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Sinner sotto tono, cede contro la potenza e servizio di un ottimo Mensik nei quarti dell’ATP 500 Doha


Doccia fredda. Non che sulla carta fosse facile perché Jakub Mensik ha colpi e servizio da potenziale “crack”, di uno che può vincere i grandissimi tornei e probabilmente arriverà a farlo, ma quella patita da Jannik Sinner nei quarti di finale del 500 di Doha è una sconfitta inattesa e dolorosissima per come è arrivata. Non così lontana dai problemi evidenziati a Melbourne vs. Djokovic. Sinner ha perso piuttosto nettamente nella serata di Doha, soffrendo la eccellente prestazione del rivale senza riuscire ad arginarne la aggressività, il servizio, la sua spinta fortissima. Applausi e grandi meriti a Mensik, alla più importante vittoria in carriera (7-6(3) 2-6 6-3 lo score, che gli vale la semifinale contro Fils), ma Jannik ha disputato una partita sotto al suo livello per intensità, spinta, aggressività, profondità delle traiettorie, anticipo sulla palla, e finendo a rincorrere per gran parte del tempo non ha quasi mai giocato libero, impattando la palla con quella complessità velocità e “cattiveria” che l’hanno portato nelle ultime due stagione ad essere dominante. Non ha nemmeno servito male Sinner complessivamente, e questo è addirittura un’aggravante: è mancato qualcosa sul piano fisico, ma anche della convinzione e per una volta in quella lucidità che gli consente di prendersi le chance e trasformarle, scavando un solco coi rivali. Una somma negativa di tanti piccoli fattori che hanno portato Jannik a non trovare il modo di andare sopra al livello del rivale, e quando c’era riuscito prendendosi un bel secondo set, ha sciupato tutto con un brutto turno di servizio all’avvio del terzo, con un break che non è riuscito a recuperare.

Davvero strano vedere Sinner sconfitto alla fine di un match iniziato male ma che sembrava aver girato a suo favore con un’impennata di qualità e con un sapiente cambio tattico a metà del secondo set. Mensik ha giocato una partita favolosa, bravo ad annullare 4 palle break nel terzo game del primo set e da lì in avanti è diventato imprendibile al servizio e poderoso nello scambio. Ha concesso le briciole e ha dominato il tiebreak, aiutato da un brutto errore di Sinner nel primo punto. Un Sinner “doc” non inizia MAI un tiebreak con un regalo del genere, sotto covava tensione, insicurezza. Jannik incerto, corto nel palleggio, poco intenso, forse irrigidito dalle chance non sfruttate e vedendo che il servizio del rivale era diventato impressionante. Un po’ di confusione pure, cercando spesso la palla corta come per uscire da uno scambio che non riusciva a vincere, non sfondando la resistenza del rivale e nemmeno riuscendo a spostarlo del centro del campo. Questo è stato un altro peccato originale della sconfitta: ha corso più Jannik dell’avversario, non capita quasi mai… Ma alla metà del secondo set arriva finalmente una svolta per l’italiano. Nel quinto game decide di cambiare: basta con queste palle corte non efficaci, si va di mestiere andando a togliere sicurezza a Mensik. Come? Si spinge subito con una palla di diritto meno rapida ma più carica e assai angolata, una parabola maggiore sulla quale Jakub non si può appoggiare e sulla quale è costretto a correre. Bastano tre – quattro palle, ben calibrate, per cambiare l’inerzia. Jakub sente la fatica degli scatti e soprattutto quei pochi diritti sbagliati fanno perdere il focus totale, le migliori sensazioni. Quel diritto che fin lì era un bazooka si è incappato e anche il servizio del ceco cala. Come sempre accade, il calo di uno è provocato dall’altro che a sua volta decolla. Sinner sale in cattedra: più aggressivo, profondo, braccio sciolto e pallate delle sue. In comando. Lo si sente anche dal suono all’impatto, finalmente pieno, rotondo. Pesante come i colpi ora vincenti e assai più aggressivi. Con uno scatto da campione si prende il set e la partita sembra girata a sua favore. Sembra… E qua sta tutta la sorpresa e dolore per la sconfitta…

Dopo il toilette break Sinner riparte al servizio nel terzo set ma commette un paio di ingenuità, forse giocate con meno attenzione, o tirando il fiato. Lo sa solo lui. Ma qualcosa in quel secondo si interrompe di nuovo, mentre Mensik si riprende. Il ceco tocca prima una smorzata favolosa e quindi tira ad occhi chiusi una risposta di rovescio che fulmina Jannik. La zampata del campione. Sipario, perché Jakub annulla una palla break nel game successivo con un attacco perentorio (e volée tremebonda, ma gli resta in campo…) e poi non concede più niente, con Sinner invece di nuovo meno intenso e “cattivo”, e anche frustrato da errori non da lui su palle che potevano almeno mettere pressione al rivale e chissà, provocare un nuovo terremoto nelle sue certezze.

