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    In Lombardia possono riprendere anche gli allenamenti di squadra

    Foto Federazione Italiana Pallavolo

    Di Redazione
    Le squadre delle categorie autorizzate in base all’ultimo DPCM (Serie C, Under 19, 17, 15 e 13) possono riprendere gli allenamenti di squadra anche in Lombardia, dove finora erano stati consentiti solo gli allenamenti individuali. Lo ha precisato oggi il Comitato Regionale della Fipav facendo riferimento all’ordinanza numero 624 emessa ieri dalla Regione, che revoca le precedenti ordinanze 620 e 623. In merito all’attività sportiva sono quindi annullate le precedenti disposizioni e valgono, anche sul territorio lombardo, le norme nazionali.
    Lo scorso 16 ottobre la Regione Lombardia aveva fermato tutte le attività dello sport dilettantistico (gare e allenamenti), inclusa la pallavolo dalla Serie C in giù, salvo poi tornare parzialmente sui suoi passi il 21 ottobre, consentendo la ripresa degli allenamenti, anche se soltanto in forma individuale.
    (fonte: Facebook Fipav Lombardia) LEGGI TUTTO

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    La Lombardia prova a ripartire con il protocollo di maggio

    Foto Polisportiva Torbole Casaglia

    Di Redazione
    Dopo la nuova ordinanza regionale che ha “liberato” le squadre del territorio dallo stop agli allenamenti, la Lombardia prova a tornare in palestra, anche se a macchia di leopardo e con qualche incertezza. Non è infatti chiarissimo quali modalità di lavoro siano consentite dalla nuova normativa: l’indicazione ufficiale del Comitato Regionale della Fipav è quella di fare riferimento alle FAQ pubblicate dal Dipartimento dello Sport, che però parlano soltanto di “effettuare gli allenamenti in forma individuale o, comunque, rispettando i protocolli di sicurezza delle singole Federazioni“. Un po’ vago per una Federazione che del protocollo ha pubblicato, finora, 10 versioni diverse…
    A livello informale pare comunque che la questione sia chiarita: il protocollo a cui conformarsi dovrebbe essere quello del 21 maggio, il primissimo emanato dalla Fipav alla ripresa dell’attività. In sintesi, dunque, niente palleggio a coppie e in generale niente scambi del pallone, ma solo esercizi per singoli giocatori che prevedano la possibilità del distanziamento tra atleti. Limitazioni assai stringenti per molte squadre, soprattutto quelle delle categorie seniores, ma comunque qualcosa di meglio rispetto alla prospettiva di restare a casa.
    C’è però chi deve affrontare altri problemi, come quello della disponibilità delle palestre: in provincia di Como diversi Comuni (tra cui il capoluogo), già a poche ore dalla prima ordinanza regionale che fermava l’attività sportiva, hanno comunicato alle società l’interdizione all’utilizzo degli impianti. Un divieto di cui, per il momento, non sono chiare le condizioni e la scadenza.
    Intanto la Fipav Lombardia ha rinviato d’ufficio le prime due giornate di Serie C e Serie D, previste originariamente per il 6-7 e il 13-14 novembre. LEGGI TUTTO

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    La Regione Lombardia riapre agli allenamenti individuali

    Foto Federazione Italiana Pallavolo

    Di Redazione
    Altro “colpo di scena” in Lombardia. Con l’ultima ordinanza sull’emergenza coronavirus, la numero 623, la Regione riapre agli allenamenti individuali anche per gli sport di contatto, modificando parzialmente il provvedimento dello scorso 16 ottobre che aveva sospeso completamente ogni tipo di attività dalla serie C in giù e per tutto il settore giovanile. Una scelta che aveva provocato la protesta di molte società e anche della Fipav Lombardia, che aveva indirizzato una lettera all’assessore Cambiaghi chiedendo di rivedere l’ordinanza.
    Il nuovo testo del provvedimento, confermando la sospensione di tutte le gare e competizioni, recita: “Tutte le società ed associazioni dilettantistiche degli sport di contatto possono svolgere in forma individuale gli allenamenti e la preparazione atletica, a condizione che vi sia assoluta garanzia che, a cura delle stesse società ed associazioni, siano osservate le misure di prevenzione dal contagio, ivi compreso il rispetto continuativo delle distanze interpersonali di almeno due metri“.
    Resta da capire quale protocollo – tra i tanti emanati dalla Fipav dall’inizio dell’emergenza a oggi – dovrà essere seguito dalle squadre che intenderanno riprendere gli allenamenti, e come questa norma potrà essere conciliata con altre previste dalla stessa ordinanza, come il coprifuoco dalle 23 alle 5 che entrerà in vigore già da domani.
    (fonte: Corriere della Sera) LEGGI TUTTO

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    Le domande del GS Cagliero sulla sospensione: “Fermare lo sport è la scelta giusta?”

