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Rick Macci critica Raducanu: “Lasciare Richardson dopo lo US Open non aveva alcun senso”


Rick Macci è tornato sulla decisione presa da Emma Raducanu subito dopo lo storico trionfo allo US Open 2021. Il celebre allenatore statunitense, che in passato ha lavorato con Serena e Venus Williams, continua a non comprendere perché la britannica abbia interrotto la collaborazione con Andrew Richardson nel momento più importante della propria carriera.

Raducanu vinse il torneo di New York a soli 18 anni e da numero 150 del ranking mondiale. Partendo dalle qualificazioni, conquistò dieci incontri consecutivi senza perdere un set, diventando la prima giocatrice dell’Era Open a sollevare un trofeo del Grande Slam dopo aver superato il tabellone cadetto.

La separazione dopo il trionfo di New York

Richardson accompagnò Raducanu durante quell’incredibile percorso, ma la collaborazione terminò poco dopo la finale. Da quel momento, la carriera della britannica è stata caratterizzata da una continua alternanza di figure tecniche.

Negli anni successivi Raducanu ha lavorato con cinque allenatori permanenti, ai quali si sono aggiunte diverse collaborazioni temporanee e alcuni periodi di prova. Una situazione che, secondo Macci, ha contribuito alla mancanza di continuità della giocatrice.

“Non aveva alcun senso allora e lo dissi a tutti”, ha dichiarato l’americano a Tennis365. Macci ritiene che la giovane età di Raducanu e l’improvvisa notorietà possano aver condizionato quella decisione.

“Quando arrivano fama e fortuna, non so se a quell’età sia stata davvero una sua scelta. Ci sono gli agenti, i genitori e tante persone convinte che l’erba sia più verde da un’altra parte. A quel punto tutto diventa più complicato”, ha spiegato.

Macci critica i continui cambiamenti nello staff

Il tecnico statunitense non contesta soltanto la separazione da Richardson, ma anche i numerosi cambiamenti effettuati negli anni successivi. A suo giudizio, Raducanu non aveva bisogno di modificare continuamente il proprio progetto tecnico.

“Non c’era alcun motivo per cambiare completamente il copione e lavorare con così tanti allenatori differenti. Non sono mai riuscito a comprendere quella situazione”, ha affermato.

Macci ha comunque precisato che un nuovo punto di vista può talvolta produrre effetti positivi: “Una voce diversa può essere utile, ma dipende da chi è quella voce. È una questione molto delicata”.

Secondo l’ex allenatore delle sorelle Williams, una giocatrice già affermata non ha necessariamente bisogno di ricostruire la propria tecnica. A quel livello diventano più importanti gli aspetti tattici e motivazionali, oltre alla capacità dello staff di trasmettere fiducia.

“La migliore allenatrice di Raducanu è lei stessa”

Macci ritiene che il ruolo dell’allenatore debba essere importante, ma non superiore alla responsabilità della giocatrice. “La sua migliore allenatrice, quella che possiede tutte le risposte, è la persona che vede allo specchio”, ha sentenziato.

Nel maggio 2026, quasi cinque anni dopo la precedente separazione, Raducanu ha deciso di tornare a lavorare con Richardson. I primi risultati hanno alimentato l’ottimismo: appena al terzo torneo dalla loro riunione, la britannica ha raggiunto la finale al Queen’s Club.

Il buon momento è stato però interrotto da una frattura da stress alla gamba destra, problema che l’ha costretta a rinunciare a Wimbledon. Un altro stop fisico in una carriera già condizionata da numerosi infortuni.

La seconda collaborazione tra Raducanu e Richardson rappresenta ora un tentativo di recuperare stabilità e fiducia. Resta da capire se i due riusciranno a ricreare almeno in parte la sintonia dello US Open 2021. Il talento della britannica non è mai stato in discussione, ma per tornare ai vertici serviranno continuità fisica, chiarezza nel progetto e la capacità di affidarsi finalmente a una direzione precisa.

Francesco Paolo Villarico


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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