Toni Nadal non ha usato giri di parole per commentare la netta sconfitta di Alexander Zverev contro Jannik Sinner nella finale del Mutua Madrid Open 2026. L’ex allenatore e zio di Rafael Nadal, intervenuto nel programma Radioestadio Noche, ha criticato apertamente l’atteggiamento del tedesco, battuto in meno di un’ora dal numero uno del mondo.
Secondo Toni, una finale tra il numero 1 e il numero 3 del ranking non può chiudersi con una superiorità così schiacciante senza che ci sia anche una componente mentale evidente. “Una finale che finisce in meno di un’ora tra il numero 1 e il numero 3 non è normale; Zverev è sceso in campo sconfitto contro Sinner”, ha dichiarato.
Parole pesanti, che arrivano dopo un match in cui Sinner ha dominato in ogni aspetto, confermando il suo momento straordinario e la sua impressionante continuità nei Masters 1000. Ma Toni Nadal ha voluto soffermarsi soprattutto sul linguaggio del corpo e sulla predisposizione mentale di Zverev, apparsa troppo remissiva fin dai primi scambi.
L’ex coach di Rafa ha poi raccontato un retroscena interessante legato proprio al tedesco, che in passato era stato vicino a lavorare con lui dopo il periodo alla Rafa Nadal Academy. “In un’occasione chiesi a Zverev contro chi preferisse giocare, se contro Sinner o contro Alcaraz, e lui mi disse che preferiva Alcaraz; per lui Sinner è come irraggiungibile”, ha rivelato Toni.
Una frase che aiuta a capire quanto l’azzurro sia entrato nella testa dei suoi rivali. Sinner, con il suo ritmo costante, la sua profondità di palla e la sua capacità di togliere tempo, dà pochissimo respiro agli avversari. Alcaraz, pur avendo un repertorio tecnico più vario e imprevedibile, può concedere più spiragli proprio per la quantità di soluzioni che prova durante il match. Ed è forse questo, secondo Toni Nadal, che rende Carlos un avversario psicologicamente più “giocabile” per Zverev.
Toni, però, non condivide l’idea espressa dallo stesso Zverev dopo Madrid, secondo cui Sinner sarebbe oggi un gradino sopra tutti, mentre Alcaraz, Djokovic e il tedesco si troverebbero in un secondo gruppo. “Io non vedo Alcaraz sotto Sinner”, ha chiarito. Per l’ex tecnico maiorchino, il murciano resta sullo stesso piano dell’italiano, anche se in questo momento è fermo per problemi fisici.
Proprio sulla lesione al polso di Alcaraz, Toni Nadal ha invitato alla massima prudenza. “Non credo che il numero 1 preoccupi troppo Alcaraz; l’importante è che recuperi. Il polso è molto delicato, ricordo i problemi di Del Potro; sono sicuro che Alcaraz non forzerà”, ha spiegato. Un messaggio chiaro: in una zona così sensibile, tornare troppo presto potrebbe essere un rischio enorme.
Nel finale del suo intervento, Toni Nadal ha poi lanciato una proposta destinata a far discutere: cambiare il tennis riducendo le dimensioni delle racchette. Secondo lui, il gioco moderno è diventato in molti casi troppo basato sulla potenza. “Qualcosa i dirigenti dovrebbero fare per modificare il gioco nel tennis, a volte è poco attraente. Una misura che proporrei è giocare con una racchetta più piccola. Oggi la maggior parte delle partite si basa sul colpire il più forte possibile e non c’è tattica contro questo”, ha affermato.
Una provocazione, ma anche uno spunto di riflessione. Toni Nadal non ha mai avuto paura di esporsi e anche stavolta ha toccato temi centrali: la distanza mentale tra Sinner e alcuni avversari, il recupero di Alcaraz e l’evoluzione del tennis moderno. Opinioni forti, discutibili, ma capaci di alimentare un dibattito necessario in un momento in cui il dominio di Sinner sta ridefinendo gli equilibri del circuito.
Francesco Paolo Villarico
Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