    Di Redazione
    Continua ad aumentare il numero delle società lombarde che si schierano contro la decisione della Regione Lombardia di bloccare tutte le attività degli sport di contatto. Ecco la presa di posizione del GS Cagliero, sodalizio della provincia di Milano:
    Amarezza, desolazione e rabbia. In questa situazione di incertezza che ormai si protrae da mesi e mesi, siamo diventati molto bravi a porci numerose domande. Forse perché chi dovrebbe darci delle risposte concrete non ha mai saputo guidarci in maniera coerente fuori da un tunnel sempre più buio. Da giorni leggiamo, ci documentiamo e navighiamo affannosamente in cerca di aggiornamenti non comprendendo più quale sia la strada che dobbiamo percorrere tra continui scarichi di responsabilità. Federazione, Fipav Lombardia, ordinanza regionale, ministro Spadafora? Chi ci deve guidare? A noi basterebbe solo un po’ di buon senso.
    Abbiamo però scoperto che siamo costretti a fermarci. Non tutta Italia e non tutte le categorie, ma noi in Lombardia e soprattutto noi che lavoriamo (a quanto pare male) solo dalla Serie C al minivolley, sì. In testa, noi come molte altre società, ci chiediamo sempre di più:
    Perché chiudere ora dopo aver investito così tanto tempo e denaro per mettere in sicurezza i pochi spazi palestra ancora rimasti utilizzabili? Siamo una normalissima società che, come tante altre, ha visto dimezzare le proprie palestre a causa del Covid-19. Tante energie e tanti investimenti, seguendo fedelmente un protocollo che a quanto pare non è stato sufficiente. Abbiamo trascorso tutta l’estate a studiare nei minimi dettagli l’organizzazione della messa in sicurezza facendoci trovare preparati a settembre. Si può dire lo stesso a livello nazionale?
    Fermare lo sport è la scelta più giusta e funzionale? Basterebbe dare uno sguardo ai mezzi pubblici e ad alcune zone della movida per comprendere che esistono situazioni ben più pericolose. Eppure ci risulta sia più facile monitorare lo stato di salute, i contatti stretti e le relazioni dei nostri giocatori, rispetto ai luoghi di ristorazione ed alle altre attività all’aperto. Sappiamo dove sono, da che ora a che ora, e con chi hanno passato le suddette ore. Mistero.Siamo solo noi che ci siamo illusi da soli di poter riprendere l’attività sportiva, seppur consapevoli delle difficoltà? No, qualcuno ci ha dato speranza giusto un paio di mesi fa. Oggi invece le palestre vengono viste come potenziali focolai. Eppure il numero di contagi non si è mai fermato, tornando ad aumentare molto prima delle riaperture delle attività pallavolistiche. Altro mistero.
    Chi ha ancora il coraggio di dire nuovamente “stop” ai nostri giocatori nelle chat di squadra? Li abbiamo cercati, rincorsi per tutta l’estate provando a dare loro forza dopo mesi terrificanti. Abbiamo promesso loro che ce l’avremmo fatta. Ci hanno dato fiducia e ora dobbiamo tornare da loro dicendo che si chiude. Noi, lo ammettiamo, forse non abbiamo più la forza di farlo.
    Ma soprattutto, perché ci è stata tolta la speranza? Quella di poter fare la cosa che più ci riesce meglio: regalare emozioni a questi ragazzi grazie ad un pallone.
    Lo sport, così come l’attività scolastica, è un diritto per i nostri ragazzi. Noi non lo dimentichiamo, e gli sforzi fatti sul territorio per anni lo testimoniano. Non siamo però sicuri che il grido lanciato da numerose società lombarde sia stato recepito dalle istituzioni. O forse, per comodità, è meglio chiudere gli occhi affidandosi al caso. Dove andranno ora i nostri ragazzi? Noi siamo disposti a fare sacrifici, purché sensati.
    (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Pro Patria Volley Milano sempre al lavoro

