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    Il tecnico Valerio Baldovin a 360 gradi sulla Tonno Callipo

    Il primo allenatore della formazione vibonese stimolato su tanti argomenti dal duo Brogioni-Zorzi nel corso della puntata di “After Hours” di domenica scorsa: “Non toccare palla per una settimana come accaduto a noi per i casi Covid è uno svantaggio che poi si paga in campo. Spero di riavere presto Nishida disponibile che può togliersi grandi soddisfazioni in Campionato. Flavio tra i più brillanti finora. Douglas mi ha deluso a livello personale ma con la squadra abbiamo deciso di guardare avanti e remare tutti verso la stessa direzione per risalire in classifica. Serve qualche settimana per tirare a lucido i nuovi Nelli e Fromm ma ci daranno una grande mano”.
    In chiusura della quarta giornata di ritorno di Superlega, che ha visto la Tonno Callipo Volley impegnata nella trasferta di Milano, è andata in onda sui canali della Lega Pallavolo Serie A la quattordicesima puntata della trasmissione “After Hours” in cui ha preso parte come ospite anche il nostro tecnico Valerio Baldovin.
    Svariate le domande rivoltegli dallo speciale duo di conduttori Andrea Brogioni e Andrea ‘Zorro’ Zorzi. Si è iniziato affrontando l’argomento relativo a tutte le contingenze negative che hanno attanagliato questa prima parte di stagione del team calabrese. Infortuni, partenze, arrivi, un pizzico di sfortuna oltre ai casi Covid: “La situazione – ha spiegato Baldovin usando una metafora –  è un po’ come una pianta che è nata storta e adesso stiamo cercando di mettere i puntelli per cercare di farla crescere il più diritta possibile. Stare qui a ricordare tutto quello che è accaduto fino ad ora non ha neanche molto senso, perché in questo momento dobbiamo pensare di migliorare, di lavorare e possibilmente di non incappare più in sconfitte come quella subìta a Milano. Quindi serve la massima voglia di fare e la determinazione per provare a risalire la classifica”. Su come affrontare questo periodo Baldovin ha le idee chiare: “Il mio compito da allenatore è quello di preparare la squadra al meglio. Dunque dare ai giocatori quegli strumenti necessari per mettere in pratica il loro talento individuale e soprattutto quello che può esprimere una squadra. Che – sottolinea Baldovin – non è mai la somma del valore dei singoli giocatori ma è qualcosa di più se si lavora bene, o potrebbe essere qualcosa  di meno se si lavora male. Ora non è tempo di fare teoria ma di lavorare sodo e mettere in campo tutte le strategie necessarie per riuscire a tirare fuori il meglio dai ragazzi che ho a disposizione”. Traendo spunto poi da una domanda arrivata in diretta, riguardo a come si tiene compatto un gruppo segnato da infortuni o positività, Baldovin spiega: “Noi siamo rimasti fermi per più di una settimana senza toccare palla e questo lo paghi enormemente perché un giocatore abituato ad allenarsi tutti i giorni, se non due volte al giorno, quando interrompe l’attività per un periodo così lungo ha difficoltà a  ripartire. Noi ci siamo bloccati tutti quanti assieme per cui la problematica è stata amplificata. Immagino invece che avendo delle singole defezioni magari abbandonando la fase del ‘sei contro sei’, si può optare per alcune esercitazioni focalizzate ad alcune aree di sviluppo dei singoli giocatori, che magari è più complicato curare quando si hanno in mente le dinamiche di squadra. Un allenatore deve sempre sfruttare le situazioni che si presentano: per cui essere in pochi in palestra può essere una buona occasione per lavorare sul singolo atleta”.
