Jannik Sinner non disputerà il Masters 1000 di Montreal, in programma dal 2 al 12 agosto. Una rinuncia sorprendente, perché impedisce al numero uno del mondo di continuare a inseguire un traguardo senza precedenti: vincere tutti e nove i Masters 1000 nella stessa stagione.
L’italiano aveva conquistato consecutivamente Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma, diventando il primo giocatore della storia capace di aggiudicarsi cinque tornei di questa categoria di fila. In Canada avrebbe potuto cercare il sesto successo e portarsi a tre titoli dal completamento di un’impresa mai realizzata.
Sinner e il suo staff hanno invece deciso di mettere da parte record e statistiche per proteggere il fisico. Reduce dal secondo trionfo consecutivo a Wimbledon, l’azzurro ha bisogno di recuperare energie e preparare con attenzione il passaggio dall’erba al cemento nordamericano.
Una scelta di maturità dopo la lezione di Parigi
La decisione merita di essere apprezzata per la lucidità con cui è stata presa. La possibilità di entrare ulteriormente nella storia avrebbe potuto condizionare la programmazione di qualsiasi giocatore, spingendolo a forzare i tempi. Sinner ha invece preferito ragionare sul lungo periodo, anteponendo gli US Open alla rincorsa ai nove Masters 1000.
Quanto accaduto durante la stagione sulla terra battuta ha probabilmente influito. Prima del 2026, all’italiano mancavano proprio Montecarlo, Madrid e Roma per completare la collezione dei tornei della categoria. Sinner ha affrontato tutti e tre gli appuntamenti, vincendoli, ma è poi arrivato al Roland Garros con un notevole carico fisico e ha perso al secondo turno dopo aver accusato alcuni problemi.
Il calendario successivo non gli ha concesso una vera pausa. Dopo aver saltato i tornei di preparazione sull’erba, Sinner ha comunque dovuto affrontare due settimane intense a Wimbledon, culminate con la conquista del titolo. Cambiare nuovamente superficie e presentarsi subito in Canada avrebbe comportato ulteriori rischi.
Il record sacrificato per un obiettivo più importante
L’assenza da Montreal chiude definitivamente il sogno di vincere tutti i Masters 1000 della stagione. Tuttavia, i record non possono diventare una prigione, soprattutto in un circuito nel quale gli infortuni sono sempre più frequenti e i periodi di riposo sempre più ridotti.
Sinner ha già scritto una pagina importante conquistando cinque titoli consecutivi nella categoria. Tentare di prolungare la serie sarebbe stato affascinante, ma arrivare scarico o con qualche problema fisico agli US Open avrebbe rappresentato un prezzo eccessivo.
L’azzurro è stato finalista a New York nel 2025 e quest’anno si presenterà con l’obiettivo di compiere un passo ulteriore. In questa prospettiva, rinunciare al Canada appare una decisione logica e condivisibile.
La nostra opinione: potrebbe saltare anche la fornace di Cincinnati
Secondo noi, Sinner potrebbe valutare perfino una scelta ancora più prudente: evitare anche Cincinnati e prepararsi direttamente per New York. Il torneo dell’Ohio è tradizionalmente caratterizzato da temperature elevate, grande umidità e condizioni estremamente pesanti. Esporsi a quella fornace poche settimane prima degli US Open potrebbe non essere indispensabile.
L’italiano potrebbe raggiungere New York in anticipo, adattarsi gradualmente ai campi e alle condizioni ambientali e utilizzare il nuovo torneo di doppio misto, in programma nella settimana precedente all’inizio dei tabelloni principali, come primo test competitivo. Sempre che decida di partecipare e trovi la compagna adatta, il formato breve gli permetterebbe di ritrovare ritmo senza affrontare immediatamente il carico fisico richiesto dal singolare.
A questo potrebbe aggiungersi un’esibizione controllata prima dell’inizio dello Slam, utile per provare il servizio, la risposta e gli spostamenti in un contesto simile a quello di una partita, ma senza la pressione e l’accumulo di incontri previsti da un Masters 1000.
Programmazione e possibilità di vincere sono due discorsi differenti
È importante precisare che stiamo ragionando esclusivamente in termini di programmazione e tutela fisica, non della soluzione migliore per vincere immediatamente un torneo. Presentarsi agli US Open senza aver disputato un incontro ufficiale di singolare sul cemento comporterebbe inevitabilmente alcune incognite: ritmo partita ridotto, minore abitudine ai punti importanti e necessità di trovare la condizione durante i primi turni.
Giocare a Cincinnati rappresenterebbe certamente la preparazione agonistica più tradizionale e offrirebbe a Sinner la possibilità di conquistare un altro titolo prestigioso. Saltare il torneo, invece, significherebbe accettare qualche rischio tecnico in cambio di maggiori energie e di una minore esposizione al caldo, alla stanchezza e a possibili problemi fisici.
Non esiste quindi una scelta perfetta. Esiste soltanto una valutazione delle priorità. Se un obiettivo importante è vincere Cincinnati, il Masters 1000 dell’Ohio è inevitabile. Se l’obiettivo è presentarsi a New York nelle migliori condizioni fisiche possibili, allora anche una preparazione alternativa attraverso allenamenti, doppio misto ed eventualmente un’esibizione merita di essere presa in considerazione.
La rinuncia a Montreal dimostra che Sinner e il suo team non vogliono lasciarsi condizionare dai record. La bontà della scelta potrà essere valutata soltanto al termine della tournée americana, ma il principio di partenza appare corretto: dopo aver già conquistato tanto, preservare il corpo in vista degli US Open vale più della rincorsa a qualsiasi statistica.
Francesco Paolo Villarico
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