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“Non sai il regolamento”. Oggi è il miglior arbitro di A2 e A3. La curiosa storia di Jacobacci

Di Redazione

Dal non sapere le regole al riconoscimento come miglior arbitro di A2 e A3. È la curiosa storia di Sergio Jacobacci, 40enne bergamasco trapiantatosi con la famiglia in quel di Venezia per ragioni di lavoro, che lui stesso racconta in una bella intervista rilasciata all’Eco di Bergamo, a firma Silvio Molinara.

“Ho giocato nelle giovanili dell’Excelsior, poi a 18 anni mi sono iscritto al corso per arbitri e da lì ho fatto tutta la trafila. Poi nel 2015, dopo il trasferimento a Venezia, sono passato sotto il Comitato di Venezia e lo stesso anno sono stato promosso in Serie A” racconta Jacobacci.

Ma l’aneddoto più curioso, come detto, è legato ad un episodio, che poi è stato quello che ha fatto scattare la molla, portandolo a scegliere di iniziare il suo percorso arbitrale. “Tutto è iniziato quando a un torneo dell’oratorio di Borgo Santa Caterina mi hanno chiesto di arbitrare una partita. Ho accettato, ma durante uno scambio di gioco Greta Cicolari, ex campionessa di beach volley ed ex giocatrice della Foppapedretti Bergamo, mi disse che non conoscevo il regolamento. Quella è stata la molla che mi ha fatto scattare la voglia di iscrivermi al corso provinciale per arbitri”.

E così, da una critica, è iniziato un percorso che ha portato Jacobacci ad imparare quelle regole così bene da meritarsi questo importante riconoscimento. Premio che però, per lui, non rappresenta affatto un punto d’arrivo, anzi. “Continuerò a lavorare per migliorare, perché l’obiettivo è quello di arrivare ad arbitrare in Serie A1 femminile e in Superlega maschile. Chi è l’arbitro migliore? Quello che riesce ad essere invisibile” conclude Jacobucci.

(fonte: Eco di Bergamo)


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