizione in allenamento, l’attitudine, la capacità di leggere il gioco, la corrispondenza delle proprie caratteristiche con quelle delle compagne, il posizionamento e tanti altri aspetti che non finiscono a referto sono qualità che non possono essere trascritte su una tabella Excel ma che per esempio rendono un libero imprescindibile tanto quanto una bomber letale, una centrale fenomenale a muro o una palleggiatrice di livello assoluto. Ecco, Castillo più di tutte possiede queste caratteristiche: il collante perfetto che garantisce equilibrio e solidità a Milano (48,8% di ricezione perfetta, solo 16 errori nel primo tocco e un numero incredibile di difese e salvataggi apparentemente impossibili).

    FLOP

    Foto LVF

    Giulia Gennari (Volley Bergamo 1991). “Il secondo album è sempre il più difficile”, cantava un po’ di tempo fa Caparezza. A giudicare dalla stagione di Gennari, non ha tutti i torti. Infatti, dopo un campionato più che convincente lo scorso anno, la palleggiatrice si perde nel mare di errori commessi dalla società orobica in sede di mercato (a partire dalla scelta del successore di Stefano Micoli). Il suo compito appare difficile fin dalle prime partite, dato che capisce in fretta di non avere più un punto di riferimento in attacco come Khalia Lanier. Prova a velocizzare il gioco, ma spesso e volentieri risulta imprecisa e serve palloni difficili da gestire per le “bocche da fuoco”. Con le centrali va addirittura peggio: in controtendenza al 2022-2023, nessuna di loro riesce mai a creare grattacapi alle avversarie. Nonostante la salvezza raggiunta in extremis, la giocatrice romana è una delle grandi delusioni della stagione e probabilmente il simbolo dell’annata sotto le attese di Bergamo.

    Foto Il Bisonte Volley

    Giorgia Frosini (Uyba Volley Busto Arsizio). Deludere le aspettative a 21 anni porta con sé tutto un codazzo di attenuanti, e non ha mai il suono perentorio di una bocciatura definitiva: c’è un sacco di tempo per recuperare. Se però a guardarsi indietro ci viene da sollevare un piccolo sospiro di rimpianto, ecco significa che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Infatti, quando la giovane opposta è stata annunciata dalla Uyba la scorsa estate, in molti si aspettavano la sua esplosione definitiva dopo una discreta stagione di apprendistato a Bergamo. Tuttavia, Frosini incontra tante difficoltà ad imporsi, passando più tempo in panchina che in campo: alla luce di un impatto troppo timido e di un bottino abbastanza magro (160 punti, 5 ace e 12 errori in battuta, 28 muri e il 12,2% di efficienza in attacco), non possiamo non metterla nella lista dei flop, con la speranza che in futuro e nel giusto contesto possa diventare quel terminale offensivo in grado di prendere per mano la squadra che speravano a Busto Arsizio.

    Lauren Stivrins (Il Bisonte Firenze). Nella hit parade dei flop di questa regular season, la centrale statunitense è scelta obbligata, anche perché in origine era considerata uno dei colpi di mercato più interessanti de Il Bisonte: nonostante che un grave infortunio al ginocchio avesse rimandato di un anno l’approdo in Italia, era difficile non avere delle aspettative elevate sul suo conto. Inoltre, il passaggio da una delle migliori fucine di talento degli USA (quella di Nebraska, la stessa di Jordan Larson, Kelsey Cook, Justine Wong-Orantes, per capirci) a una squadra giovane e ambiziosa come quella di Carlo Parisi sembrava legittimarle ancora di più, specie avendo in mente il suo rendimento in NCAA e nella lega di Athletes Unlimited. Tuttavia, con l’inizio del campionato arrivano i primi dubbi e Alessia Mazzaro comincia presto ad insidiarne la titolarità, fino a relegarla in panchina. Così, non essendo riuscita a dimostrare le proprie potenzialità (81 punti, 2 ace, 17 errori in battuta, 21 muri, il 40,3% di positività e il 25,7% di efficienza in attacco), a fine febbraio Stivrins decide, in accordo con la società toscana, di interrompere anzitempo il proprio contratto.

