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    Come sta la pallavolo? La nuova geografia del volley: chi sale e chi scende

    Nella geografia della pallavolo crescono regioni come la Campania, la Liguria, la Toscana, il Lazio e l’Abruzzo, faticano anche “grandi” territori del volley nel Nord come il Piemonte, il Veneto e il Trentino Alto Adige, nonostante la presenza in tutte e tre le regioni di squadre di altissimo livello nazionale e internazionale, ma non solo: sono queste alcune delle immagini che emergono dall’analisi della distribuzione dei tesserati Fipav in Italia nel dettaglio regione per regione.

    Senza dimenticare, poi, di guardare anche al numero specifico dei tesserati sia per il settore maschile che per quello femminile, con le donne arrivate a rappresentare oltre l’80% del movimento in ben 7 regioni (la media nazionale è del 77%).

    Con quest’ultimo appuntamento e il suo “spaccato” del movimento territoriale chiudiamo (per ora?) il nostro “viaggio” all’interno della pallavolo e tra i numeri del suo mondo: una serie di approfondimenti che ha preso il via dai nuovi aumenti dei costi che riguardano la vita delle società nell’ambito dell’attività con la Federazione Italiana Pallavolo (leggi QUI), per proseguire con le statistiche che riportano la diminuzione del numero di realtà societarie e le loro difficoltà negli ultimi 15 anni (leggi QUI) e arrivare ad analizzare, quindi, con un doppio appuntamento l’andamento dei tesseramenti della Federvolley, prima a livello nazionale e, oggi, più nello specifico, regionale (QUI è possibile leggere la prima parte).

    Prima di tutto, però, partiamo ancora da alcuni numeri di “contesto”: tra il 2010 e il 2024, le prime conseguenze della diminuzione del numero delle società (da 4911 a 3916, con una variazione percentuale del -20,3) e dell’aumento del numero dei tesserati (nel 2010 erano 331.785, nel 2024 sono diventati 356.498 (+7,4%), oggi, nel 2025 sono 364.430) sono state che il rapporto del numero di società ogni 100.000 abitanti è calato da 8,14 a 6,64, mentre quello dei tesserati per società è salito, conseguentemente, da 67,5 a 91. E’ cresciuto anche il rapporto tra i tesserati e gli abitanti, passando da 549,89 a 604,34 (sempre ogni 100.000 persone). Abitanti che in totale, in Italia, sono scesi da 60.340.328 a 58.989.749, con un calo del -2,2%, corrispondente a 1.350.579 persone. Sono dati che è utile tenere presente in ogni valutazione complessiva.

    IL VOLLEY NELLE REGIONI ITALIANE

    Per quanto riguarda i tesserati in totale, è la Lombardia la regione che nel 2024 vanta il maggior numero di persone nella pallavolo: 60.601. Tra le prime cinque troviamo, poi, il Veneto (39.758), l’Emilia Romagna (33.381), il Lazio (33.354), che sono le uniche a superare quota 30.000, prima della Toscana con 25.728. In coda troviamo, pure per evidenti ragioni di estensione territoriale, la Valle d’Aosta con 776, il Molise con 1.386 e la Basilicata, con 2.449, prima di Umbria (5.703), Trentino Alto Adige (6.300), Abruzzo (8.140), Calabria (8.269) e Friuli Venezia Giulia (8.984).

    Però, sono da considerare anche le variazioni percentuali registrate nelle ultime quattordici stagioni (dal 2010 al 2024) nelle diverse regioni, dove in positivo si registra una grande crescita per la Campania (+35,3%), la Liguria (+21,7%), la Toscana (+20,8%), il Lazio (+18,9%) e l’Abruzzo (+15,9%), mentre a calare in maniera importante sono state la Basilicata (-28,9%) e il Molise (18,9%), prima di Piemonte (-6,83%), Marche (-6,24%) e Veneto (-5,90%). Tra le prime cinque, la Lombardia registra un segno positivo con il +8,8%, di poco inferiore al +9,2% fatto segnare dall’Emilia Romagna.

