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    Andrea Gardini: “Gabi Garcia Fernandez ha un potenziale straordinario”

    Di Redazione Nessuno meglio di lui può essere informato sul nuovo acquisto della Cucine Lube Civitanova. Perché Andrea Gardini è sì l’allenatore dello Jastrzebski Wegiel, e un grande conoscitore di volley internazionale, ma è soprattutto (in questo caso) il padre di Davide, ex compagno di squadra di Gabi Garcia Fernandez alla BYU. E come tale, ha visto in azione l’opposto portoricano in abbastanza occasioni da formulare un giudizio molto lusinghiero, rivelato ad Andrea Scoppa sul Resto del Carlino Macerata. “Dalle partite che ho visto e dalle recensioni che ho avuto – dice Gardini – Gabi è sicuramente un atleta dal potenziale enorme. Dovrà adattarsi alla Superlega e ai diversi sistemi di lavoro che troverà in Italia, ma i numeri ce li ha, è un acquisto indovinato per il futuro post Zaytsev“. L’ex centrale azzurro parla poi del futuro del figlio: “Credo che Davide vorrà giocare subito, anche perché ha già offerte da importanti squadre polacche e russe. Per questo motivo, anche se ha superato un corso di Economia di alto livello con conseguente interessamento di aziende, vuole fare carriera nella pallavolo“. Inevitabile, infine, una battuta sulla nazionale di Fefè De Giorgi (“Il successo all’Europeo è tutto merito suo“) e sul paragone con quella della Generazione di Fenomeni: “Anche con Velasco vennero chiuse le porte a diversi senatori, e ora c’è la conferma che i giovani non sono peggiorati rispetto ai nostri tempi“. LEGGI TUTTO

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    Santilli: “Prandi e Velasco mi cambiarono la vita. L’importanza della formazione”

    Di Redazione Roberto Santilli è il tecnico giramondo. Polonia, Russia, Germania, Australia e Corea: ha allenato e vinto praticamente ovunque, diventando un grande ambasciatore della pallavolo italiana. Il 31 maggio, Santilli terrà un corso dal titolo “la fase muro-difesa nella pallavolo maschile di alto livello” nell’ambito del workshop organizzato dalla FIPAV Lazio (CLICCA QUI PER MAGGIORI INFO). Santilli, reduce dall’esperienza coreana alla guida del KAL Jumbos, incontrerà gli allenatori della regione e del resto d’Italia che si sono iscritti a questo importante momento di formazione online (oggi interverrà Andrea Gardini, il 7 giugno Massimo Barbolini e il 14 giugno Luca Cristofani). Santilli, perché la formazione è così importante per la carriera di un tecnico? “La formazione è un elemento basilare per la crescita di un allenatore. Noi cresciamo nello sport, siamo “formati” nella pratica. Ma questo aspetto va integrato con lo studio e l’approfondimento, altrimenti non si va lontano. In questo senso la federazione ha strutturato un ottimo progetto nel corso degli anni. Nella mia carriera ho spesso trovato nazioni in cui non c’è assolutamente la formazione tecnica e questo ad alto livello fa la differenza. Ecco perché gli allenatori