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    Emanati i protocolli per la ripresa della Serie B e delle categorie minori

    Foto Federazione Italiana Pallavolo

    Di Redazione
    Anche la Serie B, i campionati regionali e territoriali e i campionati giovanili compiono finalmente un primo passo verso il ritorno in campo. La Federazione Italiana Pallavolo ha emanato oggi i protocolli per la ripresa dell’attività di tutte le serie e categorie, definendo una serie di percorsi specifici nel pieno rispetto delle normative per il contenimento del contagio da Covid-19.
    La principale differenza tra le categorie sono i controlli previsti a inizio stagione: tra il 19 e il 30 ottobre tutti i componenti del “gruppo squadra” delle formazioni di Serie B (atleti, allenatori, preparatori, fisioterapisti, medico e tutti i componenti dello staff) dovranno sottoporsi a test sierologico per la ricerca degli anticorpi del coronavirus. Per le categorie inferiori, invece, è previsto soltanto il controllo della temperatura in occasione di allenamenti e gare. Tutti, comunque, dovranno sempre produrre l’apposita autocertificazione.
    I protocolli dettagliano inoltre tutte le procedure di screening per gli arbitri e di gestione degli eventuali casi di positività, le norme di comportamento nelle varie fasi di gara e nell’utilizzo degli spogliatoi e tutte le altre informazioni necessarie per lo svolgimento dell’attività.
    Sul sito della Fipav sono disponibili le versioni integrali del protocollo per la Serie B e del protocollo per la Serie C e seguenti e per i campionati di categoria.
    (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Palazzetti verso la riapertura in tutta Italia? Si decide la prossima settimana

    Di Redazione
    La pallavolo ha riabbracciato i suoi tifosi, ma per il momento ancora “a macchia di leopardo”. Diverse squadre hanno già potuto riaprire (molto parzialmente) le porte dei propri palazzetti, altre lo faranno nel weekend: questo perché la decisione di consentire l’accesso del pubblico è legata alle ordinanze delle singole Regioni, mentre il Governo per ora mantiene la linea della chiusura. Quella di oggi, però, potrebbe essere una giornata importante nell’evoluzione della vicenda: la Conferenza Stato-Regioni presenterà infatti all’esecutivo un documento in cui dovrebbe essere proposta la riapertura fino a un massimo del 25% della capienza degli impianti, linea sposata anche dalla Lega Pallavolo Serie A.
    Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora si è già esposto pubblicamente a favore di questa richiesta, ma per portarla avanti deve convincere il collega della Salute, Roberto Speranza, e soprattutto il Comitato Tecnico-Scientifico, il cui parere sembrerebbe orientarsi in senso contrario. In ogni caso, a quanto si apprende, il ministro spinge perché una decisione possa essere presa già la prossima settimana, anticipando quindi il DPCM previsto per il prossimo 7 ottobre in modo da poter riaprire al pubblico (in caso di approvazione) già dal weekend del 3-4 ottobre. Nel frattempo, si continua a navigare a vista con regole diverse da regione a regione. LEGGI TUTTO

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    La Provincia di Brescia apre le palestre, ma l’ultimo ok spetta alle scuole

    Di Redazione
    Si sblocca, almeno in parte, la situazione della disponibilità delle palestre scolastiche a Brescia e dintorni: dopo il successo di una petizione online e la presa di posizione della Fipav, ieri la Provincia di Brescia ha approvato, con decreto del Presidente, l’apertura delle palestre di sua proprietà in orario extrascolastico, vincolandola al rispetto di una serie di disposizioni contenute nell’apposito protocollo di sicurezza. Il decreto consente anche di disputare gare e competizioni sportive. Per le società bresciane resta comunque una vittoria parziale: l’ultimo ok spetta infatti ai dirigenti scolastici dei singoli istituti, il cui parere sarà vincolante.
    “Il protocollo – spiega il consigliere provinciale delegato all’Istruzione, Filippo Ferrari – è frutto di un lavoro sinergico importante – che da una parte vuole valorizzare la pratica sportiva, tutelando quindi gli atleti e tutte le realtà e le associazioni coinvolte, e dall’altro vuole garantire la sicurezza e la salute degli utenti, tenendo conto del buon avvio dell’anno scolastico, che non ha determinato problemi in merito alla gestione degli spazi. Il Protocollo di Sicurezza sarà ora inviato ai comuni bresciani per una massima condivisione”.
    (fonte: Provincia.brescia.it) LEGGI TUTTO

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    Palestre chiuse, da Pavia a Trieste continua il braccio di ferro con la scuola

