Non è un miracolo, perchè la Virtus ha dimostrato di poterci stare a questi livelli. Ma senza tre quarti del reparto lunghi rimane comunque un’impresa memorabile mettere sotto Milano, dotata di muscoli e centimetri in abbondanza, ma di meno cuore. A Bologna mancavano Diarra, Smailagic e pure Diouf, vittima di una contusione al ginocchio nell’ultimo allenamento, oltre che il bomber Edwards. Poteva essere una Caporetto, e invece è stata la squadra di Poeta a sfaldarsi. Ivanovic esulta: “Questa è la dimostrazione che quando si gioca di squadra, con energia fino alla fine, si può battere chiunque. Forse è stata la mia vittoria più bella. Nel basket si gioca sempre in cinque contro cinque. Si vince anche così“. La Virtus ci ha provato fin dal via. In partenza è scattata dai blocchi con la faccia cattiva, producendo una difesa collosa ed efficace. Ben presto però il piano-gara di Poeta si è sviluppato in modo compiuto: area tenuta libera per l’uno-contro-uno dei suoi lunghi, dotati di una stazza evidentemente favorevole rispetto agli stecchini bolognesi. Un 11-0, dilatatosi poi a 19-4 nel primo quarto, ha acceso i retrorazzi dell’Olimpia: Booker, Leday e soprattutto Nebo erano dominanti in questa fase. Quando in avvio di secondo periodo l’unico centro di ruolo Akele ha commesso il suo terzo fallo, per Bologna sarebbe potuta calare la notte.
Poeta allarga le braccia: “Sono venute meno energie mentali e fisiche”
Milano ha toccato per un paio di volte +15, prima che Daniel Hackett mostrasse il meglio di sé, proprio quando la fiducia si era ridotta ai minimi termini: “Sembrava Davide contro Golia – dice Hackett -, ma ci siamo rimboccati le maniche. Sapevamo che occorreva una gara coraggiosa. Abbiamo voluto crederci. Tutti hanno dato qualcosa alla causa“. Se nella prima frazione la Virtus non ha messo nemmeno una tripla (0/4), in questa seconda ha cominciato a segnare dall’arco con continuità. Le V Nere hanno riacchiappato l’Olimpia al 18′ (39-39), e chiaramente il 7/9 da 3 nel quarto ha avuto un ruolo determinante, insieme allo stop nell’emorragia di palle perse. La Virtus ha continuato a cavalcare l’onda nel terzo periodo, con Milano sorpresa dall’energia bolognese. Alston e Vildoza erano gli interpreti migliori tra gli emiliani, ai quali si è aggiunto pure un elettrico Morgan. A completare il manicaretto è stato Jallow, il quale con un paio di numeri circensi ha fatto allungare la Virtus a +14 (75-60 al 29′). Dopo la curiosa espulsione di due maggiorenti del parterre (Checchi dello sponsor Pelliconi e il vicepresidente virtussino Sermasi) non è cambiata la sostanza. L’ultimo quarto è filato via in pieno controllo dei bianconeri. Peppe Poeta allarga le braccia: “Sono venute meno energie mentali e fisiche. Abbiamo smesso di fare le cose giuste. Con la loro aggressività hanno portato via la partita. Dietro dobbiamo fare senz’altro meglio“. Le due si rivedranno, questo è sicuro.
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/basket

