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    Serbia a caccia di un nuovo CT: tentativo per Stéphane Antiga

    Di Alessandro Garotta La nazionale serba femminile cerca un nuovo CT dopo l’addio di Zoran Terzic, che come anticipato nelle scorse settimane ha firmato un contratto per guidare la Russia fino al 2024 (manca solo l’annuncio ufficiale). Nelle ultime ore è spuntato il nome di Stéphane Antiga, attualmente sulla panchina del Developres Rzeszow dopo le esperienze con Polonia, Canada e ONICO Warszawa a livello maschile (nel suo palmares può vantare le vittorie dei Mondiali 2014 e della Supercoppa Polacca 2021, oltre a diversi buoni piazzamenti). Antiga era stato un serio candidato anche per la panchina della Polonia femminile, ma il rinnovo fino al 2024 del suo contratto con il Developres gli ha di fatto precluso questo ruolo, visto che la Federazione polacca non ammette il doppio incarico. La Federazione serba, invece, avrebbe già iniziato i colloqui con l’entourage dell’allenatore francese per verificare la fattibilità della pista. Al momento sarebbero più defilate quelle che portano alle figure che in questi anni hanno collaborato con Terzic nello staff della nazionale: Branko Kovacevic, Aleksandar Vladisavljev, Marko Grsic e Milan Grsic. LEGGI TUTTO

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    Clamoroso: Zoran Terzic alla guida della nazionale russa?

    Di Redazione La decisione della Federazione russa di rinviare la scelta del nuovo CT della nazionale femminile potrebbe avere un nome e un cognome: Zoran Terzic. Fonti attendibili dicono infatti che il tecnico serbo – già corteggiato in passato anche della Polonia – abbia rifiutato l’offerta di rinnovo della propria nazionale, che guidava da ben 19 anni, e accettato all’ultimo momento la proposta della Russia. La svolta sarebbe clamorosa: il nome di Terzic finora non era mai emerso, mentre fino a ieri i media russi avevano “spinto” la candidatura di Stefano Lavarini. L’allenatore serbo, che proprio oggi guiderà il Fenerbahce Opet Istanbul nella sfida d’esordio del Mondiale per Club contro Conegliano, ha avuto una breve esperienza in Russia nella stagione 2017-2018 come allenatore della Dinamo Mosca. L’annuncio del suo nuovo incarico dovrebbe arrivare entro fine anno, mentre non ci sono ancora notizie sul suo sostituto alla guida della Serbia. LEGGI TUTTO

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    La Polonia offre a Zoran Terzic la panchina della nazionale femminile

    Di Redazione E alla fine arriva Zoran Terzic? Alla lunghissima lista di candidati per la sostituzione di Jacek Nawrocki alla guida della nazionale femminile della Polonia si aggiunge anche il nome dell’attuale tecnico della Serbia. Questa volta però non si tratta soltanto di una voce: sul piatto c’è un’offerta reale, a cui Terzic dovrà dare una risposta nei prossimi giorni. Da valutare, al tempo stesso, c’è naturalmente la proposta di rinnovo della Federazione del suo paese, con cui il tecnico serbo lavora da ben 19 anni e si è consacrato come uno degli allenatori più vincenti al mondo. Tra gli altri pretendenti alla panchina della Polonia ci sono anche due allenatori attivi nel campionato italiano: il tecnico di Novara Stefano Lavarini e quello di Scandicci Massimo Barbolini. LEGGI TUTTO

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    La Serbia prova a consolarsi: “Non si può vincere sempre”. E Rasic dice basta

    Di Redazione Digerire una sconfitta in finale è sempre difficile, ma lo è di più se si gioca in casa davanti a 20mila tifosi, e ancora di più se si è abituati a vincere sempre. Dopo il ko nella sfida decisiva dei Campionati Europei contro l’Italia, la nazionale femminile della Serbia vive emozioni inedite per questa generazione di campionesse. Prova a rincuorarla il suo artefice, il CT Zoran Terzic: “Si sa come siamo noi serbi, vogliamo sempre il meglio e la vittoria. E ovviamente è molto difficile perdere una finale del genere davanti a molte migliaia di persone, nella nostra capitale. Non possiamo essere troppo felici, ma dobbiamo essere realisti: due medaglie sono un risultato fantastico per questa stagione“. “Queste ragazze – continua Terzic – hanno vinto 15 medaglie in 20 anni, non so se c’è una squadra al mondo che abbia fatto qualcosa del genere. L’ho già detto più volte e l’ho ripetuto durante la partita, sono sicuramente le migliori al mondo: dal 2016 a oggi siamo stati primi in tutte le competizioni, non si può sempre vincere“. Più critico il pensiero di una delle leader della squadra, Maja Ognjenovic: “Abbiamo giocato con un’Italia in grande forma e purtroppo le abbiamo permesso di ricevere bene per tutta la partita, che non era certo il nostro piano di gioco. Eravamo al limite delle forze dopo la semifinale, anche se le motivazioni non mancavano di certo: è difficile quando si gioca contro una nazionale tra le migliori d’Europa e del mondo. Non siamo insoddisfatte, non credo che qualcuno possa considerare un fallimento un bronzo olimpico e un argento europeo, ma un po’ di amarezza rimane“. La Serbia deve fare i conti anche con l’addio di una delle grandi protagoniste del ciclo vincente, Milena Rasic: “Purtroppo è stata la mia ultima partita in nazionale – conferma la centrale – dalla prossima estate sarò la tifosa numero uno. Sarebbe stato molto bello chiudere con l’oro, ma in 12 anni abbiamo vinto tanto e posso solo essere orgogliosa di ogni momento trascorso con queste ragazze e con tutto lo staff. Abbiamo lasciato il cuore in campo, però credo che in alcuni momenti la stanchezza abbia dominato, non siamo riusciti a trovare la forza“. Foto CEV Le lacrime di Tijana Boskovic sono state uno dei momenti più intensi del dopopartita, ma l’opposta prova a tirarsi su il morale: “Nonostante la sconfitta sono estremamente orgogliosa. Siamo sicuramente deluse, ma questo è lo sport: abbiamo trascorso 4 mesi insieme, abbiamo ottenuto grandi successi e non ci siamo mai arrese, in nessun momento. Sono felice di far parte di questo gruppo“. Stesso concetto espresso da Stefana Veljkovic: “Sicuramente volevamo la medaglia d’oro e abbiamo lottato fino alla fine, ma a volte capita che qualcosa non vada come ti aspetti. Posso solo essere orgogliosa di queste ragazze, voglio fare i complimenti a tutte e dire loro che nessuno deve preoccuparsi e che l’argento è un grande risultato“. Mentre Mina Popovic mastica amaro: “Loro hanno giocato meglio e hanno vinto meritatamente, anche se non è mai facile per un atleta ammetterlo. Siamo abituati a vincere e non è facile affrontare la sconfitta, siamo sicuramente molto dispiaciute“. Katarina Lazovic analizza così la finale: “A un certo punto abbiamo perso completamente le energie e sul campo si è visto. Non è stato un torneo facile, è durato tantissimo, abbiamo speso tanto emotivamente e fisicamente. Ma sono orgogliosa di questa squadra e di avere l’opportunità di farne parte con queste giocatrici, che sono le migliori al mondo“. E per Bianka Busa ci sono “molte emozioni contrastanti: da un lato siamo felici perché continua la nostra striscia di medaglie, dall’altro deluse perché non siamo riuscite a vincere l’oro davanti al nostro pubblico“. (fonte: Sportklub.rs) LEGGI TUTTO

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    Europei F.: Da Yugoslavia a Serbia, una storia vincente sotto la guida di Terzic, da 20 anni Ct

    Zoran Terzic, Ct della Serbia dal 2002

    BELGRADO – L’avversario delle azzurre nella finale del campionato europeo è la Serbia, nazionale che si gioca la finale dell’Europeo 2021 in casa a Belgrado, alla Stark Arena in uno dei tanti impianti Europei che per modernità fanno impallidire la nostra vetusta impiantistica sportiva.Un risultato che è frutto di un processo di sviluppo che la federazione serba ha saputo promuovere in pochissimi anni, diventando una realtà mondiale sia con le nazionali maschili che con quelle femminili.Nell’ambito femminile sin dal 2005, come Serbia Montenegro, quando iniziò dalla cittadina inglese di Sheffield, dal più piccolo dei tornei di qualificazione continentali in quanto neo federazione associata alla CEV dopo l’”esplosione” geopolitica della ex Yugoslavia, il  cammino verso il Mondiale 2006 in quel di Tokyo dove giunse addirittura al bronzo.Fino alla denominazione di Serbia dall’Europeo 2007.
    Un palmares con argento e bronzo olimpico tra Rio 2016 e le ultime olimpiadi di Tokyo 2020, il bronzo alla prima partecipazione 2006 in Giappone del Mondiale e il successo, sempre in Giappone nel 2018 davanti alle azzurre sconfitte in finale. C’è anche l’argento alla World Cup 2015 e tre bronzi al World Grand Prix (2011, 2013, 2017)A livello Europeo la Serbia è alla quinta finale continentale e vanta già tre ori (gli ultimi due consecutivi) e l’argento nel 2007 primo torneo continentale come semplice Serbia e non più Serbia Montenegro.  Oltre al bronzo 2015.Nel passaggio di crescita la squadra ha vinto anche 3 European League nel 2009, 2010 e 2011.Il tutto gestito da un solo capo allenatore, Zoran Terzic, Ct della Serbia dal 2002 (allora ancora Serbia e Montenegro)

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    Serbia: i 20 anni di Zoran Terzic alla guida della nazionale diventano un film

    Di Redazione La vigilia delle semifinali dei Campionati Europei a Belgrado è stata l’occasione per un appuntamento speciale con il CT della Serbia: proprio ieri, infatti, all’Hotel M si è tenuta la première del film “Prvih 20 Godina (Primi 20 anni)”, dedicato all’allenatore della nazionale femminile Zoran Terzic. Il documentario, diretto da Natasa Sevic, racconta appunto il lungo percorso del 55enne tecnico sulla panchina serba e, al tempo stesso, l’ascesa della sua nazionale verso le vette più alte della pallavolo mondiale. Ad assistere alla proiezione un ricchissimo parterre: oltre all’attuale staff della nazionale c’erano anche le ex giocatrici Maja Simanic, Jelena Nikolic, Aleksandra Rankovic, Ana Zivojinovic, Bojana Drca e Sanja Malagurski, il presidente della CEV Aleksandar Boricic e il presidente della Federazione serba Zoran Gajic. Naturalmente non poteva mancare lo stesso Terzic: “Mi sono emozionato guardando il film. È sicuramente una bella storia sulla nazionale, sulle ragazze e su tutti coloro che hanno partecipato alla nostra storia. Sono davvero piacevolmente sorpreso“. (fonte: Cev.eu) LEGGI TUTTO

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    Terzic mette in guardia la Serbia: “Non bisogna mai abbassare il ritmo”

    Di Redazione Il facile 3-0 con cui la Serbia si è sbarazzata dell’Ungheria negli ottavi di finale dei Campionati Europei femminili non ha soddisfatto del tutto il CT Zoran Terzic: troppo presto le campionesse in carica hanno tirato i remi in barca, rischiando di far rientrare le avversarie. “Le ragazze hanno questa brutta abitudine – ammette l’allenatore – giocano al meglio fino a quando si accorgono di poter vincere la partita senza troppo sforzo, motivazione e voglia… E poi iniziano a giocare come hanno fatto per il resto della partita. Tocca a me avvertirle che questo non è giusto, che abbassare il ritmo può essere disastroso in vista delle partite successive, che il rischio è quello che l’insicurezza si insinui nella squadra“. La prossima avversaria delle serbe sarà la Francia, per la quale Terzic ha solo parole di elogio: “È di gran lunga la sorpresa più piacevole per me in questi Europei, in termini di risultati e di bel gioco, e in relazione alla loro giovane età. Si vede che si stanno preparando per le Olimpiadi del 2024 a Parigi, ed è questo che caratterizza i francesi: la capacità di programmare e formare una buona squadra per le grandi competizioni“. (fonte: Sportklub.rs) LEGGI TUTTO

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    Zoran Terzic: “Olimpiadi? Preferisco i Mondiali. Boskovic più forte di Egonu”

    Di Redazione Alla vigilia delle Olimpiadi di Tokyo, il CT della nazionale femminile serba Zoran Terzic ha rilasciato una lunga e approfondita intervista al portale Mozzart Sport, parlando naturalmente dell’appuntamento a cinque cerchi, oltre che di numerosi altri temi. Terzic, naturalmente, non rifiuta il ruolo di favorita per la sua rappresentativa: “Abbiamo una squadra di grande qualità ed esperienza, che si conosce da molto tempo e conosce già anche questa competizione. Da questo punto di vista abbiamo un vantaggio rispetto alle altre squadre. Se riusciremo a portare le motivazioni al massimo livello, avremo la possibilità di lottare per un piazzamento importante“. Le aspettative in Serbia sono elevatissime: “Abbiamo vinto tutte le competizioni dopo Rio 2016, due Europei e un Mondiale, e per questo tutti concludono che sarebbe logico vincere la medaglia d’oro. Ma se guardiamo le quote dei bookmaker siamo solo quarti o quinti tra i favoriti, dopo USA, Cina, Italia e insieme al Brasile. In Serbia tutti danno per scontata la medaglia e anche il primo posto agli Europei… ma le ragazze sono così esperte che non si faranno influenzare da questo. Semmai sarà più difficile davanti al nostro pubblico, a Belgrado“. D’altra parte il Giappone è un po’ una seconda casa per la nazionale balcanica: “Penso che ci siamo stati 17 volte negli ultimi 15 anni, e proprio lì abbiamo raccolto alcuni dei nostri più grandi successi“. Terzic va comunque controcorrente nel valutare l’importanza del torneo olimpico: “So che il 99% delle persone la considera la medaglia più preziosa, ma per me non può essere paragonata a un Mondiale, che è una competizione molto più dura, con il doppio delle squadre e con una rosa ‘normale’. Alle Olimpiadi si gioca a volte alle 8 del mattino, a volte alle 23, ci si muove con i mezzi pubblici, si abita in appartamenti vuoti e si mangia in mensa… Insomma, il mio desiderio più grande era vincere i Mondiali, e si è avverato tre anni fa“. Inevitabile la domanda su Tijana Boskovic, che il CT paragona al campione di tennis Novak Djokovic: “Ci sono tennisti con un rovescio fenomenale, altri con un grande diritto, capacità di movimento o di andare a rete… Ma quando il risultato è 6-6 e si va al tie break, Djokovic o Federer tirano sulla riga, gli altri fuori. Questa è la differenza tra i migliori e coloro che non lo sono“. A seguire, l’ennesimo capitolo del confronto tra l’opposta serba e Paola Egonu, con Terzic che ribadisce la sua tesi: “Egonu è l’opposta migliore al mondo insieme a Tijana, lo dico a costo di far arrabbiare qualcuno. Quando gioca al suo livello più alto è anche più potente di lei, attacca sempre sopra il muro e fermarla è difficile. Ma non sarà mai come Boskovic, perché non è così completa. Ha il fisico, ha la mentalità, ma alcune cose le mancano e non le permettono di essere sempre continua allo stesso livello. Per Tijana, invece, le oscillazioni di rendimento sono minime, ed è per questo che è la migliore al mondo. Molto semplice“. (fonte: Mozzart Sport) LEGGI TUTTO