    Di Redazione
    Scuole aperte ormai in tutta Italia per gli studenti, ma non per la pallavolo (e gli altri sport indoor). Il problema dell’indisponibilità delle palestre scolastiche sta assumendo rilievo nazionale e sta costringendo molte squadre a ridimensionare, se non addirittura cancellare, la propria attività. Dopo i numerosi casi dei giorni scorsi, dalla provincia di Brescia al Lazio passando per il Piemonte, il braccio di ferro tra istituti e società si estende in diverse regioni, nonostante l’appello lanciato dalla Federazione alla ministra Lucia Azzolina.
    In provincia di Pavia, come riporta La Provincia Pavese, meno della metà delle 44 squadre iscritte ai campionati territoriali ha a disposizione un campo per allenarsi e giocare. “Lo sport giovanile e di base – denuncia Nicoletta Quacci, presidente della Fipav Pavia – in questo momento è stretto tra l’incudine delle scuole, che negano gli spazi normalmente destinati all’attività fisica anche quando non vengono utilizzati per la didattica, e il martello della propria missione sociale ed educativa, che entro certi limiti si può modulare, ma non stravolgere con soluzioni aliene“.
    Vista la situazione, il Comitato Territoriale intende dare il via ai campionati giovanili “non prima di gennaio“, ma nel frattempo ha chiesto alle società di iscriversi regolarmente ai campionati. Intanto, in località come Casteggio le palestre restano chiuse almeno fino al 31 dicembre e – riporta il quotidiano – una squadra in cerca di alternative si è rivolta al locale oratorio, sentendosi richiedere dal parroco un affitto di 18 euro all’ora…
    Non va meglio in provincia di Verona, dove il Comitato Territoriale è stato costretto ad annullare la Coppa Verona: “La disponibilità ancora incerta di impianti sportivi e le conseguenti difficoltà che molte società stanno trovando per la ripresa degli allenamenti ci hanno indotto a questa decisione” scrive il presidente Stefano Bianchini. E anche a Trieste, denuncia il quotidiano Il Piccolo, metà dei 14 impianti gestiti dall’Ente di Decentramento Regionale non saranno disponibili per lo sport; una nota positiva viene invece dalle 38 strutture comunali, dove l’attività dovrebbe riprendere da giovedì 24 settembre. LEGGI TUTTO

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    Lombardia e Veneto aprono le porte: fino a 700 spettatori nei palazzetti

    Di Redazione
    Anche Lombardia e Veneto, sulla scia dei provvedimenti adottati da altre regioni, consentono l’accesso del pubblico alle competizioni sportive, sia pure in misura limitata. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha firmato oggi l’ordinanza che apre al pubblico gli impianti sportivi, fino a un massimo di 1.000 spettatori per le manifestazioni all’aperto e 700 spettatori per quelle al chiuso. Il provvedimento è in vigore da oggi, sabato 19 settembre, e quindi già da domani le squadre di volley lombarde potranno aprire le rispettive gare agli spettatori.
    L’ordinanza, infatti, è valida anche per gli eventi “riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e dalle rispettive Federazioni“, quindi si applicherà anche ai campionati nazionali. Il pubblico potrà accedere soltanto “limitatamente a quei settori nei quali sia possibile assicurare posti a sedere da assegnare ai singoli spettatori per l’intera durata dell’evento“. Nell’ordinanza si confermano anche le altre misure di sicurezza previste per gli eventi, dall’utilizzo della mascherina (che dovrà essere indossata anche all’aperto) al distanziamento interpersonale. Non sarà consentita l’apertura di bar e punti di ristoro.
    Regole molto simili anche per il Veneto, dove però la mascherina sarà obbligatoria solo al chiuso. L’ordinanza emessa dal governatore Luca Zaia è valida fino al 3 ottobre, mentre quella della Lombardia sarà in vigore fino al 15 ottobre.
    (fonte: Ansa.it) LEGGI TUTTO

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    In provincia di Brescia le palestre restano chiuse. Le società si mobilitano online

    Di Redazione
    In questo tormentato avvio di stagione sportiva, condizionato dall’emergenza sanitaria, continua a tenere banco (è proprio il caso di dirlo) il problema delle palestre scolastiche, che spesso restano “off limits” per le società sportive. Sta accadendo in molte zone d’Italia e anche nel bresciano: prima dell’inizio dell’anno scolastico, la Provincia di Brescia ha emanato una comunicazione che sospende l’utilizzo in orario extrascolastico delle palestre di proprietà provinciale, situate in 18 comuni del territorio.
    Lo scopo del provvedimento, secondo l’ente, è “valutare con estrema attenzione l’impatto che il ritorno nelle aule scolastiche avrà sulla gestione degli spazi, al fine di tutelare la salute e la sicurezza sia degli studenti che degli operatori della scuola“. Per questo le porte delle palestre restano sbarrate “fino al termine del monitoraggio da svolgersi in condivisione con i Dirigenti Scolastici referenti delle strutture sportive“. Una decisione che, come si può facilmente immaginare, ha conseguenze irreparabili sull’attività delle squadre di pallavolo e altri sport.

    A mobilitarsi contro la presa di posizione della Provincia sono state innanzitutto le società: la Scuola di Pallavolo Brescia è tra le più attive, e insieme ad altri club ha lanciato una petizione online che in pochi giorni ha già raccolto quasi 600 firme. Anche le istituzioni sportive si sono schierate: lo scorso 10 settembre il Comitato Regionale della Lombardia della Fipav, insieme a quello della Federazione Italiana Pallacanestro, ha scritto alla Provincia chiedendo di tornare sulla decisione.
    “Privare i ragazzi di questa componente fondamentale della propria vita in questa età particolare rappresenta un costo sociale che ha ricadute sulla disponibilità di genitori e parenti a seguirli nelle ore di sospensione dagli allenamenti o in alternativa nel passare ore a casa o per strada; nel probabile abbandono di diversi atleti non più motivati; nel futuro costo di assistenza sanitaria nonché nella frustrazione di non potere svolgere un’attività scelta ed amata” scrivono le due Federazioni, che sottolineano inoltre le garanzie offerte dai protocolli di sicurezza per la ripresa dell’attività.
    Sulla stessa linea il Comitato Territoriale Fipav di Brescia, che in una nota si chiede: “Fino a poco tempo fa tutti abbiamo sinceramente riconosciuto allo sport il ruolo di veicolo di valori fondamentali. Perché oggi declassarlo a priorità minore e di fatto esautorarlo dalla sua eminente funzione sociale ed educativa? (…) Nel farsi carico e risolvere il tema delle palestre scolastiche da aprire allo sport, è necessario giocare una partita leale, consapevoli delle responsabilità condivise che politica, scuola e mondo sport hanno verso i nostri ragazzi“.
    A rendere la situazione ancora più paradossale c’è il fatto che il Comune di Brescia si è invece impegnato per assicurare alle associazioni sportive la fruizione degli spazi di sua proprietà: nella stessa città troviamo quindi società e discipline in condizioni diametralmente opposte. E le ricadute negative in termini di tesseramenti, con l’avvicinarsi dell’inizio della stagione sportiva, sono immaginabili.
    (fonte: Scuola di Pallavolo Brescia) LEGGI TUTTO

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    Senza palestre non si gioca: la Pallavolo Castellamonte rinuncia alla Serie D

    Foto ASD Pallavolo Castellamonte

    Di Redazione
    Non è certo l’unica squadra costretta a ridurre o cancellare l’attività per problemi di disponibilità delle palestre in questo accidentato inizio di stagione, ma probabilmente è la prima a metterlo per iscritto. L’ASD Pallavolo Castellamonte, società dell’omonimo comune a nord di Torino, ha annunciato su Facebook la propria scelta di rinunciare al campionato di Serie D femminile, categoria in cui era stata reintegrata dal Comitato Regionale del Piemonte grazie al piazzamento conquistato nella scorsa stagione in Prima Divisione.
    “I motivi del rifiuto sono diversi – scrive la società piemontese – ma il più importante e la non possibilità, a tutt’oggi, di programmare la data di entrata in palestra. Sperando di poter risolvere la situazione al più presto, così almeno potremmo far entrare in palestra le nostre atlete, chiediamo ai nostri amministratori: per favore, fate in fretta!!!“. Uno sfogo che sta già facendo il giro d’Italia, trovando la partecipazione delle numerose squadre coinvolte dal problema: nonostante i ripetuti appelli e le prese di posizione di comitati locali come la Fipav Roma, infatti, molte strutture scolastiche (e non solo) restano chiuse alla pratica sportiva, rendendo di fatto impossibile la ripresa dell’attività.
    (fonte: Facebook ASD Pallavolo Castellamonte) LEGGI TUTTO

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    Nuovo protocollo per la Serie A: anche gli arbitri saranno sottoposti a tampone

    Foto Lega Pallavolo Serie A

    Di Redazione
    La Federazione Italiana Pallavolo ha pubblicato oggi un aggiornamento del protocollo per le attività delle squadre di Serie A, emanato per la prima volta lo scorso 25 agosto. Tra le poche variazioni, le più significative riguardano gli arbitri, che dovranno obbligatoriamente sottoporsi a tampone ogni 15 giorni per tutto l’arco della stagione (nella prima versione era previsto soltanto un test a inizio anno) e, d’altro canto, avranno il compito di controllare che vengano rispettati tutti gli adempimenti previsti, dalla sanificazione al distanziamento passando per l’uso delle mascherine. In caso di violazioni sono previsti provvedimenti disciplinari e sanzioni da parte del Giudice Sportivo.
    Tra le disposizioni per i direttori di gara c’è anche quella di raccomandare ai giocatori di evitare strette di mano e abbracci: questi ultimi, infatti, non sono più “vietati” come in precedenza, ma soltanto “fortemente sconsigliati”. Le società dovranno infine consegnare al Covid Manager della squadra di casa, prima di ogni gara, una dichiarazione firmata dal Presidente che attesti il rispetto delle prescrizioni sanitarie, e un’autocertificazione firmata da ciascun giocatore.
    L’altra modifica importante è quella sulla frequenza dei tamponi su giocatori e membri del gruppo squadra, che dovranno essere effettuati ogni 7 giorni e non più “al massimo ogni 15”, con conseguente aggravio di costi a carico delle società. Potrà trattarsi però anche del cosiddetto “tampone rapido” (molecolare o antigenico); soltanto in caso di positività, e dopo aver posto in isolamento il soggetto positivo, sarà effettuato il tampone naso-faringeo.
    La versione integrale del protocollo è consultabile online.
    (fonte: Federvolley.it) LEGGI TUTTO