    Foto Rubin/LVF

    Kara Bajema (Allianz Vero Volley Milano). Aspettando Godot? A Milano va in scena un’opera dal titolo analogo, ovvero “Aspettando Kara”. Perchè la schiacciatrice a stelle e strisce, ad oggi, rappresenta la più grande delusione della Vero Volley. Non l’unica, forse, diranno i detrattori di Helena Cazaute, anche se ultimamente il suo lo sta facendo, a giudizio di chi scrive. Ma non è della francese che vogliamo parlare in questa sede. Finora la grande assente è un’altra e su questo possiamo essere quasi tutti d’accordo. Risponde al nome di Bajema, giocatrice che arrivava da una stagione in crescendo con il VakifBank. Quest’anno era lecito attendersi che esplodesse definitivamente e formasse di nuovo un tandem devastante con Paola Egonu. Nulla di tutto questo. Kara/Godot non sfrutta nemmeno lo stop per infortunio di Nika Daalderop, faticando a trovare ritmo in attacco (91 palloni a terra, 21 errori e 21 murate su 283 assist) e soffrendo tantissimo in ricezione (20,5% di perfetta, 70 negative e 33 errori) ogni volta che viene chiamata in causa. Da una del suo talento ci aspettiamo molto di più.

    Foto LVF

    Tatiana Kosheleva (Megabox Ondulati Del Savio Vallefoglia). Si può inserire il martello russo tra coloro che hanno deluso, tanto più nella stagione in cui la Megabox riesce per la prima volta a qualificarsi per la post-season? La questione è complessa e riguarda anche la dicotomia tra ciò che Kosheleva rappresenta per Vallefoglia e ciò che sta dando alla sua squadra in questo campionato: da un lato c’è la narrazione – che non può essere messa in discussione – di una grande campionessa diventata capitano e simbolo della piazza marchigiana nella fase finale della sua carriera; dall’altra la realtà del campo che racconta di una giocatrice di 35 anni vittima di un notevole downgrade dal punto di vista fisico che le fa perdere il posto da titolare. Una perdita di centralità evidenziata non solo dalle scelte dell’allenatore ma anche dai numeri: 109 punti, 18 muri e 3 ace con il 22,5% di efficienza offensiva e il 14,9% di ricezione perfetta (66 negative e 31 errori nel fondamentale).

    Foto LVF

    Olivia Rozanski (Volley Bergamo 1991). Secondo l’enciclopedia Treccani con “fumoso” intendiamo qualcosa di vago, inconsistente; oppure “pieno di alterigia, borioso”. In un paese la cui cultura sportiva è fondata su un’idea molto spinta di praticità e materialismo, dove tecnici, direttori sportivi e giocatori continuano a definirsi “concreti”, la fumosità è spesso un peccato imperdonabile ed è un termine che associamo a qualcuno che non solo gioca male, ma che lo fa in modo fastidioso, portandosi dietro l’inganno perpetuo di una promessa che non può mantenersi. Ecco, Rozanski rappresenta questa categoria meglio di tante altre. Di lei colpisce la conclamata estraneità, a volte quasi spocchiosa indifferenza, a tutto ciò che dovrebbe fare una buona banda. Una crepa che già a Chieri nella scorsa stagione s’era iniziata ad allargare, e che a Bergamo si fa crepaccio: seconda scelta sia per Matteo Solforati sia per Alberto Bigarelli, la schiacciatrice polacca paga grosse difficoltà nei fondamentali di seconda linea (21,1% di ricezione positiva, 86 primi tocchi negativi e 36 errori su 365 tentativi) ed è troppo discontinua in fase offensiva (159 punti, 7 ace e 29 errori in battuta, 13 block, 6 invasioni e il 20,9% di efficienza sotto rete).

