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    Da Torino: Hubert Hurkacz: “I campi sono molto veloci”. Ivanisavic lascia Torino per stare vicino al figlio positivo al Covid

    Goran Ivanisevic non sarà al fianco di Djokovic a Torino

    Hubert Hurkacz: “il campo è velocissimo, credo che il pubblico si sarebbe divertito di più con condizioni più lente, entrambi serviamo abbastanza bene per cui non abbiamo risposto come avremmo voluto, io no di certo. È veloce ma, quando si entra nello scambio, ne abbiamo giocati anche di lunghi, situazione che piace a Daniil.In ogni caso, rispetto a Bercy,qui è molto più veloce. La superficie potrebbe essere simile, ma le palle fanno una grossa differenza, quindi è piuttosto rapido qui a Torino.Sì, ho giocato a un discreto livello. Penso di poter fare anche meglio di così. Ho ancora la possibilità di qualificarmi, quindi continuerò a lottare e ad avere fiducia in me stesso. Devo semplicemente rimanere ottimista, dicendomi ‘ok, ho perso questo incontro, ma pensa ai lati positivi, analizza ciò che puoi fare meglio e preparati per il prossimo match”.
    Goran Ivanisevic, l’allenatore che avrebbe dovuto accompagnare il serbo alle ATP Finals, è stato questa domenica costretto a lasciare Torino, lasciando il suo giocatore temporaneamente senza allenatore. Il figlio di Goran è risultato positivo al covid-19 e ha costretto ad un rimpasto nel coaching staff del n.1 del mondo per la sua permanenza in Italia.
    Senza Ivanisevic, l’altro allenatore di Djokovic, Marian Vajda, si unirà alla squadra del 34enne serbo, che comprende anche Marco Panichi e Ulises Badio presenti anche loro nel nostro paese. LEGGI TUTTO

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    Novak Djokovic rivela di voler diventare coach dopo il ritiro

    Novak Djokovic classe 1987, n.1 del mondo

    Il numero uno del mondo Novak Djokovic, che domenica ha vinto il Masters 1000 di Parigi Bercy per la sesta volta in carriera, ha dichiarato che gli piacerebbe anche allenare quando si ritirerà dal tennis professionistico.
    “Non sento la pressione di nessuno per prolungare la mia carriera professionale, gioco a tennis per scelta e mi piace molto il sostegno che il pubblico mi da, significa molto per me. Amo questo sport, non solo quando vinco i tornei, ma anche quando gioco con i miei figli sul campo o quando guardo una partita dal vivo o in TV”, dichiara Djokovic, che prosegue “Amo trasmettere la mia esperienza ai più giovani, sono molto interessato a continuare ad essere coinvolto nella mia accademia e nel mio centro di formazione. Penso che la conoscenza non abbia senso se non la usiamo e non la condividiamo, non vorrei morire senza trasmettere tutto quello che so e che ho imparato dalla mia esperienza. Voglio che le altre persone conoscano i miei metodi di lavoro, la mia filosofia, il mio approccio, in modo che possano imparare da me e dalla mia carriera. Penso che la cosa più logica da fare sia trasmettere tutto quello che ho imparato e se è vero che mi vedo a svolgere diversi ruoli in futuro, allenare è uno di questi, senza dubbio”. LEGGI TUTTO

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    Il Re è tornato e si è ripreso tutto

