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    Aip insieme alle associazioni di categoria e i sindacati per la riforma dello sport

    Di Redazione Per la prima volta l’Associazione Italiana Pallavolisti, insieme a tutte le rappresentanze degli atleti e dei tecnici, era ieri in Piazza Monte Citorio al fianco delle sigle sindacali di Slc-Cgil, Nidil-Cgil, FisascatCisl, FelsaCisl, Uilcom e Uiltemp per la manifestazione nazionale sul lavoro sportivo e per sensibilizzare le autorità competenti a far tornare la Riforma dello Sport nell’agenda di questa legislatura. Molti gli interventi: da quello del Presidente della Confederazione Italiana Degli Sportivi e Presidente AIC, Umberto Calcagno a quelli di alcuni esponenti delle Associazioni, tra i quali Matteo Paoletti, Consigliere AIP fino a importanti presenze delle forze politiche, come l’ex ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora, Mauro Berruto del Partito Democratico e Luciano Nobili di Italia Viva. Si ribadisce convintamente la necessità di una Riforma del settore, a partire dal lavoro sportivo e dal vincolo sportivo, in tempi brevi, da definire entro la legislatura, che garantisca tutele adeguate a chi opera in un settore vitale per la sua funzione sociale, educativa, culturale, di benessere e prevenzione. Si ritiri la proroga al 2024 della Riforma dello Sport e si riapra il confronto con le Parti Sociali da subito. (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    La CIDS chiede l’apertura di un tavolo sulle tutele agli atleti

    Di Redazione La CIDS (Confederazione Italiana Degli Sportivi), di cui fa parte anche AIP – Associazione Italiana Pallavolisti, interviene con un comunicato sulla conclusione del caso di Lara Lugli, accogliendo con favore l’esito positivo della controversia tra la giocatrice e la sua ex società e, più in generale, chiedendo maggiore sostegno e tutele più ampie per gli atleti. “La vicenda – scrive la Confederazione – evidenzia ulteriormente come, a monte dell’imbarazzante episodio venutosi a creare nei confronti della pallavolista, esista una mancanza di tutele per i lavoratori e per le lavoratrici sportive, che il percorso avviato dal legislatore sulle norme riguardanti il lavoro sportivo e l’abolizione del vincolo sportivo avrebbe dovuto colmare. Ci ritroviamo, invece, nella paradossale situazione che, mentre tutta l’Italia ha salutato il riconoscimento del diritto alla maternità ad una atleta, il Governo con la Sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali – anch’essa ex atleta – ha rinviato sine die una legge che quei diritti avrebbe dovuto riconoscere e tutelare. La CIDS ribadisce con forza la necessità di procedere all’apertura immediata di un tavolo di lavoro presso il Ministero competente per definire, entro 12 mesi come preventivamente stabilito, tutte le necessarie tutele per i lavoratori e le lavoratrici dello sport e dare finalmente certezze agli atleti, lavoratori sportivi, che tutti noi rappresentiamo“. (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Riforma dello sport: lo sconcerto della Confederazione Italiana degli Sportivi

    Di Redazione Arrivano le prime reazioni all’approvazione in Senato del DDL 2144 che, attraverso un emendamento, rinvia al 2024 l’applicazione della riforma dello sport varata dal precedente Governo, almeno per quanto riguarda l’abolizione del vincolo e la riforma del lavoro sportivo. In un comunicato, la Confederazione Italiana degli Spotivi (CIDS) esprime il proprio sconcerto per il provvedimento, definito “una precisa opzione che indebolisce l’intera riforma e di fatto elimina ogni possibilità di discussione e confronto sul tema in questa legislatura“. “Rattrista constatare – continua la CIDS, di cui fa parte anche AIP – Associazione Italiana Pallavolisti – come all’attuale compagine di Governo nulla importi della basilare tutela offerta dalle norme a migliaia di lavoratrici e lavoratori – non solo atlete e atleti di altissimo livello – che prestano l’attività senza la protezione universalistica dei diritti fondamentali. Si tratta, purtroppo, di una scelta grave, compiuta di notte, tale da rappresentare un vero e proprio strappo nei loro confronti“. “Sconcerta ancor più – prosegue la nota – che sia stata smentita la Sottosegretaria Vezzali, una ex sportiva di grande livello mondiale, che ha pubblicamente rappresentato alle commissioni della Camera e del Senato una volontà politica molto diversa ed equilibrata, esponendo una proroga di un solo anno (1 luglio 2022) dell’entrata in vigore delle norme previste dai decreti, necessaria e condivisibile per apportare le opportune modifiche al testo normativo“. Il comunicato si conclude con un invito a un ripensamento: “Auspichiamo che tutte le forze politiche prendano una chiara posizione di fronte a questo provvedimento che, di fatto, non darà spazio in questa legislatura ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dello sport, negando dignità professionale ad atlete e atleti che difendono i nostri valori ed i nostri colori anche nelle grandi competizioni internazionali di tutti gli sport“. (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Il Senato blocca la riforma del lavoro sportivo: applicazione rinviata al 2024

