Peggio non poteva andare, e non solo per la sconfitta… Fa male vedere la nostra campionessa in lacrime in campo, in preda al dolore e allo sconforto di una partita che aveva in pugno e che invece è girata male, e alla fine persa. Una giornata davvero da dimenticare per Jasmine Paolini al secondo turno di Roland Garros 2026, sconfitta in rimonta dall’argentina Solana Sierra (n.68 WTA) per 3-6 6-4 6-3 dopo oltre due ore di una partita che l’azzurra conduceva avanti di un set e di un break (4-2) nel secondo parziale. Lì qualcosa si è rotto. Jasmine non stava disputando un buon match: troppi gli alti e bassi, incertezze e fasi contraddistinte da passività ed errori, ma appena riusciva a giocare colpi carichi e continui riusciva a mettere sotto l’avversaria, piuttosto fallosa col diritto e tremebonda quando chiamata a gestire la pressione. In quel settimo game del secondo set, sul 4-2, Paolini si è bloccata, tra una tensione evidente e la ricomparsa del dolore al piede sinistro che l’ha penalizzata da qualche tempo e forzata a rinunciare al doppio viste le condizioni non ottimali. Sierra si è presa ben 7 game di fila, con Paolini ad un certo punto in lacrime per il dolore (e l’intervento del medico che le ha fornito un antidolorifico). Sierra è stata tutt’altro che solida, ma Paolini pur lottando sino alla fine non è riuscita a girare la partita a sua favore, uscendo dal campo sconfitta.
Per avere un’analisi più centrata di quel che è accaduto in campo è necessario attendere le parole di Jasmine nel dopo partita, per capire l’entità del problema fisico, se ha iniziato l’incontro già dolorante oppure se il dolore è comparso proprio in quel “crack” nel secondo parziale, quando pareva aver in mano l’inerzia, a soli due game dal successo. Ma è corretto affermare che Paolini stava giocando tutt’altro che bene. Il gap di classe, potenza e potenziale tecnico su Sierra era netto, con l’argentina buona in progressione col rovescio (ottimo lo strappo in lungo linea) e discretamente aggressiva in risposta, ma appena l’italiana riusciva a tenere lo scambio con ritmo e profondità, abbinata a rotazione, l’argentina non riusciva contenere, commettendo tanti errori e non di poco. Purtroppo anche Jasmine è stata assai fallosa, anche col diritto in costruzione che è il suo punto di forza, dove si apre lo spazio per un successivo affondo. Spesso corta nel palleggio, oppure troppo dietro la riga di fondo – nonostante una spinta non devastante della rivale – Paolini è apparsa incerta anche nelle scelte di gioco, lontanissima da quel vigore e intensità che l’hanno portata a giocarsi le finali di due titoli Slam nel 2024, o anche molte altre ottime partite nel periodo 2024-2025.
È evidente come Paolini sia a terra per fiducia e convinzione, e non sentirsi bene fisicamente la penalizza ancor più visto che tutto il suo tennis si basa su intensità, spinta, una copertura formidabile del campo che le permette di comandare quando attacca e contrattaccare con potenza. Per questo capire come sono le sue reali condizioni fisiche è l’aspetto più importante dopo questa cocente sconfitta. Perdere in rimonta contro una avversaria tecnicamente e pure agonisticamente inferiore fa male: ma fa ancor più male vederla in lacrime in campo, in preda al dolore e allo sconforto. Un periodo davvero difficile per Jasmine, che auguriamo finisca il prima possibile con una ritrovata condizione e salute, e anche quella gioia di giocare ed energia che erano il suo vero colpo vincente.