italiani hanno successo all’estero” Com’è diversa la pallavolo oggi, rispetto a quando lei ha iniziato ad allenare? “È cambiata sotto vari aspetti. Le condizioni di vita sono migliori, i giovani crescono in un ambiente più sicuro, la metodologia del lavoro è migliorata. Noi, in qualità di allenatori, dobbiamo essere bravi a capire in che direzione va il gioco per non rimanere indietro. Per questo bisogna studiare tanto e con costanza” Nel suo corso parlerà della fase muro-difesa nel settore maschile di alto livello. “Sì, un aspetto fondamentale della pallavolo. Credo che l’analisi dei sistemi sia legata alla velocità di esecuzione. La velocità esecutiva è ciò che ha reso i sistemi diversi e migliori. Questo elemento fa la differenza” L’allenatore che ha cambiato la vita di Roberto Santilli? “Mi ritengo un uomo fortunato perché ho realizzato il mio sogno. Sono due, in particolare, gli allenatori che hanno segnato la mia formazione: Silvano Prandi, ancora oggi un grande insegnante, e Julio Velasco che ha cambiato il modo di pensare la pallavolo di tutti noi. Quando lui vinceva tutto con la Generazione dei Fenomeni, io ero alle prime armi. Ricordo che andavo spesso a vedere i suoi collegiali con la Nazionale, ne rimasi rapito” Un consiglio per un giovane che inizia ad allenare? “Gli direi ‘innanzitutto divertiti. E fai divertire i giovani’. Io faccio questo lavoro da 35 anni e smetterò il giorno in cui non troverò più motivazioni. Un allenatore, poi, non deve mai dimenticare di essere un insegnante. Dev’essere bravo a creare un circuito virtuoso che si autoalimenta con la passione” Nel corso della sua carriera, cosa ha appreso dal confronto con i giocatori? “Esistono due forme di rapporto con i giocatori: la prima è silenziosa, tramite l’osservazione. La seconda è attraverso l’interazione che tu allenatore riesci ad avere, in termini di nozioni e di emozioni condivise. Sono entrambe fondamentali per la crescita di un tecnico. Guardare, capire, parlare, spiegare, imparare”. Il bilancio dell’esperienza in Corea? “Faticosissima, perché le relazioni con i coreani sono difficili. È un popolo molto chiuso all’innovazione e io la rappresentavo, visto che ero il primo allenatore di pallavolo straniero a lavorare nel Paese. Spero comunque di aver dato un contributo importante alla crescita del movimento. Il titolo vinto ci ha restituito quelle soddisfazioni che meritavamo. Ora mi aspetta l’avventura allo Ziraat, in Turchia” Santilli continuerà a girare per il mondo… ma non le manca l’Italia? “L’esperienza della mia vita la rifarei altre cento volte. Mi ha arricchito sotto tutti i punti di vista. Ho lasciato l’Italia nel 2007, non tutti capirono la mia scelta, alcuni la contestarono. Ma io non me ne sono mai pentito: l’allenatore che sono oggi è il risultato delle culture e dei Paesi che ho conosciuto”. (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Gardini al corso di allenatori: “Aggiornarsi è importante per aprirsi a nuovi orizzonti”

