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    Scandalo Armstrong, usava un motorino nella bici? L’indiscrezione

    Scandalo Armstrong, l’ex corridore fa ancora parlare di sè. Questa volta al centro dell’attenzione non è però la questione doping. Ma l’indiscrezione riportata da un giornalista francese, fa emergere il fatto che il corridore usasse un motorino nella bici.  Jean-Pierre Verdy, ex capo dell’Agenzia antidoping francese, in un’intervista a France Tv, dove ha presentato il suo libro “Doping: my war against cheaters”, ha sottolineato: “Ha ricevuto un trattamento speciale. Molti mi hanno detto che non avrei dovuto avvicinarmi alla leggenda, che mi sarei ritrovato da solo. Ma se le leggende si basano su qualcosa… Credo che avesse un motore sulla bici”.

    Scandalo Armstrong, le dichiarazioni di Verdy
    Verdy ha poi continuato: “Ho ancora in testa le immagini di una tappa di montagna dove lasciò tutti indietro. Alla fine della tappa chiamai tutti gli specialisti che conosco e loro non riuscivano a capire come fosse possibile una prestazione del genere, anche con l’EPO. Qualcosa non andava e tutti gli specialisti mi hanno detto la stessa cosa. Tutte persone dell’ambiente, che conoscevano bene la gara. Non era l’EPO a fare la differenza…”.
    Col passare del tempo emergono sempre più indiscrezioni sulla carriera ciclistica dell’ex campione Lance Armstrong che continua, a distanza di anni, a far ancora parlare di sé. LEGGI TUTTO

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    Scandalo Lance Armstrong, usava un motorino nella bici? L’indiscrezione

    Scandalo Lance Armstrong, l’ex corridore fa ancora parlare di sè. Questa volta al centro dell’attenzione non è però la questione doping. Ma l’indiscrezione riportata da un giornalista francese, fa emergere il fatto che il corridore usasse un motorino nella bici.  Jean-Pierre Verdy, ex capo dell’Agenzia antidoping francese, in un’intervista a France Tv, dove ha presentato il suo libro “Doping: my war against cheaters”, ha sottolineato: “Ha ricevuto un trattamento speciale. Molti mi hanno detto che non avrei dovuto avvicinarmi alla leggenda, che mi sarei ritrovato da solo. Ma se le leggende si basano su qualcosa… Credo che avesse un motore sulla bici”.

    Scandalo Lance Armstrong, le dichiarazioni di Verdy
    Verdy ha poi continuato: “Ho ancora in testa le immagini di una tappa di montagna dove lasciò tutti indietro. Alla fine della tappa chiamai tutti gli specialisti che conosco e loro non riuscivano a capire come fosse possibile una prestazione del genere, anche con l’EPO. Qualcosa non andava e tutti gli specialisti mi hanno detto la stessa cosa. Tutte persone dell’ambiente, che conoscevano bene la gara. Non era l’EPO a fare la differenza…”.
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    Chris Froome analizza la sua forma fisica in vista del Tour

    Chris Froome analizza la sua forma fisica alla volta di Catalunya, breve corsa a tappe che si sta disputando nel corso di questa settimana. Il britannico sta sfruttando queste prime corse stagionali per affinare la sua forma fisica in vista del suo grande obiettivo: vincere il quinto Tour de France. Effettivamente, in queste prime corse, come sottolineato dallo stesso capitano del team Israel la condizione fisica non è ottimale per puntare alla vittoria, ma c’è ancora tanto tempo a disposizione per migliorare con gli allenamenti e tentare l’assalto al quinto Tour de France.

