C’è un altro Rafa che prova a far sognare il tennis spagnolo. Questa volta è Rafa Jódar, che a soli 19 anni ha conquistato il suo primo titolo ATP imponendosi nella finale di Marrakech contro Marco Trungelliti con un netto 6-3, 6-2. Un successo brillante, arrivato al termine di una settimana dominata e nel suo appena settimo torneo tra i professionisti.
La finale metteva di fronte due storie completamente diverse. Da una parte la freschezza e l’entusiasmo di un giovanissimo Jódar, alla sua prima finale ATP. Dall’altra l’esperienza di Marco Trungelliti, veterano del circuito che a 36 anni, nel finale della sua carriera, aveva raggiunto la sua prima finale a questo livello dopo essere rientrato per la prima volta in top 100.
Per entrambi si trattava di una situazione nuova, ma fin dai primi scambi è stato il talento spagnolo a dare l’impressione di avere qualcosa in più. Jódar è partito fortissimo e, dopo un primo game lunghissimo da dieci minuti, ha subito strappato il servizio all’argentino, lanciando un messaggio chiarissimo. Il giovane spagnolo ha cercato immediatamente di prendere il controllo del match, mostrando anche una maggiore freschezza atletica rispetto al rivale, reduce da una settimana molto dispendiosa.
Jódar è andato vicino a indirizzare in modo ancora più marcato il primo set, senza però sfruttare tre palle break nel secondo turno di risposta. Trungelliti, scampato il pericolo, ha provato allora a sciogliersi e a ritrovare il tennis che gli aveva permesso di spingersi fino all’ultimo atto del torneo. Ma dall’altra parte della rete il copione non cambiava.
Lo spagnolo ha infatti continuato a trasmettere grande solidità al servizio, soprattutto grazie a un ottimo rendimento con la prima palla, mentre negli scambi si è affidato con continuità alla sua arma migliore: una dritto devastante, capace di sfondare la resistenza dell’argentino. Il break ottenuto in apertura sembrava già poter bastare, ma Jódar non ha voluto correre rischi e ha piazzato un altro strappo decisivo, chiudendo il primo set per 6-3 con pieno merito.
A un solo set dal titolo, il 19enne non ha mostrato alcun segno di tensione. Pur sapendo che Trungelliti aveva già dimostrato durante la settimana di saper ribaltare situazioni complicate, Jódar ha mantenuto lucidità e aggressività, continuando a spingere senza esitazioni. Anche nel secondo parziale è arrivato subito un break, che lo ha portato sul 3-0 e gli ha permesso di mettere definitivamente le mani sul match.
Trungelliti ha provato a restare aggrappato alla partita, consapevole di quanto fosse importante e rara un’occasione del genere. Ma ogni tentativo di rientro si è scontrato con un avversario implacabile, capace di generare vincenti in serie con il dritto e di non concedere praticamente nulla nei propri turni di battuta.
A colpire, oltre alla qualità del tennis espresso, è stata soprattutto la maturità mostrata da Jódar nei momenti decisivi. Nessuna esitazione, nessuna paura nel momento di chiudere. Lo spagnolo ha spento sul nascere qualsiasi speranza di rimonta dell’argentino e ha completato l’opera con autorità, imponendosi 6-3, 6-2 in una finale controllata dall’inizio alla fine.
Per Rafa Jódar si tratta del primo trofeo ATP della carriera, ma la sensazione è che possa essere soltanto il primo di una lunga serie. Grazie a questo trionfo, da lunedì salirà fino al numero 57 del ranking ATP, confermandosi come uno dei nomi più interessanti del panorama spagnolo e internazionale.
Marrakech, dunque, potrebbe aver assistito alla nascita di un nuovo protagonista. Il nome è Rafa Jódar: conviene ricordarlo bene.
Francesco Paolo Villarico
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