    REGIONETESSERATI FIPAV NEL 2024TESSERATI FIPAV NEL 2021TESSERATI FIPAV NEL 2010VARIAZIONE % 2010-2024LOMBARDIA60.60141.76555.696+8,81VENETO39.75830.11542.252-5,90EMILIA ROMAGNA33.38124.37630.566+9,21LAZIO33.35418.06228.040+18,95TOSCANA25.72818.05421.290+20,85CAMPANIA24.5658.50418.149+35,35PUGLIA23.0028.50221.238+8,31SICILIA18.6908.34117.300+8,03PIEMONTE18.61212.97919.976-6,83MARCHE14.35710.21015.312-6,24SARDEGNA12.3487.16312.025+2,69LIGURIA10.0957.3068.294+21,71FRIULI VENEZIA GIULIA8.9846.4738.645+3,92CALABRIA8.2692.8037.611+8,65ABRUZZO8.1404.0847.021+15,94TRENTINO ALTO ADIGE6.3004.6816.487-2,88UMBRIA5.7034.2425.953-4,20BASILICATA2.4491.0643.447-28,95MOLISE1.3863341.710-18,95VALLE D’AOSTA776571773+0,39ITALIA356.498219.629331.785+7,45

    La graduatoria dei tesserati, però, cambia volto se come parametro si prende in considerazione il numero dei tesserati in rapporto a quello dei cittadini (pari a 100.000): in questo caso Marche (con 967,17), Veneto (819,42), Sardegna (786,58), Friuli Venezia Giulia (751,30) ed Emilia Romagna (749,26), che già nel 2010 occupavano le posizioni dalla prima alla quinta di questa particolare classifica che in qualche modo tiene conto della densità demografica, si sono confermate anche nel 2024. Alle loro spalle sale la Toscana, dal decimo al sesto posto (passando da 570,76 a 702,03), e da sottolineare è anche la crescita della Liguria, che passa dalla sedicesima alla nona posizione (con 631,39). Resta stabile la Lombardia in undicesima posizione (con 604,77), appena sopra la media italiana che si pone dodicesima nel ranking con 604,34. In coda troviamo la Sicilia (389,83), il Piemonte (che perde due posizioni con 437,66) e la Campania (439,44).

    IL SETTORE MASCHILE, REGIONE PER REGIONE

    Il maggior numero di tesserati nel settore maschile si trova in Lombardia (11.608, +10,5 rispetto al 2010, con una crescita netta dopo il 2020 del 15,7%), seguita da Lazio (9.226, +0,1%), Veneto (7782, -17,6%), Emilia Romagna (7.393, -1,6%) e Campania (7.254, +10,4%), le uniche a superare i 7.000 “cartellini”. Altre variazioni importanti, in negativo, sono state quelle fatte registrare dalla Basilicata (-43,6%), dalla Valle d’Aosta (-41,9%), dal Molise (-29%), dalle Marche (-26,6%) e dalla Calabria (-23,1%), mentre la Toscana è la regione cresciuta più di tutte con il suo +22,7%, indice di una rinnovata “febbre” per la pallavolo sul territorio (confermata dal +20,4% sempre nella regione di Dante fatto registrare dal settore femminile, ma questo lo vedremo più avanti). Nel 2024 gli 81.352 tesserati maschi restano, comunque, ancora inferiori agli 85.970 del 2010, anche se maggiori dei 72.633 del 2020 e in netta ripresa dopo i 51.441 del post-Covid (2021).

    REGIONETESSERATI/MAS NEL 2024TESSERATI/MASNEL 2021TESSERATI/MAS NEL 2010VARIAZIONE % 2010-2024LOMBARDIA11.6087.70010.498+10,55VENETO7.7826.0759.447-17,64EMILIA ROMAGNA7.3935.4847.518-1,68LAZIO9.2265.4159.215+0,11TOSCANA4.7543.2183.872+22,78CAMPANIA7.2543.0696.572+10,45PUGLIA6.7803.1338.384-19,13SICILIA4.9872.5855.995-16,81PIEMONTE4.5473.1144.606-1,30MARCHE3.2132.6284.379-26,63SARDEGNA2.3841.5682.705-11,87LIGURIA2.2201.6322.080+6,68FRIULI VENEZIA GIULIA1.6431.1871.635+0,49CALABRIA2.0541.0342.674-23,11ABRUZZO1.7919821.807-0,89TRENTINO ALTO ADIGE1.5001.1281.491+0,60UMBRIA1.1099231.277-13,16BASILICATA6013461.066-43,62MOLISE401123568-29,05VALLE D’AOSTA10597181-41,99ITALIA81.35251.44185.970-5,37

    IL SETTORE FEMMINILE, REGIONE PER REGIONE

    Le donne, con 275.146, rappresentano più di tre quarti dei tesserati complessivi nel mondo della pallavolo (l’analisi dettagliata dei tesseramenti nella storia del volley nazionale si può leggere QUI, nella prima parte dell’approfondimento). Anche in questo settore è la Lombardia a farla da padrone, con 48.993, seguita a una certa distanza da Veneto (31.976), Emilia Romagna (25.988), Lazio (24.128) e Toscana (20.974), le uniche regioni a superare la soglia dei 20.000 “cartellini”.

    In Italia le donne sono passate dalle 245.815 del 2010 a 275.146 del 2024 con un incremento di 29.331 unità, pari all’11.9%, ma diverse regioni presentano variazioni anche maggiori tra cui Campania (+49.6%), Lazio (+28.2%), Liguria (+26.6%), Puglia (+26.2%), Calabria (+25.9%), Abruzzo (+21,7%), Sicilia (+21,2%) e Toscana (+20.4%). Sul fronte opposto, con segno negativo, invece, troviamo la Basilicata (-22.4%), il Molise (-13.7%), il Piemonte (-8.5%), il Trentino (-3.9%), il Veneto (-2.5%), l’Umbria (-1.7%). Nel complesso, anche il settore femminile – che ha raggiunto il massimo di tesserate nel 2015 e fatto registrare una prima flessione fino al 2019 e, poi, una seconda “caduta” nel 2021 con la pandemia – nel 2024 ha recuperato le “perdite” dovute al Covid-19: in tutte le regioni sono state superate le tesserate del 2020 e si può sottolineare che in alcuni territori i dati del 2024 sono superiori a quelli del 2015, come in Valle d’Aosta (per una sola unità: 671 contro 670), Puglia +586 tesserate (+3.7%), Lazio +1.331 (+5.8%), Calabria +358 (+6.1%) e in Campania +1.870 (+11.4%);

    REGIONETESSERATI/FEMNEL 2024TESSERATI/FEMNEL 2021TESSERATI/FEMNEL 2010VARIAZIONE % 2010-2024LOMBARDIA48.99334.06545.198+8,39VENETO31.97624.04032.805-2,54EMILIA ROMAGNA25.98818.89223.048+12,75LAZIO24.12812.64718.825+28,16TOSCANA20.97414.83617.418+20,40CAMPANIA17.3115.43511.577+49,57PUGLIA16.2225.36912.854+26,20SICILIA13.7035.75611.305+21,21PIEMONTE14.0659.86515.370-8,50MARCHE11.1447.58210.933+1,92SARDEGNA9.9645.5959.320+6,90LIGURIA7.8755.6746.214+26,72FRIULI VENEZIA GIULIA7.3415.2867.010+4,72CALABRIA6.2151.7694.937+25,88ABRUZZO6.3493.1025.214+21,78TRENTINO ALTO ADIGE4.8003.5534.996-3,93UMBRIA4.5943.3194.676-1,76BASILICATA1.8487182.381-22,39MOLISE9852111.142-13,67VALLE D’AOSTA671474592+13,34ITALIA275.146168.188245.815+11,93

    IL RAPPORTO TRA SETTORE FEMMINILE E MASCHILE

    Il 77,18% dei tesserati della Federazione Italiana Pallavolo, nel 2024, è donna, un dato in crescita del 3,1% rispetto al 74% del 2010, poi, diventato 77,1% nel 2015 e 76,4 nel 2020, quindi, restando più o meno costante negli ultimi 15 anni.

    Sono 7 le regioni dove il rapporto tra donne e uomini supera l’80% (dalla Valle d’Aosta con 86,5% al Veneto con 80,4%), mentre in nessuna è inferiore al 70%. Con la media, appunto, al 77,18%, sono 9 le regioni in cui i tesserati maschi sono superiori al dato nazionale, guidate da Campania e Puglia (70,5%), Molise (71,1%), Lazio (72,2%) e Sicilia (73,3%).

    REGIONETESSERATI/FEMNEL 2024TESSERATI/MASNEL 2024%TESSERATI/FEMNEL 2024VARIAZIONE % FEM 2010-2024LOMBARDIA48.99311.60880,8-0,3VENETO31.9767.78280,4+2,8EMILIA ROMAGNA25.9887.39377,8+2,4LAZIO24.1289.22672,2+5,2TOSCANA20.9744.75481,5-0,3CAMPANIA17.3117.25470,5+6,7PUGLIA16.2226.78070,5+10,0SICILIA13.7034.98773,3+8,0PIEMONTE14.0654.54775,6-1,4MARCHE11.1443.21377,6+6,2SARDEGNA9.9642.38480,7+3,2LIGURIA7.8752.22078,0+3,1FRIULI VENEZIA GIULIA7.3411.64381,7+0,6CALABRIA6.2152.05475,2+10,3ABRUZZO6.3491.79178,0+3,7TRENTINO ALTO ADIGE4.8001.50076,2-0,8UMBRIA4.5941.10980,6+2,0BASILICATA1.84860175,5+6,4MOLISE98540171,1+4,4VALLE D’AOSTA67110586,5+9,9ITALIA275.14681.35277,2+3,1

    IN CONCLUSIONE…

    Con questo quarto approfondimento, come detto in apertura, concludiamo la nostra analisi guidata dai dati sul movimento della pallavolo, i suoi numeri e la direzione che sta prendendo. In pochi anni – è inutile nasconderselo – è cambiato e sta cambiando molto, moltissimo, se non tutto. Il confronto, oggi, è da tenere presente con nuovi strumenti, una diversa percezione dell’attività sportiva in tutte le sue categorie, con differenti professionalità, una rinnovata e per certi versi inedita dimensione dello sport, con le possibilità dell’alto livello e del modo di vivere l’intrattenimento sportivo – dalle nazionali alle squadre di club –, anche attraverso l’entrata in scena di nuovi “media” dal potenziale importante.

    E, soprattutto, un paragone deve essere fatto anche con altre discipline, differenti federazioni, tenendo in considerazione pure l’attuale situazione sociale ed economica, anche per quanto riguarda la “valorizzazione del prodotto pallavolo”.

    Infatti, non basta più dire “stiamo crescendo“, ma è necessario vedere in che modo e come si sta crescendo. Le valutazioni non possono più essere semplicemente quantitative o sui risultati, ma devono necessariamente diventare anche qualitative, e tenere presente lo stato d’animo di una base che cambia, ma che da sempre rappresenta il “cuore” pulsante del movimento.

    Lasciamo a voi le conclusioni e altri pensieri, ben sapendo che i fattori da tenere in considerazione sono, però, innumerevoli. Ma, partendo proprio dalla domanda che ha mosso tutto – Come sta la pallavolo? -, aver fornito tante informazioni ci sembra già un buon punto di partenza e un ottimo metodo per lasciare ciascuno libero di farsi una propria opinione sullo stato di salute di un movimento che è giusto guardare nel suo insieme, con tutte le sue sfumature, alcune felici e altre meno.

    Possiamo solo dire che non c’è errore più grande che la pallavolo può fare, a tutti i livelli, di quello di non volersi guardare per il suo potenziale, per quello che (già) fa ma anche per i suoi limiti, pure nelle contraddizioni e nelle possibili difficoltà. In pratica, di non volersi guardare per quella che è… perché, come disse anche Julio Velasco anni fa: “C’è una regola che ci deve guidare per tutte le cose, ed è molto semplice: la realtà è com’è, e non come noi vogliamo che sia. E’ così sempre“. LEGGI TUTTO

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    Leo Turrini ricorda Daniele Bagnoli: l’uomo, l’allenatore, il suo unico grande rimpianto

    Il 27 dicembre ci ha lasciati all’età di 71 anni Daniele Bagnoli, un gigante della pallavolo italiana. Ci piace pensare che prima di salutarci abbia potuto vedere almeno una delle tante partite andate in scena nel giorno di Santo Stefano. Quello che è certo è che ha lasciato un vuoto che sarà quasi impossibile colmare. Non tanto nei pesanti numeri legati alle sue vittorie, che ne hanno fatto uno degli allenatori più titolati di questo sport, quanto per quella personalità unica, quello sguardo che sapeva pietrificarti anche. Incantesimo che solo il suo sorriso era in grado poi di sciogliere.38 TITOLI VINTI IN CARRIERA – I numeri, come detto, non sono tutto, ma nel suo caso raccontano comunque tanto e ricordarli è solo uno dei tanti modi per rendergli tutti gli onori che merita: 8 scudetti (2 con Modena, 6 con Treviso), 7 Coppe Italia (3 con Modena, 4 con Treviso), 5 Supercoppe Italiane (tutte con Treviso), 5 Coppe Campioni (2 con Modena, 3 con Treviso), 2 Coppe CEV (oggi si chiamano Challenge Cup, vinte entrambe con Treviso), 1 Coppa delle Coppe (Modena), 2 Supercoppe Europee (1 con Modena, 1 con Treviso). E non finisce qui, aggiungete anche 1 campionato russo, 1 Coppa di Russia e 1 Supercoppa russa con la Dinamo Mosca; 1 Supercoppa turca (Fenerbahce), 1 campionato iraniano e 1 Campionato asiatico per Club (Matin), 1 campionato qatariota e 1 Coppa dei Campioni del Golfo (Al-Rayyan).LE SUE SQUADRE – Altrettanto importante è ricordare tutte le sue squadre, perché ognuna di loro, dalla prima all’ultima, rappresenta una, se non più pagine, di una storia che a sua volte ne ha intrecciate tantissime altre: quelle dei suoi giocatori, dei suoi dirigenti, dei suoi staff, dei suoi tifosi. Così come gli avversari, chi gli ha voluto bene e chi magari no, sportivamente parlando. I giornalisti che lo hanno raccontato, tutte quelle persone che dagli spalti, con i loro occhi, ne hanno potuto apprezzare lo stile, l’estro, il genio.E dunque Mantova, Guidizzolo, Virgilio, Galileo Giovolly, Modena in tre differenti momenti, Roma, Treviso due volte, Dinamo Mosca, Fenerbahce, Matin Varamin, Al-Rayyan, Sfaxien, Top Volley Latina, Ural, Tonno Callipo. Senza dimenticare le esperienze con la nazionale Russa e (da vice) con la Germania. Una carriera lunga quarant’anni, iniziata nel 1980 e conclusa nel 2019.IL RICORDO DI LEO TURRINI – Parlare di Daniele Bagnoli ricordandone maglie e medaglie è assolutamente un atto dovuto, ma altrettanto lo è raccontare l’uomo oltre l’allenatore, dalla cui fusione, come detto all’inizio, ne è uscito un gigante di questo sport. E un gigante come Bagnoli poteva essere ricordato degnamente solo da un gigante del giornalismo, che nel suo caso è stato anche un caro amico. Stiamo parlando di Leo Turrini.“Faccio prima a dire che Daniele Bagnoli è stato uno dei miei migliori amici – ci racconta Turrini – : sotto rete, in palestra. L’ho ammirato e apprezzato tantissimo come coach, credo che negli Anni ’90 tra Modena e Treviso abbia espresso qualcosa di raro, se non di unico, nella conduzione di grandi squadre”. “Ha vinto tutto quello che era immaginabile vincere con i club, ma credo che abbia avuto un unico rimpianto, che poi era anche il mio: non essere mai stato nominato commissario tecnico della nazionale italiana. Era la sua aspirazione segreta. È un paradosso. È stato ct della Russia, e la Russia nel volley, a prescindere dalle attuali vicissitudini legate al contesto geopolitico, non è mai stata una espressione qualunque”.“Al di là delle qualità del tecnico, voglio anche aggiungere che era una persona sicuramente portata ad amare in modo speciale le donne, ma di rara sensibilità umana. Io gli ho voluto bene e sono stato contento di poter condividere con lui tanti momenti felici”.“Uno in particolare non lo riguardò come allenatore. Eravamo al Mondiale del 1998 in Giappone, quello del terzo storico titolo iridato consecutivo dell’Italia maschile, e lui si imbucò tra i giornalisti in tribuna stampa. Era accanto a me e ci abbracciammo all’ultimo punto come se fosse una conquista comune. In fondo Daniele era felice di essere un membro della grande famiglia della pallavolo e spero che il piccolo popolo delle palestre, come l’ho chiamato sempre io, troverà il modo di ricordarlo onorandone non solo la competenza ma anche, come ho detto, l’umanità”.A cura di Giuliano Bindoni LEGGI TUTTO

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    Noumory Keita: tutti i numeri di un girone d’andata da alieno

    Undici partite andando costantemente sopra i 20 punti, anzi no. Noumory Keita in questo girone d’andata è stato il dominatore assoluto degli attaccanti mettendo a referto un totale di 266 punti (media di 7 a set), di cui 105 break point. L’unico neo, se vogliamo, è stata proprio l’ultima partita vinta velocemente da Verona contro Taranto in cui il giocatore maliano ne ha realizzati “solo” 17.Non solo, se consideriamo che nella prima giornata contro Perugia non è stato della partita, la sua media in dieci match effettivi giocati è addirittura di 26,6 punti. E quello che spaventa, forse ancora di più, sono le percentuali d’attacco: media del 61,6% su 395 colpi totali. Nel dettaglio:28 contro Cisterna (60%)22 contro Grottazzolina (69%)27 contro Civitanova (62%)31 contro Milano (52%)31 contro Modena (60%)27 contro Trento (57%) 29 contro Monza (60%)29 contro Piacenza (71%)25 contro Padova (58%)17 contro Taranto (67%)Per dare la portata di quanto siano “pesanti” questi 266 punti segnati, dall’introduzione del rally point system ad oggi, stiamo parlando di oltre venti campionati disputati, nessuno prima di Keita aveva mai raggiunto questa vetta dopo le prime undici giornate di stagione regolare. Il bello, lo ripetiamo ancora, è che il bomber di Verona una non l’ha neanche giocata.Se dovesse continuare a segnare con queste medie, e se giocasse tutti i match del girone di ritorno, la proiezione finale sarebbe vicina ai 560 punti. L’ultimo che aveva sfondato la soglia dei 500 era stato Dusan Petkovic (Globo Banca Popolare del Frusinate Sora) nella stagione 2018/2019. 590 punti nel suo caso, ma c’è un però grosso quanto una casa: il campionato era a 14 squadre e di conseguenza le giornate di regular season erano state 26…Di Giuliano Bindoni LEGGI TUTTO

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    I 10 muri di Sonia Candi in Vallefoglia-Novara sono un record?

    Dieci muri in una partita, seppur lunga cinque set, sono sempre una cosa che non si vede tutti i giorni. Anzi, tutti gli anni. Sonia Candi, centrale della Megabox Ond. Savio Vallefoglia, è andata in doppia cifra nei block vincenti nel match perso al tie-break contro Novara.Si tratta di un nuovo record? Non proprio. Al momento lo è in questa stagione, dove neanche in Superlega qualcuno è ancora andato in doppia cifra (ci è andato vicino Anzani con 9), ma non in senso assoluto. Il primato all-time nell’era del rally point system, con 13 muri in un singolo match, se lo contendono ancora Cristina Chirichella (Novara-Brescia 2-3 di Serie A1 nel 2019), Sarah Fahr (Caserta-Club Italia 1-3 di Serie A2 nel 2017), Daniela Gobbo (Collegno-Chieri 3-2 di Serie A2 nel 2017).Con i set a 15, invece, 13 muri in un solo match li aveva stampati anche Maria Chiara Remati nel lontano 1997 in gara 3 di finale scudetto tra Reggio Emilia e Bergamo.Ad ogni modo si tratta di una prestazione eccezionale e a Sonia Candi abbiamo deciso di dedicare la nostra seconda Golden Card di questa stagione in Serie A1, la terza in assoluto se consideriamo anche quella assegnata a Giannelli in Superlega. Chapeau! LEGGI TUTTO

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    Focus: Simeon Nikolov “il predestinato” raccontato da Gianlorenzo Blengini

    Oltre ad Amir Tizi-Oualou, profilo molto interessante di cui ci ha parlato qualche giorno fa Andrea Giani in persona, un altro giovanissimo palleggiatore che tanti addetti ai lavori vedrebbero già pronto per la Superlega è senza dubbio il bulgaro Simeon Nikolov.Figlio del grande Vladimir Nikolov e fratello minore di Alexandar della Lube Civitanova, Simeon è un classe 2006 che sfiora i due metri e dieci d’altezza. Ha mani educate in palleggio, un servizio che fa malissimo, due braccia e una elevazione (oltre i 3 metri e 60) che a muro non fanno ombra, fanno letteralmente calare la notte! Insomma, potrebbe diventare un crack assoluto, un talento generazionale come si dice in questi casi, il palleggiatore del futuro.A raccontarcelo è direttamente Gianlorenzo ‘Chicco’ Blengini, suo ct in nazionale.TALENTO PRECOCE“È evidente non solo il suo talento ma anche la sua precocità, 18 anni li ha compiuti solo qualche giorno fa (24 novembre) e ha già giocato la scorsa estate una intera VNL da titolare. Detto questo, è chiaro che sia all’inizio di un processo. Come tutti i giovani, soprattutto in un ruolo articolato come quello del palleggiatore, deve portare avanti un processo tecnico e soprattutto tattico, che chiaramente varia da squadra a squadra dove andrà a giocare”.ATTITUDINE STRAORDINARIA, SALTO IMPRESSIONANTE“Oltre a una grande predisposizione, è anche un ragazzo che ha un’attitudine straordinaria. Impara molto rapidamente qualsiasi proposta dal punto di vista tecnico. Dal punto di vista fisico ha già dei valori, non solo di altezza ma anche di salto, che sono molto importanti e che per un ragazzo così giovane non sono scontati”.PALLEGGIATORE E/O OPPOSTO?“Quando si ha la possibilità di far fare un processo per provare ad arrivare all’alto livello in più ruoli, credo che conti molto la volontà del giocatore. Sarebbe possibile che lei facesse un percorso da opposto, ma… lui ha scelto di fare il palleggiatore! Questa è una cosa che Simeon ha scelto con chiarezza già da un po’, non tantissimo ma già da un po’, e credo che non vada messa in discussione perché altrimenti si rischia di fare dei pasticci”. SOLUZIONE JOLLY“Poi se c’è da adattarsi, come ha fatto l’anno scorso, e schiacciare qualche pallone durante la partita perché con un cambio tu ne fai due, come mi è successo di fare sostituendo l’opposto titolare con il palleggiatore di riserva e far fare qualche giro a Simeon da attaccante, o costruire un palleggiatore che abbia anche nell’attacco diretto qualche numero in più rispetto a un palleggiatore normale, questo fa parte diciamo dell’adattamento al ruolo e all’esigenza. Ma ripeto, conta molto quello che uno si sente di fare e lui ha scelto di fare il palleggiatore. Questa ‘chiarezza’ credo sia molto importante”.SUGGERIMENTI PER IL FUTURO“Io cerco ovviamente di indicare una strada dal punto di vista delle scelte per il futuro di questi ragazzi. Scelte che consentano loro di accelerare il più possibile il miglioramento verso l’alto livello. Lui è uno di questi ragazzi e ci siamo già confrontati, anche insieme al suo papà”.PRESTO IN SUPERLEGA?“In generale io credo che, per chi può, l’arrivo in un campionato come quello italiano sia un acceleratore sotto tutti i punti di vista per questi ragazzi, ma con le giuste cautele. Nel senso di calarli nei posti e nelle situazioni corrette. Per qualcuno può voler dire giocarsi il posto, per qualcun altro può voler dire cercarsi un posto da titolare, in base alle caratteristiche anche caratteriali, non solo di ruolo. Lui è senz’altro uno che da questo punto di vista non tarderà ad arrivare nel campionato italiano”.L’IMPORTANZA DI SCEGLIERE IL GIUSTO ALLENATORE“Io faccio sempre molta fatica a parlare dei colleghi. Sono regole non scritte, però in generale credo che una delle cose principali per migliorare, non solo per i ragazzi giovani, sia l’allenatore. Al di là di giocare titolari o fare le riserve in una squadra dove la qualità dell’allenamento è alta. Non lo dico perché faccio questo mestiere, ma lo dico perché poi alla fine è quello che incide di più sul processo di crescita. Dunque quella dell’allenatore è una discriminante molto importante, soprattutto per un giovane che deve completare un processo di costruzione”.IL “BUONO” DELLA SUPERLEGA“Simeon Nikolov poteva giocare titolare in mezza Superlega già lo scorso anno? Sì, ma deve farlo poi. Perché la Superlega, e questo è il buono del campionato italiano, ti prende per il collo, nel senso che a differenza di altri campionati sei sotto pressione tutte le partite”. UN PREDESTINATO“La Superlega, se uno la regge sia perché ha struttura tecnica che personalità, è chiaramente il posto migliore dove accelerare il proprio percorso di crescita. Simeon Nikolov deve correggere ancora qualcosa nel palleggio, però è evidente che se uno pondera il pensiero rispetto all’età che ha, è chiaramente un predestinato”.Di Giuliano Bindoni LEGGI TUTTO

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    Focus: Andrea Giani ci parla di Amir Tizi-Oualou, oggetto del desiderio di molti

    Mentre si fanno frenetiche le voci di mercato riguardanti diversi palleggiatori del nostro campionato, vi aiutiamo a conoscerne meglio uno, giovanissimo, di cui si parla un gran bene e che potrebbe diventare presto l’oggetto del desiderio di alcuni top club di Superlega: stiamo parlando del francese Amir Tizi-Oualou.Classe 2005, 197 centimetri, Amir sta facendo faville con il Tourcoing Lille Métropole nel massimo campionato francese. È un giocatore che va regolarmente a punti: in undici giornate sin qui disputate ha messo a terra 72 punti, con una media di 6,5 a match, oltre a 13 ace e 12 muri vincenti. Agli ultimi Europei Under 22 si è messo la medaglia d’oro al collo con la Francia, battendo in finale al tie-break proprio l’Italia, portandosi a casa anche i titoli di MVP e miglior palleggiatore dell’intera rassegna continentale.foto Volleyball WorldA raccontarcelo è nientemeno che Andrea Giani, ct della Francia campione olimpico a Parigi 2024.UN GIOCATORE DI CARATTERE“Di Amir, a prescindere dalle qualità tecniche e dal talento, è il carattere che è interessante perché aiuta i compagni in primis, e secondo me per il ruolo che ha deve essere la prima caratteristica”.PERSONALITA’ E AUTOREVOLEZZA“Ha fatto tre settimane con noi l’anno scorso e, nonostante sia giovane, gli altri senior lo rispettavano. Quindi questo è già un primo passo importante. Nella nazionale giovanile è proprio nel centro della squadra, come deve essere il palleggiatore”. CARATTERISTICHE DA TOP“Ha proprio caratteristiche da palleggiatore di primissimo livello. Sta facendo una stagione importante nel suo club, la prima per lui da titolare e questo significa che ha anche grande sicurezza. E poi, partendo proprio dal palleggio, ha caratteristiche che sono molto importanti per un palleggiatore. Molti guardano al fatto che abbia il fisico, il muro, la battuta, e li ha sicuramente, ma il palleggiatore deve palleggiare e lui secondo me ha talento proprio nelle mani, ha la testa per migliorarsi tatticamente e per riconoscere le situazioni di gioco. Nonostante sia molto giovane, in questo credo sia già abbastanza avanti, quindi è un palleggiatore che ha proprio i mezzi per diventare di primo primo livello”.Di Giuliano Bindoni LEGGI TUTTO