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    La CEV approva la riforma della Champions: i gironi si giocheranno nelle “bolle”

    Di Redazione
    Manca ancora l’annuncio ufficiale, ma l’anticipazione arriva da una fonte autorevole come la Lega Pallavolo Serie A: la CEV ha approvato la riforma della Champions League, autorizzando le squadre (maschili e, si suppone, anche femminili) a concentrare in pochi giorni i match di ogni girone della prima fase, disputandoli in una sede unica per l’andata e un’altra per il ritorno. Di fatto, una doppia “bolla” che permetterà di mantenere le squadre in isolamento riducendo i problemi connessi ai continui spostamenti internazionali. Il numero totale di partite e la suddivisione in gironi rimarranno invariati, così come le fasi successive (quarti, semifinali e Super Finals).
    La proposta della nuova formula era stata inviata lunedì scorso alla CEV dal presidente di Lega Massimo Righi, di concerto con i quattro club italiani che partecipano alla Champions (Cucine Lube Civitanova, Leo Shoes Modena, Sir Sicoma Monini Perugia e Trentino Itas); mercoledì è stato poi elaborato il planning con la suddivisione in gironi di andata e ritorno, che permetterebbe lo svolgimento dal martedì al giovedì. Una scelta che libererebbe date anche per gli inevitabili recuperi dei campionati nazionali. In campo femminile, l’Imoco Volley Conegliano si era espressa a favore di una formula analoga.
    Si attende ora da parte della CEV la pubblicazione della formula definitiva della competizione e del nuovo calendario.
    (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Pallavolo Unita per il Futuro incontra i vertici della Fipav

    Foto Pallavolo Unita per il Futuro

    Di Redazione
    Più di 80 società italiane riunite in un meeting online con i vertici della Federazione Italiana Pallavolo: questo il risultato, già di per sé storico, ottenuto dal gruppo Pallavolo Unita per il Futuro, costituitosi negli scorsi mesi in seguito alla presentazione della proposta di riforma del settore giovanile. Ieri sera i club hanno incontrato il presidente federale Bruno Cattaneo e il vicepresidente Giuseppe Manfredi, esprimendo preoccupazione per la situazione legata all’emergenza sanitaria e le sue conseguenze economiche, ma non solo.
    Molti i temi su cui si è sviluppata la discussione: dai protocolli Fipav e dalle altre problematiche di carattere sanitario (è stata chiesta l’istituzione di un call center federale per rispondere alle domande delle società) al futuro dei campionati nazionali, a cominciare dalla Serie B, che si confronta con un concreto rischio di slittamento dell’avvio della stagione. Tra le altre richieste rivolte dai club alla Fipav ci sono quelle di un sostegno economico per facilitare l’accesso a tamponi e test sierologici e dell’apertura di un tavolo con il Governo sul tema delle disponibilità delle palestre. Da valutare ora quale sara l’impatto concreto del confronto, che Pallavolo Unita per il Futuro vorrebbe trasformare in un appuntamento regolare. LEGGI TUTTO

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    La Fipav aggiorna il protocollo in base al nuovo DPCM

    Di Redazione
    La Federazione Italiana Pallavolo, in base al DPCM del 13 ottobre, ha aggiornato il protocollo di ripresa degli allenamenti. Il testo non presenta sostanziali novità, ma una più generale ristrutturazione, revisione e organizzazione. Sono state però inserite alcune nuove indicazioni, come il ricorso ai tamponi rapidi laddove richiesto e altre azioni che hanno l’obiettivo di semplificare l’attività delle società e dei vari comitati impegnati in un questo periodo nell’organizzazione e preparazione dei Campionati. A queste norme si aggiunge poi l’obbligatorietà dell’inserimento della figura del Covid Manager nel modulo CAMPRISOC.
    Il testo completo del protocollo, valido fino al prossimo 13 novembre, è disponibile online.
    (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Spettatori nei palazzetti, si naviga a vista: Emilia e Lombardia aprono, le Marche no

    Gas Sales Bluenergy Piacenza

    Di Redazione
    Ormai è una navigazione a vista: le notizie sui nuovi contagi da coronavirus incalzano e le normative cambiano di conseguenza, anche da un giorno all’altro. Per il momento le norme nazionali sugli eventi sportivi sono chiare: secondo l’ultimo DPCM, per le gare al chiuso sono ammessi al massimo 200 spettatori, salvo deroga delle regioni. E qui ciascuno fa a modo suo, anche con tempi molto stretti. La Lombardia, per esempio, ha deciso solo ieri di prorogare l’ordinanza scaduta in giornata, consentendo a un massimo di 700 persone l’ingresso nei palazzetti: troppo tardi per la Unet E-Work Busto Arsizio, che per mancanza di tempo rinuncerà ad aprire la prevendita in occasione della gara di domenica con Scandicci.
    L’ordinanza lombarda, peraltro, sarà valida soltanto fino a lunedì 19 ottobre, lasciando la strada aperta a un possibile ripensamento in relazione al trend dei contagi. L’Emilia-Romagna invece ha già stabilito le norme per il prossimo mese, fino al 15 novembre: qui non c’è il “tetto” dei 700 e il limite massimo è il 15% della capienza dell’impianto, come sanno i tifosi di Leo Shoes Modena, Consar Ravenna e Gas Sales Bluenergy Piacenza, che potranno ancora assistere alle gare casalinghe delle proprie squadre.
    Anche Trentino e Puglia si sono mosse nella direzione della deroga. Nessuna novità per il momento da altre regioni, come le Marche, dove la Cucine Lube Civitanova si sta rassegnando a vivere un altro match con sole 200 persone sugli spalti, nonostante la protesta della tifoseria (all’Eurosuole Forum si potrebbe arrivare fino a 600). Anche l’opposto Kamil Rychlicki, in un’intervista al Resto del Carlino, si è espresso a favore della riapertura: “Altri club hanno sempre avuto i fan, spero ci sarà l’ok per 600. Giocare in un palazzetto vuoto è bruttissimo“. LEGGI TUTTO

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    Lo sport alle prese con il Covid-19: nella pallavolo una “bolla” è possibile?

    Di Alessandro Garotta
    L’ultimo episodio in ordine di tempo è il rinvio delle partite Novara-Cuneo e Brescia-Busto Arsizio, valide per il quinto turno di Serie A1 femminile, per casi di positività al coronavirus nella squadra bustocca e nello staff cuneese. È la prima volta, ma solo in Italia: all’estero i casi di Covid nello sport sono ormai all’ordine del giorno, e le squadre devono fare quotidianamente la conta per capire quanti giocatori hanno a disposizione. E con il costante aumento dei contagi, c’è il rischio che anche nel nostro paese i rinvii diventino qualcosa in più di un’eccezione.
    Questo scenario, difficile da accettare per gli appassionati, apre a una riflessione: con l’eventualità che altre situazioni del genere possano ripresentarsi nelle prossime settimane, cosa fare? Avrebbe senso disputare la stagione all’interno di una “bolla” come fatto dalla NBA alla ripresa delle operazioni ad agosto dopo il lungo stop per la pandemia? Un ecosistema che si è rivelato perfetto, praticamente senza sbavature, dove tutti, giocatori, allenatori, membri degli staff e anche i giornalisti, hanno vissuto senza rischi per oltre tre mesi: il rischio di contagio sarebbe sostanzialmente azzerato e si potrebbe portare a termine un lavoro, frutto di investimenti più o meno importanti delle società, in sicurezza.
    La bolla NBA è chiaramente l’esempio più alto e anche più difficilmente replicabile, però ci sono anche gli esempi del campionato cinese di pallavolo o della Liga ACB e della Bundesliga di basket (per le fasi finali degli scorsi campionati). Da un lato, la bolla permetterebbe il regolare svolgimento dei campionati con le squadre complete, al netto degli infortuni, ma dall’altro lato rischierebbe di danneggiare le Leghe stesse in termini di visibilità ed esposizione. Concentrare un numero elevato di partite nella stessa arena e in un unico asse temporale genererebbe anche un pericoloso “vuoto” in cui i tornei scomparirebbero da ogni radar mediatico: esattamente il contrario della politica sin qui perseguita dalla pallavolo, che ha come caratteristica proprio quella di occupare interamente l’anno solare con la sua attività, tra club e nazionali.
    Merita considerazione anche il fattore campo, per i tifosi e gli stessi giocatori. La bolla NBA è stata un luogo totalmente asettico, ripetitivo, monocorde e, alla lunga, stancante. Anche vista a porte chiuse o con poche centinaia di spettatori sugli spalti, la partita casalinga ha un fascino impareggiabile: sia per i fan, che vedrebbero la squadra giocare comunque “a casa”, sia per i giocatori, calati in un contesto più confortevole sul piano emotivo. Ultima, ma non per importanza, la tenuta mentale di giocatori e staff, i veri protagonisti dello spettacolo. Vivere per un periodo isolati e lontani da tutto, dalle proprie famiglie, dalle proprie case, dai propri interessi extra-sportivi, sarebbe sostenibile a livello psicologico ed eticamente corretto?  
    Insomma, l’esperimento appare difficilmente replicabile soprattutto in un contesto come quello della pallavolo italiana, uno sport molto lontano dal professionismo, in cui mancano sia le necessarie risorse economiche sia la caratteristica dell’esclusività dell’impegno (non sono pochi, anche in Superlega e Serie A1, gli addetti ai lavori che svolgono anche altre professioni). Senza parlare di tutte le altre categorie “minori” che sono la benzina del movimento. Semmai il modello, su scala ridotta, potrebbe riproporsi nelle Coppe europee, dove i problemi nel trasferimento da un paese all’altro sono sempre più evidenti e le ricadute in termini sanitari rischiano di essere pesanti. Ma sarà possibile trovare gli spazi e i tempi giusti per perseguire questa strategia in un calendario reso ancora più affollato dai continui rinvii? LEGGI TUTTO

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    La scelta della Fipav Veneto: tre set fissi nei campionati giovanili