Una sconfitta che brucia perché figlia di un Mensik super al servizio, potentissimo in spinta, coraggioso e più aggressivo di Sinner; ma la poderosa sinfonia del ceco si è nutrita anche di un Sinner poco intenso, raramente in pieno controllo del gioco per colpa di traiettorie meno profonde e meno anticipate, una palla non così penetrante e incisiva. Impossibile far correre il ceco e forzarne gli errori senza riuscire ad alzare il livello e andare sopra alla spinta del rivale. È una sconfitta che andrà analizzata a freddo, ma la sensazione è che Jannik sia lontano dal suo top a livello fisico. L’intensità va e viene, e contro un avversario così tosto, potente e di talento la difesa e contrattacco di Sinner non sono bastati. Anche a Melbourne contro Djokovic si era visto un film per certi versi simile: Jannik va sotto alla spinta del rivale e non riesce ad alzare il suo livello a sufficienza, ad andare sopra all’avversario. Non molla ovviamente, lotta sino all’ultima palla ma non basta. Una sconfitta che deve far riflettere. Non si può vincere sempre, chiederlo sarebbe stupido, e nello sport generalmente vince chi gioca meglio, stasera Jakub Mensik. Ma Sinner deve fare un cambio di passo per ritrovare il livello che nel 2025 l’ha portato a vincere tanto. Quasi sempre.

Marco Mazzoni

La cronaca

Parte fortissimo Mensik: solo prime di servizio e due bordate di diritto imprendibili che mettono in mostra tutta la potenza del suo braccio. Ottimo anche il primo turno di Sinner, con un Ace e una costruzione sapiente per far correre il ceco, subito dentro col lungo linea dopo una prima palla esterna. Jannik si prende il primo gran punto in risposta in apertura del terzo game, un passante di rovescio… scivolando sul cemento, di una velocità terrificante, Jakub è fulminato. Forse quest’attacco “punito” mette fretta al ceco che poi sbaglia malamente un diritto dal centro del campo e si fa trovare impreparato da una verticalizzazione pronta di Sinner. 0-40, tre palle break per il pusterese. Bene Mensik: due servizi perfetti e sul 30-40 sceglie l’attacco dopo la smorzata, con Sinner un po’ lontano in risposta ha successo. La lotta continua, Jannik ottiene una quarta palla break con una risposta letteralmente nei piedi del rivale, ma ancora il servizio (e comoda volée) salva il ceco. 12 punti per il 2-1 Mensik. Bel livello di gioco nel quarto game, anche da parte di Mensik che tira un’accelerazione di rovescio splendida. Non meno bella la gestione dello scambio e attacco precisissimo col rovescio lungo linea dell’italiano, che insieme a 2 Ace e una bordata col diritto si porta 2 pari. Irreale il recupero di Sinner, frenata e tocco vincente stretto sotto rete, una perla tecnica. Mensik non si scompone e continua ad attaccare, non vuole entrare in duri scambi in piena corsa con l’italiano, e nemmeno ne ha bisogno tanto serve bene. Jakub entra in fase “macchina” col servizio, non solo veloce ma assai preciso, anche la super risposta di Jannik non può molto. La temperatura sale sul 4-3 Mensik. Sinner sbaglia un colpo di scambio in apertura, poi stecca un rovescio e lo score è 0-30. La battuta aiuta l’azzurro, con una perfetta apertura di campo e un servizio vincente al centro. Arriva lo stesso la palla break, con una smorzata di Sinner ben rimessa dal ceco e con un successivo tocco lungo dell’italiano, 30-40. Rischia la risposta vincente Jakub sulla seconda palla, ma gli esce di una spanna. È stata la prima palla break concessa da JS nel torneo, dopo due match immacolati. Con fatica Sinner impatta lo score 4 pari con un buon passante col diritto. È raro vedere Sinner in risposta così dietro la riga di fondo, ma la potenza dei colpi di Mensik è notevole e non riesce a risalire il campo rispondendo piuttosto arretrato per darsi un minimo di tempo in più per “prenderla”. Domina il servizio, l’equilibrio non si spezza, inevitabile il tiebreak. Sinner commette un brutto errore col diritto nel secondo punto, cerca il lungo linea e la palla termina nel corridoio, mini break e 2-0. Perfetto Mensik, 4-1. Si gira 4-2, con una buona progressione di Jannik per fare correre l’avversario, poi 4-3 col servizio. Finalmente arriva uno scambio su di una seconda di servizio del ceco, ma Sinner corre tanto e non sfonda, e la palla corta per uscire dallo scambio non va. 6-3 Mensik, tre set point. Con un rovescio lungo linea splendido, Jakub lascia fermo Jannik e si prende un set meritato, 7-3. Bravo a recuperare lo 0-40 nel terzo game e quindi non lasciare niente al servizio. Sinner meno dirompente, non riesce a sfondare il ceco e nemmeno portarlo all’errore nei rari scambi.