Marco Mazzoni
La cronaca
Paolini inizia il suo impegno di 2t al servizio, e con buon piglio cercando di imporre il suo ritmo col diritto e piuttosto vivace nel cercare la palla. Buono anche il primo game di battuta di Sierra, vinto a zero con una prima palla efficace. Il diritto in spinta dell’argentina è assai preciso, impatto secco con la palla che viaggia, mentre sul 2-1 è il servizio a tradirla con due doppi falli consecutivi. Sul 15-30 Jasmine comanda col diritto ma l’affondo in lungo linea esce abbondantemente (leggero ritardo nell’impatto). Sierra recupera appoggiandosi bene ai colpi di Paolini, 2 pari. La toscana alterna buone aperture di campo a qualche errore di troppo, ma resta avanti nel punteggio pur senza brillare, mentre in risposta non riesce a trovare la misura, sotto i servizi più precisi che potenti di Sierra. Nel settimo game Jasmine si ritrova sotto 15-30 con un rovescio malamente sbagliato, ma resta focalizzata e con due punti consistenti recupera e si porta sul 4-3. È un match piuttosto monocorde, mancano temi di vero interesse, come i punti spettacolari (e dominano gli errori rispetto ai vincenti). A disturbare il gioco anche un luce fastidiosa che filtra tra tribuna e tetto del Lenglen. Nell’ottavo game l’argentina è incerta, quindi sul 30 pari la pressione di Paolini dalla risposta frutta la prima palla break del match. Non si gioca nemmeno: Sierra commette un terribile doppio fallo che la manda avanti 5-3, a servire per il set. Il momento non buono di Jasmine si vede nel secondo punto: in controllo dello scambio e con il campo aperto, sbaglia malamente un diritto in rete, esecuzione che nei suoi momenti migliori avrebbe sfruttato ad occhi chiusi. Sierra gioca corto, Paolini ha tutto il tempo per spingere e prendersi lo spazio sul campo. Solana poi sorprende Jan con una risposta di rovescio cross molto stretta, fulmina l’italiana (30 pari). Paolini si affida alla rotazione col diritto, per mandare molto all’indietro la rivale e quindi entrare col rovescio incrociato. Lo schema funziona e c’è il set point. Sierra prova la risposta aggressiva ma la traiettoria non supera la rete. 6-4 Paolini, un set non bello complessivamente (solo 3 vincenti per l’italiana).
Paolini inizia il secondo set in risposta e nel secondo punto trova il miglior colpo del match, un rovescio lungo linea improvviso di grandissima velocità e precisione, sprazzi di bel tennis, ma segue un errore col diritto (banale). Paolini prova a cambiare marcia: con un diritto aggressivo porta il game ai vantaggi e la sua spinta vale una palla break. Sierra sotto pressione crolla: come nel primo set arriva un brutto doppio fallo, di metri, che manda Jasmine avanti 1-0 e servizio, può fare corsa di testa. L’italiana cerca colpi piuttosto carichi di spin e abbastanza profondi, costringe Sierra a correre dietro e poi lateralmente, un pressione che l’argentina è in difficoltà a contenere. Però continuano gli alti e bassi, tanto che è costretta ad annullare la prima palla break del match, affidandosi sempre alla rotazione. Si lotta nel secondo game, arrivano punti durissimi e lunghi, fino al diritto in rete di Sierra che fissa lo score sul 2-0. Solana perde il tempo col diritto – più macchinoso – quando Jasmine alza il ritmo con buon spin, tanto che nel terzo game si ritrova sotto 15-30. Paolini non ne approfitta, con due errori gravi in risposta (pure su seconde palle). Con un gran rovescio lungo linea Sierra si prende il game (2-1). Nel quarto game l’italiana smarrisce la prima di servizio e l’argentina ci prova forte con la risposta. Non è nemmeno fortunata Sierra sul 15-30, un diritto incrociato le esce di un niente e sarebbe stato vincente, ma il game va comunque ai vantaggi con Paolini assai incerta. Per fortuna ritrova la battuta e si porta 3-1. Il livello in questa fase è migliore, da parte di entrambe, i vincenti superano gli errori e la palla viaggia di più con meno tattica e una maggiore ricerca dell’offesa diretta. Paolini continua a sbagliare troppo in risposta, alla ricerca di traiettorie profonde ma che comunque non le darebbero il vincente (4-2 e poi 4-3). L’ottavo game si complica per l’italiana: una incertezza in spinta, poi sul 30 pari è sfortunata con una deviazione del nastro che la disarma sotto rete. Sierra ha una palla break sul 30-40. Si scambia sulla diagonale di rovescio e Paolini trova grande profondità, con Sierra che non regge. Solana è tosta col rovescio in questa fase, martella con precisione e conquista una seconda palla break, ma esagera col rovescio volendo spingere una palla troppo al corpo. Tesa Jasmine, subisce l’avversaria affidandosi solo alla rimessa, atteggiamento che le costa una terza PB. Con una pessima smorzata Paolini cede, 4 pari. Lo sguardo della lucchese non cela il momento difficile, meno incisiva e metri dietro a rincorrere. Tutto il suo gioco non funziona, probabilmente è tornato il dolore al piede che la sta penalizzando da qualche tempo. Sierra sorpassa sul 5-4 e spinge con sicurezza mentre Paolini è bloccata e gioca cortissimo, fino al rovescio out ai vantaggi che le costa un set point da salvare. Non lo salva: con un diritto fuori di metri Paolini da 4-2 avanti perde 4 game di fila, per il 6-4 Sierra.
