in

Vagnozzi racconta la nascita del progetto Sinner: “Vedevamo la sua evoluzione finale nello stesso modo”


Dal febbraio 2022 Simone Vagnozzi è una delle figure centrali nella crescita di Jannik Sinner. L’ingresso del tecnico marchigiano nel team dell’altoatesino ha segnato l’inizio di una nuova fase della carriera del numero uno del mondo, poi completata pochi mesi più tardi dall’arrivo di Darren Cahill.
Da quel momento, il percorso di Sinner ha assunto una dimensione straordinaria: quattro titoli del Grande Slam, la vetta del ranking mondiale e la conquista di tutti i Masters 1000. Una scalata rapidissima, costruita però su basi tecniche e mentali molto precise.

In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Vagnozzi ha raccontato il primo impatto con Sinner e la sensazione avuta fin dall’inizio: quella di trovarsi davanti a un talento enorme, ma ancora con ampi margini di miglioramento.
Parlammo di come giocava, di come poteva evolvere”, ha spiegato Vagnozzi. “Quello che lui sentiva in campo era molto simile a quello che io vedevo da fuori: un talento incredibile, ma con margini importanti nella visione tattica e in alcune aree del gioco”.

Il punto decisivo, secondo il coach, fu la condivisione della stessa idea di crescita. Non si trattava solo di correggere qualche dettaglio tecnico, ma di immaginare il giocatore che Sinner sarebbe potuto diventare.
La cosa bella era che vedevamo la sua evoluzione finale nello stesso modo”, ha aggiunto Vagnozzi.

Da quella sintonia è nato un lavoro profondo, capace di trasformare Sinner da promessa già affermata a dominatore del circuito. Il suo tennis è diventato più completo: maggiore capacità di variare, gestione più lucida dei momenti chiave, miglioramenti al servizio, lettura tattica più raffinata e una presenza mentale sempre più solida.
L’arrivo di Cahill, quattro mesi dopo Vagnozzi, ha completato il quadro. Il tecnico australiano ha portato esperienza, equilibrio e una visione internazionale, mentre Vagnozzi ha continuato a lavorare da vicino sull’evoluzione quotidiana del gioco di Jannik. Una coppia che ha saputo accompagnare Sinner senza snaturarlo, rispettando la sua identità e aggiungendo progressivamente nuovi strumenti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Sinner è diventato il riferimento del tennis mondiale non solo per i trofei conquistati, ma per la continuità con cui riesce a esprimere il proprio livello. La sua crescita non è stata improvvisata: è il frutto di una direzione condivisa, di un progetto iniziato nel 2022 e portato avanti con pazienza, ambizione e grande chiarezza.

Le parole di Vagnozzi raccontano proprio questo: dietro il campione che oggi domina il circuito c’era già un’idea precisa. Sinner aveva il talento, il team ha contribuito a trasformarlo in una macchina da vittorie. E quella visione comune, nata nei primi allenamenti, è diventata la base di una delle storie più impressionanti del tennis italiano.

Francesco Paolo Villarico


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

F1, GP Canada: Antonelli trionfa ancora! Hamilton secondo davanti a Verstappen e Leclerc

Djokovic soffre ma passa a Parigi: rimonta Mpetshi Perricard e vola al secondo turno del Roland Garros