    Di Redazione La FIPAV Lazio organizza un supercorso alla presenza di 4 docenti di livello internazionale: Andrea Gardini, Roberto Santilli, Massimo Barbolini e Luca Cristofani (aperto a tutti gli allenatori, info su www.fipavlazio.it). “Il Gardo” – reduce da una stagione trionfale in Polonia con lo Jastrzebski Wegiel – affronterà il 24 maggio, dalle ore 18.00 alle 20.00, il tema “la fase ricezione-attacco nella pallavolo maschile di alto livello”. Il tre volte campione del mondo, ha raccontato in un’intervista ai microfoni del Comitato Regionale l’importanza della formazione per gli allenatori. Gardini, lei da giocatore ha vinto tutto e da allenatore continua a collezionare successi. Perché crede che la formazione sia fondamentale nel percorso di un tecnico? “Prima del periodo Covid che stiamo vivendo, io mi recavo sempre all’estero per vedere i ritiri delle Nazionali, seguire gli allenamenti e parlare con i coach. Per la carriera di un tecnico è importante avere tanti punti di vista diversi. Alcune cose le ho raccolte, altre le ho fatte mie e altre ancora non le ho tenute in considerazione. Aggiornarsi, però, è importante per aprire la testa a nuovi orizzonti. Non è vero che nei corsi si sentono sempre le solite cose, a volte le sfumature fanno la differenza per il salto di qualità. Non ho mai seguito un corso dal quale non ho tratto spunti per la mia carriera da tecnico” Quindi non basta l’esperienza sul campo? “Dal confronto con gli altri, e questo avviene spesso grazie ai corsi di formazione, arrivano sempre buone cose. Nella peggiore delle ipotesi arriva la conferma delle proprie idee ed è già molto. Nella pallavolo si è vinto in talmente tanti modi diversi che è difficile ipotizzare l’esistenza di un solo un verbo” L’allenatore da cui sente di aver imparato di più? “Probabilmente è stato Andrea Anastasi. Grazie a lui ho iniziato a fare questo lavoro. Andrea mi ha permesso di fare il suo assistente prima con la Nazionale italiana e poi con quella polacca. Con lui ho iniziato a vedere la pallavolo dal punto di vista dell’allenatore, uscendo dalle logiche del giocatore. I successi da giocatore non bastano a renderti un grande allenatore. Quando smetti inizia un altro percorso, completamente nuovo. Ho imparato tanto anche dai miei avversari, attraverso lo studio ho sempre cercato di chiarirmi le idee”. Che consiglio darebbe Andrea Gardini a un giovane allenatore che vuole fare questo mestiere? “Innanzitutto, se è stato un ex giocatore, deve spogliarsi dell’abito del giocatore e pensare con altre logiche. E poi deve predisporsi al lavoro con la mente molto aperta, senza pregiudizi o preconcetti di qualsiasi tipo. Azzerare tutto e mettersi in gioco. Così facendo, gli si aprirà un mondo di sorprese. Provare, sperimentare, trovare nuove chiavi: la pallavolo cambia continuamente” Com’è cambiata oggi, rispetto al passato? “Nella pallavolo l’evoluzione è continua. Ogni stagione arrivano idee nuove, proposte di gioco, soluzioni alternative. A portare i cambiamenti sono solitamente i giocatori, noi allenatori dobbiamo saperli accompagnare. Oggi, ad esempio, c’è una maggiore velocità di esecuzione e una maggiore tecnica” Soddisfatto della sua stagione al Weigel? “Ce ne fossero di stagioni così, sono felicissimo! Resterò in Polonia, ho rinnovato durante i playoff perché la società era particolarmente contenta del lavoro e del risultato finale. Abbiamo vinto il campionato. Il progetto è continuare a vincere, ci sono squadre molto competitive e i presidenti sono esigenti. Il mio somiglia a Sirci (ride, ndr). C’è molta pressione qui, ma stimola parecchio”. Torniamo all’Italia. Speranze di medaglia a Tokyo? “Entrambe le nazionali, maschile e femminile, devono andare a medaglia. Ne hanno i mezzi e la possibilità. Per la maschile credo si debba lottare per l’oro olimpico, la squadra è pronta e ci sono tutte le condizioni per fare risultato: giovani talentuosi, giocatori maturi con esperienza, tecnica mostruosa. È il momento di vincere” Lei è stato un centrale. L’italiano che segue con più interesse in questo ruolo? “Mi piace molto Russo che purtroppo non sarà a Tokyo perché si deve operare. Ha sempre l’atteggiamento giusto e qualità notevoli” (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Fipav Lazio: workshop con Gardini, Santilli, Barbolini e Cristofani

    Di Redazione Il Comitato Regionale FIPAV Lazio indice e organizza 4 aggiornamenti regionali valevoli per tutti gli allenatori di 1’, 2’ e 3’ Grado interessati (indistintamente 1G/1LG – 1G/2LG – 2G/1LG – 2G/2LG – 2G/3LG – 3G) alla presenza di 4 super-docenti: Andrea Gardini, Roberto Santilli, Massimo Barbolini e Luca Cristofani. Gardini affronterà il 24 maggio, dalle ore 18.00 alle 20.00, il tema “la fase ricezione-attacco nella pallavolo maschile di alto livello”, Santilli approfondirà “la fase muro-difesa nella pallavolo maschile di alto livello” (31/05, stesso orario), mentre Barbolini e Cristofani toccheranno gli stessi argomenti ma al femminile, rispettivamente ricezione-attacco il 7 giugno e muro-difesa il 14 giugno. I corsi si terranno sulla piattaforma Zoom, al costo di 40 euro per ciascuno dei 4 moduli. Il costo del percorso completo è di 120 euro. Per tutte le info. (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Andrea Gardini, dall’esonero allo Scudetto: “Non tutti i mali vengono per nuocere”

    Di Redazione Una stagione strana e particolare quella vissuta da Andrea Gardini che aveva iniziato l’annata sportiva sulla panchina della Gas Sales Bluenergy Piacenza per poi essere esonerato alla vigilia della sfida del girone preliminare di Coppa Italia e approdare in Polonia allo Jastrzebski Wegiel, vincendo addirittura lo Scudetto battendo lo Zaksa Kedzierzyn-Kozle di Nikola Grbic. Un vero trionfo per il tecnico romagnolo che, nell’intervista rilasciata al Corriere Romagna, racconta le emozioni del titolo polacco e dell’esonero di Piacenza. «Fatico anche io a spiegarmi come possa essere successo perché lo Zaksa (che Gardini ha allenato fino a due anni fa, ndr) esprime una pallavolo spettacolare, che io stesso mi incantavo a guardare prima della finale. Ha giocato grandi partite, dentro e fuori la Polonia ma in finale è accaduto qualcosa di particolare. Siamo riusciti a far perdere loro la tranquillità che esprimono ogni volta che scendono in campo. Dovevamo vincere due gare per conquistare lo scudetto: nel primo set di gara1 ci hanno asfaltato, sono rimasto a bocca aperta di fronte alla qualità del loro gioco e ho detto ai ragazzi di provare a resistere e a rispondere colpo su colpo. Ci hanno lasciato aperto un pertugio e ci siamo infilati riuscendo a ribaltare la situazione e siamo stati molto bravi anche in gara2. È stata una vittoria incredibile, impronosticabile e per questo ancora più bella. Vincere non è mai facile ma stavolta sembrava quasi impossibile». In Romagna si dice spesso che “si chiude una porta e si apre un portone” ed è quello che è accaduto a Gardini in questa stagione, visto che l’allenatore ravennate fu esonerato a Piacenza ancora prima di iniziare la stagione. «Diciamo che c’era malcontento fin dalla stagione precedente loro si aspettavano di più nella porzione di stagione fino al lockdown, forse dimenticando che eravamo una neopromossa. Io sono convinto che si poteva fare un buon lavoro ma non sono riuscito a svolgerlo. Bisogna tenere conto che alcuni giocatori sono arrivati all’ultimo momento a Piacenza e che non potevamo certo essere al meglio subito. Alla luce dei fatti si può dire che non tutti i mali vengono per nuocere e comunque mi spiace di non essere riuscito a completare il progetto». Il futuro di Gardini è ancora in Polonia. «Tornerò dopo l’Europeo e non sarà facile ripetersi – conclude l’allenatore romagnolo – ci sarà la Supercoppa, la Champions e uno Scudetto da giocarsi con un livello sempre più alto. C’è sempre più passione per il volley e dovesse arrivare anche il titolo olimpico sarebbe un tripudio, magari con il ritorno del pubblico nei palasport. La Polonia è la mia seconda casa pallavolistica ma bene come si sta in Italia non si sta da nessun’altra parte per cui spero di tornare prima o poi». LEGGI TUTTO

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    Andrea Gardini confermato alla guida dello Jastrzebski Wegiel

    Di Redazione Sarà ancora Andrea Gardini l’allenatore dello Jastrzebski Wegiel: conferma quasi scontata per il tecnico che ha portato la squadra polacca al suo primo, storico scudetto. Gardini, subentrato a campionato in corso a Luke Reynolds, ha firmato un contratto per un anno con possibilità di prolungamento per un’ulteriore stagione. Definito “l’uomo giusto al posto giusto” dal presidente Adam Gorol, Gardini commenta: “Ho deciso di rimanere allo Jastrzebski Wegiel perché credo che sia uno dei migliori club d’Europa e che abbiamo la possibilità di continuare questo fantastico lavoro anche in futuro. Sarà una grande sfida per me e per tutto il club poter lottare per gli obiettivi più importanti in PlusLiga e in Champions League. Essere campione di Polonia mi riempie di gioia e le ultime partite della stagione sono state qualcosa di incredibile che rimarrà per sempre nella mia memoria“. Gardini avrà ancora a sua disposizione il palleggiatore finlandese Eemi Tervaportti: anche il suo contratto è stato rinnovato per la prossima stagione. (fonte: Plusliga.pl) LEGGI TUTTO

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    Andrea Gardini riparte dalla Polonia: “Le difficoltà si superano, senza cadere”

    Di Roberto Zucca
    Ha iniziato, come nel suo stile, con l’entusiasmo e l’impegno che lo contraddistinguono. Andrea Gardini è il nuovo tecnico dello Jastrzebski Wegiel, il club polacco che ha alle spalle degli investitori importanti nel mondo dell’industria del carbone e che sull’ex senatore della nazionale italiana puntano per un rilancio a tutto tondo.
    Ecco le sue dichiarazioni in un’intervista esclusiva (realizzata prima del rilevamento dei nuovi casi di Covid-19 che hanno costretto la squadra polacca al ritiro dalla Champions League, n.d.r.):
    “Le parlo tra un allenamento e l’altro. Sono arrivato 24 ore fa in Polonia e sono subito entrato in palestra per lavorare con la squadra. Un po’ è il mio metodo, e un po’ è nel mio stile buttarmi a capofitto in ogni nuova avventura. La decisione è stata presa in poco tempo perché la proposta fatta dal club mi ha fatto venire la voglia di riprendere ad allenare”.
    Tre mesi per cambiare volto alla squadra. Obiettivi?
    “Lavorare, fare il mio. È un club importante, che anche nella lunga prospettiva farà degli investimenti rilevanti, e di questi tempi è già un miracolo che ciò avvenga perché significa che ci sono ancora società che investono sullo sport. Ragiono sul breve periodo, poi si vedrà. Porterò la mia impronta ed è ancora troppo presto per capire se ciò che è la mia metodologia porterà risultati alla squadra e beneficio alla società”.
    Foto Lega Pallavolo Serie A
    Dall’esonero a Piacenza in poi, cosa ha fatto Andrea Gardini?
    “Ho studiato, visto delle partite. Anche dal vivo: mi hanno chiesto di fare le radiocronache da Ravenna e ho accettato proprio perché potevo approfittarne per vedere le partite in presa diretta. Viceversa avrei potuto solo fare il telespettatore da casa!”
    La famiglia Gardini è stata un toccasana in questi mesi?
    “Lo è stata, come sempre. È una famiglia che vive in diversi parti del mondo, Davide in America, mia figlia Serena lontana da Ravenna con il suo compagno che gioca a pallavolo. Quindi è bello ritrovarsi, ed è stato così durante le vacanze. In generale la mia vita prima di Piacenza mi ha portato all’estero per tanti anni, quindi ogni qual volta possiamo stare assieme a Ravenna io sono contento”.
    Di lei ho sempre ammirato la tempra. È difficile farla capitolare?
    “Non sono uno che si perde d’animo, non l’ho mai fatto da giocatore e non mi è mai capitato di farlo da allenatore. Le difficoltà si superano, senza cadere. E quando si cade ci si rialza. Nel mio caso è sempre stato così. Sono uno che ha sempre guardato avanti. Nel nostro lavoro non bisogna mai perdersi, sarebbe la fine”. LEGGI TUTTO

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    Andrea Gardini è il nuovo allenatore dello Jastrzebski Wegiel

    Foto Facebook Gas Sales Piacenza Volley

    Di Redazione
    Ricomincia dalla Polonia la stagione di Andrea Gardini, interrottasi prematuramente con l’esonero dalla guida della Gas Sales Bluenergy Piacenza. L’allenatore italiano è stato ingaggiato dallo Jastrzebski Wegiel per sostituire l’australiano Luke Reynolds, da cui la società si è separata nei giorni scorsi. Per Gardini si tratta di un ritorno in Polonia: dopo essere stato l’assistente di Anastasi alla guida della nazionale maschile, ha allenato l’Indykpol AZS Olsztyn dal 2014 al 2017 e lo Zaksa Kedzierzyn-Kozle dal 2017 al 2019 (vincendo uno scudetto e raggiungendo le finali di Champions League).
    “Sono stato guidato da due criteri – ha spiegato il presidente Adam Gorol – nella ricerca del successore di Reynolds. Il primo erano i risultati e l’esperienza del nuovo allenatore, il secondo era la sua buona conoscenza della PlusLiga: Gardini soddisfa entrambi questi criteri“. L’ex azzurro della Generazione di Fenomeni assumerà la guida della squadra da lunedì: ieri lo Jastrzebski, nel breve interregno dell’assistente allenatore Leszek Dejewski, ha interrotto la sua striscia negativa grazie a una rimonta da brividi che ha portato al 3-2 (21-25, 20-25, 27-25, 26-24, 15-9) proprio sull’Indykpol.
    (fonte: Plusliga.pl) LEGGI TUTTO