Sierra riparte di slancio nel terzo set, ottimo game chiuso con un diritto in spinta e Paolini a metri dalla palla (1-0). Jasmine crolla mentalmente, incappa di una serie di brutti errori e pure un doppio fallo che le costa il 15-40. L’italiana va a prendere l’asciugamano, totalmente scoraggiata, e con l’ennesimo errore dopo la risposta consistente dell’argentina concede un altro break, il terzo di fila, per il 2-0. Dall’angolo la incitano a non mollare l’incontro, restare lì e lottare. Sierra non cavalca il momento positivo, sbaglia due diritti con Jasmine un filo più in campo, per lo 0-40 e tre chance del contro break. Solana si ritrova, non concede più niente e Jasmine non riesce a trovare l’accelerazione vincente sul 30-40, pur in comando dello scambio. Fase a dir poco convulsa… entrambe giocano con discreta tensione e una smorzata pessima costa a Sierra una quarta palla break. L’argentina si affida al suo punto forte, il rovescio in anticipo, e poi ad una smorzata stavolta vincente per annullare anche la quinta PB del game. Purtroppo Paolini non sfrutta nemmeno una sesta palla break e parla col suo angolo sul dolore ormai insopportabile, “Non riesco a pensare ad altro”. Sierra si porta sul 3-0 e al cambio di campo arriva il medico, Paolini scoppia in lacrime per il dolore al piede sinistro e prende un farmaco. Jasmine torna al servizio, ancora piangendo. Ormai negli spostamenti fa troppa fatica, non riesce a spingere e crolla sotto 0-30 e poi 30-40. Con grinta si salva spingendo col rovescio cross dal centro, ma ogni punto sembra un calvario, fisicamente e mentalmente. Paolini con un buono scambio in progressione interrompe la serie di sette game dell’avversaria (3-1). Incredibilmente Sierra si scompone: sotto colpi nemmeno così incisivi dell’azzurra, l’argentina sbaglia tutto e crolla 15-40 nel quinto game. Jasmine si carica e con un bel cambio col rovescio lungo linea strappa un BREAK che la rimette on serve (3-2). L’incontro è diventato del tutto imprevedibile, Paolini va di nuovo sotto alla spinta di Sierra, brava a rischiare dalla risposta e scappare avanti sul 15-40 con una smorzata precisa. Purtroppo un nuovo errore in scambio costa a Jasmine un nuovo BREAK, Sierra torna avanti sul 4-2 e con un rapido game di battuta vola 5-2, a un passo dal successo. Jasmine resta in scia, 5-3, ore Solana serve per chiudere. Si affida alla spinta e anche alla palla corta, 40-0, tre match point. Se li gioca male i primi due l’argentina, ma sul terzo trova una pallata di rovescio lungo linea, il suo colpo, che le vale la vittoria. Grande amarezza per Paolini, per la rimonta subita e un piede che l’ha sicuramente penalizzata.
Jasmine Paolini vs Solana Sierra
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