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    F1, Seidl contro la Haas: “Non deve usare le strutture Ferrari”

    ROMA – La Haas sembra infatti avere goduto più dell’Alfa Romeo della nuova era a Maranello, specialmente con la nuova power unit: la Superfast. Tra i team della Formula 1 c’è tensione per questo improvviso exploit del team statunitense, che nel quartier generale della Rossa può utilizzare tutte le infrastrutture e le tecnologie dei tecnici italiani. Andreas Seidl, team principal della McLaren, come riportato da “AS”, afferma: “La Haas merita i suoi risultati. Rispettano le regole e non ci possiamo lamentare. Ma è una questione di principio, di come cioè dovrebbe essere la F1 del futuro. Nella mia visione tutto ciò che riguarda le prestazioni di un’auto dovrebbe essere curato solo dalla squadra che la porta in pista”.
    Le parole di Seidl
    Il numero uno nel box McLaren continua così la sua accusa alla Haas: “È come se fosse un ‘team B’, che è in grado di ottenere prestazioni superiori con meno sforzo, ed è ancora più preoccupante che il ‘team A’ ne tragga poi vantaggio”. Tra le proposte del tedesco c’è il “divieto di utilizzare infrastrutture congiunte”, come la galleria del vento, già in cantiere a Woking. Durante il Gran Premio di Imola, il team principal della Haas, Guenter Steiner, aveva parlato ai microfoni di Sky Sport di “scherzo bello, ma quando dura poco” rivolgendosi a chi parla di “Ferrari bianca”. Il tecnico di Merano ha poi difeso l’operato dei suoi collaboratori, confermando come i risultati positivi della Haas siano tutto merito del box statunitense. LEGGI TUTTO

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    F1, Fittipaldi: “Haas? Non è un capitolo chiuso, ma ero ovviamente deluso”

    ROMA – Pietro Fittipaldi è stato vicinissimo a un sedile nel Mondiale 2022 di Formula 1. La Haas infatti ha preso seriamente la candidatura del brasiliano, che è anche il terzo pilota della scuderia americana. Poi la decisione di Steiner per sostituire Nikita Mazepin è andata su Kevin Magnussen, il quale sta dimostrando grandi cose in questo avvio di campionato: “Ero ovviamente deluso – dichiara Fittipaldi – perché ci sono andato davvero vicino. Quando Günther mi ha chiamato, ha detto che era una questione tra Kevin e me. Alla fine, il team ha favorito l’esperienza perché ne avevano bisogno nella situazione della squadra”.
    Le parole di Fittipaldi
    L’esperienza di Magnussen ha avuto la meglio. I toni di Fittipaldi infatti non sono polemici: “Lo capisco, ma so anche cosa avrei potuto fare – prosegue al sito francese Auto Hebdo – perché sono sempre stato molto forte nei test e nelle sessioni che ho potuto fare, e so che sarei riuscito a mantenere le nostre promesse. Sarebbe stato splendido, ho avuto molto sostegno sia dal Brasile che dagli Stati Uniti, essendo nato a Miami, ma non direi che il capitolo è chiuso. Sarà molto importante avere grandi risultati quest’anno per poi vedere cosa mi riserva il futuro”. LEGGI TUTTO

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    F1, Fittipaldi deluso: “La Haas ha scelto Magnussen per l'esperienza”

    ROMA – Pietro Fittipaldi è stato ad un passo dall’attuale Mondiale di Formula 1. La Haas infatti ha preso seriamente la candidatura del brasiliano, che è anche il terzo pilota della scuderia americana. Poi la decisione di Steiner per sostituire Nikita Mazepin è andata su Kevin Magnussen, il quale sta dimostrando grandi cose in questo avvio di campionato: “Ero ovviamente deluso – dichiara Fittipaldi – perché ci sono andato davvero vicino. Quando Günther mi ha chiamato, ha detto che era una questione tra Kevin e me. Alla fine, il team ha favorito l’esperienza perché ne avevano bisogno nella situazione della squadra”.
    Capitolo aperto
    L’esperienza di Magnussen ha avuto la meglio. I toni di Fittipaldi infatti non sono polemici: “Lo capisco, ma so anche cosa avrei potuto fare – prosegue al sito francese Auto Hebdo – perché sono sempre stato molto forte nei test e nelle sessioni che ho potuto fare, e so che sarei riuscito a mantenere le nostre promesse. Sarebbe stato splendido, ho avuto molto sostegno sia dal Brasile che dagli Stati Uniti, essendo nato a Miami, ma non direi che il capitolo è chiuso. Sarà molto importante avere grandi risultati quest’anno per poi vedere cosa mi riserva il futuro”. LEGGI TUTTO