    Novak Djokovic , n.1 del mondo

    Deluso dalla sconfitta di New York, con il sogno Grande Slam svanito. Sparito nel nulla per diverse settimane, a ritrovare in famiglia quella serenità persa. Sicuramente con pochissima voglia di riprendere la racchetta in mano, “Non so quando tornerò”. Barricato sulle proprie convinzioni granitiche nel mare agitato della pandemia, senza alcuna intenzione di accettare i rigidi protocolli imposti a livello internazionale, soprattutto in Australia, con il premier dello stato di Victoria che lo attaccò direttamente “Non importa se sei il n.1 del mondo, le regole ci sono per tutti”. Tutto questo e moltissimo altro ha attraversato Novak Djokovic dopo la domenica “fatal” a Flushing Meadows. Tanto che c’era non poca curiosità nel rivederlo in campo a Bercy. Che ne sarà di lui? La pressione l’avrà schiacciato? Avrà staccato la spina, mollato la presa? Quelle lacrime versate in mondovisione nell’ultimo game della finale americana sono state una ferita insanabile? Alla fine, è sempre il campo che parla. E il campo ha parlato chiaro. Novak Nole Djokovic è sempre il n.1 del tennis.
    In finale s’è ritrovato di fronte il n.2, Daniil Medvedev, cresciuto a dismisura, pronto al sorpasso sul grande rivale dopo averlo bastonato nella Grande Mela. È pure partito così così il serbo, un po’ titubante, qualche errore. Ma quando nelle sue vene ha iniziato a scorrere di nuovo quell’adrenalina del Campione, beh, è salito di nuovo in cattedra. Palla dopo palla, accelerazione dopo accelerazione, angolo dopo angolo, e pure eccellenti discese a rete per sorprendere e strappare la ragnatela del rivale, il “Djoker” del tennis si è preso la partita. L’ultimo punto è stato da antologia, ma la realtà è che Djokovic con questa vittoria si è ripreso già tutto. Ha riaffermato di essere lui il vero leader, quello che quando vuole fa la voce grossa e vince. Anche contro l’avversario più forte e attrezzato. Una vendetta che sognava, consumata fredda come si conviene. Magra consolazione, ma utilissima a riaffermare il suo ruolo.
    Una dimostrazione di forza assoluta, che gli ha consentito nel torneo anche di chiudere per la settima volta la stagione da n.1. È un record assoluto, epocale, che insieme alla somma di settimane in cima al ranking (arriveranno presto a 350) ne fa indiscutibilmente il più forte. Che piaccia o no.
    Il 2022 vedrà di sicuro un’ulteriore crescita della generazione ex NextGen, con l’inserimento di altri più giovani, da Alcaraz al nostro Jannik Sinner. Medvedev sarà sempre più solido e consapevole, gli altri saranno più esperti e pronti a vincere finalmente uno Slam, da Zverev a Tsitsipas, e perché no anche il nostro Matteo nazionale se avrà la salute atletica dei Championship. Non ci dimentichiamo che nel 2021 Berrettini negli Slam è stato sconfitto da un infortunio in Australia e da Djokovic in tutti gli altri… Ci sarà molto da divertirsi, ma con una certezza: Djokovic sarà ancora l’uomo da battere. Vuole fortissimamente il 21esimo Slam, e chissà poi quanti altri ancora. La sua forza, la sua ossessione per diventare il GOAT indiscutibilmente lo trascinerà ancora avanti, di sicuro per tutto il 2022, e ne vedremo di sicuro delle belle.
    Resta il punto di domanda dell’Australia. Ancora la situazione è fluida, vedremo nelle prossime settimane che cosa deciderà il governo dello stato di Victoria, che ha il coltello dalla parte del manico. Ma anche se mai Djokovic decidesse di non volare down under e quindi iniziare la sua stagione in ritardo, sarà lì pronto, fresco, riposato, per vincere di nuovo gli Slam, continuare ad inanellare Masters 1000, macinare record su record.
    C’erano dubbi su Djokovic. La “botta” presa è stata la più forte in carriera. A Parigi ha dimostrato di averla già incassata, di esser già ripartito. A Torino cercherà di vincere ancora le Finals e diventare anche in questo splendido evento il più vincente di sempre. Un’altra pietra miliare, un altro volo verso quello trono sull’Olimpo del tennis moderno che già gli appartiene.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Novak Djokovic vince per la sesta volta il torneo Masters 1000 di Parigi Bercy

    Novak Djokovic classe 1987, n.1 del mondo

    Novak Djokovic (ATP 1) ha conquistato questo pomeriggio il torneo Masters 1000 di Parigi Bercy.Il campione serbo ha messo in bacheca il 37o Masters 1000 della carriera e di vincere per la sesta volta il torneo parigino. Al termine di un match che non ha deluso le aspettatve, il serbo ha avuto la meglio su Daniil Medvedev (2) in 3 set con i parziali di 4-6 6-3 6-3.
    Dopo aver perso il primo set, perdendo il servizio in apertura e faticando un po’ per prendere il ritmo degli scambi, nel secondo Nole ha piazzato il break nel quarto game andando poi a prendersi un combattutissimo secondo parziale. Nell’ultimo set la musica non è cambiata, anche se il russo ha pagato a caro prezzo la perdita di lucidità sul finale costatagli l’incontro.
    ATP ATP Paris Djokovic N.466 Medvedev D.633 Vincitore: Djokovic N. ServizioSvolgimentoSet 3Medvedev D. 0-15 15-30 30-30 30-405-3 → 6-3Djokovic N. 15-0 15-15 15-30 15-405-2 → 5-3Medvedev D. 0-15 0-30 30-30 40-30 30-404-2 → 5-2Djokovic N. 15-0 30-0 40-03-2 → 4-2Medvedev D.15-0 15-15 30-15 40-15 40-30 40-40 40-A2-2 → 3-2Djokovic N. 15-0 15-15 30-15 30-30 40-301-2 → 2-2Medvedev D. 0-15 15-15 30-15 30-30 40-301-1 → 1-2Djokovic N. 15-0 30-0 40-0 40-15 40-300-1 → 1-1Medvedev D. 15-0 15-15 30-15 40-15 40-300-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 2Djokovic N. 15-0 15-15 30-15 30-30 30-40 40-40 40-A 40-40 40-A 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-405-3 → 6-3Medvedev D. 0-15 0-30 15-30 30-30 40-305-2 → 5-3Djokovic N. 15-0 15-15 15-30 30-30 40-304-2 → 5-2Medvedev D. 15-0 30-0 30-15 40-15 40-304-1 → 4-2Djokovic N. 15-0 30-0 30-15 40-153-1 → 4-1Medvedev D. 0-15 15-15 30-15 40-15 40-30 40-40 40-A2-1 → 3-1Djokovic N. 15-0 30-0 30-15 40-15 40-301-1 → 2-1Medvedev D. 0-15 0-30 15-30 30-30 40-301-0 → 1-1Djokovic N. 15-0 30-0 40-00-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1Medvedev D. 15-0 30-0 30-15 40-154-5 → 4-6Djokovic N. 15-0 30-0 30-15 30-30 40-303-5 → 4-5Medvedev D. 15-0 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 A-403-4 → 3-5Djokovic N. 0-15 0-30 0-40 15-40 30-403-3 → 3-4Medvedev D. 0-15 15-15 30-15 30-30 40-40 A-403-2 → 3-3Djokovic N. 0-15 15-15 15-30 30-30 40-302-2 → 3-2Medvedev D. 0-15 0-30 0-401-2 → 2-2Djokovic N. 15-0 30-0 40-00-2 → 1-2Medvedev D. 0-15 15-15 30-15 40-150-1 → 0-2Djokovic N. 0-15 0-30 0-40 15-40 30-400-0 → 0-1
    6 ACES 72 DOUBLE FAULTS 357/86 (66%) FIRST SERVE 51/88 (58%)45/57 (79%) 1ST SERVE POINTS WON 30/51 (59%)9/29 (31%) 2ND SERVE POINTS WON 18/37 (49%)7/10 (70%) BREAK POINTS SAVED 1/6 (17%)14 SERVICE GAMES PLAYED 1421/51 (41%) 1ST SERVE RETURN POINTS WON 12/57 (21%)19/37 (51%) 2ND SERVE RETURN POINTS WON 20/29 (69%)5/6 (83%) BREAK POINTS CONVERTED 3/10 (30%)14 RETURN GAMES PLAYED 1425/33 (76%) NET POINTS WON7/11 (64%)35 WINNERS 3131 UNFORCED ERRORS 2154/86 (63%) SERVICE POINTS WON 48/88 (55%)40/88 (45%) RETURN POINTS WON 32/86 (37%)94/174 (54%) TOTAL POINTS WON 80/174 (46%)205 km/h MAX SPEED 211km/h193 km/h 1ST SERVE AVERAGE SPEED 197 km/h143 km/h 2ND SERVE AVERAGE SPEED 146 km/h LEGGI TUTTO

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    Novak Djokovic vola sul campo di Bercy. Superato anche Pete Sampras nel record dei n.1

    Novak Djokovic classe 1987, n.1 del mondo

    Djokovic-Hurkacz è stato un grande match concluso con la vittoria al tiebreak del terzo set del campione serbo nella semifinale del torneo di Bercy.
    E in uno di quei set, in un contropiede, Djokovic ha fatto un grande gesto atletico che è stato immortalato da una foto. L’istantanea è un Djokovic che vola o levita letteralmente sul campo centrale di Parigi-Bercy. Immagine spettacolare che è stata raccolta su Twitter.
    Con la vittoria di ieri poi, Novak Djokovic ha chiuso l’anno come numero uno del mondo per la settima volta, superando anche l’americano Pete Sampras che deteneva il record con il campione serbo.Novak continua ad accumulare record nel suo palmares e allarga ulteriormente le differenze con Rafael Nadal e Roger Federer con 5, gli unici giocatori ancora in attività che potrebbero lottare per questo record.

    Ridiculously, this isn’t photoshopped. pic.twitter.com/XrfV3VGebC
    — DanRodenby (@DRodenbyTennis) November 6, 2021 LEGGI TUTTO

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    Ritorno vincente di Novak Djokovic a Parigi Bercy

    Novak Djokovic classe 1987, n.1 del mondo

    Era un ritorno molto atteso e non ha deluso le aspettative. Novak Djokovic (ATP 1) è sceso in campo per la prima volta dopo il ko nella finale degli US Open e al secondo turno del Masters 1000 di Parigi-Bercy ha subito trovato una vittoria. Opposto a Marton Fucsovics (40) il serbo si è imposto con il punteggio di 6-2 4-6 6-3.
    Partito subito forte, Djokovic ha vinto il primo set senza troppi patemi. L’ungherese si è poi ridestato dal torpore nella seconda frazione e, complice anche un Nole probabilmente ancora lungi dalla forma migliore, è riuscito a riequilibrare le sorti dell’incontro prima che il numero 1 del ranking si aggiudicasse il set decisivo. Negli ottavi il 34enne affronterà uno tra Gaël Monfils (22) e Adrian Mannarino (59).
    ATP ATP Paris Djokovic N.646 Fucsovics M.263 Vincitore: Djokovic N. ServizioSvolgimentoSet 3Djokovic N. 0-15 15-15 30-15 40-155-3 → 6-3Fucsovics M. 15-0 15-15 30-15 30-30 30-40 40-40 A-405-2 → 5-3Djokovic N. 15-0 15-15 30-15 40-154-2 → 5-2Fucsovics M. 0-15 15-15 15-30 15-40 30-40 40-40 40-A 40-40 40-A3-2 → 4-2Djokovic N. 15-0 30-0 30-15 30-30 40-30 40-40 40-A3-1 → 3-2Fucsovics M. 0-15 0-30 0-402-1 → 3-1Djokovic N. 0-15 0-30 15-30 30-30 40-301-1 → 2-1Fucsovics M. 15-0 30-0 30-15 40-151-0 → 1-1Djokovic N. 15-0 30-0 30-15 40-150-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 2Fucsovics M. 15-0 30-0 40-04-5 → 4-6Djokovic N.3-5 → 4-5Fucsovics M. 15-0 15-15 30-15 40-15 40-303-4 → 3-5Djokovic N. 15-0 30-0 40-02-4 → 3-4Fucsovics M. 15-0 30-0 40-0 40-15 40-302-3 → 2-4Djokovic N. 15-0 30-0 40-01-3 → 2-3Fucsovics M. 15-0 30-0 40-01-2 → 1-3Djokovic N. 0-15 0-30 15-30 30-30 30-401-1 → 1-2Fucsovics M. 0-15 0-30 15-30 30-30 30-40 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-401-0 → 1-1Djokovic N. 15-0 30-0 30-15 40-150-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1Fucsovics M. 15-0 30-0 30-15 30-30 40-30 40-40 40-A5-2 → 6-2Djokovic N. 15-0 30-0 40-04-2 → 5-2Fucsovics M. 15-0 15-15 30-15 40-15 40-30 40-40 A-40 40-40 40-A 40-40 A-404-1 → 4-2Djokovic N. 30-0 30-15 30-30 40-30 40-40 A-403-1 → 4-1Fucsovics M. 15-0 15-15 15-30 30-30 40-303-0 → 3-1Djokovic N. 0-15 15-15 15-30 30-30 40-302-0 → 3-0Fucsovics M. 0-15 0-30 0-40 15-401-0 → 2-0Djokovic N. 15-0 30-0 30-15 40-15 40-30 40-40 A-400-0 → 1-0 LEGGI TUTTO

