Nonostante la sconfitta Jannik Sinner è sereno a Doha quando si presenta alla stampa, a notte fonda, dopo essersi nuovamente congratulato con Mensik in mixed zone per la splendida prestazione. Una serenità che traspare anche quando, prima di tornare in hotel, si ferma molti minuti a firmare autografi ai ragazzi che pazientemente lo aspettavano anche a quell’ora. Jannik ha analizzato con la consueta lucidità la partita e i problemi che l’hanno penalizzato, impedendogli di produrre il suo miglior tennis e venire a capo di un rivale davvero in grande spolvero. Meriti a Jakub, ma non si tira indietro Jannik sui difetti della prestazione nei quarti a Doha, non così diversi da quelli sofferti in Australia, altro torneo del 2026 nel quale non ha brillato come nei momenti migliori. Sinner afferma di non esser riuscito a giocare totalmente libero sotto lo stress del servizio dell’avversario, e non di non aver gestito con lucidità alcuni punti chiave. Deluso ma sì ma niente drammi: è consapevole su dove intervenire, forte delle passate esperienze con momenti di difficoltà anche peggiori superati con lavoro e pazienza.
“Nel primo set Jakub ha servito davvero bene, quasi il 90% di prime in gioco, era difficile rispondere” afferma Sinner. “Nel terzo set ho avuto un momento difficile, ho commesso un paio di errori e sono un po’ deluso da come ho gestito quei momenti, può succedere. Avrò un paio di giorni di riposo e quindi ci sono due settimane per lavorare bene”.
Un momento difficile? Così risponde Sinner: “Ho vissuto due anni incredibili, un piccolo calo non mi preoccupa. So che posso giocare un tennis migliore, ma allo stesso tempo Jakub oggi ha giocato benissimo, servendo davvero bene. Tutti abbiamo alti e bassi nel nostro lavoro,. Ovviamente in ogni torneo a cui partecipo vorrei arrivare il più lontano possibile, ma è normale attraversare momenti difficili. Ne ho avuti di peggiori in passato, quindi so come riprendermi”.
Cosa ha portato alla sconfitta contro Mensik nello specifico, ecco una analisi del match più approfondita da parte dell’azzurro: “Oggi ho fatto due o tre scelte sbagliate, non sono stato lucido. Ho iniziato male il terzo set e quello è stato il momento chiave. Sul 15-0 ho sbagliato un colpo facile, poi non ho servito bene. Lui ha giocato un ottimo tiebreak e proprio lì, sul 4 punti a 3, avrei potuto fare meglio. È facile parlarne dopo la partita, ma ripeto, mi sento tranquillo. So cosa devo fare per riprendermi. Sono momenti che devo superare, ci siamo passati tutti”.
Qualcosa fisicamente non ha funzionato per il verso giust0? “No, stavo bene. Non ho sofferto per l’umidità. Fisicamente sto lavorando, ho avuto qualche problema dopo l’Australia, ma ora mi sento di nuovo abbastanza bene. In Australia ero un po’ sotto tono, stavolta ho cercato di spingermi un po’ di più. Anche in questo devo ancora trovare un equilibrio, è un aspetto che può darmi molto in futuro”.
Due sconfitte nel 2026, ma resta sereno: “Arrabbiato? No, né in Australia né qui. Sono momenti che bisogna superare. Tutti i giocatori faticano un po’ nella loro carriera, ma non direi neppure che sto facendo fatica. Ho perso un paio di partite, grandi partite, è stato bello giocarle. Devo sempre ricordare quello che ho fatto negli ultimi tre anni, vincendo così tante partite e perdendone poche. Ho la fiducia necessaria per giocare contro avversari di alto livello”.
Focus massimo su Parigi: “Uno dei miei obiettivi più grandi è il Roland Garros, ma la strada è ancora molto lunga. Giocherò Indian Wells, dove sono abituato a faticare un po’, vediamo cosa succederà. A Miami ho sempre giocato bene, poi si passerà alla stagione sulla terra battuta. Ma non guarderei solo ai risultati, piuttosto a come sto giocando e migliorando. Sto cercando di aggiungere un paio di cose nuove, e bisogna continuare con il lavoro, sperando di essere pronto per il prossimo appuntamento”.
Poco dopo Sinner parla anche ai microfoni di Sky Sport, e i concetti sono simili a quelli già espressi, con la conferma di aver prodotto un tennis migliore quando, un break avanti, è riuscito a giocare più sereno. “Rispondere a uno che serve il 90% di prime palle, molto angolate e precise, non ti lascia molte chance di fare il break. Ho provato a spingere ma non sono riuscito a farlo quanto avrei voluto. Nel secondo set quando ho ottenuto il break ho giocato un po’ più libero e ho alzato il livello, mentre nel terzo sono subito partito male subendo un break (qua fa una smorfia di delusione, ndr), e non sono più riuscito a recuperare. La partita è andata così… Vediamo dove posso migliorare. Siamo sereni, non c’è alcun disastro. Sto lavorando per vincere più partite possibili, sono molto sereno, sono momenti. Sono sicuro che mi tirerò fuori da questo periodo”.
“C’era un po’ di umidità sì, ma non erano condizioni così difficili ma la palla faceva un po’ fatica ad andare. È la prima volta che gioco o Doha, così abbiamo capito per l’anno prossimo”.
“Indian Wells e Miami i prossimi appuntamenti. Cerchiamo di ritrovare un po’ di ritmo. Non è accaduto nulla di grave. Sono sereno, stiamo lavorando bene, cercherò di riprendere un po’ di fiducia. Sono momenti che capitano, sono molto tranquillo perché con il lavoro che stiamo facendo i risultati arriveranno. Magari non a Indian Wells o Miami, non si sa, ma il lavoro ripagherà“.
Quest’ultima frase è da sottolineare con grande attenzione. Sto lavorando, i risultati arriveranno, magari non a Indian Wells e Miami, non si sa. Forse questo Sinner non ancora a tutta e lontano dal livello pazzesco del 2025 potrebbe esser figlio di una preparazione modulata per farlo arrivare al massimo della prestazione fisica da maggio in poi, per Parigi e Wimbledon. Un lavoro mirato a provare soluzioni, a costo di perdere qualche match come ha più volte dichiarato dallo scorso autunno, e costruire una base atletica per poi performare in primavera. Non resta che attendere i prossimi appuntamenti negli Stati Uniti per vedere se ci sarà un Sinner più brillante o ancora un po’ imballato e altalenante.
Marco Mazzoni
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