    Foto LVF

    Roslandy Acosta (Trasportipesanti Casalmaggiore – Itas Trentino). Non c’è Serie A1 senza il suo flop del mercato di riparazione, ovvero colei che non è riuscita a riparare praticamente nulla. Nell’olimpo che vede, tra i tanti nomi delle ultime stagioni, giocatrici come Yao Di (Scandicci), Freya Aelbrecht (Perugia), Dobriana Rabadzhieva (Roma) e Saskia Hippe (Brescia), si aggiunge anche Acosta. La schiacciatrice torna nella massima serie italiana grazie a Casalmaggiore, che la rispolvera per sostituire Ali Frantti, anche se poi non si rivelerà all’altezza. A fine novembre arriva la chiamata di Trento, alla ricerca di un elemento di esperienza per rinforzare il reparto delle attaccanti laterali. Ma anche questo nuovo sodalizio delude le aspettative. Infatti, la 33enne venezuelana riesce poche volte a dare una mano concreta all’Itas. Un po’ perché l’intesa con Gaia Guiducci non sembra mai fare passi in avanti, un po’ perché non è quella trascinatrice che si aspettavano in via Trener, fatto sta che il suo 11,4% di efficienza in attacco e le sue incertezze in ricezione (22,3% di perfetta, 77 negative e 87 errori su 345 primi tocchi) contribuiscono a rendere impossibile la rimonta salvezza del club gialloblù.

    Foto LVF

    Francesca Parlangeli (Itas Trentino). Nella stagione della promozione in A1, il libero torinese aveva abituato bene, molto bene, i suoi tifosi: era stata una delle migliori interpreti del suo ruolo, una certezza sulla quale lo staff tecnico dell’Itas sapeva di poter contare e che molto spesso faceva la differenza. Il ritorno sul massimo palcoscenico della pallavolo femminile italiana, però, si rivela decisamente complicato per Parlangeli, dal momento che non riesce mai a portare quella dose di esperienza e leadership per guidare al meglio la seconda linea e facilitare i compiti delle palleggiatrici. Chiude il campionato con il 22,0% di ricezione perfetta, 36 errori e 105 primi tocchi negativi, collocandosi all’ultimo posto nella graduatoria riferita ai liberi titolari, che combina tutti gli indici di rendimento nei fondamentali difensivi: per puntare alla salvezza la formazione trentina avrebbe avuto bisogno anche della miglior versione di Francesca.

    di Alessandro Garotta LEGGI TUTTO

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    Daniele Santarelli: “Palaverde da brividi, è stata la chiave della vittoria”

    Quando gli chiedono quale sia stata la chiave della vittoria per 3-1 sul VakifBank che ha regalato alla A.Carraro Imoco Conegliano la qualificazione alle semifinali di Champions League, Daniele Santarelli non esita un attimo: “È stato il Palaverde è stata la chiave. Oggi era meraviglioso, da brividi. Un applauso ai tifosi: vedere il palazzetto che esplode di gente il giovedì alle 18.30 è la dimostrazione dell’affetto del pubblico e di quanto senta la squadra. E noi percepiamo questa cosa“.

    “Abbiamo subito un po’ la pressione iniziale – ammette il tecnico dell’Imoco – perché loro non avevano più nulla da perdere, e hanno tirato in battuta come non le abbiamo mai viste tirare all’andata. Noi ci siamo innervosite, non ci entrava il servizio e abbiamo fatto un po’ di fatica in attacco. Dopo il primo set ho detto alle ragazze: non siamo questi, cerchiamo di resettare e ripartire da zero. Da lì in poi abbiamo fatto cose molto buone in tutti i fondamentali, si è visto dal primo punto che c’era qualcosa di diverso“.

    Foto CEV

    “È l’ennesima dimostrazione della forza del gruppo – conclude Santarelli – avevamo in testa il nostro obiettivo e sappiamo che ogni gara conta per fare un passo in più. Vincere due volte per 3-1 e lasciare il Vakif sotto il 20 è una prova di forza. Non è stata la migliore Imoco, ma abbiamo sofferto e combattuto, e questo mi rende molto orgoglioso delle ragazze. Ho voluto chiudere la partita con le titolari in campo per far capire a tutti che la vittoria è il lavoro compiuto, non i due set vinti. Questo però è un capitolo chiuso, perché domani partiamo per Casalmaggiore e voglio la testa giusta“.

    “Oggi è stato un bel thriller nei primi due set – aggiunge Asia Wolosz a fine partita – ma queste partite sono così, non giocavamo certo con l’ultima arrivata. Loro hanno giocato a mille e sappiamo che queste partite al 99% le vincono, quindi è chiaro che c’era un po’ di emozione. Sono orgogliosa del fatto che, dopo un primo set così così, nel secondo abbiamo iniziato a lottare e poi ci siamo sciolte un po’, iniziando a giocare un po’ meglio e con più controllo. Abbiamo vissuto l’eliminazione nei quarti l’anno scorso e non volevamo rivivere quelle sensazioni: adesso siamo in semifinale e lottiamo ancora“.

    (fonte: Imoco Volley) LEGGI TUTTO

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    Santarelli: “Conta praticamente zero”. Ma Wolosz ammette: “Ora ci sentiamo più sicure”

    Solo sorrisi e complimenti nella sala stampa del Palaverde, e non può essere altrimenti quando si domina uno scontro al vertice, come la Prosecco DOC Imoco Conegliano ha fatto contro l’Allianz Vero Volley Milano. Anche Daniele Santarelli è più benevolo del solito nel giudizio sulla partita: “Credo si sia vista una buona Imoco, anche se abbiamo iniziato davvero molto male. Abbiamo sofferto in ricezione, poi sul 5-10 ho chiamato time out e da lì abbiamo svoltato. Brave le ragazze a resettare e capire cosa poter fare meglio. Da lì si è vista un’altra partita e abbiamo giocato fino alla fine in crescendo. Il secondo set è stato forse il migliore da parte nostra, il terzo un po’ più brutto con errori da entrambe le parti“.

    A conquistare tutti, prima ancora della partita, è stata del resto l’atmosfera incredibile di un Palaverde strapieno: “Era una magia già l’atmosfera iniziale – ammette Santarelli – sapevamo che questa gara era particolarmente sentita, perché il livello dell’avversario era altissimo e c’era aria di quello che potrà succedere più avanti. La risposta del pubblico è stata clamorosa, credo che abbiamo esaurito i biglietti da settimane. C’era un calore da Gara 5 di Finale Scudetto, speriamo di aver regalato un bello spettacolo“.

    Il dibattito (su qualcosa si deve pur discutere) è sul peso della vittoria, e l’allenatore taglia corto: “Credo che fosse una gara ovviamente da vincere, però che conta praticamente zero. Ero sereno per questa gara perché sapevo che poteva darci consapevolezza e farci capire a che punto eravamo, ma anche che quelle importanti arriveranno dopo. È un bel 3-0, e penso che noi abbiamo ancora margini di miglioramento, per esempio possiamo battere meglio e in certi frangenti dobbiamo fare di più in attacco. Ma del resto li ha anche Milano, e credo che queste squadre si ritroveranno più avanti“.

