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Schwartzman propone un tennis più chiaro per il pubblico: “Così com’è, è una follia”


Diego Schwartzman è tornato a parlare di tennis, ma questa volta non per commentare un match o un risultato. In un’intervista concessa al media Clay, l’ex giocatore argentino ha lanciato una riflessione molto interessante sul futuro del circuito ATP, soffermandosi in particolare su un tema che riguarda da vicino anche gli spettatori: la necessità di rendere il tennis un prodotto più chiaro, ordinato e facile da seguire.
Secondo Schwartzman, oggi il tennis soffre soprattutto di un problema di struttura e di comunicazione, un limite che rischia di allontanare o confondere chi guarda.

“Serve un circuito più strutturato”
L’argentino ha spiegato in modo molto diretto quale dovrebbe essere, a suo avviso, la direzione da prendere:
“Spero che gli Slam, i Masters 1000 e alcuni dei grandi tornei possano creare un circuito più strutturato, più centrato sull’élite del tennis mondiale”.
L’idea di fondo è chiara: dare al calendario una forma più riconoscibile, più compatta e più leggibile, soprattutto per chi segue il tennis da fuori e non vive il circuito ogni settimana.

Il nodo della visibilità: “Tutto nello stesso canale o nella stessa app”
Uno dei passaggi più concreti del suo discorso riguarda la fruizione del prodotto tennis da parte del pubblico.
“Dove la gente possa vedere tutto sullo stesso canale o sulla stessa applicazione”.
Per Schwartzman, questo sarebbe uno dei cambiamenti più importanti. Oggi, infatti, il tennis è spesso frammentato tra tornei, diritti televisivi, piattaforme e circuiti diversi, e questo rende l’esperienza dello spettatore molto meno immediata rispetto ad altri grandi sport.

“Nemmeno chi lo guarda in tv sa che torneo sta vedendo”
Il punto più duro delle sue dichiarazioni arriva quando descrive lo stato attuale del tennis dal punto di vista comunicativo.
“In questo momento è una follia: nemmeno la gente che lo guarda in televisione sa che torneo sta vedendo né quanti punti assegna ciascuno”.
È una critica molto forte, ma anche molto comprensibile. Il tennis ha una struttura ricca e affascinante, ma spesso dispersiva per il grande pubblico, soprattutto se paragonata a sport con calendari più lineari e format più semplici da seguire.

Il paragone con NBA e altri sport
Schwartzman ha poi allargato il discorso facendo riferimento ad altri modelli sportivi che, secondo lui, sono riusciti a costruire un prodotto più ordinato e riconoscibile.
“Bisogna organizzarlo in qualche modo. Sia l’NBA sia molti altri sport nel mondo sono riusciti a creare un prodotto molto più organizzato”.
Da qui il suo auspicio finale: “Spero che con il tempo il tennis possa andare in quella direzione”.

Una riflessione che tocca un tema reale
Le parole di Schwartzman toccano un punto molto reale del tennis moderno. Il circuito resta uno degli ambienti sportivi più ricchi di tradizione, prestigio e varietà, ma proprio questa complessità può trasformarsi in un limite quando si tratta di parlare a un pubblico più ampio.
L’argentino non mette in discussione il valore del sistema, ma chiede una struttura più chiara, più accessibile e più facile da raccontare. In sostanza, un tennis meno dispersivo e più riconoscibile.
Ed è una riflessione che, guardando l’evoluzione dello sport globale, suona sempre meno come una provocazione e sempre più come una necessità.

Francesco Paolo Villarico


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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