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Rivoluzione NBA, Bucks e Suns vincenti

La fase finale del mercato Nba ha regalato faville, colpi di scena, trasferimenti che possono segnare un’epoca. Ogni riferimento a Kevin Durant nei Phoenix è puramente voluto. Il passaggio dai Nets ai Suns di uno dei migliori giocatori di sempre fa sì che la franchigia dell’Arizona diventi in automatico molto più di una contendente per il titolo. Il dubbio è legato a quanto tempo sia necessario per trovare la quadra in campo tra Durant, Chris Paul, Devin Booker e DeAndre Ayton. Coach Monty Williams si è detto entusiasta – avesse dichiarato il contrario ci sarebbe da chiamare di corsa la neuro – e ha definito KD una scossa per tutto l’ambiente, ben sapendo che ora la responsabilità più grande è sulle sue spalle.

L’ex compare di Durant a Brooklyn, Kyrie Irving, ha accettato la corte di Dallas formando così con Luka Doncic una coppia di guardie offensivamente con pochi eguali. Ma se in attacco sono potenzialmente devastanti, dietro invece… Tanti auguri agli altri tre componenti del quintetto. Non solo: il punto interrogativo forte, visti i precedenti di Irving, è quanto impiegherà a pretendere più spazio e più palloni dello sloveno creando una rivalità interna che difficilmente può portare lontano. Kyrie va in scadenza a fine stagione, se non troverà l’accordo prima, dall’1 luglio sarà libero di accasarsi dove vorrà.

Anche a Los Angeles il mercato non è stato banale. Senza arrivare a grandi stelle, ma puntando alla sostanza, sia i Lakers sia i Clippers hanno dato vita a operazioni interessanti. Con una differenza abissale, però: se i gialloviola hanno avviato una rivoluzione tecnica e concettuale – via Westbrook, ormai di peso, dentro la gioventù di Hachimura e l’energia di Russell e Beasley – i Clippers hanno operato innesti tali da aumentare la profondità del roster senza rinunciare a nessuno di fondamentale. Eric Gordon e Mason Plumlee sono esperti quanto basta per integrarsi rapidamente senza pretendere più spazio di chi c’è già, Bones Hyland porta una dose utile di estro. Movimenti ridotti all’osso invece per le prime tre della Western Conference, ovverosia Denver, Memphis e Sacramento.

A Est, mentre Brooklyn ha perso tutto il potenziale da titolo in pochi giorni trovandosi nella situazione di dover programmare il futuro lasciando perdere quasi completamente il presente, ha fatto un colpaccio vero Milwaukee. Una volta tornato a disposizione dopo l’infortunio Khris Middleton nel ruolo di spalla offensiva di Antetokounmpo, ai Bucks serviva un difensore esperto e un tiratore dall’arco affidabile: la risposta è Jae Crowder, che colma entrambe le lacune. Sulla carta Milwaukee appare più completa e profonda di Boston, che ha aggiunto Mike Muscala sotto canestro ma che aveva bisogno di altro per dotarsi di una panchina più lunga. Sostanzialmente ferma Philadelphia, che ha preso il solo Jalen McDaniels per rimpolpare il reparto lunghi, e del tutto ferma Cleveland, che anzi potrebbe arrivare al buyout con Kevin Love.

Il mercato NBA infatti non è terminato del tutto. Se un giocatore raggiunge un accordo economico, un buyout con la sua franchigia, può liberarsi dal contratto in essere e rimettersi in gioco da un’altra parte anche al minimo salariale. E secondo quanto riportano i media USA, Love è tra questi. Ballerebbero veterani come Danny Green, Serge Ibaka, Seth Curry, Terrence Ross ma soprattutto due nomi pesanti come John Wall e Russell Westbrook. Questi è finito agli Utah Jazz nella girandola di scambi che ha coinvolto anche Lakers e Timberwolves ma appare evidente come nessuna delle due parti sia interessata a proseguire il matrimonio. Reduce da stagioni a dir poco incolori, Westbrook potrebbe riciclarsi in qualche squadra non già da titolo ma che voglia fare strada nei playoff. Per esempio Miami. Lo segue anche Chicago. Nel frattempo scelti i tre sostituti degli infortunati Embiid, Morant e Markkanen all’All Star Game. Sono Athony Edwards, De’Aaron Fox, Pascal Siakam.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/basket


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