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    Isabella Di Iulio sostiene la campagna “Zero morti sul lavoro”

    Di Redazione C’è anche Isabella Di Iulio, neo palleggiatrice del Volley Bergamo 1991, tra i volti della campagna social “Zero morti sul lavoro“, lanciata dalla UIL (Unione Italiana del Lavoro) per promuovere la sicurezza sui luoghi di lavoro e garantire ai lavoratori migliori condizioni di salute e produttività. L’iniziativa coinvolge professionisti e persone comuni di ogni settore, ma anche tanti sportivi, da Ciro Immobile a Marco Parolo: non è certo un caso, visto che proprio il mondo dello sport ha registrato tanti dolorosi casi di atleti deceduti durante l’attività, come ricorda anche il mondo della pallavolo con l’indimenticato esempio di Vigor Bovolenta. Di Iulio, da tempo impegnata per i diritti dei lavoratori sportivi e socio fondatore di AIP – Associazione Italiana Pallavolisti, racconta così la sua adesione nell’intervista di Piero Giannico su Tuttosport: “Ci sono palazzetti e palestre che in realtà non garantiscono di poter fare quello che facciamo, ovvero giocare a pallavolo, nelle condizioni ottimali. Ci sono purtroppo strutture molto fredde, dove è davvero difficile allenarsi senza rischiare problemi fisici, oppure strutture in cui piove all’interno. Sono realtà che esistono, e per me la sicurezza va anche in questa direzione“. “Sono sempre stata fortunata – sottolinea Di Iulio – a trovare società di alto livello anche in termini di controlli medico-sanitari. Quando siamo bambini non percepiamo il valore del certificato medico. Occorre maggiore sensibilizzazione, istruire, comunicare e far capire l’importanza di un controllo medico, anche uno in più. Mi voglio divertire, voglio lavorare, ma in sicurezza. Non si può risparmiare su questi aspetti“. LEGGI TUTTO

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    Anticipata l’entrata in vigore della riforma dello sport: l’applauso delle associazioni

    Di Redazione Cambia ancora la data di entrata in vigore della riforma dello sport, approvata dal governo Conte e poi rinviata al 2024 con un emendamento al Senato. La legge di conversione del Decreto Sostegni Bis anticipa nuovamente la validità del provvedimento, in particolare per quanto riguarda il decreto sul lavoro sportivo, che sarà operativo dal 1° gennaio 2023. Lo stesso vale per le norme su procuratori sportivi e impianti sportivi, mentre il decreto sulle semplificazioni entrerà in vigore il 31 agosto 2022 e quello sugli sport invernali addirittura il 1° gennaio 2022. “Un successo diretto della nostra mobilitazione del 1° luglio“: così giudicano la novità la CIDS (Confederazione Italiana degli Sportivi) e le associazioni di categoria, tra cui AIP – Associazione Italiana Pallavolisti. “Ora la palla è stata rimessa al centro del campo – recita il comunicato congiunto – e dovremo utilizzare questo anno e mezzo per costruire il nuovo volto dello sport italiano, capace di tenere insieme i diritti di lavoratori, atleti e tecnici con la piena sostenibilità del sistema“. “Un grazie – continua la nota – va a tutti i parlamentari e alle forze politiche che sono scese in piazza con noi e che si sono spesi/e per il raggiungimento di questo obiettivo. Auspichiamo ora che il Governo e la sottosegretaria Vezzali diventino parte attiva e trainante nell’attuazione della riforma, non più rinviabile, e delle sue necessarie modifiche, convocando a stretto giro un tavolo di confronto, presente anche ovviamente il Ministero del Lavoro, con le parti sociali“. I sindacati concludono così: “La strada che abbiamo davanti nei prossimi 18 mesi ci vedrà ancora uniti e coordinati come sindacati confederali e rappresentanze di atleti e  tecnici per far approvare quella riforma che, dopo 3 anni di audizioni e riunioni, dovrà dare le risposte e il riconoscimento che i lavoratori del settore attendono da troppo tempo“. (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    All’Università Ca’ Foscari il punto sulla riforma del lavoro sportivo

    Di Redazione Un convegno per fare il punto sulla riforma del lavoro sportivo approvata dal ministro Spadafora e sulle sue modalità di applicazione, notevolmente modificate dal Parlamento. Lo organizza l’Università Ca’ Foscari di Venezia, insieme all’Università degli Studi di Milano, all’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro e a SBS Master. L’incontro dal titolo “Sport e Lavoro – Verso la Costruzione di un Diritto del Lavoro Sportivo” si terrà oggi, mercoledì 16 giugno, dalle 14.30 alle 17.30, e sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube di Ca’ Foscari Challenge School. Sarà presente anche AIP – Associazione Italiana Pallavolisti, rappresentata dal vicepresidente Federico Masi e dal tesoriere Luca Giorgio. (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    La CIDS chiede l’apertura di un tavolo sulle tutele agli atleti

    Di Redazione La CIDS (Confederazione Italiana Degli Sportivi), di cui fa parte anche AIP – Associazione Italiana Pallavolisti, interviene con un comunicato sulla conclusione del caso di Lara Lugli, accogliendo con favore l’esito positivo della controversia tra la giocatrice e la sua ex società e, più in generale, chiedendo maggiore sostegno e tutele più ampie per gli atleti. “La vicenda – scrive la Confederazione – evidenzia ulteriormente come, a monte dell’imbarazzante episodio venutosi a creare nei confronti della pallavolista, esista una mancanza di tutele per i lavoratori e per le lavoratrici sportive, che il percorso avviato dal legislatore sulle norme riguardanti il lavoro sportivo e l’abolizione del vincolo sportivo avrebbe dovuto colmare. Ci ritroviamo, invece, nella paradossale situazione che, mentre tutta l’Italia ha salutato il riconoscimento del diritto alla maternità ad una atleta, il Governo con la Sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali – anch’essa ex atleta – ha rinviato sine die una legge che quei diritti avrebbe dovuto riconoscere e tutelare. La CIDS ribadisce con forza la necessità di procedere all’apertura immediata di un tavolo di lavoro presso il Ministero competente per definire, entro 12 mesi come preventivamente stabilito, tutte le necessarie tutele per i lavoratori e le lavoratrici dello sport e dare finalmente certezze agli atleti, lavoratori sportivi, che tutti noi rappresentiamo“. (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Riforma dello sport: lo sconcerto della Confederazione Italiana degli Sportivi

    Di Redazione Arrivano le prime reazioni all’approvazione in Senato del DDL 2144 che, attraverso un emendamento, rinvia al 2024 l’applicazione della riforma dello sport varata dal precedente Governo, almeno per quanto riguarda l’abolizione del vincolo e la riforma del lavoro sportivo. In un comunicato, la Confederazione Italiana degli Spotivi (CIDS) esprime il proprio sconcerto per il provvedimento, definito “una precisa opzione che indebolisce l’intera riforma e di fatto elimina ogni possibilità di discussione e confronto sul tema in questa legislatura“. “Rattrista constatare – continua la CIDS, di cui fa parte anche AIP – Associazione Italiana Pallavolisti – come all’attuale compagine di Governo nulla importi della basilare tutela offerta dalle norme a migliaia di lavoratrici e lavoratori – non solo atlete e atleti di altissimo livello – che prestano l’attività senza la protezione universalistica dei diritti fondamentali. Si tratta, purtroppo, di una scelta grave, compiuta di notte, tale da rappresentare un vero e proprio strappo nei loro confronti“. “Sconcerta ancor più – prosegue la nota – che sia stata smentita la Sottosegretaria Vezzali, una ex sportiva di grande livello mondiale, che ha pubblicamente rappresentato alle commissioni della Camera e del Senato una volontà politica molto diversa ed equilibrata, esponendo una proroga di un solo anno (1 luglio 2022) dell’entrata in vigore delle norme previste dai decreti, necessaria e condivisibile per apportare le opportune modifiche al testo normativo“. Il comunicato si conclude con un invito a un ripensamento: “Auspichiamo che tutte le forze politiche prendano una chiara posizione di fronte a questo provvedimento che, di fatto, non darà spazio in questa legislatura ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dello sport, negando dignità professionale ad atlete e atleti che difendono i nostri valori ed i nostri colori anche nelle grandi competizioni internazionali di tutti gli sport“. (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Il Senato blocca la riforma del lavoro sportivo: applicazione rinviata al 2024

    Di Redazione In silenzio e senza annunci ufficiali, la riforma dello sport voluta dall’ex ministro Vincenzo Spadafora ed entrata in vigore a febbraio perde ogni efficacia, almeno per quanto riguarda le disposizioni relative al lavoro sportivo. Ieri il Senato ha infatti approvato il DDL 2144 per la conversione in legge del decreto-legge 41 del 22 marzo 2021; tra i numerosi provvedimenti adottati c’è anche un emendamento al decreto legislativo 36 del 28 febbraio, appunto quello sulla riforma del lavoro sportivo, che rinvia la sua applicazione al 31 dicembre 2023. Resteranno dunque in vigore almeno fino al 2024, tra le altre, tutte le norme attualmente in vigore sul vincolo sportivo e sulla disciplina del lavoro sportivo. Le nuove norme adottate in entrambe le materie avevano suscitato la viva preoccupazione delle Federazioni, tra cui la Fipav, che temevano i loro riflessi negativi sui bilanci delle società e per questo avevano chiesto al Governo di differirne l’applicazione. (fonte: Pianeta Basket) LEGGI TUTTO

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    Mauro Berruto: “È un buon momento per inserire lo sport nella Costituzione”

    Di Redazione A novembre 2020 ha lanciato il suo Manifesto dello Sport e da marzo 2021 fa parte della Segreteria nazionale del Partito Democratico: l’ex ct azzurro Mauro Berruto è ormai a tutti gli effetti un protagonista della politica sportiva italiana. E in un’intervista al Corriere dello Sport fa il punto sulla situazione del settore, partendo da uno dei suoi cavalli di battaglia: “Dai tempi di Gramsci non c’era mai stato un rappresentante dello sport nella segreteria. Un buon motivo per provare a inserire la parola sport nella Carta Costituzionale, un segnale di discontinuità“. Berruto è ottimista sull’impatto che possono avere le politiche del nuovo Governo: “Nei loro interventi di insediamento da presidente del Consiglio, gli unici che hanno inserito lo sport nei loro programmi sono stati Letta e Draghi. Il tema del diritto allo sport è forte perché è trasversale“. E anche la nomina di Valentina Vezzali a sottosegretaria è visto come un segnale positivo: “Valentina proviene dallo sport e mi auguro che voglia recepire tutte le istanze provenienti dai partiti e dal territorio“. L’ex allenatore della nazionale è invece critico sulla riforma dello sport: “Il nostro modello sportivo ha almeno 4-5 anime diverse. L’errore di fondo è stato definirlo con una foto non corrispondente alla realtà del territorio. Tra il calcio professionistico e lo sport degli oratori c’è tutto un mondo che va dai semi-professionisti ai dilettanti puri, in cui il 90% è costituito dalle ASD con il 50% di operatori volontari. Io stesso, quando per 5 anni ho fatto il CT, ero un dilettante. La foto va ri-scattata“. Anche le nuove norme sul lavoro sportivo non soddisfano Berruto: “Il PIL delle famiglie è crollato, e i costi della riforma finiranno per ricadere proprio sulle famiglie con un aumento del 40%. In questa fase in cui si intravede la ripartenza è un rischio enorme. Credo che un certo sport vada sostenuto da politiche pubbliche“. LEGGI TUTTO

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    Il Consiglio dei Ministri dà il via libera alla riforma dello sport

    Di Redazione
    La riforma dello sport è legge: il Consiglio dei Ministri di oggi, che ha dato il via libera al decreto legge di scorporo e riorganizzazione dei ministeri, ha anche approvato i cinque decreti legislativi presentati dal precedente governo. L’approvazione doveva avvenire entro il 28 febbraio per evitare il decadimento dei decreti.
    L’ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha commentato con soddisfazione la notizia su Facebook: “Non sono più ministro – ha detto – ma sono contento che questo lavoro che ho portato avanti per un anno sia stato finalmente approvato. Ringrazio il presidente Draghi perché ha voluto portare la riforma in CdM, altrimenti tutto sarebbe andato perso. Finalmente lavoratori sportivi con contratti e tutele, professionismo femminile, paralimpici nei gruppi militari, abolizione del vincolo sportivo diventano realtà. Un risultato importantissimo per tutti, finalmente sarà tutto diverso nel mondo dello sport“.
    “Adesso ovviamente – ha aggiunto Spadafora – bisognerà parametrare bene i tempi di attuazione della riforma perché questo è l’anno più complicato degli ultimi decenni, e quindi bisogna fare in modo che tutte le norme entrino in vigore nei tempi giusti per non penalizzare nessuno“. E proprio su questo punto avevano insistito le Federazioni dei principali sport di squadra (FIGC, FIP e FIPAV) nella lettera aperta inviata proprio ieri al presidente del Consiglio.
    (fonte: Ansa) LEGGI TUTTO