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Mondiali di ciclismo: record dell'ora e laurea in matematica, la sfida alla velocità di Vittoria Bussi

La cronometro élite femminile apre il Mondiale di Imola, quattro gare in tutto, le più importanti, le più televisive, quelle che si ricordano: le due gare contro il tempo e le due corse in linea. La prima atleta al via, l’atleta delle Barbados Amber Joseph, partirà alle 14.40. Si scatta dalla pit lane dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, si scende in direzione sud-ovest, intermedio a Borgo Tossignano e veloce risalita verso Codrignano e Imola: il traguardo, dopo 31.7 km è nel rettilineo tra la curva della Piratella e quella della Tosa. Suggestivo, fantastico. Due le azzurre al via, la giovanissima Vittoria Guazzini (ore 14.56) e la romana Vittoria Bussi (15.47). Dura per una medaglia contro le specialiste Van der Breggen (Ola), Brennauer (Ger) e soprattutto Dygert (Usa). Ma soprattutto Vittoria Bussi potrebbe sorprendere. 

33 anni, detentrice attuale del record dell’ora (48.007 km fatto segnare nel 2018 ad Aguascalientes), Bussi è una specialista delle cronometro, nel vero senso della parola: su strada corre solo gare contro il tempo. In questa stagione è arrivata seconda al campionato italiano, quinta all’Europeo, terza nella staffetta mista ancora all’Europeo di Plouay. Al suo esordio mondiale, un anno fa ad Harrogate, chiuse 35ª a 6 minuti da Chloe Dygert. 

Una storia da raccontare, la sua: laureata in matematica pura alla Sapienza, si è poi specializzata ad Oxford e nel 2014 ha ottenuto una borsa di studio post-dottorato presso il prestigiosissimo Centro internazionale di fisica teorica di Trieste. La morte del padre nel 2012 però ha cambiato le sue prospettive: “Lui amava la vita e la malattia non gli ha dato la possibilità di vivere. Io da quel giorno è come se vivessi per due, anche per lui. Ho abbandonato le scelte a lungo termine, ho scelto di fare ciò che avrei voluto fare da sempre, senza rimpianti o rimorsi. Io voglio godermi la vita. Ho un’energia diversa, come se avessi due persone dentro di me” ha spiegato in una bella intervista per Suiveur. Lo sport, che sempre le era appartenuto, ha ripreso a viaggiare veloce dentro di lei: atletica, triathlon e poi il ciclismo. Fino al record dell’ora. Fino ad Harrogate. Fino a Imola. Bussi è molto attiva sul fronte della sicurezza stradale, anche dopo un grave incidente che le è capitato nel novembre scorso, a Torino, quando una signora alla guida di un’auto le tagliò la strada e la fece cadere, procurandole lunghe giornate di dolori. Ad un incontro con il premier Conte ai Collari d’oro del Coni, prima di Natale, Vittoria prese il microfono e chiese con molta decisione maggiore impegno al Governo. Conte le disse: “Ci lavoreremo”. 

Corre in un team privato, il Bj Bike Club, Bussi-Japicca come il cognome del suo compagno Rocco. Un'”isolata”, si sarebbe detto nei primi anni del ciclismo. Sarebbe la prima “isolata” a vincere una medaglia mondiale. E il percorso di Imola, velocissimo, le si addice moltissimo. 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/sport/rss2.0.xml


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