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CT Akranis: l’ex presidente Scibetta si difende e attacca la Fipav

Di Redazione

Quasi un anno fa, a ottobre 2019, fu sospeso dall’attività federale insieme a gran parte del suo Consiglio, per varie irregolarità amministrative e tecniche. A luglio di quest’anno la sospensione di 18 mesi, ridotta a 16 in appello, è stata confermata dal Collegio di Garanzia del CONI, che ha ritenuto il ricorso inammissibile. Ma Massimo Calogero Scibetta, ex presidente del CT Akranis della Fipav (nato dall’unione di Agrigento e Caltanissetta), non ci sta e si difende dalle accuse con una lettera aperta.

Devo pensare – scrive Scibetta – che la mia sentenza è stato un atto politico a danno mio e dei miei consiglieri. Il nostro Comitato viveva di energia propria, con una provvista economica accantonata di circa 32mila euro; mi sono fidato di persone che rappresentano la Fipav nazionale con ingenuità e superficialità“. E l’ex dirigente aggiunge: “Il procedimento è stato caratterizzato da una singolare violazione del diritto di difesa, in quanto il Procuratore Federale non ha mai voluto sentire le ragioni dell’indagato nel corso delle indagini, rifiutando un rinvio del mio eventuale appuntamento, giustificato dalle mie condizioni di grave cardiopatia. La risposta è stata che non c’erano i tempi, il che ha mortificato e leso i miei diritti di difesa e condotto ad una decisione ingiusta, tra l’altro del tutto abnorme rispetto a decisioni dei medesimi tribunali che, in fattispecie assai più gravi, hanno emesso pene decisamente più lievi“.

Ma Scibetta non si limita a questo, e in un altro documento attacca direttamente la Fipav Sicilia per una vicenda legata ai crediti non riscossi nei confronti del Comitato Territoriale di Palermo: “Una questione che oggi è diventata una farsa, che non rispetta e non tiene conto dell’onorabilità del nostro movimento sportivo, in primis di tutte quelle associazioni sportive che operano nel rispetto delle regole e che, in questo periodo di forzata inattività, stanno sostenendo enormi sacrifici per le perdite economiche, con il rischio reale di chiusura definitiva delle loro attività a causa dell’epidemia di Covid-19“.

Nella sua lettera, Scibetta spiega che nel corso dell’ultima assemblea regionale dello scorso 7 settembre “il consigliere Mammana ha fatto rilevare la questione del debito contratto dal CT di Palermo nei confronti del CR Sicilia, pari a circa 10mila euro per affitti sede non pagati, evidenziando il fatto che ancora oggi non si sa se il Comitato di Palermo abbia restituito questa cifra. Le condizioni furono indicate con un piano di rientro proposto dal presidente Mormino, abbastanza generoso, accompagnato da una accettazione generosa del Consiglio Regionale, tutto questo a gennaio del 2020 con lettere ufficiale e protocollata“. La discussione però, conclude il dirigente, “si dilegua nel nulla e si decide di fare un’ennesima lettera di richiamo come proposto dal consigliere nazionale Anzalone“.

Il vero scandalo di tutto – continua la lettera – sta nel fatto che questo debito è in essere da diversi anni ed è aumentato notevolmente con le mensilità di affitto sia della vecchia che della nuova sede del CR Sicilia, dove oggi è domiciliato il comitato territoriale di Palermo. Naturalmente tutto succede sotto la supervisione del consigliere nazionale (Davide Anzalone, a oggi anche commissario straordinario del CT Akranis, n.d.r.), che come minimo deve vigilare e non permettere situazioni di questo genere, anche nel rispetto degli altri comitati siciliani che non beneficiano di questo generoso contributo“.

Ulteriore beffa – prosegue Scibetta – è che gli attori principali di questa triste sceneggiata sono gli stessi che con tanta attenzione e premura inviano le lettere di recupero credito alle società sportive che sono indietro con i versamenti alla Federazione, pena blocco, squalifica o esclusione dai campionati. La battuta preferita del consigliere nazionale è ‘le regole esistono per essere rispettate’… eccetto per il presidente del Comitato di Palermo, che beneficia di un credito e tolleranza particolare, e per sentito dire è candidato ad occupare future cariche prestigiose all’interno del CR Sicilia“.

Inoltre voglio ancora ricordare – conclude l’ex presidente – che gli altri Comitati Territoriali sono in difficoltà economica, ma si pagano i loro affitti e le spese generali di funzionamento sede e non sono unti da tanta generosità. Ma la vera sorpresa la realizzano i consiglieri regionali che, eletti e proposti dai loro territori di appartenenza, come d’incanto alla fine della riunione di consiglio hanno ritenuto giusto e doveroso approvare il bilancio semestrale e lasciare tutto come prima, in attesa che un generoso contributo economico a saldo del debito cada dal cielo“.

Ricordiamo che già negli anni passati la Fipav Sicilia era salita agli onori delle cronache per la sospensione dell’ex presidente Antonio Lotronto e dell’ex revisore dei Conti Paolo Bitto, quest’ultimo colpito da un’azione disciplinare proprio per aver denunciato ammanchi in bilancio e presunti rimborsi irregolari da parte del Comitato Regionale.


Fonte: http://www.volleynews.it/feed/


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