    Di Redazione In silenzio e senza annunci ufficiali, la riforma dello sport voluta dall’ex ministro Vincenzo Spadafora ed entrata in vigore a febbraio perde ogni efficacia, almeno per quanto riguarda le disposizioni relative al lavoro sportivo. Ieri il Senato ha infatti approvato il DDL 2144 per la conversione in legge del decreto-legge 41 del 22 marzo 2021; tra i numerosi provvedimenti adottati c’è anche un emendamento al decreto legislativo 36 del 28 febbraio, appunto quello sulla riforma del lavoro sportivo, che rinvia la sua applicazione al 31 dicembre 2023. Resteranno dunque in vigore almeno fino al 2024, tra le altre, tutte le norme attualmente in vigore sul vincolo sportivo e sulla disciplina del lavoro sportivo. Le nuove norme adottate in entrambe le materie avevano suscitato la viva preoccupazione delle Federazioni, tra cui la Fipav, che temevano i loro riflessi negativi sui bilanci delle società e per questo avevano chiesto al Governo di differirne l’applicazione. (fonte: Pianeta Basket) LEGGI TUTTO

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    Mauro Berruto: “È un buon momento per inserire lo sport nella Costituzione”

    Di Redazione A novembre 2020 ha lanciato il suo Manifesto dello Sport e da marzo 2021 fa parte della Segreteria nazionale del Partito Democratico: l’ex ct azzurro Mauro Berruto è ormai a tutti gli effetti un protagonista della politica sportiva italiana. E in un’intervista al Corriere dello Sport fa il punto sulla situazione del settore, partendo da uno dei suoi cavalli di battaglia: “Dai tempi di Gramsci non c’era mai stato un rappresentante dello sport nella segreteria. Un buon motivo per provare a inserire la parola sport nella Carta Costituzionale, un segnale di discontinuità“. Berruto è ottimista sull’impatto che possono avere le politiche del nuovo Governo: “Nei loro interventi di insediamento da presidente del Consiglio, gli unici che hanno inserito lo sport nei loro programmi sono stati Letta e Draghi. Il tema del diritto allo sport è forte perché è trasversale“. E anche la nomina di Valentina Vezzali a sottosegretaria è visto come un segnale positivo: “Valentina proviene dallo sport e mi auguro che voglia recepire tutte le istanze provenienti dai partiti e dal territorio“. L’ex allenatore della nazionale è invece critico sulla riforma dello sport: “Il nostro modello sportivo ha almeno 4-5 anime diverse. L’errore di fondo è stato definirlo con una foto non corrispondente alla realtà del territorio. Tra il calcio professionistico e lo sport degli oratori c’è tutto un mondo che va dai semi-professionisti ai dilettanti puri, in cui il 90% è costituito dalle ASD con il 50% di operatori volontari. Io stesso, quando per 5 anni ho fatto il CT, ero un dilettante. La foto va ri-scattata“. Anche le nuove norme sul lavoro sportivo non soddisfano Berruto: “Il PIL delle famiglie è crollato, e i costi della riforma finiranno per ricadere proprio sulle famiglie con un aumento del 40%. In questa fase in cui si intravede la ripartenza è un rischio enorme. Credo che un certo sport vada sostenuto da politiche pubbliche“. LEGGI TUTTO

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    Il Consiglio dei Ministri dà il via libera alla riforma dello sport

    Di Redazione
    La riforma dello sport è legge: il Consiglio dei Ministri di oggi, che ha dato il via libera al decreto legge di scorporo e riorganizzazione dei ministeri, ha anche approvato i cinque decreti legislativi presentati dal precedente governo. L’approvazione doveva avvenire entro il 28 febbraio per evitare il decadimento dei decreti.
    L’ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha commentato con soddisfazione la notizia su Facebook: “Non sono più ministro – ha detto – ma sono contento che questo lavoro che ho portato avanti per un anno sia stato finalmente approvato. Ringrazio il presidente Draghi perché ha voluto portare la riforma in CdM, altrimenti tutto sarebbe andato perso. Finalmente lavoratori sportivi con contratti e tutele, professionismo femminile, paralimpici nei gruppi militari, abolizione del vincolo sportivo diventano realtà. Un risultato importantissimo per tutti, finalmente sarà tutto diverso nel mondo dello sport“.
    “Adesso ovviamente – ha aggiunto Spadafora – bisognerà parametrare bene i tempi di attuazione della riforma perché questo è l’anno più complicato degli ultimi decenni, e quindi bisogna fare in modo che tutte le norme entrino in vigore nei tempi giusti per non penalizzare nessuno“. E proprio su questo punto avevano insistito le Federazioni dei principali sport di squadra (FIGC, FIP e FIPAV) nella lettera aperta inviata proprio ieri al presidente del Consiglio.
    (fonte: Ansa) LEGGI TUTTO