    Nonostante il triplo successo su Milano in stagione (tra Supercoppa e campionato), Santarelli teme ancora Egonu e compagne: “Parliamoci chiaro, spesso e volentieri si fanno giochetti tattici nel dare per favorite le avversarie; io, invece, penso davvero che loro siano i più forti, la squadra più completa. Però poi bisogna vincere. Tu puoi costruire un roster buonissimo, ma le cose si devono incastrare in certi modi e devono funzionare alla grande, non devi avere infortuni, devi essere bravo a ruotare la squadra e arrivare in condizione quando conta, poi ci sono i punti deboli in cui noi dobbiamo a essere bravi a inserirci… sono tanti i fattori che contano. Penso che se nessuno tra Milano, Scandicci, Novara e Chieri vincesse niente quest’anno sarebbe un’impresa memorabile per noi, perché sono tutte squadre costruite per provare a vincere“.

    La pensa un po’ diversamente, sul valore della partita, la capitana Asia Wolosz: “Credo che con questa vittoria siamo più sicure del primo posto. E poi significa che stiamo lavorando bene e c’è ancora un po’ di gap tra noi e le altre. Poi, certo, tra due settimane abbiamo la final four di Coppa Italia e lì, se arriveremo in fondo, potremo incontrare ancora Milano…“.

    La regista parla anche della partita e dell’avvio un po’ sofferto: “Dovevamo trovare il ritmo, era un avversario fortissimo e bisognava prendere le misure contro di loro. C’era tensione, eravamo un po’ nervose perché era una partita importante per la classifica e davanti a un pubblico strepitoso; poi però ci siamo sciolte e abbiamo iniziato a giocare la nostra pallavolo. Abbiamo spinto, siamo state aggressive, penso che possiamo essere contente di questa partita. Quando sei un po’ avanti nel punteggio e senti che stai giocando una pallavolo molto buona ti puoi anche divertire, poi un pubblico così ci dà tanta forza e noi vogliamo dare spettacolo anche per loro“.

    Poca voglia di commentare per l’Allianz Vero Volley, che affida l’analisi della partita a Sonia Candi: “Oggi sono molte le cose che non hanno funzionato. Avremmo sicuramente dovuto essere più aggressive al servizio. È un peccato perché stiamo lavorando bene, ma è solo una gara e dobbiamo avere la testa alle prossime partite. Torneremo in palestra per essere subito pronte per i match con Novara e per la Coppa Italia. Vogliamo rifarci, per cercare di riaffrontarle subito“.

    (fonte: Imoco Volley, Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Conegliano, Garbellotto guarda alla Coppa Italia: “Chieri avversario ostico, giochiamocela fino alla fine”

    Si è tenuta ieri la prima conferenza stampa di presentazione delle Finali di Coppa Italia Frecciarossa, che si disputeranno al PalaTrieste il 17 e 18 febbraio e che vedrà impegnate Prosecco DOC Imoco Conegliano, Reale Mutua Fenera Chieri ’76, Savino Del Bene Scandicci e Allianz Vero Volley Milano.

    “Tutte compagini di assoluto livello – le parole di Piero Garbellotto, presidente della Prosecco DOC Imoco Conegliano, sentito da Francesco Maria Cernetti per Il Gazzettino Treviso a margine della conferenza – , sono molto felice che ci sia Chieri, pur essendo dispiaciuto dell’assenza di Novara, con cui abbiamo dato vita a grandi duelli. Chieri in questi anni ci ha messo spesso in difficoltà. Quest’anno poi in entrambe le sfide di campionato abbiamo avuto la meglio solo al quinto set. Dovremo affrontare questa avventura con prudenza e rispetto dell’avversario, ma il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: giocarsela fino alla fine contro chiunque, poi vedremo cosa succederà“.

    Intervenuta anche la capitana, Joanna Wolosz: “Siamo molto contente di aver conquistato l’accesso alla semifinale di Coppa Italia, era quello che volevamo. Siamo cariche ma penso che sarà una Final Four di altissimo livello­. Chieri ultimamente sta giocando davvero una bella pallavolo, speriamo di giocare al massimo per raggiungere la finale, nostro obiettivo”.

    (fonte: Il Gazzettino Treviso) LEGGI TUTTO