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    Djokovic: “La sconfitta a New York è stato un bagno d’umiltà”

    Novak Djokovic, n.1 del mondo

    Novak Djokovic è a Parigi, sta affinando la sua condizione per il rientro in campo dopo la pesante sconfitta agli US Open. Ha parlato con i media nel classico giorno deputato alla stampa, e si aperto su molti temi. Dalla rivalità con Medvedev al ricordo della dolorosa sconfitta di US Open, che gli è costata il sogno Grande Slam. Riportiamo alcuni passaggi del pensiero del serbo, molto interessanti.
    “La forza di Medvedev? Beh, ha la chance di chiudere l’anno come n.1, quindi significa che è molto, molto forte. Ogni giocatore ha un punto debole, ma non dirò pubblicamente quali credo che siano i suoi. Daniil è migliorato molto, la sua vittoria agli US Open non è stata una sorpresa viste le sue qualità. Ha un servizio tremendo, una percentuale molto alta, è senza dubbio l’arma più grande del suo gioco. Poi hai quel rovescio piatto forte come un muro, non fallisce quasi mai e sceglie bene come usarlo. Il suo diritto è stato il suo colpo debole per alcuni anni, ma lo ha migliorato molto, quindi non è più una grande debolezza. È una persona molto professionale, un giocatore molto intelligente in campo, svolge i suoi compiti ogni giorno e ha una grande squadra intorno a sé. Ciò avvantaggerà il suo lavoro e quando si tratta di ottenere risultati. È diventato un tennista molto versatile, più completo, un campione del Grande Slam”.
    “La sconfitta a NY? Negli anni ho imparato ad affrontare queste sconfitte, quindi le vedo come grandi opportunità di crescita. Quella sconfitta è arrivata nel momento migliore o peggiore per me, a seconda di come viene inquadrata. Certo che sono deluso, ma ho avuto la fortuna di provare l’amore della gente sugli spalti e il supporto di uno stadio che non ho mai avuto prima. Quel tipo di energia è stata come la vittoria di una vita, come ho detto in campo, mi ha toccato il cuore. Sono abituato a trovare un ambiente ostile nella maggior parte degli stadi in cui gioco, quindi è stata una grande opportunità per crescere e chiudere il capitolo del Grande Slam in questa stagione con tre titoli e una finale. La sconfitta è stato un bagno d’umiltà rispetto al mio gioco e alla mia carriera, dopo tanti successi mi fa tornare coi piedi per terra per tornare ad allenarmi e migliorare”.
    “Eccomi a Parigi, sono entusiasta di tornare in campo, è passato molto tempo dal mio ultimo torneo. Gli ultimi eventi che ho disputato sono stati US Open e le Olimpiadi, una stagione mentalmente estenuante, di grande successo, ma che ha richiesto molto sforzo mentale ed energia per affrontare altre cose fuori dal campo. Aspettative, pressioni, record… considerato tutto questo, sono contento di come è andata. Mi sono allenato per diverse settimane per questo torneo, dove ho avuto molto successo in passato, quindi ho motivo sufficiente per credere di poter fare bene anche quest’anno. Certo, la mancanza di partite può essere pericolosa, quindi devo davvero assicurarmi di iniziare già dal mio primo match con molta intensità, costruire la mia forma man mano che la partita va avanti e, se tutto va bene, ottenere una vittoria che mi aiuti a sentirmi più a mio agio e a giocare il miglior tennis. Il n.1 di fine anno è in palio con Medvedev, anche se in questo momento sono in un’ottima posizione. Questo è l’obiettivo per la fine della stagione, oltre a fare bene in Coppa Davis con la Serbia”.
    Chiude con il delicatissimo tema del prossimo Australian Open. Non ha ancora preso una decisione in merito: “Per quanto riguarda l’Australian Open 2022, prenderò la decisione una volta che Tennis Australia diramerà la situazione ufficiale e definitiva. Al momento non abbiamo nulla di confermato. Finché non uscirà non parlerò più dell’argomento, non voglio alimentare altre storie e supposizioni. Quando conosceremo i requisiti ufficiali per viaggiare in Australia e giocare il torneo, allora vedrò cosa fare”.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO