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    Moto3, Pedro Acosta: “I piloti sono i pagliacci del circo”

    ROMA – Pedro Acosta continua a far parlare di sé, non solo per le proprie vittorie in pista. Il fenomeno spagnolo, solamente diciassettenne, è al comando del Mondiale di Moto3 e in questi pochi mesi nel paddock ha spesso mostrato di avere un carattere alquanto istintivo: “Questo alla fine è uno spettacolo – spiega sul motomondiale -, un circo e i piloti sono i pagliacci della macchina da presa. Le cose ti arrivano da una parte, dall’altra… Ma ehi, mi piace sentire cosa dice la gente di me. Soprattutto gli ‘haters’. Mi sento come se avessi un fan club tutto per me, guardando quello che faccio 24 ore su 24. Li ascolto solo. Tutti possono sempre dirti cose buone, ma avere un fan club per te solo 24 ore a guardare quello che fai e quello che dici è incredibile”.
    Le parole di Acosta
    Sempre nell’ultima intervista rilasciata a ElConfidencial, Acosta si è detto piuttosto selettivo: “La verità è che le persone che mi piacciono sono davvero poche – ammette -. Siamo giovani, è vero, ma siamo in un mondiale. So che ci sono persone che pensano ‘wow, questo ragazzo di 17 anni ha bisogno di aiuto psicologico, siamo cattivi, giusto?’ Ma la verità è che non credo negli psicologi. Neanche io presto molta attenzione alle persone. Ci sono pochissime persone che mi piacciono, e alla fine penso che non sia necessario che una persona ti dica ‘non ascoltare questo, non ascoltare l’altro’, penso che siamo al Mondiale, e dobbiamo sapere cosa è meglio o peggio per noi stessi”. LEGGI TUTTO

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    Superbike, Portimao 2021 in tv: orari e come vederlo

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    F1, Brawn: “Hamilton può arrivare a 120 vittorie”

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    F1, Brawn: “Hamilton può vincere altre 20 gare”

    ROMA – “La tripla cifra è una pietra miliare che nessuno pensava che qualcuno avrebbe mai raggiunto. Le 91 vittorie di Schumacher sembravano inavvicinabili. Ma poi Lewis ha battuto il record, e ora ha 100 vittorie. Non c’è niente che lo possa fermare”. Queste le parole di Ross Brawn dopo il Gran Premio di Russia, quindicesimo appuntamento stagionale della Formula 1. Il manager di Liberty Media ha commentato l’incredibile risultato di Lewis Hamilton, il primo pilota della storia a raggiungere le 100 vittorie. “Quante altre ne vincerà? Sicuramente sarà in Formula 1 per un paio di anni e conquisterà Gran Premi ogni anno. Penso che potremmo certamente prevedere altre 20 vittorie, dato che è ancora altamente competitivo e motivato. È semplicemente sbalorditivo e mi congratulo con lui, perché è un traguardo che nessuno avrebbe mai pensato di raggiungere”.
    Sulla McLaren
    Brawn ha poi parlato della strategia finale della McLaren e di Lando Norris, che l’ha fatto scivolare dalla prima alla settima posizione: “Lando ora si sentirà giù di morale, abbiamo avvertito tutti il suo disappunto mentre la macchina scivolava, è stato davvero un peccato. Ho vissuto una situazione simile, proprio quando devi prendere una grande decisione strategica: ne abbiamo vinte, ma ne abbiamo anche perse. Un esempio fu quando Rubens Barrichello vinse il GP di Germania 2000 con la Ferrari: lui disse che non era il caso di rientrare dopo la pioggia. Noi insistemmo, ma lui non ne volle sapere di rientrare, e vinse la corsa. Questi scenari sono molto complessi ed a Sochi lo era ancor di più, dato che solo metà del tracciato era bagnato”. LEGGI TUTTO

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    F1, Hamilton e l'ipotesi Ferrari: “Non so perché non sia mai stato possibile”

    La prossima stagione
    Nel 2022 ci saranno numerosi cambiamenti viziati da un grande equilibrio, almeno sulla carta: “Onestamente non mi spavento per questo – ammette Hamilton in una lunga intervista a Sky Sport -. Guardando al prossimo anno, è probabile che le prestazioni delle auto siano più ravvicinate. Le gare saranno più intense, perciò l’abilità di guida potrà avere un grosso peso. Ed è per questo che voglio rimanere in F1, perché sarà davvero un’opportunità per mostrare le mie abilità. Nel nostro sport non è così semplice, qualche volta c’è l’occasione di sorpassare, ma nemmeno così tante. Questo è il motivo per cui sono entusiasta. E credo che il mio spirito possa aiutare il team a fare dei progressi, perché so di cosa ho bisogno dall’auto e dove devono andare le prestazioni. Spero di essere importante in questo senso e di essere parte della crescita di Russell, che sarà accanto a me. Lui è già velocissimo ma sicuramente imparerà da me perché sono in F1 da più tempo. E anche io potrò imparare da lui. Non ho remore a imparare da qualcuno di più giovane. Non ho timori, voglio solo vincere. Credo che quando si invecchia si debba lavorare di più sul fisico, ci deve allenare di più. Quando si è giovani te ne basta meno”.  LEGGI TUTTO

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    F1, Hamilton: “Ferrari? Mai stato possibile e non saprò mai il perché”

    In vista del 2022
    Nel 2022 ci saranno numerosi cambiamenti viziati da un grande equilibrio, almeno sulla carta: “Onestamente non mi spavento per questo – ammette Hamilton in una lunga intervista a Sky Sport -. Guardando al prossimo anno, è probabile che le prestazioni delle auto siano più ravvicinate. Le gare saranno più intense, perciò l’abilità di guida potrà avere un grosso peso. Ed è per questo che voglio rimanere in F1, perché sarà davvero un’opportunità per mostrare le mie abilità. Nel nostro sport non è così semplice, qualche volta c’è l’occasione di sorpassare, ma nemmeno così tante. Questo è il motivo per cui sono entusiasta. E credo che il mio spirito possa aiutare il team a fare dei progressi, perché so di cosa ho bisogno dall’auto e dove devono andare le prestazioni. Spero di essere importante in questo senso e di essere parte della crescita di Russell, che sarà accanto a me. Lui è già velocissimo ma sicuramente imparerà da me perché sono in F1 da più tempo. E anche io potrò imparare da lui. Non ho remore a imparare da qualcuno di più giovane. Non ho timori, voglio solo vincere. Credo che quando si invecchia si debba lavorare di più sul fisico, ci deve allenare di più. Quando si è giovani te ne basta meno”.  LEGGI TUTTO

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    Tragedia Vinales, Michel Fabrizio: “Mi ritiro per rispetto della vita umana”

    ROMA – Il mondo delle due ruote non è rimasto impassibile dopo la morte di Dean Berta Vinales. Come a voler dare un avvertimento al motomondiale, Michel Fabrizio ha deciso di ritirarsi in seguito all’ennesima tragedia in pista. Il pilota italiano, anche Campione Europeo Superstock 1000 nel 2003, ha spiegato in maniera esauriente le sue motivazioni su Facebook: “Mi rifiuto di correre per rispetto della vita umana. E mi ritiro. È il momento di dire basta. Oggi ho assistito ad una brutta giornata, la perdita di un pilota di soli 15 anni. Gare così ne ho viste tante in questa categoria, e ogni volta che ne finiva una, si tirava un sospiro di sollievo perché era andata bene. Ma purtroppo non sempre va bene e oggi è successo l’imprevedibile o forse quello che si sapeva potesse accadere. Sono sdraiato da più di 5 ore sul letto del mio hotel a guardare il soffitto, ripensando ai momenti belli che questo sport mi ha regalato. Ma rientrando dopo 6 anni ho visto questo mondo cambiato”, le sue parole. 
    “Troppa poca esperienza”
    Fabrizio si è soffermato anche sul tema dei grandi campioni come esempio per i più giovani: “Ho visto un’indifferenza da parte della Federazione Internazionale: schierare 42 bambini nella Yamaha cup e altri 42 nel Mondiale 300. Troppi, troppi piloti con poca o addirittura pochissima esperienza, e questo non succede solo nel mondiale, ma anche in campionati nazionali, dov eper fare cassa si prende tutto, fino all”ultimo posto disponibile. Valentino Rossi anni fa, quando Marquez è entrato in MotoGP, è stato hanno criticato, dicendo che si lamentava per le manovre di Marquez ‘scorrette’. Bisogna dargli ragione. Marc è diventato un punto di riferimento: questi giovani emulano le sue gesta, facendo sorpassi troppo a limite, appoggiandosi al proprio avversario rischiando ogni centimetro”, conclude.  LEGGI TUTTO

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    F1, Brown dopo il Gp di Russia: “Questa fa male”

    ROMA – “Questa fa male. Daniel quarto e Lando settimo, ma siamo andati così vicini ad ottenere molto di più! Abbiamo avuto il ritmo per tutto il fine settimana, mega lavoro della squadra”. Zak Brown, CEO della McLaren, ha commentato su Twitter il risultato del suo team nel Gran Premio di Russia, quindicesimo appuntamento stagionale della Formula 1. La scuderia di Woking, a due settimane dal trionfo di Daniel Ricciardo a Monza, ha visto Lando Norris perdere la prima posizione nel finale a causa della pioggia e di una gestione sbagliata del momento, per chiudere in settima posizione.
    Norris “devastato”
    Anche Lando Norris ha parlato dopo il deludente settimo posto di Sochi: “Non saprei da dove cominciare,ma sono comunque scontento,per non dire devastato. Avevamo deciso di rimanere fuori fino ad un cambiamento delle condizioni ed una volta avvenute il team mi ha richiamato ai box. Ho deciso di restare ugualmente fuori, pensando che fosse la mossa migliore. Pensavamo di aver fatto la scelta giusta, ed invece abbiamo sbagliato. Rivaluteremo questa circostanza, in modo tale che non capiti più in futuro”. LEGGI TUTTO