    Chris Froome analizza la sua forma fisica. Le dichiarazioni
    Il corridore britannico Chris Froome ha rilasciato delle dichiarazioni sulla sua condizione fisica a Cyclingnews. Al riguardo ha affermato: “Abbiamo una buona squadra con Martin e Woods. Per quanto mi riguarda so che non sarò in grado di lottare per la vittoria, ma arrivo da un buon allenamento in quota e sarà interessante capire i miei miglioramenti. Spero di vedere progressi ma in generale sto ragionando di settimana in settimana per arrivare al meglio al Tour, lì capirò il mio vero livello”.
    Non resta quindi che attendere ancora qualche mese, quando inizierà il Tour de France 2021 e scopriremo se Chris Froome riuscirà a raggiungere l’obiettivo. LEGGI TUTTO

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    Nibali si separa da Slongo. Le dichiarazioni del corridore

    Nibali si separa da Slongo suo coach trevigiano dal 2008. Slongo infatti, non conserverà più la supervisione degli allenamenti dello Squalo dello dello Stretto. Il corridore messinese, rispetto agli anni passati, si è preparato in quest’ultimo periodo in maniera maggiormente autonoma. Al riguardo come riportato dal sito tuttobiciweb, Nibali ha spiegato: “Non si è trattato di stravolgimenti, quanto della volontà che ho sentito di cambiare qualcosa nel solco di un canovaccio che nelle linee guida non è mutato chissà quanto”.
    Questa la replica di Slongo: “Della decisione di Vincenzo ho preso atto”. Slongo al momento si sta concentrando sulla preparazione di Brambilla e di Elisa Longo Borghini.
    Nibali si separa da Slongo. Quali piani nel futuro del corridore?
    Negli ultimi giorni si è vociferato anche di un possibile addio al ciclismo del corridore al termine della stagione. Siamo ovviamente nel campo delle ipotesi perchè nel mirino del corridore ci sono tanti trofei da conquistare in questo 2021. Uno su tutti, sicuramente l’oro olimpico di Tokyo 2021. Al termine di quest’esperienza, il corridore si prenderà un periodo per riflettere sul suo futuro. Ogni scenario è aperto, dalla permanenza in Trek-Segafredo, al passaggio in altra squadra come la UAE Emirates oppure un clamoroso ritiro dalle corse. Non resta che seguire la stagione del corridore per scoprirlo.

    Leggi anche:  Dove vedere Parigi-Nizza 2021, streaming gratis e diretta tv settima tappa LEGGI TUTTO

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    Ciclismo, Fiandre: van der Poel batte van Aert. Disdetta Alaphilippe: cade dopo un contatto con una moto

    AUDENARDE – E’ stato un giro delle Fiandre ricco di colpi di scena. All’epilogo si sono trovati davanti Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix), figlio e soprattutto nipote d’arte (il nonno è il leggendario Raymond Poulidor), e il belga Wout van Aert (Jumbo-Visma). Una rivalità che tra i due va avanti già dai  tempi del ciclocross. Ha vinto van der Poel dopo una volata serratissima, quasi al fotofinish.Rovinosa caduta di AlaphilippeIl momento decisivo della Ronde è arrivato sul Koppenberg, a 45 chilometri dalla conclusione, con un attacco di Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step), van Aert e van derl Poel con lui. Il  campione del mondo però, poco dopo, ha urtato una moto della giuria di gara (piazzata malamente sul percorso) ed è caduto rovinosamente al suolo. Il transalpino ha quindi abbandonato la corsa, con evidenti ferite al braccio e alla spalla destra. Alaphilippe a terraCondividi   LEGGI TUTTO

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    Ciclismo, Giro: Almeida resta aggrappato alla rosa. Kelderman guadagna, Nibali cede. Tappa a Geoghegan Hart

    La prima resa dei conti è arrivata, ma dopo Piancavallo il Giro ha ancora due re. Joao Almeida, che resta aggrappato alla maglia rosa. Lo fa da corridore vero: nel momento della verità resta solo, la bocca spesso aperta, le linguacce che ricordano Thomas Voeckler, ma sempre composto in bici. Grinta e classe, poi l’immagine bella e drammatica: steso sull’asfalto per recuperare energie chissà da dove. Tosto, tiene la rosa per dodici secondi.L’altro re, sia pure con un pizzico – ma proprio un pizzico- di delusione, è Wilco Kelderman: forte, soprattutto molto regolare lui, molto forte la squadra (il team Sunweb). Prima il ritmo di Denz, poi quello di Hamilton, quindi Hindley: tutti fanno la loro parte, al posto ed al momento giusto. Nei tratti più duri della salita finale tolgono certezze agli aspiranti al successo finale (tranne che ad uno…), poi nei famosi tratti pedalabili fanno la differenza. L’assalto alla maglia rosa fallisce, ma la sensazione è che si tratti solo di un appuntamento ritardato.La tappa di Piancavallo se la prende comunque Geoghegan Hart. Ancora uno de Ineos (quinta vittoria degli orfani di Thomas) che vince: il britannico sfrutta alla grande il lavoro degli uomini di Kelderman, poi sul traguardo piazza il suo guizzo rapinoso e domina la volata a tre.Due re e tanti sudditi sconfitti. Fuglsang, Pello Bilbao, Majka, Pozzovivo. Ma soprattutto Vincenzo Nibali. Lo Squalo patisce i cambi di ritmo, non si spezza ma si piega in maniera evidente. La sua sconfitta è probabilmente iniziata con il ritiro di Brambilla, che segue quelli di Ciccone e, nella parte iniziale del Giro, di Weening. Avrebbe perso lo stesso, ma ci fosse stato un maggiore supporti, i danni sarebbero stato inferiori all’abbondante minuto e mezzo. LEGGI TUTTO

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    Superbike, Estoril: Rea sempre più nella storia, 6° titolo mondiale consecutivo

    ESTORIL (Portogallo) – Un autentico cannibale delle due ruote. Non può essere definito altrimenti Jonathan Rea, che entra sempre più nella storia del motociclismo conquistando il suo sesto titolo consecutivo nel campionato del mondo superbike. Al 33enne pilota nordirlandese (Kawasaki Racing Team WorldSBK), nato a Ballymena, cittadina di 30mila abitanti a 40 chilometri a nord-ovest di Belfast, basta piazzarsi al quarto posto in gara 1 del Round Pirelli di Estoril per iscrivere ancora una volta il proprio nome nel Mondiale delle derivate di serie dopo il ritiro di Scott Redding (Aruba.it Racing – Ducati) dopo appena cinque giri a causa di un problema tecnico.Razgatlioglu vince gara 1, a Rea basta il 4° postoE dire che la giornata sul tracciato portoghese era iniziata malissimo per Rea, finito a terra nella Superpole, proprio come il rivale Redding, suo inseguitore in classifica. A tagliare il traguardo per primo è il turco Toprak Razgatlioglu (Pata Yamaha WorldSBK Official Team), che parte bene dalla pole position e conserva al meglio la prima posizione per andare a vincere la sua seconda gara della stagione dopo quella conquistata a inizio anno in Australia. Insieme a lui salgono sul podio anche Chaz Davies (Aruba.it Racing – Ducati) e lo statunitense Garrett Gerloff (GRT Yamaha WorldSBK Junior Team), che si mette alle spalle Rea, quarto ma capace di un nuovo record per gli annali. E pazienza se dovrà attendere ancora per festeggiare il suo 100° successo: i suoi straordinari numeri dicono 99 vittorie su 301 gare disputate e qualcosa come 185 podi (oltre il 60%). L’ordine d’arrivo vede poi in quinta posizione Haslam, seguito da Lowes, Rinaldi e Forés, nono Baz con a completare la top ten Sykes. LEGGI TUTTO

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    Ciclismo, Giro d'Italia: Ganna cannibale a cronometro, Almeida sempre più rosa. Male Nibali

    Quando uno splendido Joao Almeida, la cui maglia diventa ancora più rosa, chiudeva la crono del Prosecco -34,1 km da Conegliano a Valdobbiadene-, si sapeva già da quasi un’ora e mezzo chi avrebbe vinto. L’arrivo di Filippo Ganna era stata tramontana per qualsiasi dubbio sull’esito finale: 42’40’’ il tempo, 48 di media su un percorso abbastanza complicato. Impossibile pensare di far meglio per i corridori ‘normali’, anche se di classifica. Ganna, alla terza vittoria in questo Giro (due contro il tempo, un italiano non ci riusciva dai tempi di Bugno nel 1990), onora la maglia di campione del mondo duellando e battendo con uno che l’iride l’ha portata due volte in passato: il compagno di squadra della Ineos, Rohan Dennis. “Questa vittoria non era nei programmi: una sfortuna il ritiro di Geraint Thomas (il suo capitano, ndr) che si è trasformata in fortuna. Nell’ultimo anno ci sono stati diversi miglioramenti, siamo andati addirittura oltre. Ogni piccolo miglioramento serve e fa la differenza”, dichiara il verbanese, sempre superiore lungo il tracciato. Anche sul muro di Ca’ del Poggio, insidiosa asperità piazzata proprio all’inizio: un solo secondo di vantaggio sull’australiano, alla fine saranno ventisei. In mezzo, avversari partiti prima e ripresi come birilli, compreso Chad Haga: lo citiamo perché l’americano una crono al Giro (l’ultima a Verona) l’ha anche vinta… A proposito di gente a stelle e strisce, da segnalare l’entrata trionfale nei primi dieci di un giovane di Phoenix, Brandon McNulty. Era undecimo, diventa quarto dopo una prestazione alla ‘Ganna’.Detto di un grosso brivido, (il colombiano Juan Sebastian Molano cade con modalità simili a quelle del connazionale Miguel Angel Lopez nella prima crono, a lui accade in curva, prende le transenne e si ribalta), andiamo ai buoni e cattivi della generale. Avevamo scritto che lo sprint di Monselice, quell’aggrapparsi agli abbuoni, significava la presa di coscienza di Almeida, più o meno segreta, di poter vincere il Giro. Una risposta fondamentale si avrà già domenica, sulla salita di Piancavallo. Intanto l’ottimo Joao mostra una freddezza molto più ‘vecchia’ dei suoi 22 anni nel gestire la crono. Va fortissimo in salita, si gestisce nella parte centrale -tanto da far pensare addirittura ad un sorpasso in classifica Kelderman-, poi rilancia verso il traguardo e guadagna secondi preziosi (ben 16) sull’olandese.”Personalmente è stata una buona giornata. Alla fine ho fatto meglio di Kelderman quindi si tratta di una cronometro positiva -analizza la maglia rosa-. Spero di continuare così, sono sempre grato alla mia squadra. Effettivamente sto sempre meglio, ma dobbiamo arrivare a Milano”. Kelderman comunque può vedere il suo bicchiere mezzo pieno, forse anche qualcosa di più. In attesa di capire la tenuta di Almeida, guadagna su tutti gli altri big: in particolare, quel minuto e sette secondi su Vincenzo Nibali è tanta roba. Lo Squalo – che tra l’altro perde per ritiro una pedina importante come Ciccone- non è piaciuto. Abbastanza lento in salita, si pensava ad una gestione finalizzata ad un morso finale: niente di tutto questo, Almeida (ma non c’è solo lui) inizia ad essere davanti due minuti e mezzo.ORDINE D’ARRIVO1. Filippo Ganna        (Ita, Ineos-Grenadiers)      in 42’40″2. Rohan Dennis         (Aus, Ineos-Grenadiers)       a  0″263. Brandon McNulty      (Usa, UAE Team Emirates)      a  1’09″4. Thomas De Gendt      (Bel)                         a  1’11″5. Josef Cerny          (Cze)                         a  1’16″6. Joao Almeida         (Por)                         a  1’31″7. Tanel Kangert        (Est)                         a  1’33″8. Jonathan Castroviejo (Esp)                         a  1’44″9. Wilco Kelderman      (Ned)                         a  1’47″10. Jan Tratnik          (Slo)                         a  2’00″23. Vincenzo Nibali      (Ita)                         a  2’54″29 Jakob Fuglsang        (Den)                         a  3’13″CLASSIFICA GENERALE1. Joao Almeida        (Por, Deceuninck-QuickStep)  in 54h28’09″2. Wilco Kelderman     (Ned, Sunweb)                 a       56″3. Pello Bilbao        (Esp, Bahrain-McLaren)        a     2’11″4. Brandon McNulty     (Usa)                         a     2’23″5. Vincenzo Nibali     (Ita)                         a     2’30″6. Rafal Majka         (Pol)                         a     2’33″7. Domenico Pozzovivo  (Ita)                                s.t.8. Fausto Masnada      (Ita)                         a     3’11″9. Patrick Konrad      (Aut)                         a     3’17″10. Jai Hindley         (Aus)                         a     3’33″12. Jakob Fuglsang      (Den)                         a     4’08”   LEGGI TUTTO