La sconfitta di Jannik Sinner contro Juan Manuel Cerúndolo al secondo turno del Roland Garros resterà una delle sorprese più clamorose degli ultimi anni sulla terra parigina. L’azzurro sembrava avere il match completamente in mano, avanti di due set e con la possibilità concreta di chiudere la partita, prima del crollo fisico che ha cambiato totalmente l’inerzia dell’incontro.
Cerúndolo ha firmato una rimonta memorabile, approfittando del calo evidente del numero uno del mondo e riuscendo a trasformare una partita quasi persa in una delle vittorie più importanti della sua carriera. Per Sinner, invece, resta il grande rammarico di un match sfuggito quando sembrava ormai indirizzato.
A commentare quanto accaduto è stato anche John McEnroe, che ai microfoni di TNT ha individuato un passaggio tattico decisivo nella gestione del finale di partita. Secondo l’ex campione statunitense, Sinner avrebbe dovuto ragionare in maniera più drastica una volta capito di non essere più fisicamente in grado di sostenere lo stesso ritmo.
“Credo che molta gente sarebbe d’accordo sul fatto che avrebbe dovuto lasciare andare il quarto set per cercare di conservare energie, sapendo che ci sarebbe stato soltanto un set da giocare. Mi è sembrato che abbia speso troppo e questo gli è costato caro. Ha avuto qualche opportunità all’inizio del quinto, ma a quel punto sembrava ormai inevitabile che Cerúndolo avrebbe vinto”, ha dichiarato McEnroe.
Una lettura dura, ma non priva di logica. Nel tennis al meglio dei cinque set, soprattutto in condizioni fisiche complicate, la gestione delle energie può diventare importante quanto la qualità dei colpi. Sinner ha provato a restare aggrappato al quarto set, cercando una reazione anche quando il corpo non rispondeva più come nei primi due parziali. Secondo McEnroe, proprio quello sforzo supplementare avrebbe finito per togliere all’azzurro le ultime risorse in vista del set decisivo.
Il quinto set, infatti, ha dato la sensazione di un epilogo ormai scritto. Sinner ha cercato di rimanere dentro la partita, ha avuto anche qualche piccola occasione nelle fasi iniziali, ma Cerúndolo è apparso più fresco, più lucido e soprattutto più convinto di poter completare l’impresa.
La sconfitta lascia dunque un doppio rimpianto. Da una parte il vantaggio enorme accumulato e poi disperso; dall’altra la gestione di una crisi fisica che, secondo McEnroe, avrebbe richiesto una scelta più cinica: sacrificare il quarto set per provare a giocarsi tutto nel quinto.
Resta, naturalmente, la grande prestazione di Juan Manuel Cerúndolo, capace di non uscire mentalmente dal match anche quando tutto sembrava compromesso. Ma resta anche l’interrogativo sulla gestione di Sinner: quando il fisico presenta il conto, è meglio continuare a lottare punto su punto o scegliere il momento in cui risparmiare energie per l’ultima battaglia?
McEnroe non ha dubbi. E la sua analisi aggiunge un ulteriore elemento di discussione a una delle sconfitte più dolorose della stagione di Sinner.
Francesco Paolo Villarico
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