    Si è passati poi alle analogie tra i due giapponesi, Ishikawa e Nishida, entrambi allenati da Baldovin, non prima di una battuta del collega Piazza di Milano, anche lui ospite della trasmissione: “Sicuramente i follower giapponesi”. Dal canto suo il tecnico di Vibo ha spiegato: “Entrambi i ragazzi hanno un atteggiamento straordinario nel lavoro, si mettono sempre a disposizione, non creano alcun problema anzi sono dei collanti della squadra. Sul piano tecnico hanno caratteristiche simili, nel senso che sono grandi saltatori, molto veloci in campo, con un’abilità di accelerazione del braccio fuori dal comune. Sono comparabili, chiaramente Ishikawa ha un’esperienza maggiore derivante dall’età e dalle sue diverse stagioni in Italia. Elementi che Nishida ancora non può avere, però penso che lui possa togliersi grandi soddisfazioni”.Non poteva mancare anche la domanda, da parte di Brogioni, sull’inattesa partenza di Douglas: “Era un giocatore su cui noi abbiamo scommesso molto, decidendo di prenderlo pur non avendo mai giocato in Italia. Pensavamo che all’interno del nostro gruppo  potesse essere un punto di riferimento importante per quanto riguarda tutti i fondamentali, soprattutto in attacco. Purtroppo le cose non sono andate bene anche se lui ha avuto un discreto inizio di Campionato, poi l’applicazione da parte sua in palestra c’è sempre stata. Personalmente sono rimasto deluso perché dall’oggi al domani se n’è andato, senza avvertire nessuno né tantomeno me. L’idea che mi sono fatto è che per lui la pallavolo sia una cosa magari anche importante, ma che abbia altre priorità che vanno al di là del volley. Douglas invece di saltare l’ostacolo ha deciso di rifiutarlo e ha preso altre direzioni. Per me fare altre valutazioni di tipo personale è difficile. Ora non c’è più quindi dobbiamo trovare altre strade e strategie per andare avanti col nostro lavoro”. Quindi Zorzi chiede se i suoi compagni brasiliani, Flavio e Borges, abbiano accennato a questa storia. “No – ribatte secco Baldovin – ma credo che anche loro siano rimasti molto spiazzati, è stato davvero un fulmine a ciel sereno. Con la squadra si è deciso che non aveva senso stare a pensare delle possibili motivazioni, e che le energie di un gruppo devono essere incanalate verso la giusta direzione per remare tutti insieme dalla stessa parte. In definitiva questo argomento non è stato trattato più di tanto”.Si è dunque parlato del doppio incarico: allenatore di club e di Nazionale, fattispecie che riguarda Piazza di Milano, anche Ct dell’Olanda e dettosi ovviamente favorevole ma non nello stesso Paese. Anche Baldovin ha detto la sua: “Penso che tutte le esperienze siano formative, quindi avere la possibilità di calarsi in realtà anche diverse sia un momento importante di formazione per un allenatore come Piazza. Personalmente sono favorevole, nel senso che mi piacerebbe avere la possibilità di andare a toccare con mano altre realtà, magari anche da secondo per migliorare alcuni aspetti del mio approccio, valutando che alcune cose possano farsi in maniera diversa”. Una domanda ha riguardato anche i due ultimi arrivati in casa-Callipo, Nelli e Fromm. “Sul piano della volitività – inizia Baldovin – li ho trovati molto bene, si sono messi subito a disposizione della squadra, anche con il giusto piglio e vedo anche dall’ interazione coi compagni che si sta creando un buon rapporto. Chiaramente è ancora molto presto perché sono arrivati da poco e poi praticamente ci siamo fermati per il discorso-Covid. Stiamo lavorando molto dal punto di vista atletico e tecnico, sicuramente potranno dare una grossa mano al gruppo ma penso che ci vorrà qualche settimana prima di vederli tirati a lucido. Entrambi sono reduci dall’esperienza di Cannes ma nell’ultimo periodo hanno giocato molto poco”. Ancora Zorzi ha chiesto dei cambi di ruolo per alcuni giocatori nel terzo set contro Milano. “Sono scelte che ho fatto anche durante la stagione perché penso che in questo momento la coperta è corta, quindi dobbiamo trovare il sistema di giocare anche con giocatori che sono fuori ruolo. In quel set ho optato per Fromm nelle condizioni migliori per esprimere il proprio talento, e magari coprirlo nel fondamentale in cui è un po’ indietro che è la ricezione”. Quindi un aggiornamento sulle condizioni di Nishida: “Sta meglio, sta lavorando sodo per rientrare, ancora non sappiamo quando potrà farlo, però ha ripreso ad allenarsi gradualmente con la squadra , gestendo sia l’intensità che il volume dei salti, ci vorrà ancora un po’ speriamo non troppo”. Poi Badovin ha risposto sulla scelta delle mascherine indossate anche a Milano dopo Modena da alcuni giocatori della sua squadra. “Questa è una scelta personale su cui non sono intervenuto: credo riguardi la propria salute, hanno deciso così i giocatori perché comunque c’è stato un periodo da noi in cui come cadevamo come i birilli, uno prendeva il Covid e lo passava ad un altro. Per cui quando abbiamo ripreso si è cercato di fare una scelta più precauzionale possibile”. Un’ultima curiosità anche da parte di Savani, ex schiacciatore di lungo corso, su chi ha impressionato finora coach Baldovin dei suoi ragazzi. “Sicuramente Flavio sta facendo molto bene. Trovando una sincronia notevole col palleggiatore Saitta anche con situazioni di palla lontana da rete. E poi anche Nishida aveva iniziato a prendere un bel ritmo, già sul cambio palla era molto buono e stavamo lavorando molto sul contrattacco per migliorare, però poi – ha concluso coach Baldovin – l’infortunio avuto con la Lube ci ha bloccato”.
