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Roddick non vede un gap tra Sinner e tutti gli altri: “Al vertice c’è una coppia, Jannik e Carlos”


Continua a far discutere la nettissima sconfitta patita da Alexander Zverev per mano di Jannik Sinner al Mutua Madrid Open, una vera e propria batosta difficile da spiegare per un n.3 del mondo, anche se contro il leader del ranking e in una striscia di imbattibilità impressionante. Il tedesco dopo la finale ha parlato in modo franco sottolineando la superiorità di Sinner, non solo verso di lui ma tutti gli avversari, Alcaraz incluso. Una considerazione che Andy Roddick non condivide affatto. Parlando nell’ultima puntata del suo seguitissimo podcast “Served with Andy Roddick”, l’americano ha condiviso le sue opinioni, inclusa una sua idea sulla tanto discussa finale di Madrid.

“Non sono ancora pronto a fare il salto logico e dire che tra lui (Sinner) e Carlos (Alcaraz) ci sia un divario così ampio, che è quello che credo intendesse” afferma Roddick. “Non vedo un gruppo composto da uno solo (Sinner) e poi tre inseguitori (Alcaraz, Zverev e Djokovic). Io vedo piuttosto una coppia al vertice e poi tutti gli altri, in linea generale”.

“Ho parlato con lui durante l’off-season, mi piace molto confrontarmi di tennis con Zverev” continua Andy. “Molti giocatori, quando ci parli, tendono a negare l’evidenza se le cose non vanno bene. Fa parte del nostro mestiere: siamo esperti nel mentire a noi stessi… Zverev invece è estremamente lucido. Dice: ascolta, so benissimo che la mia carriera sarà definita dalla capacità di vincere le ultime due partite di uno Slam. Questo rende anche facile raccontarlo, perché è lui il primo a dire tutto. C’è chi sostiene che non dovrebbe esporsi così, ma è semplicemente la realtà. Se si mettesse lì a dire che non c’è tutta questa differenza… io stesso probabilmente ero colpevole di questo: volevo mentire a me stesso continuamente”.

Roddick ha poi commentato anche le scelte tattiche di Zverev durante la finale del Madrid Open. “Se sei Zverev, mi chiedo quali siano le discussioni all’interno del team. All’inizio della partita ha fatto un paio di aggiustamenti, avanzando un po’ di più, facendo la scelta giusta. Poi però ha sbagliato una volée e uno smash. All’improvviso ti ritrovi sotto 15-40, subisci il break… e Sinner non è uno che ti restituisce la chance per rientrare in partita!”.

Mario Cecchi


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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