Moise Kouame continua a correre nei suoi primi passi sul tour professionistico, e lui sorride, si diverte e tiene un profilo basso, figlio della giovane età ma anche della consapevolezza di chi vuole andare lontano, molto lontano… pensando solo a se stesso e non ai paragoni con i grandi della disciplina a cui viene costantemente accostato. Dopo l’esordio a livello ATP a Montpellier, il 16enne parigino ha segnato un altro record personale: è il primo classe 2009 a vincere un match a livello Challenger. Moise ha battuto ieri a Lille Matej Dodig (6-4 6-2), a pochi giorni dal suo 17° compleanno, il prossimo 6 marzo. Di lui si scrive in questi giorni per i primati di precocità, ma guardando con attenzione il suo tennis è quello che davvero ruba gli occhi e lascia intravedere un futuro di altissimo livello. Forte di un fisico assai strutturato per l’età, i suoi colpi sono già consistenti, piuttosto rifiniti e a tratti devastanti, come un servizio che veleggia costantemente oltre i 200 km/h. Si muove con potenza sul campo Kouame, trovando ottimi appoggi, e per la stazza è rapido in difesa quanto aggressivo in progressione. Ovviamente deve sviluppare ogni settore del suo gioco, ma in rapporto ai suoi quasi 17 anni il suo potenziale è sterminato. A Lille c’era tutta la stampa specializzata di Francia, a leccarsi i baffi game dopo game ammirando la progressione imponente di questo giovane talento. Dopo il successo è stato fermato da L’Equipe, queste le dichiarazioni di Moise.
“Sensazioni dopo la prima vittoria Challenger? È un passaggio importante” afferma un sorridente Kouame. “Sono soddisfatto del livello di gioco espresso oggi e non vedo davvero l’ora di tornare in campo domani” Ha voglia di giocare il ragazzo, ma in realtà tornerà in campo solo giovedì. È sembrato tutto facile visto da fuori… lui nega: “Non è mai facile. Credo che il punteggio non racconti pienamente l’andamento del match. Nel primo set è stata una battaglia molto equilibrata: lui mi ha strappato per primo il servizio e stava giocando davvero bene. Non lo conoscevo affatto. Avevamo preparato una certa strategia prima dell’incontro e ha funzionato. Sono riuscito a venirne fuori, quindi sono molto contento. Dal punto di vista degli obiettivi e del piano tattico, è stata un’ottima partita. Sono felice di riuscire a dare continuità a prestazioni di questo livello settimana dopo settimana. È la dimostrazione che il lavoro sta pagando”.
Quali sono i sogni di un sedicenne? “Nel tennis ce ne sono tanti: crescere, provare piacere in campo, sorridere, divertirsi. Poi ci sono altri obiettivi fissati con il team, ma la priorità resta divertirsi e vincere il maggior numero possibile di partite”. Intanto con questi risultati di inizio anno (due Future vinti, le qualificazioni passate a Montpellier, ecc) è già entrato nella top 500 ATP. E la sua scalata è appena iniziata…
History. Made. 📜
16-year-old Moise Kouame breaks new ground in Lille, downing Dodig 6-4, 6-2#ATPChallenger | @FFTennis pic.twitter.com/084RKcw8RR
— ATP Challenger (@ATPChallenger) February 17, 2026
Ricordano a Kouame che proprio da queste parti, nord della Francia, ha vinto il tuo primo Futures, a Hazebrouck. “Si può dire che il nord, per ora, mi porta fortuna. Spero che continui il più a lungo possibile. Al mio arrivo c’era il sole, nel pomeriggio la neve: non ho capito come sia success (ride). Ma giorno dopo giorno si impara. Qui le persone sono davvero molto gentili, mi sento accolto benissimo”.
Ecco l’immancabile paragone con i grandi del gioco: lo accostano al movimento di Monfils sul campo. Moise risponde con serafica naturalezza: “C’è un po’ di Gaal, un po’ di Djoko, un po’ di Sinner, un po’ di Alcaraz… ma soprattutto c’è Moise Kouamé (sorride). Ed è questo l’aspetto più importante. Tengo molto alla mia identità, al mio stile personale. Spero che tra 10 o 20 anni i giovani possano dire di vedere qualcosa di Kouamé nel loro tennis. È un’identità che voglio costruire progressivamente”. Una risposta da top, in tutti i sensi.
L’ultima domanda riguarda il suo tennis: si sente più difensore, capace di rimettere palle impossibili un po’ come LaMonf, oppure preferisce tirare un vincente a tutta, come Jannik o Carlos? Interessante la sua risposta: “Direi 50-50, sinceramente. C’è stato un momento in cui ho colpito la palla in modo perfetto, pieno centro corde: la sensazione è stata fantastica. Ovviamente la fase difensiva è fondamentale nel tennis moderno. Se sai attaccare ma non sai difendere, è un aspetto su cui devi lavorare altrimenti non hai futuro. Credo di difendere bene, ma ogni colpo può dare soddisfazione. La cosa più importante resta divertirsi e godersi il gioco”.
Un bel tipo Kouame, con queste parole dimostra personalità nella sua giovane età. Esterna senza forzature la consapevolezza di chi si è posto un obiettivo chiaro nel lungo periodo e lavora giorno dopo giorno per arrivarci. Dove? Tra i grandi.
Marco Mazzoni
Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