Riparte male Sinner nel secondo set. Attacca subito ma non trova buona posizione sulla rete, poi cerca una smorzata davvero mal eseguita. 0-30. Scatta già l’allarme. Esce di pochissimo l’accelerazione di Mensik che sarebbe stata vincente… Jannik è sotto nella spinta finora. Poi l’azzurro calibra bene l’attacco col diritto, la volée è comoda. Ancora palla corta di Sinner, e ancora la sbaglia. Sembra voler uscire dallo scambio. Palla break da salvare sul 30-40. Perfetto lo schema servizio esterno e schiaffo al volo col diritto. Torna l’Ace, il quarto del match. Salva il game l’azzurro, 1-0. Finalmente sul 30-15 nel secondo game ecco il primo scambio “da Sinner”: più profondo, palla veloce e leggermente carica di spin, detta i tempi di gioco e fa correre Mensik, che alla fine sbaglia. Sono mancati scambi come questi, che portano fatica fisica e mentale nel rivale. Serve come un treno il ceco, si porta 1 pari con l’84% di prime palle in gioco. Inizia a far correre il rivale l’azzurro, con il diritto ancor più carico di spin sull’angolo aperto, e qua la stazza di Jabuk si fa sentire in negativo. 2-1 Sinner. Tante, troppe le palle corte di Sinner, come quella non buona sul 15 pari, in scambio era meglio scegliere altro. Ma c’è difficoltà per l’azzurro nell’andare sopra alla spinta dell’avversario. 2 pari. Aprire l’angolo in progressione è la via per mandare in difficoltà il ceco, come il primo punto del quinto game, ma… c’è da sudare e spingere tanto. Un buon turno di battuta per l’azzurro, per il 3-2, con una maggiore apertura del campo sulla destra con diritti carichi, dove Mensik fa più fatica nel correre e tirare un diritto preciso. Il tennis alla fine è sport di sensazioni: Jannik ha fatto sbagliare qualche diritto a Jakub, e… le certezze scemano. Un errore per Mensik nel primo punto, poi Sinner trova una magia difensiva, un passante stretto in taglio micidiale, nemmeno col tuffo il ceco ce la fa. E la prima palla ora non c’è… anzi, doppio fallo. 0-40, grandissima chance per l’italiano. Ci pensa il classe 2005 a completare la frittata con un altro doppio fallo. BREAK Sinner, avanti 4-2. Ma il break è figlio della fatica del quinto game, del cambio di gioco di Jannik che ha interrotto il flusso di ottime sensazioni del rivale. Non è una magia, è la forza di trovare soluzioni: ora Mensil corre e sbaglia di più. Purtroppo è ingenuo e sbaglia anche Sinner sotto rete sul 30-15, un diritto giocato senza vedere dove si stesse spostando il rivale, che trova un passante insperato. Con un attacco calibrato ai vantaggi, 5-2 Sinner. Mensik ha perso la sicurezza della prima parte del match, serve meno bene mentre la palla di Jannik ora esce benissimo dalle corde, come il rovescio cross che gli vale lo 0-30. Poi una risposta micidiale, 0-40 e tre Set Point Sinner. Basta il primo, progressione micidiale del n.2 dalla risposta, Mensik crolla. 6-2 Sinner. Il cambio di traiettoria di Sinner ha demolito le certezze del ceco,

Sinner riparte al servizio nel terzo set, ma improvvisamente va sotto. Un errore banale nel secondo punto, passante che doveva chiudere, quindi Mensik regge sulla corsa e trova una smorzata ottima. 15-40. Non entra la prima palla, dalla risposta spinge il ceco e si prende un BREAK inatteso visto come si era chiuso il secondo parziale. Molti errori in questa fase, ora è Mensik a concede qualcosa e meno prime palle in gioco. 30 pari e 30-40 con un diritto di poco lungo (buona la risposta di Sinner). Chance del contro break. Attacca subito Jakub e la volée resta in campo di pochissimo. 2-0 Mensik. Il set vola via sui game di servizio, con il ceco che ha ripreso l’ottimo ritmo dell’avvio, rinvigorito dal vantaggio iniziale. Jannik esterna tanta frustrazione per il diritto passante sbagliato nel sesto game, un colpo facile per la sua classe… Mensik ringrazia e scoccano le due ore quando lo score è 4-2 Mensik. Fa il pugno Sinner dopo aver chiuso il settimo game, 4-3, ci crede ancora. Ma serve dannatamente un break… Il ceco inizia l’ottavo game con un erroraccio col diritto da metà campo. Sinner comanda nello scambio successivo ma tira un rovescio sul nastro e la palla non passa. Era una grande occasione, perché poi Mensik mette il turbo al servizio. Ancora un errore per Jannik, ora col diritto, e 5-3 Mensik. Male Jannik, due errori praticamente identici col diritto dopo il servizio. Fretta, tensione, delusione per una partita che gli è scivolata via. 0-30. Recupera l’italiano con due affondi precisi, 30 pari. Poi ecco un rovescio potentissimo di Mensik dal centro, 30-40 e Match Point! Altra ottima risposta del ceco, col rovescio, trova grande profondità e finisce così, 6-3. Una vittoria meritata, gran bella prestazione che gli vale la semifinale contro Fils. Sinner non al meglio, solo un buon momento nel secondo set, poi è stato sotto al rivale. Una sconfitta meritata.

QF Mensik – Sinner


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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