in

Monte-Carlo da record: Massey esulta, ma chiude alla night session


Un’edizione destinata a restare nella storia quella del Rolex Monte-Carlo Masters 2026. Numeri mai raggiunti prima, pubblico da record e uno spettacolo tecnico all’altezza delle aspettative: il direttore del torneo David Massey ha tracciato un bilancio estremamente positivo, senza però rinunciare a delineare i limiti strutturali dell’evento, su tutti quello legato alla possibile introduzione della night session.

Record storico e settimana “da sogno”
“Per la prima volta nella storia del torneo abbiamo registrato il tutto esaurito in anticipo, compresa la giornata iniziale delle qualificazioni”. Sono parole che fotografano perfettamente il successo dell’edizione 2026: oltre 155.000 spettatori distribuiti nei nove giorni, con un’affluenza destinata a superare il primato dello scorso anno. Un risultato favorito anche da condizioni meteo ideali e da un tabellone di altissimo livello. Le semifinali hanno visto in campo i primi tre giocatori del mondo, mentre la finale mette di fronte i numeri 1 e 2 del ranking, alla loro 17ª sfida: “Una situazione perfetta per il torneo, con così tanto in palio. Chi vince oltre al trofeo porterà a casa la posizione numero uno della classifica”.

Un torneo che cresce, ma non si espande
Massey ha sottolineato come il record di pubblico abbia avuto effetti a cascata su tutte le aree del torneo: hospitality, merchandising e servizi hanno raggiunto livelli mai toccati prima. Eppure, il messaggio è chiaro: Monte-Carlo è vicino al proprio limite strutturale.
“Non possiamo fare molto di più in termini di capacità. Il nostro obiettivo è migliorare l’esperienza degli spettatori”.

Da qui gli interventi mirati:
nuova Animation Zone pensata per famiglie
ampliamento delle aree con maxi-schermi e zone relax
potenziamento del Player Village, con palestra di alto livello
Piccoli cambiamenti, ma mirati a rendere il torneo sempre più fruibile.

Night session? No, grazie
Tra i temi più interessanti emersi in conferenza, quello della possibile introduzione della sessione serale – domanda diretta dalla sala stampa. La risposta di Massey è stata netta:
nessun piano per il futuro. Le motivazioni sono principalmente due:
climatiche: le temperature serali, ad aprile, renderebbero l’esperienza meno confortevole
logistiche: gestire due flussi da oltre 10.000 spettatori (giorno e sera) creerebbe criticità per accessi, parcheggi e viabilità nel Principato
“Dal punto di vista commerciale sarebbe interessante, ma dal punto di vista pratico è molto complicato”. Monte-Carlo resta dunque un unicum nel circuito: un Masters 1000 senza doppia sessione, fedele alla propria tradizione di torneo interamente diurno. Le richieste dei media: margini di miglioramento. Non sono mancate le osservazioni dei giornalisti, soprattutto sul piano organizzativo:
flussi di pubblico e accessi (scale e aree congestionate)
mixed zone troppo rumorosa e poco funzionale
posizione della tribuna stampa, giudicata distante dal campo
orari del ristorante stampa poco compatibili con il lavoro
Massey ha accolto i suggerimenti con apertura, confermando la volontà di intervenire su diversi aspetti già dalla prossima edizione.
Identità forte, futuro definito. Monte-Carlo cresce, migliora, si evolve. Ma lo fa senza snaturarsi. Il successo del 2026 rappresenta un punto di arrivo, ma anche una linea guida: non inseguire modelli altrui, bensì rafforzare la propria identità. Anche a costo di rinunciare a una night session che, altrove, è ormai la norma. E forse è proprio questa la vera forza del Principato.

dal nostro inviato a Monte Carlo Enrico Milani


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

Sinner-Alcaraz, le foto e gli ospiti vip della finale dell’Atp Monte-Carlo

Lisa Pigato trionfa a Madrid: primo titolo WTA 125 e best ranking per l’azzurra