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MINI John Cooper Works, ecco il progetto di un'elettrica

MINI elettrica John Cooper Works, conto alla rovescia iniziato. Si lavora sui concetti, per trovare il giusto equilibrioe riuscire a vederla presto su strada. Formato classico e non solo, perché nei piani del marchio c’è la novità di un crossover da città esclusivamente elettrico a batteria, oltre al rinnovamento di Countryman – più grande e allineata al progetto BMW X1, del quale già condivide l’architettura -.

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Come lavori ai concetti? Prendendo il Nurburgring quale banco di prova e il meglio che puoi contare nella gamma, ovvero, MINI John Cooper Works GP di terza generazione. Pensare alle JCW elettriche non vuol dire dimenticare le declinazioni benzina, che continueranno a esserci come pure i diesel prestazionali e puliti. Arriverà una nuova generazione di MINI Cooper probabilmente un po’ più fedele al proprio dna, quindi più piccola e si spera anche più leggera.

Elettrificazione e prestazioni

Diversa sarà la seconda serie della Cooper elettrica, per architettura anzitutto, distinta dalla versione con motore endotermico. Non a caso con l’analisi dei concetti per le JCW elettriche si fa riferimento a future nuove architetture. “I modelli John Cooper Works con motori a combustione convenzionali continueranno ad avere un ruolo importante, per essere sicuri di soddisfare i desideri e le esigenze degli appassionati di tutto il mondo.

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Con questa nuova attenzione alle prestazioni elettriche, stiamo anche creando l’opportunità per affinare il profilo distintivo del marchio John Cooper Works come mai prima d’ora“, commenta Bernd Körber, responsabile del marchio MINI.

Tecnicismi ‘green’

Massimo riserbo sl contenuto dei primi test condotti con la GP3 al Nurburgring, dalla calandra di MINI Cooper SE, senza scarico e con gomme 225/35 R18. L’elettrico ha il potenziale, per numeri assoluti – anzitutto di coppia –, in grado di produrre grandi accelerazioni, basti dire dei 270 Nm di coppia sviluppati dalla Cooper elettrica, 30 Nm meno di una Cooper S turbo benzina.

Certo servirà lavorare al controllo della dinamica di marcia, neutralizzare la percezione degli oltre 1.400 kg del progetto elettrico del debutto, più di 100 kg di aggravio se paragonato alla John Cooper Works GP. Se il peso non puoi farlo sparire – ma contenerlo al minimo sì – certamente l’elettronica apre molteplici soluzioni per neutralizzarle gli effetti dai controlli elettronici dell’assetto e di erogazione della potenza.

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A MINI il compito di proseguire la narrazione oltre la fase di concept e indirizzare il futuro sportivo John Cooper Works alla spina.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/motori


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