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    Tokyo2020: La Francia – super difesa – supera una Argentina meno esplosiva. E’ 3-0, che Patry!

    SEMIFINALEFRANCIA – ARGENTINA 3-0 (25-22, 25-19, 25-22) tabellino
    TOKYO – La Finale olimpica sarà Russia-Francia, Brasile-Argentina per il bronzo. Veri e propri “derby” continentali definiranno così il podio della pallavolo maschile alle Olimpiadi di Tokyo.L’esito finale per gli abbinamenti si è definito nel pomeriggio odierno con il successo della Francia sull’Argentina per 3-0.Un successo che è frutto di una performance collettiva consistente dalla Francia. Ha vinto la Francia, miglior servizio e anche miglior difesa con un Grebennikov ai livelli del miglior Grebennikov, un Brizard, titolare in regia, capace di una distribuzione molto efficiente che non ha nemmeno reso necessaria una prestazione sopra le righe di Earvin Ngapeth.
    Mattatori del match Jean Patry con 15 punti, affiancato da Trevor Clevenot con 14 punti, tutti in attacco, su 19. Ngapeth ne ha fatti altri 12. Francia superiore in attacco 41 a 34, muro 10 a 5, e al servizio 3 a 1. Per l’Argentina 13 punti di Facundo Conte e 9 di Bruno Lima, meno esplosivo rispetto alla gara con l’Italia. 0 su 6 per Palacios, sostituito nel corso della gara da Poglajen, 1 su 7 di Solé.
    Venerdì le finali. Derby sudamericano per il bronzo (Argentina-Brasile) a seguire Russia (ROC)-Francia con i transalpini per la prima volta a medaglia alle Olimpiadi. LEGGI TUTTO

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    Tokyo2020: Semifinale, Francia-Argentina 3-0. Il tabellino. Patry top scorer con 15 punti

    SEMIFINALEFRANCIA – ARGENTINA 3-0 (25-22, 25-19, 25-22)FRANCIA: Chinenyeze 6, Patry 15, Clevenot 14, le Goff 4, Brizard 2, Ngapeth 12, Grebennikov (L); Boyer, Louati 1. N.e.: Toniutti, Tillie, Bultor. All. Tillie.ARGENTINA: Loser 7, De Cecco 3, Conte 13, Solé 4, Lima 9, Palacios, Danani (L); Sanchez, Pereyra, Poglajen 4, Ramos. N.: Mendez. All. Mendez.Arbitri: Muranaka (JPN); Liu (CHN)Note: Durata set  28’, 29’, 31’.  Toh 1.27.FRANCIA: attacchi 41/80, muri 10, ace 3/73, errori avversari 21.ARGENTINA: attacchi 34/79, muri 5, ace 1/65, errori avversari 23. LEGGI TUTTO

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    #WeWillTokyou: Zero Medaglie per Pallavolo e Beach Volley

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    #WeWillTokYou: Lo speciale olimpico di “Voglia di Volley”, in onda tutti i giorni per raccontare l’avventura a Tokyo delle due nazionali!Zero medaglie ed eliminazioni precoci per volley e beach volley.Ne disquisiamo amabilmente con una folta schiera di opinionisti composta da: Marco Fantasia (Rai Sport), Marco Bellinazzo (Il Sole 24 Ore), Paolo Tardio (Coni Social) ed Alessio Simone (Ex Imoco Conegliano). LEGGI TUTTO

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    Tokyo2020: La Russia fa festa. Mikhaylov schianta il Brasile 3-1 e vola in finale per l’oro