    Di Redazione
    Pro Patria Volley Milano ha preso atto dell’ordinanza emanata da Regione Lombardia e ha sospeso fino al 6 novembre l’attività in presenza di tutte le sue squadre e delle squadre in collaborazione con Volley Segrate 1978 dei campionati regionali e provinciali … ma non si ferma!
    Il nostro staff allenatori si è immediatamente messo al lavoro per organizzare i calendari delle attività in remoto per le ragazze di tutte le squadre
    Già da oggi Pro Patria Volley e Volley Segrate 1978 lavoreranno da casa per non interrompere l’intenso percorso che tutti stavano portando avanti in palestra, con passione e estrema attenzione ai protocolli federali in vigore, per farsi trovare pronti quando si potrà ritornare in campo e inizieranno le partite e il confronto con gli avversari.
    (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    La Fipav Lombardia chiede alla Regione di rivedere l’ordinanza che ferma lo sport

    Di Redazione
    Dopo l’uscita del DPCM di ieri sull’emergenza coronavirus, che impone in parte uno stop alla pratica degli sport di contatto consentendo però le competizioni “di interesse nazionale e regionale”, il mondo dello sport chiede anche alla Regione Lombardia di allinearsi alla normativa nazionale. L’ordinanza regionale di venerdì 16 ottobre, infatti, è più restrittiva del decreto della Presidenza del Consiglio e blocca completamente gare e allenamenti di tutte le categorie dalla Serie C in giù.
    Anche la Fipav Lombardia è intervenuta sul tema, inviando una lettera firmata dal presidente Piero Cezza all’assessore regionale allo Sport Martina Cambiaghi. Questo il testo della missiva:
    “Gentilissimo Assessore, a seguito dell’Ordinanza Regionale e del D.P.C.M. in oggetto, sono a chiederle, con la massima urgenza, dei chiarimenti in merito allo svolgimento dell’attività federale a livello regionale. Dal 17 ottobre u.s., infatti, l’attività dei nostri tesserati sul territorio si è completamente fermata, causando malcontento e grande sconforto tra i ragazzi e le loro famiglie, tra i dirigenti e in tutte quelle persone che, spinte da una grande passione, hanno lavorato duramente per mettersi in regola con il protocollo emanato dalla Federazione e posso assicurarle che le nostre Società hanno reso possibile lo svolgimento dell’attività sportiva nella massima sicurezza.
    Come ben può comprendere, in questo momento abbiamo l’assoluta necessità di avere dei chiarimenti che possano indicarci la strada da percorrere da oggi in poi. Infatti, dopo il D.P.C.M. di ieri, che permette la ripresa delle attività federali, ci chiediamo se è intenzione della Giunta adeguarsi a tali disposizioni. Questa scelta permetterebbe, di fatto, anche alle Società lombarde di continuare l’attività allo stesso livello di tutte le altre Regioni. In caso contrario siamo a richiedere una modifica all’Ordinanza, che permetta quantomeno la ripresa degli allenamenti che, come già precisato, saranno svolti secondo il rigido protocollo federale. Certo in suo rapido riscontro, le porgo i miei più cordiali saluti“.
    (fonte: Facebook Fipav Lombardia) LEGGI TUTTO

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    Sospensione in Lombardia, le società non ci stanno. La petizione e le critiche

    Di Dania Tuccillo
    La decisione della Fipav Lombardia, a seguito dell’ordinanza regionale, di sospendere campionati e attività dalla Serie C fino ai campionati di categoria non è piaciuta ad allenatori, dirigenti, presidenti, genitori e atleti delle società lombarde.
    Sui social sono numerosi i commenti negativi e le richieste di chiarimento e modifica dell’ordinanza destinati al presidente Attilio Fontana. Tra questi, quello della Pcg Volley Bresso che invita a riflettere sul “Disastro che stiamo per creare”:

    Ancora, sotto il post Facebook con le nuove direttive della Fipav Lombardia, si legge il commento di Pierina Bolzoni, presidente della Gerundo volley:
    “Carissimo presidente Fontana “carissimo” perché voglio essere gentile, e “presidente Fontana” perché è lei che ha firmato l’ordinanza (ovviamente dopo essersi consultato con chi di dovere). Ieri sera, al termine degli allenamenti previsti, dopo aver deterso, igienizzato e sanificato la palestra che utilizziamo, torno a casa e leggo sui social che la Regione Lombardia ha emesso una nuova ordinanza e scopro che fino al 5 novembre NON POTREMO PIÙ continuare con gli allenamenti e non potremo ovviamente nemmeno iniziare i campionati perché il nostro sport, la pallavolo, rientra tra gli innumerevoli sport da contatto di cui l’ordinanza ha previsto il blocco. Pensando fosse uno scherzo, vado a letto. Ma svegliandomi questa mattina verifico che non era uno scherzo ma che é tutto vero! Ma stiamo scherzando?“
    La presidente continua: “Come ha scritto qualcuno prima di me, (che copio e incollo perché ha espresso perfettamente il mio pensiero) “in poco meno di 2 mesi ci siamo trovati ad affrontare un nuovo modo di fare sport: la chiamano new normality!Abbiamo dovuto fermarci, capire, sbattere la testa perché quello che ci sembra assurdo, oggi è la normalità. Scaltri e istintivi come solo gli sportivi sanno fare, abbiamo messo in atto un protocollo serio e stringente.Abbiamo rinunciamo a molte cose pur di tornare a riassaporare il profumo della palestra. Abbiamo rinunciato a trovarci 30 minuti prima dell’allenamento e alle paste del giovedì. Abbiamo rinunciato alla doccia e agli spogliatoi, alle ore palestra occupate giustamente dalle scuole per permettere l’uscita scaglionata degli alunni. Abbiamo rinunciato ai 4 campionati che avremmo fatto per squadra per meglio gestire gli spazi disponibili. Abbiamo fatto tanti passi indietro solo per l’amore incondizionato verso questo sport!Finalmente siamo ripartiti con mille difficoltà, tanta pazienza, tanti investimenti, ma davvero con tanta determinazione! E niente ci ha fermato, neanche le mascherine, i gel, le distanze, i palloni igienizzati, il registro delle presenze, la misurazione della temperatura, le autocertificazioni, le tantissime ore di formazione e i continui cambiamenti.Ora la mazzata! Uno stop che sa di sconfitta, come quella volta che hai perso una finale e non ci dormi la notte, ma tu avevi lavorato duramente e seriamente ed eri convinto di spuntarla.Ma le nostre associazioni con tutti questi protocolli, le nostre palestre igienizzate quasi come un ospedale, le nostre regole (che poi sono le vostre) che abbiamo messo in pratica alla lettera, non sono forse più sicuri dei mezzi pubblici, degli assembramenti e della stupidità di chi crede che senza mascherina si possa vincere contro questo maledetto virus?”“Concludo dicendo che nessuno di noi vuole mettere a rischio la vita di nessuno, dei nostri cari, dei nostri amici, dei nostri vicini, ma in questo modo state distruggendo qualcosa di importante e necessario, state uccidendo la nostra anima.Pierina BolzoniPresidenteASD GERUNDO VOLLEY”
    Infine, ma sono solo alcuni esempi di quello che si può leggere in queste ore, sempre su Facebook è stata lanciata una petizione (sulla piattaforma apposita change.org) dal titolo “Modificare l’ordinanza 620 della Regione Lombardia: stop all’irragionevolezza” con l’obiettivo di raggiungere le 25.000 firme. Al momento in cui scriviamo questo articolo, sono state già raggiunte le 16.861 firme.
    Il link della petizione. LEGGI TUTTO

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    Fipav Lombardia, stop a serie C, D e giovanili. Via libera a serie A e B

    Di Redazione
    Dopo la firma dell’ordinanza 620, da parte del presidente della Regione Attilio Fontana, dalla Fipav Lombardia arrivano ulteriori chiarimenti in merito alla sospensione di allenamenti e campionati.
    Fipav Lombardia, recependo l’Ordinanza n. 620 e i relativi allegati (16 ottobre 2020) emanata da Regione Lombardia, e con riferimento anche all’Ordinanza n. 579 e relativi allegati (10 luglio 2020) – richiamata dalla stessa ordinanza n. 620 – conferma che dal 17 ottobre al 6 novembre compresi, sul territorio regionale:
    Tutte le attività (compresi gli allenamenti) delle squadre iscritte ai Campionati Nazionali di Superlega, Serie A2, Serie A3, Serie B Maschile e Serie A1, Serie A2, Serie B1, Serie B2 Femminile sono CONSENTITE, nello stretto rispetto delle normative nazionali e locali vigenti e dei protocolli emanati dalla Federazione Italiana Pallavolo.
    Tutte le attività (compresi gli allenamenti) delle squadre iscritte ai Campionati Regionali di Serie C e Serie D femminile e maschile sono SOSPESE.
    Tutte le attività (compresi gli allenamenti) delle squadre iscritte ai Campionati Territoriali di 1^, 2^ e 3^ Divisione femminile e maschile sono SOSPESE.
    Tutte le attività (compresi gli allenamenti) delle squadre iscritte ai Campionati di Categoria femminili e maschili sono SOSPESE.
    (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO