Ortona chiude i battenti, il presidente Lanci: “Lo confermo con la morte nel cuore”
Un’altra piazza storica della pallavolo italiana alza bandiera bianca. “Con la morte nel cuore sono costretto ad annunciare che venderemo il titolo di Serie A3 perché non siamo più in grado di sostenere i costi di gestione di un campionato che è diventato troppo oneroso”. A riferirlo è Andrea Lanci, presidente ed ex capitano della Sieco Impavida Ortona. “È una decisione che non avrei mai voluto prendere, ma questa è la realtà dei fatti. Purtroppo, è finita un’epoca”.
Già, purtroppo è proprio così. Anche Ortona, e sottolineante ‘anche’, perde la pallavolo di alto livello pur mantenendo le squadre giovanili. Come fatto ad esempio da Vibo Valentia, solo per citarne una, qualche anno fa. Una storia lunga oltre vent’anni, tra campionati di A2 e A3, e una Superlega anche sfiorata, che finisce nel modo più amaro. Un tema, quello della sostenibilità (e non solo) che meriterebbe una riflessione profonda e onesta sui pro e i contro delle ultime riforme attuate, così come sugli effetti che stanno generando.
“Già un paio d’anni fa siamo stati vicini alla cessione del titolo – racconta Lanci – poi è intervenuta la politica con promesse non mantenute. Il sistema non aiuta realtà di provincia come la nostra. Dagli anni ’80 e ’90 Ortona ha sempre avuto una caratteristica: dare la possibilità ai giovani del posto di giocare. Oggi invece i prodotti del settore giovanile a 15/16 anni vanno via per giocare nei grandi club senza che alla società arrivi un euro di indennizzo”.
“In questi anni abbiamo dimostrato serietà e coerenza – conclude Andrea Lanci, figlio dello storico patron Tommaso Lanci e fratello di Nunzio, ex allenatore della prima squadra – non vogliamo sporcare il nome della famiglia e di Ortona con atteggiamenti che non ci appartengono. Le motivazioni che ci hanno indotto a lasciare la pallavolo di alto livello sono tante”. Un vero peccato.
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