    Di Redazione
    Il volley giovanile del Veneto riparte da una scelta rivoluzionaria: per garantire la massima sicurezza possibile, compatibilmente con l’attuale situazione di emergenza sanitaria, il Comitato Regionale della Fipav ha deciso martedì scorso di ridurre a tre set fissi le gare dei campionati Under 15, Under 17 e Under 19 maschili e femminili. Niente più partite giocate al meglio dei 3 set su 5, dunque: l’obiettivo è quello di avere tempi certi per lo svolgimento delle partite e agevolare gli interventi di sanificazione delle palestre tra una gara e l’altra, applicando i protocolli federali.
    Il provvedimento riguarderà soltanto le gare di regular season e, secondo la Fipav Veneto, diminuirà anche il rischio di assembramenti garantendo che meno atleti, allenatori e dirigenti siano presenti in palestra nello stesso di momento, quello di passaggio tra un match e un altro. Ne beneficeranno inoltre i familiari degli atleti coinvolti, soprattutto gli accompagnatori dei ragazzi in trasferta, che potranno conoscere con ragionevole certezza l’orario di conclusione degli incontri ed evitare lunghe attese.
    (fonte: Fipav Tre.Uno) LEGGI TUTTO

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    Il Beach Volley non è sport di contatto: ok alle partite amatoriali

    Foto Beach Volley Addicted

    Di Redazione
    Dopo l’emanazione del nuovo DPCM sulle misure di contrasto al coronavirus, che vieta la pratica degli sport di contatto a livello amatoriale, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo che individua le “discipline sportive da contatto” oggetto della proibizione. La pallavolo indoor è inserita nell’elenco, ma la buona notizia per gli appassionati è che non ne fanno parte Beach Volley, Snow Volley e Sitting Volley, tutte discipline che quindi potranno continuare a essere praticate anche tra amatori, al di fuori dell’attività delle società sportive.
    Oltre ai riflessi sulla normativa in vigore, il decreto mette finalmente fine all’equivoco che per lungo tempo, anche durante la stagione estiva, aveva impedito la pratica del Beach Volley sulle spiagge italiane: la disciplina era stata impropriamente classificata come “di contatto” e quindi non permessa, al di fuori dei protocolli Fipav applicati dalle società e nei tornei.
    (fonte: Gazzetta Ufficiale) LEGGI TUTTO

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    Il ministro Spadafora annuncia un fondo per finanziare la sanificazione delle palestre

    Foto Lega Pallavolo Serie A Femminile

    Di Redazione
    Con un post sulla sua pagina Facebook il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha commentato questa mattina il nuovo DPCM sulle misure di contenimento della pandemia di coronavirus emanato dal Governo. Tra le altre considerazioni, il ministro – rivendicando il sostegno assicurato al settore con “misure e risorse mai viste prima” – ha annunciato anche la prossima attivazione di “un fondo per alleggerire le spese derivanti dai nuovi obblighi di igienizzazione e sanificazione, al fine di tutelare l’enorme valore economico e sociale dello sport per tutti“.
    “Ne siamo talmente convinti – aggiunge Spadafora – che faremo di tutto affinché lo sport, con tutti i benefici che comporta, non si fermi di nuovo. Anche se questo implica una maggiore consapevolezza e una maggiore responsabilità da parte di tutti nel rispetto delle regole, dentro e fuori i campi sportivi“.

    “L’analisi svolta dal Comitato Tecnico Scientifico delle curve dei contagi e degli altri indicatori sensibili – continua il ministro – ha imposto al Governo la necessità di prendere scelte difficili, proporzionate, ragionevoli. Tutti i settori risentiranno di una stretta. Nel nuovo DPCM abbiamo tutelato non solo lo sport professionistico ma anche quello dilettantistico: associazioni e società sportive, federazioni e enti di promozione hanno infatti dato prova di aver rispettato con rigore i protocolli emanati nelle scorse settimane, spesso anche affrontando spese di adeguamento e messa in sicurezza degli spazi e delle strutture. Questo significa che le ragazze e i ragazzi iscritti a scuole o campionati potranno continuare le loro attività, ad esempio, anche per quanto riguarda il calcio, il basket, la pallavolo tra gli altri, fatto salvo il rispetto delle regole e la prudenza oggi necessaria in ogni aspetto della vita quotidiana. Nessun cambiamento invece per quanto riguarda l’attività delle palestre (già ben regolamentata) e la corsa, ‘ovviamente’ senza mascherina“.
    Spadafora entra poi nel dettaglio della norma che impone lo stop agli sport di contatto amatoriali: “Per intenderci, le ‘partitelle’ organizzate tra amici. Non che non abbiano importanza o non siano utili ma in un momento così difficile, e speriamo per un breve periodo, dobbiamo ritornare a fare qualche sacrificio. Chiaramente tutto il settore, e chi subirà in modo più significativo queste scelte, continuerà a ricevere attenzione e sostegno nei prossimi provvedimenti economici, a partire dalla prossima Legge di Bilancio“.
    (fonte: Facebook Vincenzo Spadafora) LEGGI TUTTO