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    Abouba ospite di After Hours: “Mancava poco per agguantare il sogno. Ora abbiamo un nuovo obiettivo”

    E ancora il mancino brasiliano: “Andrò in Francia la prossima stagione ma spero di tornare presto in Italia” .
    Tra i protagonisti della ventiseiesima puntata di ‘After Hours – La Superlega di Notte’ condotta dal duo Brogioni-Zorzi, ieri sera, anche il nostro opposto Aboubacar Drame Neto per tutti ‘Abouba‘ collegato assieme a Santi Orduna palleggiatore italo-argentino di Monza con cui ha diviso i minuti di collegamento.Inizia il giocatore brasiliano rispondendo alla prima domanda di Andrea Zorzi che chiede quanto sia stata difficile digerire l’uscita dai quarti ad un passo dal traguardo: “È stata dura – ammette Abouba – comunque una grande partita di entrambe e complimenti ad Orduna e a tutta la sua squadra: purtroppo la pallavolo è così, non sempre possiamo vincere. Penso che noi abbiamo fatto una buona partita, mancava poco avendo avuto anche il primo match-point noi, ma è andata male. Al tempo stesso non dobbiamo dimenticare che abbiamo fatto una bella stagione”. Quindi i complimenti anche di Brogioni a Vibo, oltre che di Orduna: “È stata tosta – spiega il regista di Monza – con Vibo, un degno avversario per noi. Onore a loro. È stato proprio grazie ad Abouba che questa serie si è allungata fino a gara-3. Poi nel quarto set di gara-2, quando in vantaggio noi 6-1, tutti dicevano che era fatta, la Callipo è venta fuori con prepotenza. Prima Rossard e poi Abouba in battuta ci hanno fatto 5 ace ed eccoci all’8 pari, ed abbiamo dovuto remare nuovamente forte. È stata una sfida degna dei play off e di due grandi squadre, quarta contro quinta, che non poteva non finire al tie break del match di spareggio”.E mentre arrivano tanti messaggi di congratulazioni per il giocatore verdeoro da parte dei tifosi giallorossi come annuncia Zorzi, lo stesso gli chiede come si sia trovato con la tifoseria di Vibo Valentia, non presente però sugli spalti in quest’annata condizionata dal Covid-19. “Molto bene. Io ho avuto modo di conoscere il pubblico dalla scorsa stagione e ho percepito la loro passione per la pallavolo. Quest’anno pur necessariamente lontani, abbiamo sentito il loro sostegno: io appena possibile parlo spesso con loro perché per noi hanno sempre rappresentato il settimo uomo in campo”. Ancora Zorzi evidenzia come la Tonno Callipo abbia disputato una stagione straordinaria, e chiede ad Abouba se la sconfitta di sabato scorso possa in qualche modo oscurare il percorso compiuto. “Ritengo di no. Quello che abbiamo fatto di buono resta tale. Continueremo a comportarci da professionisti giocando sempre bene e dando sempre il massimo anche dopo questa sconfitta. Per noi ancora la stagione non è finita: abbiamo un obiettivo che è quello di conquistare il quinto posto. In questo momento la squadra è un po’ delusa perché era un sogno di tutti andare in semifinale, ma vogliamo guardare avanti con positività”. Quindi il futuro. Ancora Zorzi sintetizza di una Callipo ‘con la valigia in mano’ per parlare delle diverse partenze annunciate, svelando che Abouba andrà in Francia. “Sì giocherò nel Tours – conferma Abouba –, ho deciso un mese fa, per me era un sogno giocare in Italia nel campionato più forte al mondo. Ora andrò a giocare fuori, ma aspetto di tornare perché voglio vincere lo scudetto con Vibo. Cosa mi mancherà dell’Italia? Tutto – sottolinea Abouba col suo sorriso contagioso –, l’Italia è un paese bello che mi piace tanto. La cosa però che non mi mancherà è il freddo, perché per me 11 gradi vuol dire freddo, visto che adoro il caldo e sono nato e cresciuto dove ce ne sono 25. Ma spero di tornare presto”. Quindi il sogno-Nazionale? “Certo ci ho fatto un pensiero, io provo a fare bene il mio lavoro, in quel caso posso andare in Nazionale. Ci ho già giocato ma voglio tornarci”. Ad Abouba viene poi chiesto un giudizio sullo schiacciatore americano Defalco, autore di “un torneo incredibile”: “La stagione scorsa ho giocato con lui qui a Vibo e si vedeva che era un grande giocatore, forse gli mancava di fare in gara quel che faceva bene in allenamento. Però me l’aspettavo che sarebbe emerso: ci sono state partite in cui lui ci ha aiutato tanto”. Ultime battute del brasiliano indicando in Trento la sua candidata per lo scudetto e – mentre i tifosi scrivono ‘quanto ci mancherai Abouba’, lui chiude sul prossimo futuro: “Riprenderemo ad allenarci mercoledì: lo sport è così, dobbiamo voltare pagina e fare sempre il meglio prendendoci questo quinto posto. Non sarà facile dopo una sconfitta così, ma l’obiettivo è migliorare per ottenere questo nuovo traguardo”.
    Ecco la puntata integrale di ‘After Hours’:
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    Rossini: “Possiamo diventare un cliente scomodo per chiunque”

    Di Redazione
    Il libero dell’Itas Trentino Salvatore Rossini è intervenuto domenica sera, direttamente dal pullman gialloblù che lo stava riportando da Piacenza a Trento, alla settimanale puntata di “After Hours” – la trasmissione prodotto dalla Lega Pallavolo Serie A e condotta da Andrea Zorzi ed Andrea Brogioni che ogni sette giorni traccia il punto della situazione per il campionato di SuperLega Credem Banca 2020/21.
    “Il nostro cammino è sempre pieno di insidie e non è facile riuscire a portarlo avanti senza inciampare – ha spiegato – ; anche la partita del PalaBanca è stata molto difficile ma d’altronde lo era stata pure gara 1, in cui secondo me abbiamo pagato il fatto di non avere molto ritmo di gioco nelle gambe, visto che era da quasi un mese che non affrontavamo un impegno di SuperLega. Teniamo la testa bassa per continuare ad inseguire i nostri obiettivi di fine stagione; siamo soddisfatti di quello che stiamo facendo in campo, sviluppiamo un bel volume di gioco anche se, secondo me, possiamo crescere ancora soprattutto nel fondamentale della difesa. In fase di break point, fra battuta e muro, ci creiamo tante opportunità di contrattacco che possiamo imparare a sfruttare ancora meglio. Se rimaniamo focalizzati nella maniera corretta sulla nostra fase di cambiopalla, come abbiamo fatto ultimamente, possiamo diventare un cliente scomodo per chiunque”.
    “Dopo un giorno di riposo martedì torneremo in palestra per iniziare a preparare il doppio impegno di Champions League con Perugia – ha continuato Rossini – ; per noi può essere considerato come una rivincita rispetto alla semifinale di Coppa Italia persa per 3-0 a Bologna un mese e mezzo fa”.
    (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Sperotto: “Non vedo grosse differenze tra noi e Perugia o Civitanova”

    Di Redazione
    Il giovane palleggiatore dell’Itas Trentino Lorenzo Sperotto è intervenuto domenica sera, direttamente dalla sua casa di Trento, alla settimanale puntata di “After Hours” – la trasmissione prodotto dalla Lega Pallavolo Serie A e condotta da Andrea Zorzi ed Andrea Brogioni che ogni sette giorni traccia il punto della situazione per il campionato di SuperLega Credem Banca 2020/21.
    “Scegliere durante la scorsa estate di vestire la maglia di Trentino Volley è stata la cosa più giusta per me – ha spiegato – ; poter stare a stretto contatto con grandi giocatori è molto gratificante e mi fa pesare meno il fatto di essere il secondo palleggiatore e di avere quindi ragionevolmente poco spazio in campo durante le partite. Sono infatti appagato da quello che faccio ogni giorno in palestra nel corso degli allenamenti. Certo, non posso immaginare di ricoprire per tutta la mia carriera il secondo palleggiatore, ma per maturare esperienza come primo ci sarà tempo. A Trento resterei volentieri anche la prossima stagione”.
    “Abbiamo tutte le carte in regola per arrivare sino in fondo ad entrambe le competizioni in cui siamo ancora in corsa, Campionato e Champions League – ha continuato Lorenzo – . Non vedo grosse differenze fra la nostra squadra e quelle di Perugia e Civitanova; forse c’è un piccolo gap ma credo che possa essere colmato in queste ultime settimane che ancora mancano alla fine della stagione. La semifinale di Coppa Italia persa nettamente a Bologna è stata difficile da digerire, perché volevamo assolutamente restare in Emilia anche per la Finale di domenica; non ci aspettavamo un risultato così netto ma speriamo che quella sconfitta ci possa servire come lezione. A Giannelli ruberei la determinazione che mette in campo, anche in allenamento, e un po’ della sua fisicità; un difetto di Simone? Sta troppo attento all’alimentazione…”
    (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Trento, Michieletto: “Lube favorita. Lavoriamo per ridurre il gap con le prime due”

    Di Redazione
    Il giovane schiacciatore dell’Itas Trentino Alessandro Michieletto è intervenuto domenica sera, direttamente dalla sua casa di Trento, alla settimanale puntata di “After Hours” – la trasmissione prodotto dalla Lega Pallavolo Serie A e condotta da Andrea Zorzi ed Andrea Brogioni che ogni sette giorni traccia il punto della situazione per il campionato di SuperLega Credem Banca 2020/21. Ecco alcuni dei passaggi più interessanti della sua intervista.
    PAPA’ RICCARDO. “Il fatto che mio padre Riccardo sia il Team Manager della squadra sino ad ora non mi ha condizionato molto, anche perché lui è molto bravo a rimanere nell’ombra e a non farmi pesare nulla. Non mi dice niente, né quando gioco bene né quando gioco male. Il suo apporto è stato fondamentale quando ero più piccolo, perché mi dava tanti consigli utili su come approcciarmi nella maniera corretta a questo sport”.
    CENTIMETRI.“Ho iniziato ricoprendo il ruolo di libero nel settore giovanile perché ero il più piccolo della squadra, poi in due anni sono cresciuto tantissimo in altezza, addirittura 15 centimetri, e quindi è stato abbastanza naturale diventare uno schiacciatore anche se il passaggio non è stato semplice, ma lavorando in sala pesi e sulla coordinazione pian piano sono riuscito a calarmi al meglio”.  
    IL PRIMO RICORDO LEGATO AL VOLLEY.“Ho iniziato a vedere da vicino la pallavolo seguendo gli allenamenti dell’Itas Trentino che vinse Scudetti, Champions e Mondiali, quindi il mio primo ricordo legato al volley è sicuramente figlio di quel periodo e di un giocatore come Matey Kaziyski, che per me è sempre stato un idolo”.
    SOCIAL NETWORK.“Uso abitualmente Instagram e Facebook, li gestisco personalmente e solitamente posto foto di pallaovlo o di vita privata. Sono un bel passatempo”.
    CALCIO ANTICA PASSIONE.“Sono da sempre tifoso interista. Da piccolo giocavo a calcio, ma passare alla pallavolo è stata una mia scelta perché mi è sempre sembrato uno sport più adatto alle mie caratteristiche. C’è stato anche un periodo di due anni in cui ho praticato entrambe le discipline in contemporanea”.
    SENZA PUBBLICO.“Giocare a porte chiuse è stato sino ad ora molto particolare. Nella sfortuna di questa situazione ho comunque cercato di trovare qualche spunto positivo; senza pubblico posso capire meglio i consigli dei compagni e dal punto di vista psicologico ho avvertito meno pressioni, cosa che magari avevo provato di più un anno fa, quando partecipai alla Final Four di Coppa Italia a Bologna in una Unipol Arena che sold out”.
    PRONOSTICO SCUDETTO.“La favorita per la vittoria dei Play Off è sicuramente la Lube, visto che ha vinto anche la recente Final Four di Coppa Italia. L’Itas Trentino? Lavoriamo per ridurre il gap con le prime due, visto che proprio a Bologna abbiamo capito che c’è ancora un certo distacco fra noi, Perugia e Civitanova”.
    (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Capitan Giannelli: “Piano piano stiamo andando a prenderci quello che vogliamo”

    Di Redazione
    Da capitano quale è, Simone Giannelli ha saputo trascinare la sua Itas Trentino verso l’impresa sul campo del PalaBarton: una vittoria per 3-1 contro la capolista, che segna la voglia di rivalsa del Club di via Trener al suo decimo successo consecutivo.
    Di ritorno dalla trasferta, Giannelli ha partecipato, insieme a Thomas Beretta e Marco Volpato, ad After Hours – la Superlega di notte, la trasmissione condotta da Andrea Zorzi e Andrea Brogioni.
    “Non è mai facile vincere queste partite. E’ stata una partita non bellissima dal punto di vista tecnico, ma sono veramente contento perchè Perugia è una bella squadra e noi siamo stati bravi a non mollare e ad andare a chiudere la partita”.
    Lorenzetti ha detto che il motivo per cui avete fatto fatica a trovare ritmo è perchè una squadra giovane ci mette un po’ di tempo a trovarlo. Sei d’accordo?
    “Partiamo dal presupposto che fare fatica in questa Superlega ci può stare. Se vuoi una squadra di alto livello hai bisogno di tempo e questa Superlega non ti aiuta. Creare un gruppo non è istantaneo, poi noi abbiamo avuto un bel po’ di sfortuna tra Covid e infortuni, è stato un inizio difficile. Proprio per questo sono contento: non abbiamo mollato e piano piano andiamo a prenderci quello che vogliamo portare a casa”.
    Volpato ti ha definito estroso e combattivo, Beretta intelligente e coraggioso. Ti riconosci in questi aggettivi?
    “Per l’intelligente, grazie (ride). Sono contento, cerco sempre di stare lì e combattere perchè penso che ogni momento della partita, anche se si è sotto di tanto, si può rimontare e vincere . Si impara sempre dai campioni che ci hanno preceduto”.
    Michajlov, l’opposto della nazionale russa, ha detto che non vede l’Italia neanche tra le prime cinque a Tokyo.
    “Lo vedremo”.
    Sono passati quattro anni da Rio, quell’argento è una vittoria o una mezza sconfitta?
    “Me lo hanno chiesto spesso. Arrivare a fare un Olimpiade è già un gran traguardo per uno sportivo, a Rio abbiamo fatto un bel percorso ed è stato tutto magico. Quella finale è andata cosi, il Brasile ha giocato meglio di noi. Nello sport si vince e si perde. E’ stata sicuramente una bella batosta, una medaglia che tutti volevano portare a casa. Ma già l’essere riuscito a fare una finale olimpica e ottenere un argento mi fa molto contento. Una volta che sei lì, ovvio, vuoi sempre di più.” LEGGI TUTTO

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    Abouba e il bel momento di Vibo: “Il merito? La nostra voglia di lavorare”

    Di Redazione
    Bravura ma anche simpatia e un sorriso contagioso del nostro Aboubacar Drame Neto per tutti ‘Abouba’ tra i protagonisti della dodicesima puntata di After Hours condotta dal duo Andrea Brogioni e Andrea ‘Zorro’ Zorzi e andata in onda ieri sera dopo la gara vittoriosa della Tonno Callipo contro Padova.
    Dopo aver ricevuto gli elogi dei conduttori per essere “la grande sorpresa del campionato” Abouba si è presentato al pubblico del web: “Mio padre e mia mamma sono arrivati dal Mali in Brasile trent’anni fa e lì hanno messo radici. Personalmente non sono mai stato nel paese d’origine dei miei genitori essendo nato e vissuto in Brasile per cui non conosco nessuno dei miei parenti”.
    Ad un brasiliano doc non ci si può esimere dal chiedere che cos’è la saudade: “È come dire ‘mi manca’. Mi manca sicuramente la famiglia, le mie tre sorelle, la mia fidanzata.  Certo sappiamo però che la vita di noi giocatori è così, non possiamo sempre stare vicino alla nostra famiglia e per questo dobbiamo lavorare e cercare di fare bene in questo momento che siamo lontani” ha risposto l’opposto della Callipo rendendo subito l’idea di quella particolare sensazione che pare appartenga ai popoli che vivono vicino al mare.
    Subito dopo sono arrivati anche i complimenti dell’altro ospite, Matej Kazijski di Verona (prossimo avversario della Tonno Callipo lunedì 28 dicembre per l’ultima gara del 2020) indirizzati sia ad Abouba che alla sua squadra: “Stanno facendo veramente bene”. Quindi si entra in argomento-campionato e Abouba rompe il ghiaccio rispondendo a Brogioni che lo introduce elencando tutte le positività di questa stagione della Callipo: ad iniziare dal terzo posto, per passare al numero di vittorie (10) fino ad arrivare all’ultimo successo contro Padova: “Mi aspettavo un buon campionato – spiega Abouba – siamo una squadra forte con giocatori che hanno voglia di lavorare, ma certo nessuno di noi immaginava di stare al terzo posto e di fare una stagione così avvincente. È stata una bella sorpresa anche per noi”. 
    Ecco che i tifosi tirano in ballo il capitano “Saio” Saitta per le sue capacità di abile ‘direttore d’orchestra’. “Con uno come il palleggiatore siciliano schiacciare diventa più facile” scrivono tra i commenti. Abouba prima sorride, poi conferma: “Sì, specie con i suoi occhiali Saitta non sbaglia mai. Con lui giochiamo tutti meglio, è bravissimo ed inoltre mette sempre al servizio di noi giovani la sua grande esperienza”.
    Le domande quindi si spostano agli aspetti tecnici e sul tecnico dei giallorossi: “Sto imparando molto quest’anno con coach Baldovin, in particolare quando c’è qualche pallone che non è buono da schiacciare forte cerco invece di lavorare col muro e col mani-out. Prima la palla alta pensavo che dovevo schiacciarla forte e basta. Adesso invece valuto la migliore soluzione possibile appunto giocando sul muro avversario ed in questo Baldovin mi sta aiutando molto. Il nostro tecnico è una persona che sta insegnando tanto a tutta la nostra squadra: la sua caratteristica principale è che in palestra riesce a farci stare tutti concentrati. Quindi ogni giorno ci alleniamo bene e forte: credo che questo sia uno dei segreti che ci fa andare bene in campionato. E poi pretende tanto in allenamento da noi ma è una persona serena, che parla sempre con ciascuno di noi giocatori e questo ci aiuta molto”.
    Entra in trasmissione anche il tecnico di Trento, Angelo Lorenzetti che non lesina apprezzamenti per l’atleta brasiliano. “Intanto è un opposto mancino e quando si parla di mancini – sottolinea Lorenzetti – si parla di giocatori che hanno dentro un talento ‘diverso’. Abouba è un ragazzo dalle grandi potenzialità che aveva già fatto vedere in Brasile di essere forte. Il primo anno a Vibo non è stato facile perché il suo talento l’ha fatto vedere a sprazzi poiché, purtroppo, la sua squadra si era incastrata in una situazione di classifica non bellissima e quindi quando all’esordio si parte dalle retrovie non è facile, soprattutto per certi ruoli come l’opposto. Quest’anno sta sfruttando appieno il talento complessivo che c’è nella sua squadra, e quindi riesce anche a mettere a frutto l’esperienza e la sofferenza dello scorso anno. E’ seguito da un allenatore bravissimo e quindi penso che ‘purtroppo’ – sorride il tecnico dell’Itas –  può solo che migliorare. Un consiglio? In battuta può fare danni all’avversario perché la sua è una palla pesante con una rotazione non sempre classica. Per me è uno di quei giocatori che può creare la cosiddetta ‘fase allarme’, nel senso che con il fondamentale della battuta può spaccare il set”.
    Abouba ringrazia e conferma che sta lavorando tanto in battuta perché spiega: “So che posso fare meglio, e tutti i giorni provo a lavorare di più per diventare più decisivo dai nove metri”. Ultima battuta sulla lingua che si parla in squadra viste le svariate provenienze dei singoli: da quella brasiliana, americana, francese, croata: “Personalmente provo sempre a parlare italiano perché sono qui in Italia e devo imparare la lingua del paese dove gioco. Si parla anche in francese dove io non ho grosse difficoltà essendo i miei genitori del Mali dove la lingua ufficiale è proprio quella transalpina”.
    Insomma la Tonno Callipo sempre sulla cresta dell’onda con i suoi protagonisti in vetrina: annata strepitosa per i giallorossi, con dieci vittorie finora, mai accaduto prima a questo punto del torneo, e con alla guida un tecnico come Baldovin che ha saputo valorizzare la rosa a disposizione compreso Abouba, che ha mostrato di abbinare ancora una volta qualità tecniche a quelle morali ed umane contagiando anche lo studio di After Hours col suo bel sorriso.
    (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    L’opposto giallorosso Abouba illumina il pubblico di After Hours con il suo sorriso

    Il mancino brasiliano: “Mi aspettavo un buon torneo ma non di arrivare ad occupare la terza posizione in classifica. Il merito? La nostra voglia di lavorare e la capacità di coach Baldovin di coinvolgerci”.
    Per lui tanti messaggi live e complimenti da parte di Kazijski e Lorenzetti. 
    Bravura ma anche simpatia e un sorriso contagioso del nostro Aboubacar Drame Neto per tutti ‘Abouba’ tra i protagonisti della dodicesima puntata di After Hours condotta dal duo Andrea Brogioni e Andrea ‘Zorro’ Zorzi e andata in onda ieri sera dopo la gara vittoriosa della Tonno Callipo contro Padova.
    Dopo aver ricevuto gli elogi dei conduttori per essere “la grande sorpresa del campionato” Abouba si è presentato al pubblico del web: “Mio padre e mia mamma sono arrivati dal Mali in Brasile trent’anni fa e lì hanno messo radici. Personalmente non sono mai stato nel paese d’origine dei miei genitori essendo nato e vissuto in Brasile per cui non conosco nessuno dei miei parenti”.
    Ad un brasiliano doc non ci si può esimere dal chiedere che cos’è la saudade: “È come dire ‘mi manca’. Mi manca sicuramente la famiglia, le mie tre sorelle, la mia fidanzata.  Certo sappiamo però che la vita di noi giocatori è così, non possiamo sempre stare vicino alla nostra famiglia e per questo dobbiamo lavorare e cercare di fare bene in questo momento che siamo lontani” ha risposto l’opposto della Callipo rendendo subito l’idea di quella particolare sensazione che pare appartenga ai popoli che vivono vicino al mare.
    Subito dopo sono arrivati anche i complimenti dell’altro ospite, Matej Kazijski di Verona (prossimo avversario della Tonno Callipo lunedì 28 dicembre per l’ultima gara del 2020) indirizzati sia ad Abouba che alla sua squadra: “Stanno facendo veramente bene”. Quindi si entra in argomento-campionato e Abouba rompe il ghiaccio rispondendo a Brogioni che lo introduce elencando tutte le positività di questa stagione della Callipo: ad iniziare dal terzo posto, per passare al numero di vittorie (10) fino ad arrivare all’ultimo successo contro Padova: “Mi aspettavo un buon campionato – spiega Abouba – siamo una squadra forte con giocatori che hanno voglia di lavorare, ma certo nessuno di noi immaginava di stare al terzo posto e di fare una stagione così avvincente. È stata una bella sorpresa anche per noi”. Ecco che i tifosi tirano in ballo il capitano “Saio” Saitta per le sue capacità di abile ‘direttore d’orchestra’. “Con uno come il palleggiatore siciliano schiacciare diventa più facile” scrivono tra i commenti. Abouba prima sorride, poi conferma: “Sì, specie con i suoi occhiali Saitta non sbaglia mai. Con lui giochiamo tutti meglio, è bravissimo ed inoltre mette sempre al servizio di noi giovani la sua grande esperienza”.
    Le domande quindi si spostano agli aspetti tecnici e sul tecnico dei giallorossi: “Sto imparando molto quest’anno con coach Baldovin, in particolare quando c’è qualche pallone che non è buono da schiacciare forte cerco invece di lavorare col muro e col mani-out. Prima la palla alta pensavo che dovevo schiacciarla forte e basta. Adesso invece valuto la migliore soluzione possibile appunto giocando sul muro avversario ed in questo Baldovin mi sta aiutando molto. Il nostro tecnico è una persona che sta insegnando tanto a tutta la nostra squadra: la sua caratteristica principale è che in palestra riesce a farci stare tutti concentrati. Quindi ogni giorno ci alleniamo bene e forte: credo che questo sia uno dei segreti che ci fa andare bene in campionato. E poi pretende tanto in allenamento da noi ma è una persona serena, che parla sempre con ciascuno di noi giocatori e questo ci aiuta molto”.
    Entra in trasmissione anche il tecnico di Trento, Angelo Lorenzetti che non lesina apprezzamenti per l’atleta brasiliano. “Intanto è un opposto mancino e quando si parla di mancini – sottolinea Lorenzetti – si parla di giocatori che hanno dentro un talento ‘diverso’. Abouba è un ragazzo dalle grandi potenzialità che aveva già fatto vedere in Brasile di essere forte. Il primo anno a Vibo non è stato facile perché il suo talento l’ha fatto vedere a sprazzi poiché, purtroppo, la sua squadra si era incastrata in una situazione di classifica non bellissima e quindi quando all’esordio si parte dalle retrovie non è facile, soprattutto per certi ruoli come l’opposto. Quest’anno sta sfruttando appieno il talento complessivo che c’è nella sua squadra, e quindi riesce anche a mettere a frutto l’esperienza e la sofferenza dello scorso anno. E’ seguito da un allenatore bravissimo e quindi penso che ‘purtroppo’ – sorride il tecnico dell’Itas –  può solo che migliorare. Un consiglio? In battuta può fare danni all’avversario perché la sua è una palla pesante con una rotazione non sempre classica. Per me è uno di quei giocatori che può creare la cosiddetta ‘fase allarme’, nel senso che con il fondamentale della battuta può spaccare il set”.
    Abouba ringrazia e conferma che sta lavorando tanto in battuta perché spiega: “So che posso fare meglio, e tutti i giorni provo a lavorare di più per diventare più decisivo dai nove metri”. Ultima battuta sulla lingua che si parla in squadra viste le svariate provenienze dei singoli: da quella brasiliana, americana, francese, croata: “Personalmente provo sempre a parlare italiano perché sono qui in Italia e devo imparare la lingua del paese dove gioco. Si parla anche in francese dove io non ho grosse difficoltà essendo i miei genitori del Mali dove la lingua ufficiale è proprio quella transalpina”.
    Insomma la Tonno Callipo sempre sulla cresta dell’onda con i suoi protagonisti in vetrina: annata strepitosa per i giallorossi, con dieci vittorie finora, mai accaduto prima a questo punto del torneo, e con alla guida un tecnico come Baldovin che ha saputo valorizzare la rosa a disposizione compreso Abouba, che ha mostrato di abbinare ancora una volta qualità tecniche a quelle morali ed umane contagiando anche lo studio di After Hours col suo bel sorriso.
    UFFICIO COMUNICAZIONE
    Rosita Mercatante
    ufficiostampa@volleytonnocallipo.com LEGGI TUTTO