Jannik Sinner ha conquistato a Wimbledon il suo primo titolo del Grande Slam della stagione. Un successo costruito nel corso delle due settimane all’All England Club, durante le quali il numero uno del mondo è cresciuto partita dopo partita, fino a esprimere il suo tennis migliore nei momenti decisivi.
La vittoria ottenuta in finale contro Alexander Zverev ha permesso all’azzurro di centrare anche un risultato statistico che a Wimbledon non si verificava da più di vent’anni. Sinner è infatti diventato il primo campione del singolare maschile dai tempi di Roger Federer nel 2003 a vincere il torneo senza perdere un solo turno di servizio in semifinale e finale.
Un dato che fotografa il dominio esercitato dall’italiano con la battuta proprio nelle due partite più importanti del torneo.
Djokovic ha avuto una sola palla break
In semifinale, Sinner aveva superato Novak Djokovic offrendo una prestazione praticamente perfetta al servizio. Il sette volte campione di Wimbledon aveva avuto a disposizione una sola palla break nell’intero incontro, arrivata nel terzo set.
Jannik era però riuscito ad annullarla con autorità, completando la partita senza mai cedere la battuta. Un rendimento ancora più significativo considerando le qualità in risposta del serbo, da sempre uno dei migliori interpreti di questo fondamentale nella storia del tennis.
Zverev non riesce a trovare soluzioni in risposta
La storia si è ripetuta due giorni dopo nella finale contro Zverev. Anche il tedesco non è riuscito a trovare soluzioni sul servizio del numero uno del mondo.
Sinner ha concesso nuovamente una sola opportunità di break durante l’intera partita e l’ha neutralizzata, chiudendo così anche la finale senza mai perdere il servizio.
Tra la semifinale contro Djokovic e l’ultimo atto contro Zverev, l’italiano ha dunque concesso ai propri avversari appena due possibilità di strappargli la battuta, salvandole entrambe.
Un’impresa che mancava dal primo Wimbledon di Federer
Per trovare un campione capace di vincere Wimbledon senza cedere un turno di servizio in semifinale e finale bisogna tornare all’edizione del 2003. In quell’occasione Roger Federer conquistò il primo dei suoi otto titoli sui prati dell’All England Club.
Quello fu l’inizio del dominio londinese dello svizzero, destinato a diventare il giocatore più vincente nella storia del singolare maschile di Wimbledon. Ventitré anni più tardi, Sinner è riuscito a eguagliare uno dei dati più significativi di quella cavalcata.
Al di là del trofeo, il risultato testimonia la grande evoluzione compiuta dall’azzurro sull’erba. Il servizio è diventato una delle sue armi principali e gli permette di prendere immediatamente il controllo dello scambio, soprattutto nei momenti di maggiore pressione.
Non perdere mai la battuta contro due avversari come Djokovic e Zverev, nei turni più importanti del torneo, rappresenta un’ulteriore dimostrazione del livello raggiunto da Sinner. Un rendimento che gli ha consentito di conquistare Wimbledon e di aggiungere il proprio nome accanto a quello di Federer in una statistica rimasta intatta dal 2003.
Marco Rossi
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