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    FIPAV, FIP e FIGC scrivono a Draghi: “Fermate la riforma dello sport”

    Di Redazione
    La riforma dello sport approda in Consiglio dei Ministri: i decreti voluti dall’ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora “scadono” il 28 febbraio e il nuovo governo, a quanto si apprende, intende convertirli in legge in tempi brevissimi. Una scelta che incontra la netta opposizione delle Federazioni: quelle dei tre principali sport di squadra, FIGC, FIP e FIPAV, hanno inviato al presidente del Consiglio Mario Draghi una lettera aperta in cui si chiede di riconsiderare la riforma nel merito o quantomeno differirne l’entrata in vigore, per evitare pesanti ripercussioni ai danni delle società sportive (specie in merito alle norme sulla riforma del lavoro sportivo e sull’abolizione del vincolo sportivo).
    Ecco il testo della lettera:
    “Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,in questo momento così drammatico per il nostro Paese, noi Presidenti della Federazione Italiana Giuoco Calcio, della Federazione Italiana Pallacanestro e della Federazione Italiana Pallavolo, ci rivolgiamo direttamente alla Sua persona. Il tema oggetto della nostra missiva è il varo legislativo dei decreti delegati di riforma dello sport che potrebbe trovare compimento nel corso della prossima riunione del Consiglio dei Ministri.
    Noi siamo assolutamente favorevoli al pieno riconoscimento di maggiori tutele a favore di atlete ed atleti, di allenatori e collaboratori sportivi, ma al contempo siamo ben consci degli enormi problemi che le società sportive stanno affrontando. Rileviamo inoltre come due tematiche in modo particolare, quali l’abolizione del cosiddetto “vincolo sportivo” e la nuova disciplina relativa al “lavoro sportivo”, comportino gravi ripercussioni ai danni delle società sportive che abbiamo il dovere di tutelare.
    La crisi pandemica in atto non si risolverà domani e gli effetti economici si protrarranno ovviamente nel tempo. Gravare di ulteriori oneri le società sportive porterebbe inevitabilmente molte di esse a cessare l’attività. Fin dal sorgere della crisi sanitaria ed economica, le Federazioni hanno sostenuto i rispettivi movimenti con interventi mirati nell’intento di alleviare gli effetti prodotti dalle necessarie normative di restrizione. Riteniamo però giusto che quanto fatto, e quanto ancora sarà necessario fare, non sia vanificato da alcuni istituti che, in questo frangente, costituirebbero un ulteriore gravoso onere da porre a carico dei sodalizi sportivi.
    Signor Presidente, Le stiamo chiedendo di valutare con grande attenzione l’effetto di tali disposizioni e, se non fosse possibile riconsiderarli nel merito, quanto meno differirne l’entrata in vigore.Ringraziamo per l’attenzione e inviamo i più cordiali saluti“.
    (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Tutte le novità su vincolo e lavoro sportivo nell’incontro online del Consorzio Vero Volley

    Foto Consorzio Vero Volley

    Di Redazione
    Abolizione del vincolo e riforma del lavoro sportivo: due degli aspetti principali della riforma dello sport proposta dal Governo, che impatteranno in maniera importante sul futuro delle società e di tutto il mondo della pallavolo. Sabato 6 febbraio, a partire dalle 10, i due argomenti saranno al centro dell’incontro online organizzato dal Consorzio Vero Volley con la rete nazionale delle società del Vero Volley Network.
    L’evento, ad accesso gratuito, è rivolto a tutte le società di pallavolo e ai loro dirigenti e vedrà l’intervento di due tra i massimi esperti del settore a livello nazionale: la dottoressa Giusi Cenedese, commercialista specializzata negli aspetti giuridici e fiscali nello sport, e l’avvocato Cristiano Novazio, docente e componente del comitato scientifico del Master di I livello in diritto sportivo e rapporti di lavoro nello sport dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.
    Sono le parole di Cristiano Novazio ad anticipare il percorso dell’appuntamento: “Durante il nostro incontro abbiamo intenzione di toccare tutti i principali contenuti degli argomenti previsti. Incominceremo introducendo i contesti e i concetti di dilettantismo e professionismo, per arrivare alle diverse tipologie che è possibile prevedere per quanto riguarda i lavoratori impiegati nel mondo dello sport, affrontando anche gli eventuali costi che possono comportare le differenti ipotesi di inquadramento. Infine, andremo ad analizzare tutti gli elementi legati al vincolo e alla sua riforma e l’impatto che questo cambiamento potrà avere sull’attività“.
    L’evento si terrà online sulla piattaforma Zoom: per partecipare è necessario soltanto registrare la propria presenza mandando una mail entro mercoledì 3 febbraio all’indirizzo rsvp@verovolley.com (tutte le informazioni per la partecipazione verranno inoltrate in seguito all’iscrizione).
    (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO