La decisione di Stati Uniti e Israele di iniziare una operazione militare contro l’Iran sabato 28 febbraio ha destato enorme preoccupazione a livello globale per gli imprevedibili sviluppi di una crisi scoppiata in un’area storicamente “calda” come il medio oriente e il golfo Persico. Ovviamente tutti i pensieri vanno alle popolazioni coinvolte direttamente nella crisi, ma c’è un piccolo risvolto anche per il mondo del tennis e dello sport. Infatti la reazione dell’Iran all’offensiva ha portato ad una serie di attacchi contro alcuni paesi considerati ostili e vicini alle posizioni occidentali, tra questi anche gli Emirati Arabi Uniti dove proprio sabato si è concluso il torneo ATP con la vittoria di Medvedev, senza versare una goccia di sudore visto che il suo avversario nel match per il titolo, Tallon Griekspoor, è stato costretto al ritiro per il problema muscolare sofferto nel corso del primo set della semifinale vinta contro Rublev.
Tuttavia Daniil si è ritrovato – insieme allo staff ATP del torneo – in una situazione assai complicata poiché proprio Dubai è stata colpita dai missili iraniani, in particolare l’aeroporto e alcuni luoghi simbolo, come l’iconico grattacielo hotel a forma di vela, il Burj Al Arab, andato a fuoco la scorsa notte. Le operazioni militari hanno portato alla chiusura dello spazio aereo sull’Iran ma questo ha comportato anche seri problemi a tutta l’area circostante, tra cui Dubai, uno degli scali più grandi al mondo e nevralgico nel trasporto aereo mondiale (usato come scalo dalla maggior parte dei voi che dall’Europa si dirigono in Asia ed estremo oriente, oltre l’intera area dell’Australia). Medvedev si è quindi ritrovato suo malgrado bloccato a Dubai e per le notizie di ieri notte è al riparo con i suoi cari ma tutt’altro che sicuro di riuscire a partire in tempo per volare in California e giocare al Masters 1000 di Indian Wells, al via tra pochi giorni.
Le notizie sono frammentarie, e arrivano dal canale Telegram di Bolshe, media russo specializzato sul tennis e in particolare i tennisti nazionali. Daniel ha rilasciato una breve dichiarazione nella quale rassicura sulla propria salute e condizione, ma afferma di non avere idea di quando riuscirà a lasciare Dubai. “La situazione è insolita. Ma l’unica cosa che posso dire in questo momento è che lo spazio aereo è chiuso, naturalmente, cioè nessuno sa quando potremo decollare. Non si sa niente, se durerà a lungo o no. Quindi aspettiamo semplicemente… Diciamo così, vedremo che cosa succederà nelle prossime ore o giorni, e dovremo vedere se spostano gradualmente le chiusure degli aeroporti anche alle zone vicine per valutare se provare a spostarsi da qua”.
Infatti una delle ipotesi che arrivano dai cronisti russi è che Daniil si possa addirittura spostare in auto fino a Riad, in Arabia Saudita, dove al momento la situazione è normale e i voli partono regolarmente. Tuttavia è un viaggio non da poco, oltre 10 ore, con il pericolo che durante questo spostamento tutto possa cambiare e che voli siano sospesi pure in quella area. Più fortunato è stato Bublik, che sempre su Telegram ha raccontato di essere partito appena in tempo, scampando il pericolo della guerra. Una situazione tutt’altro che facile per Medvedev, che ricorderà il secondo titolo a Dubai (per la prima volta ha fatto doppietta in un torneo in carriera) anche per il contesto a dir poco insolito nel quale è arrivato il successo, senza giocare la finale e con una guerra scoppiata a due passi.
Un aggiornamento è arrivato dalla giornalista di The National Reem Abulleil (che collabora anche per altri media internazionali dal medio oriente): in un post social scritto su X nel pomeriggio di domenica afferma: “Diversi giocatori, tra cui Rublev, Medvedev, Griekspoor, Heliovaara, Patten, Arevalo, Pavic, oltre ai loro coach, staff, giudici arbitri e alcuni giornalisti, sono tutti ancora a Dubai, inclusa la sottoscritta. La federazione degli Emirati ha esteso la nostra permanenza in hotel fino al 4 e si sta prendendo cura di noi. Io ho lasciato l’hotel oggi e sono ospite di un amico a Dubai. Ci sono state intercettazioni di missili/droni in tutta Dubai, ma finora siamo stati al sicuro e stiamo solo aspettando che lo spazio aereo venga riaperto. Hanno periodicamente esteso il periodo di chiusura dello spazio aereo, e l’attuale avviso indica il divieto di volo almeno fino alle 15 di domani. Probabilmente verrà esteso di nuovo“.
La speranza è che tutto si possa normalizzare nel più breve tempo possibile, e non per il nostro sport quanto per le popolazioni coinvolte in questa drammatica situazione.
Marco Mazzoni
Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

