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Academy in crisi, tiene il modello famiglia. Come dimostra Ace Raikkonen

TORINO – Oscar, Nyck, Antonio. Tre nomi per descrivere il momento che sta vivendo la Formula 1, in riferimento ai giovani o a quei piloti che magari giovanissimi non sono più, ma che per una ragione o per l’altra non hanno potuto iniziare un percorso pieno all’interno della Formula 1. I tre nomi sono Oscar Piastri, Nyck De Vries e Antonio Giovinazzi) .

SEMINARE E RACCOGLIERE – Il caso Piastri, ovvero il fatto che una scuola (la Renault o Alpine che dir si voglia) l’abbia cresciuto (nessuna scuola lo fa a fondo perduto, sia chiaro…) e non possa raccogliere quanto ha seminato, mostra che le varie “academy” costituiscono un modello che va ripensato. Anche il caso De Vries lo dimostra, perché in passato la filiera Red Bull ha sfornato piloti e pilotini in quantità, mentre adesso la squadra più forte del momento deve scegliere di prendere in considerazione un nome già noto e affermato (sia pure in altri contesti) per metterlo alla prova con l’Alpha Tauri (squadra gemella). Non solo, ma la scelta dell’olandese – tutto sommato casuale – arriva dopo che si era scelto di puntare su un giovane americano e non lo si era potuto prendere.

LA STRADA WILLIAMS – La situazione di Giovinazzi è in parte diversa, ma nemmeno troppo. Lui non è cresciuto nella scuola Ferrari, ma da un certo punto in avanti ne ha fatto parte, prima di entrare nei ranghi di Maranello come terzo pilota. E tuttavia, nonostante stima e appoggio del Cavallino, il suo futuro è appeso a un filo e probabilmente non in una squadra motorizzata Ferrari (ossia la Williams).

ORGOGLIO MINTTU – In questo contesto di incertezza, strappa un sorriso la prima gara nel karting di Robin Raikkonen in arte Ace (suo secondo nome), con relativa coppa, più immagine postata su Instagram di Kimi e mamma Minttu più orgogliosi che mai. Ace è classe 2015, un bambino. Ma il suo esempio richiama quelle delle altre coppie di padre-figlio: dai Rosberg agli Schumacher (e ce ne sono altri). Forse il modello “scuola di famiglia” funziona più del modello “academy”.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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