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    F1, Mazepin: “Le acque devono calmarsi prima di poter tornare”

    ROMA – “La FIA mi ha dato il permesso di correre perché sono neutrale. Ma forse che il problema più grande è tornare in uno ambiente, la Formula 1, in cui le squadre sono autorizzate a trattenere i soldi delle sponsorizzazioni senza rispettare al contratto”. Così Nikita Mazepin, che ha rilasciato un’intervista alla CNN. Il pilota russo è stato licenziato dalla Haas lo scorso marzo e da allora ha ribadito la sua posizione: “I team possono chiedere addirittura di più, anche se poi dicono di non volere soldi dalla Russia. Devono essere rivalutati i valori dello sport dopo quanto accaduto”.
    Il commento di Mazepin
    In poche settimane, Mazepin si è ritrovato fuori dalla line-up del Circus. Un sogno andato in frantumi dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina: “Per arrivare lì ho lavorato per 17 anni e alla fine ci sono riuscito. Certo, è un problema di poco conto se si pensa alle cose che stanno accadendo nel mondo in questo momento”. Poi espone il suo obiettivo: “Naturalmente vorrei tornare. Credo di avere delle cose in sospeso. Ma devo attendere che le acque si calmino. E non so nemmeno dove potrò tornare”. “Da Mosca – continua il russo – posso vedere solo una piccola parte di quello che succede: è molto doloroso. Per 23 anni ho vissuto in un mondo molto tranquillo, ma la mia posizione ufficiale deve essere neutrale: sono un atleta. È importante esserlo. La fondazione che ho creato va proprio in questa direzione: aiutare gli atleti a rimanere neutrali”. LEGGI TUTTO

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    Mazepin: “Tornare in F1? Devo aspettare che si calmino le acque”

    ROMA – “Tutti hanno il diritto di parola e la FIA mi ha permesso di correre perché sono neutrale. Ma direi che il problema più grande è tornare in uno sport, la Formula 1, in cui le squadre sono autorizzate a trattenere i soldi delle sponsorizzazioni senza adempiere al contratto”. Inizia così la lunga intervista che Nikita Mazepin ha rilasciato alla CNN. Il pilota russo è stato licenziato dalla Haas lo scorso marzo e da allora ha ribadito la sua posizione: “I team possono chiedere addirittura di più, anche se poi dicono di non volere soldi dalla Russia. Devono essere rivalutati i valori dello sport dopo quanto accaduto”.
    La difesa di Mazepin
    In poche settimane, Mazepin si è ritrovato fuori dalla line-up del Circus. Un sogno andato in frantumi dopo l’invasione dell’Ucraina: “Per arrivare lì ho lavorato per 17 anni e alla fine ci sono riuscito. Certo, è un problema di poco conto se si pensa alle cose che stanno accadendo nel mondo in questo momento”. Poi espone il suo obiettivo: “Naturalmente vorrei tornare. Credo di avere delle cose in sospeso. Ma devo attendere che le acque si calmino. E non so nemmeno dove potrò tornare”. “Da Mosca – continua il russo – posso vedere solo una piccola parte di quello che succede: è molto doloroso. Per 23 anni ho vissuto in un mondo molto tranquillo, ma la mia posizione ufficiale deve essere neutrale: sono un atleta. È importante esserlo. Anche per questo ho creato una fondazione che aiuterà gli atleti a rimanere neutrali per principio”. LEGGI TUTTO

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    F1, Stainer: “Imola difficile per tutti. Melbourne alle spalle”

    ROMA – Dopo una Melbourne da dimenticare, la Haas cerca di rimettersi in carreggiata. I problemi in Australia hanno ostacolato Mick Schumacher e Kevin Magnussen, non in grado di raddrizzare un weekend non ottimale. A parlare di questo e della prossima gara a Imola è Gunter Steiner, team principal della Haas, le cui parole sono riportate da “Formula Passion”: “È stato un fine settimana molto impegnativo a partire da piccoli problemi riscontrati sulle macchine Nonostante ciò, siamo comunque arrivati vicini ai punti. Poi abbiamo avuto fortuna con le Safety Car. Ma l’Australia è alle spalle. È un campionato molto competitivo e devi essere perfetto per ottenere punti. Sappiamo di avere una macchina competitiva. La speranza è che a Imola saremo più fortunati”.
    Le parole di Steiner
    Il Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna rappresenta la prima delle gare in Europa e Steiner punta alla svolta: “Sarà impegnativo. Abbiamo tutti una sola sessione di prove libere per trovare l’assetto. Con le difficoltà di queste macchine e la nostra inesperienza non sarà facile. Penso che le gare sprint possano essere una buona cosa per il campionato”. Quella delle gare sprint è solo l’ultima delle innovazioni regolamentari portate dal presidente della Formula 1, Stefano Domenicali. Una svolta che entusiasma Steiner: “Aspettative superato. In pista c’è competitività”. LEGGI TUTTO

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    F1, Stainer: “Haas competitiva per Imola. Il tempo è poco per tutti”

    ROMA – Da Melbourne la Haas è tornata a casa a mani vuote. Tanti, forse troppi, i problemi per Mick Schumacher e Kevin Magnussen per raddrizzare un weekend non ottimale. A parlare di questo e della prossima gara a Imola è Gunter Steiner, team principal della Haas, le cui parole sono riportate da “Formula Passion”: “È stato un fine settimana molto impegnativo a partire da piccoli problemi riscontrati sulle macchine Nonostante ciò, siamo comunque arrivati vicini ai punti. Poi abbiamo avuto fortuna con le Safety Car. Ma l’Australia è alle spalle. È un campionato molto competitivo e devi essere perfetto per ottenere punti. Sappiamo di avere una macchina competitiva. La speranza è che a Imola saremo più fortunati”.
    Obiettivo Imola
    Il Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna rappresenta la prima delle gare in Europa e Steiner punta alla svolta: “Sarà impegnativo. Abbiamo tutti una sola sessione di prove libere per trovare l’assetto. Con le difficoltà di queste macchine e la nostra inesperienza non sarà facile. Penso che le gare sprint possano essere una buona cosa per il campionato”. Quella delle gare sprint è solo l’ultima delle innovazioni regolamentari portate dal presidente della Formula 1, Stefano Domenicali. Una rivoluzione che Steiner promuove a pieno titolo: “Hanno superato le aspettative. Le auto sono tutte in competizione”. LEGGI TUTTO

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    F1, l'affondo di Mazepin: “Cancel culture contro la Russia”

    ROMA – Dopo esser stato licenziato dalla Haas, Nikita Mazepin non si arrende. BBC News lo ha intervistato e il figlio dell’oligarca Dmitry Mazepin, proprietario dell’Uralkali, ha detto: “Sono contro queste misure. Forse questo non è il momento giusto per sottolineare certe cose ma, se guardiamo la situazione nel complesso, quello che sta accadendo agli atleti russi è una forma di cancel culture contro il mio Paese”, le sue parole. Mazepin ha infatti fondato l’associazione “We Compete As One”, per sostenere gli atleti russi colpiti dai provvedimenti del Comitato Olimpico internazionale.
    Mazepin sul conflitto
    Parole che fanno rumore quelle del pilota russo, determinato a tornare a correre in futuro. Mazepin, inoltre, ha detto la sua anche sulla guerra in Ucraina sottolineando la volontà di non prendere posizione: “Anche per me è molto doloroso guardare ciò che arriva dal conflitto. Sono un essere umano e voglio vivere in un mondo dove ci sia la pace. Ma voglio essere franco: rischio grosso se parlo a riguardo, dunque ho scelto il silenzio”, ha detto concludendo Mazepin. LEGGI TUTTO