    SEMIFINALEBRASILE – ROC (RUSSIA) 1-3 (25-18, 21-25, 24-26, 23-25) – tabellino
    TOKYO – Dice addio al suo titolo il Brasile, e lo dice in una maniera clamorosa, dopo aver dominato il primo set, perso male il secondo e soprattutto aver smarrito lungo la strada il vantaggio di 18-12 e 23-19 nel terzo, un vero e proprio suicidio sportivo: lì il match di fatto è finito, anche se Bruno e compagni hanno provato a tenersi in scia di un Mikhaylov mostruoso, mvp del match e sin qui del torneo. La Russia ha fatto valere la sua fisicità in attacco e soprattutto a muro, fermando a ripetizione o inducendo all’errore i propri avversari, che ieri avevano le polveri bagnate anche a causa di una giornata non eccezionale del loro regista. In più il Brasile man mano ha perso sia la ricezione che la difesa, che si è spenta in intensità dopo un buon primo set, lasciando cadere pallonetti e tocchi sporchi che il Brasile normalmente non subisce. Dopo Londra 2012 allora un’altra vittoria pesante dei russi contro i brasiliani (che li avevano eliminati a Rio) e tra due giorni lotta per l’oro contro Francia o Argentina.
    LE FORMAZIONI – Brasile tipo con Bruno e Wallace in diagonale principale, Lucarelli e Leal alle ali, Lucas e Mauricio al centro, Thale libero. La Russia risponde con Kobzar-Mikhailov, Kliuka-Volkov, Volvich e Iakovlev al centro, Golubev libero.
    I PIÙ – Devastante, abbacinante, sempiterno: Maxim Mikhaylov dall’alto dei suoi 33 anni e di una carriera che sembrava al tramonto travolge il Brasile campione olimpico con una partita irreale chiusa a 20 su 33 in attacco e vicino al 50% di efficienza. Prestazione eccellente anche di Iakovlev, che si scrolla di dosso la murata subita in apertura da Mauricio e poi imperversa a muro e in attacco. Infine per la Russia, pur con qualche errore inspiegabile anche in momenti poco opportuni, Kliuka ha fatto valere la sua fisicità sopra al muro di Bruno e non solo. Lato Brasile da salvare le prestazioni di Lucas in generale e di Leal in attacco.
    I MENO – Che Wallace non fosse più quello di Rio si sapeva, ma la partita odierna è stata un calvario per l’opposto verdeoro. Così come non era affatto nella sua miglior giornata Bruno Rezende, a tratti impreciso e alla fine senza invenzioni utili per ovviare alla totale apatia dell’opposto. In grande difficoltà anche Lucarelli, sostituito da Douglas nel finale.
    LA PARTITA – Il Brasile difende con grande caparbietà e tiene un break di vantaggio nonostante le bordate russe. Il muro di Mauricio su Iakovlev segna il 13-10. Ace di Bruno su Volkov, 16-12 dopo un paio di belle soluzioni in attacco di Leal. La Russia sbanda di colpo, Kliuka e Mikahylov non passano più (19-14), ancora un ace corto di Lucarelli chiude virtualmente il set (21-14) che si chiude davvero su un netto 25-18.Parte lento il Brasile del quarto set, con anche Bruno leggermente impreciso sulle alzate. Kliuka imperversa ed è 5-10 Russia. Entra Alan per Wallace ma lo spartito è lo stesso, 7-14. Passata la metà del set reagisce finalmente il Brasile, il turno di Leal è micidiale e riduce lo svantaggio a -3 prima che Mikhaylov spari out dalla seconda linea: 15-17. Il Brasile però paga lo sforzo e torna indietro, con Kliuka che macina punti e chiude con un po’ di fatica 21-25.Un grande scambio concluso da Lucarelli regala al Brasile l’8-6, poi Leal schiaccia la pipe di prima intenzione. Non c’è equilibrio nei set, il Brasile scappa come prima era scappata la Russia: stavolta grazie al servizio, l’ace del 18-12 è di Mauricio, anche se il tavolo segnapunti sbaglia a segnare e apparentemente toglie un punto ai russi. Invasione Kurkaev su attacco di Wallace: 19-12. Entra Podlesnykh e scuote i suoi fino al -4.Wallace e Lucarelli faticano, da 23-19 si passa a 23-21 che diventa 23-23 con l’ennesimo muro su Wallace che poi non trasforma nemmeno il pallone successivo mentre Mikhaylov sì: incredibile 23-24 Russia, parziale di 0-5 sul più bello. Ci pensa Leal la prima volta ad annullare il set ball, non Lucarelli, murato: 24-26 Russia.
    Il Brasile prova a ripartire forte ma l’attacco ha le polveri bagnate e inizia a calare anche la ricezione. C’è Alan per Wallace, mentre Podlesnykh rimane in campo per Volkov. La Russia prende un margine di due punti che diventa di tre fino al 18-15 firmato dall’ace di Volvich. Ecco allora che il Brasile finalmente reagisce, 18-18 con Bruno che per la prima volta estrae dal cilindro la sua classe. Podlesnykh spara out, Sammelvuo lo cambia subito con Volkov (20-19) poi è l’assolo di Mikhailov a riportare avanti la Russia, mentre un Wallace irriconoscibile spara out il 22-23. Douglas, subentrato a uno spento Lucarelli, si fa murare il 22-24. Chiude Kliuka 23-25. LEGGI TUTTO

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    Tokyo2020: Semifinale, Brasile – Russia 1-3. Il tabellino. Mikhaylov 22 punti

    BRASILE – ROC (RUSSIA) 1-3 (25-18, 21-25, 24-26, 23-25)Brasile: Lucarelli 10, Lucas 13, Wallace 11, Leal 18, Mauricio Luiz 9, Bruno 3, Hoss (L); Borges Almeida, Gil Kreling, Isaac, Douglas 1, Alan 2. All. Renan.ROC (RUSSIA): Kliuka 15, Volvich 2, Mikhaylov 22, Volkov 7, Iakovlev 12, Kobzar, Golubev (L); Pankov 2, Kurkaev 2, Podlesnykh 6. N.e.:  Bodgan, Poletaev. All. Sammelvuo.Arbitri: Rapisarda (ITA); Maroszek (POL)Note: Durata set: 27′, 32′, 37′, 32′. 2h08.BRASILE: attacchi 51/114, muri 8, ace 9/95, errori avversari 26.ROC: attacchi 58/114, muri 7, ace 3/92, errori avversari 26. LEGGI TUTTO

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    Tokyo2020: Tutte le partite del 5 agosto. Pallavolo & Beach Volley. Semifinali maschili

    TOKYO – Tutto il programma delle gare di pallavolo e beach volley di Giovedì 5 agosto. Orario italiano, Tokyo +7.  Via ai Quarti di finale femminili.
    IL PROGRAMMAPALLAVOLO MASCHILE SEMIFINALIGiovedì 5 AgostoOre 06.00 Brasile – ROC (Russia)Ore 14.00 Argentina – Francia
    BEACH VOLLEY – SEMIFINALI FEMMINILIore 2.00 Vergé-Dépré, A.-Heidrich (SUI) – April-Alix (USA)ore 3.00 Artacho Del Solar-Clancy (AUS) – Graudina-Kravcenoka (LAT)

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    Tokyo2020: La “rotazione” delle 4 semifinaliste. Brasile e Russia con la “sindrome della P1!

    di Simone Serafini
    All’apparenza le formazioni iniziali di una partita di volley non sembrano di grande importanza. Attenzione, non formazioni nel senso dei nomi dei giocatori in campo, ma nel senso delle “Rotazioni”. Lo schierare in una certa “P” (Position, che viene individuata dalla posizione del Palleggiatore) al fischio d’inizio cela uno studio tattico e strategico notevole. Quindi il partire in una data “P” comporterà per quella frazione (perché ad ogni inizio set ogni allenatore può decidere, quindi anche cambiare dal set precedente) determinate situazioni e conseguenze.
    COME FUNZIONANO LE ROTAZIONI – Per regolamento a pallavolo le due squadre cambiano P in senso orario ogni qual volta vincono lo scambio iniziato dalla battuta avversaria. Questo fa si che, una volta stabilite le P di partenza, per quel set le Rotazioni di ambedue le squadre sono “fisse”, nel senso che ogni giocatore al suo turno di servizio incontrerà sempre la stessa “P” avversaria (e di conseguenza l’attaccante lo stesso muratore eccetera). Facciamo un esempio pratico guardando l’ultima partita Italia – Serbia femminile. Nel primo set la squadra di Terzic inizia in battuta P1, Mazzanti in ricezione P1. Significa che ogni volta che la regista serba batterà noi saremo sempre nella stessa fase di P1. Date le formazioni, si sa già per quel set quale saranno le Rotazioni “contro”. Guardando ad esempio i giri al servizio delle azzurre, Pietrini batterà sempre sulla P1 della Serbia, Fahr sulla P6, Egonu sulla P5, Bosetti sulla P4, Danesi sulla P3, Malinov sulla P2. Sapendo questo, per quel set si possono attuare tutte le strategie e le accortezze del caso.
    DIETRO LE QUINTE DELLA SCELTA DELLE ROTAZIONI – Il fatto di avere “Rotazioni” bloccate permette a tutti i tecnici di poter fare delle considerazioni a tavolino per cercare di avere un “vantaggio” rispetto all’avversario per quel set. Che tipi di vantaggi? Beh, ce ne sono molteplici e riguardano un po’ tutti i fondamentali. Ad esempio, sfruttare il proprio migliore attaccante sul muro più debole avversario. Oppure un proprio battitore forte su delle Rotazioni di cambio palla meno efficienti degli altri. Oppure al contrario, avere una propria Rotazione “sicura” su dei battitori avversari pericolosi, o schierare il proprio miglior muro contro l’attaccante ritenuto più forte.  Alle volte riuscire ad avere dei vantaggi nell’incastro delle Rotazioni e sfruttarle può essere decisivo nell’aggiudicarsi il set.  Ma, c’è un grosso MA. La formazione iniziale dell’altra squadra non si conosce, quindi tutti i ragionamenti sui vantaggi, le congetture e (diciamolo) le speranze possono svanire allo schierarsi delle squadre in campo. Nel decidere la Rotazione iniziale si “scommette” su come partirà l’avversario in quel set. Molto dello studio è sul “pregresso”, cioè si guarda come si è comportata l’altra squadra nelle partite precedenti (se inizia sempre con la stessa “P”, se cambia dopo un set perso eccetera). Si congiurano ipotesi, non ci sono certezze assolute. Per questo alcuni allenatori decidono di pensare solo “a se stessi” e schierano la formazione basandosi solo sui propri punti di forza, senza stare troppo a pensare a cosa potrebbe fare l’altra squadra.
    LE QUATTRO SEMIFINALISTE MASCHILI: COSA HANNO FATTO FINO AD ORA…E COSA FARANNO? – Abbiamo analizzato le Rotazioni di partenza delle quattro semifinaliste maschili in tutte le loro partite disputate finora. Andiamo nel dettaglio, ci sono curiosità interessanti.Russia: Sammuelvo pare essere uno dei seguaci della teoria “io penso a me, sono gli altri che si adattino”. Il ROC (Russia) ha iniziato sempre ogni set in P6 (tranne il quarto parziale con gli Stati Uniti, ma nel sestetto figurava il secondo palleggiatore). Motivazioni? Partire sempre in P6 ti evita per più tempo la famigerata P1. Forse anche per i russi è una Rotazione più complicata, quindi meno volte si incontra, meglio è.Brasile: Anche Renan è della parrocchia dell’allenatore finlandese della Russia (ROC). Praticamente Rotazione iniziale sempre P6, tranne l’inizio partita con gli Stati Uniti (set perso, infatti dal secondo set ha cambiato), un paio di modifiche contro l’Argentina per poi ritornare in P6, e il terzo set contro la Russia (ma sotto due set a zero sembra più “mossa della disperazione”). Alla base della scelta, forse anche qui la “fobia” della P1.Francia: con la formazione transalpina troviamo più varietà. Tillie ha differenziato parecchio nelle precedenti uscite. Intanto c’è da fare un distinguo, perché si sono alternati al palleggio Toniutti e Brizard. Che hanno caratteristiche diverse. Toniutti è meno alto e sempre (tranne in un’occasione) ha iniziato il set in seconda linea (così da dover essere impegnato a muro meno volte). Brizard invece non patisce in quel fondamentale (anzi) e in più ha un ottimo servizio. Infatti spesso ma soprattutto nel quarto di finale è stato scelto come primo battitore (quindi formazione iniziale P2 in ricezione, P1 in battuta). A quanto pare, Tillie non soffre della “sindrome della P1”.Argentina: Mendez si colloca a metà tra lo “staticismo” di Renan e Sammuelvo e il “dinamismo” di Tillie. Ha variato più di una volta partenza ma si rifugia spesso nella P6 come inizio (specie proprio nel primo set). Per poi smentire gli studi, perché con l’Italia nel quarto di finale ha cominciato in P2. Per quattro set, per poi virare sulla P6. Probabilmente, dopo il quarto set perso malamente, ha provato (con successo) a invertire la rotta.
    Visto che le quattro semifinaliste si sono già affrontate, cosa possiamo aspettarci dalle Rotazioni? Russia e Brasile anche nel loro precedente confermano la loro tendenza, quindi partenza in P6 per entrambi. Però, visto il risultato (3-0 abbastanza netto per i russi), chissà se Renan non intenda cambiare qualcosa? Francia e Argentina è un terno al lotto. Anche perché sia Tillie che Mendez probabilmente scelgono la Rotazione iniziale (anche) in base agli interpreti (i registi in casa francese, mentre il tecnico argentino l’ultimo set con l’Italia ha invertito la posizione degli schiacciatori).
    SemifinaliGiovedì 5 AgostoOre 06.00 Brasile – ROC (Russia)Ore 14.00 Argentina – Francia LEGGI TUTTO

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    Tokyo2020: Argentina. Da Buenos Aires: La vittoria con l’Italia è una carezza all’anima della pallavolo biancoceleste

    di Santiago GabariDirettore di VoleyPlus.com
    BUENOS AIRES – Non è il caso di dire che la pallavolo argentina sente già una medaglia tra le mani, ma è vero che la pallavolo argentina sente la gloria nelle sue mani. Non si tratta della vicinanza ad una medaglia negata a Sydney 2000 o abbracciata a Seoul 1988, si tratta di una carezza a un popolo martoriato, con una pandemia e un’inflazione del 48%, il risveglio dei tifosi di un disciplina che è un miracolo che solo i suoi professionisti tengono in piedi.
    L’Argentina è un paese che vive diviso. Dentro e fuori dallo sport. In politica e nella società. Anche economicamente. Ma se c’è un momento in cui l’argentino è orgoglioso di essere argentino, praticamente senza divisioni, è alle Olimpiadi. L’argentino si sveglia all’alba per vedere discipline che non guarda mai. Il cuore dell’argentino batte guardando atleti di cui non sa nulla. Ma sono biancocelesti. È tutto ciò di cui l’argentino ha bisogno per essere lì, collegato, supportare.
    L’esordio olimpico contro la Russia ha lasciato buone sensazioni. E la sconfitta, dura come un’eliminazione, per mano del Brasile (l’argentino muove in questo contesto la medesima rivalità calcistica, quasi fossero Messi o Maradona a far parte del sestetto iniziale), non ha fatto altro che attirare ulteriore attenzione: giocando così perché non pensare che sia possibile? La vittoria contro la Francia è stata una conferma, con la Tunisia non si poteva perdere e gli Stati Uniti, giocando al livello mostrato nei duelli precedenti, potevano essere battuti.
    Tempo fa, poco dopo che Marcelo Méndez era stato ufficializzato come nuovo DT, i giocatori della nazionale avevano convocato una conferenza stampa per denunciare il proprio disagio alla dirigenza della Federazione Argentina per crediti che includevano, tra l’altro, biglietti e hotel che avevano pagato di tasca propria per poter rappresentare il Paese. Non c’era poi uno spazio fisico (è condiviso con altri sport) per portare avanti il ​​piano di lavoro che aveva presentato con due obiettivi in ​​mente: Tokyo 2020 e Parigi 2024. Méndez ha dovuto rivolgersi agli amici per ottenere bende, nastri medici, acqua potabile per la formazione, forniture base per qualsiasi dei suoi atleti. Gestire la povertà non è facile e questa è una colpa di cui non si può incolpare al cento per cento i leader della pallavolo argentina. Ma potete immaginare – alla luce dei risultati – quanto potrebbe essere di livello la pallavolo argentina se potesse lavorare con basi solide e non affrontare ogni secondo una difficoltà?
    Tutti questi problemi sono solo un granello di sabbia negli infiniti eventi che si presentano ogni giorno.
    Méndez ha aggiunto a questo anche un cambiamento di paradigma nello stile di gioco. L’Argentina viveva la filosofia di giocare e rigiocare ogni pallone, ora è una squadra aggressiva che attacca ogni opzione. E il segno distintivo è la fame di gloria di una generazione che veste la maglia dell’Argentina da 12 a 15 anni. De Cecco e Pereyra hanno disputato il Mondiale Junior in Algeria nel 2005. Conte, Solé e altri giocatori che difficilmente vedono la loro famiglia e gli amici ad ogni pausa di campionato, vengono ad allenarsi in condizioni disastrose (sono quelle che esistono) per portare avanti e il alto  la maglia dell’Argentina.
    Queste condizioni fanno la forza e la voglia di graffiare della squadra. Questa nuova Nazionale argentina si forgiato la convinzione di voler vincere e in campo ha dimostrato che può farlo. E in ogni angolo del Paese, dove si gioca con palloni scoloriti, spesso con la pelle mancante che fa male alle mani, questa Olimpiade è una carezza per l’anima. È una vittoria dello sforzo di ogni persona durante questo viaggio.
    Qui esplodono i gruppi WhatsApp. I social parlano del ritiro di Luis Scola (basket), del trionfo di Las Leonas (hockey) e della pallavolo che lotterà per una medaglia per la terza volta nella sua storia. I media hanno dedicato alla pallavolo più tempo e spazio che mai nella loro storia.
    Nessuno sa come andrà a finire, ma sicuramente sarà un bel romanzo che nessuno vorrà finire. E questo dipenderà dalla pallavolo argentina, che ha davanti a sé un’enorme possibilità: capitalizzare questa visibilità che non raggiungeva dai Mondiali di pallavolo nel nostro Paese, nel 2002. Se si aggiungerà una medaglia, ovviamente, sarà poi ancora maggiore. Ma questa squadra ha già vinto: ha riabilitato il sentimento della pallavolo e ha accarezzato un Paese privo di gioie. LEGGI TUTTO