138.000. Tanti sono stati gli spettatori presenti a Roland Garros nella prima settimana del torneo, dedicata ai tabelloni di qualificazione, gli allenamenti dei big ed altri eventi collaterali, come quest’anno il bel tributo a Gael Monfils, all’ultimo “ballo” nello Slam di casa. Importante anche il dato dei 623.173 euro raccolti in beneficenza tra la serata “Gael and friends” e la giornata dedicata alla fondazione di Yannik Noah.
Con grande soddisfazione gli organizzatori del torneo parigino hanno confermato con un post social il record di affluenza nelle giornate antecedenti all’avvio dei tabelloni principale di singolare, prevista per oggi alle ore 11.
“Al Roland-Garros si sono svolte numerose attività e sessioni di prova durante tutta la giornata di sabato, intitolata ‘Yannick Noah Day’, in un’atmosfera divertente e adatta alle famiglie. Una banda musicale, acrobati, giocolieri, il gruppo Quatuor Yako e molti altri artisti hanno intrattenuto il pubblico lungo le aree dell’impianto. Durante le sessioni di allenamento di alcuni giocatori, tra cui Sorana Cirstea, Stefanos Tsitsipas, Gael Monfils, Daniil Medvedev e Arthur Rinderknech, l’iniziativa “Gioca con un bambino” ha offerto a diversi bambini l’opportunità di colpire qualche palla con i loro idoli. Per guadagnarsi questo privilegio, i bambini dovevano afferrare una delle palle lanciate in tribuna dai giocatori all’inizio della sessione”.
Another record-breaking Opening Week at Roland-Garros
Avec 138 000 spectateurs lors de l’Opening Week et 623 173 € récoltés lors de la soirée “Gael & Friends” et lors de la journée caritative Yannick Noah, la première semaine du tournoi 2026 a connu un succès sans précédent… pic.twitter.com/OSUGxzN8HQ
— Roland-Garros (@rolandgarros) May 23, 2026
Ormai gli Slam si avviano a tutti gli effetti a diventare eventi da tre settimane, con la “opening week” antecedente ai tabelloni di singolare ricca di eventi che coinvolgono le famiglie e rendono le aree dei tornei attrattive ad un pubblico più vasto, meno avvezzo a seguire il puro fatto agonistico quando partecipare a quella che diventa una vera festa. L’idea, lanciata per prima dal vulcanico Craig Tiley in Australia, ha coinvolto ben ben presto anche Roland Garros e US Open, seppur con declinazioni diverse.
A Melbourne la opening week – inserita in un clima cittadino di festa – è ormai un happening assai consolidato, che vede un cartellone ricco di eventi musicali, culturali, benefici, oltre ad esibizioni sulla Rod Laver Arena dei big che diventano un richiesto antipasto al torneo vero e proprio. Solo Wimbledon al momento “resiste”, restando sulle canoniche due settimane di torneo, con le qualificazioni giocate fuori dalla sede. Chissà se quando verrà completato l’ampliamento del site, con molti più campi dedicati alle qualificazioni all’interno del club, anche i londinesi cambieranno rotta seguendo l’esempio degli altri Major.
Marco Mazzoni
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