Matteo Berrettini ha aperto la sua stagione 2026 all’ATP 250 di Buenos Aires con sensazioni contrastanti: una vittoria e una sconfitta, oltre alla consapevolezza di non essere ancora vicino alla sua miglior condizione. Il romano, rientrato in campo dopo i problemi fisici che avevano rallentato l’inizio dell’anno, ha comunque voluto sottolineare un aspetto che lo ha colpito particolarmente: il calore del pubblico sudamericano.
Berrettini ha parlato con entusiasmo dell’atmosfera trovata in Argentina, ricordando quanto la passione della gente renda speciale la tournée sul rosso in quella parte del mondo. “Gli italiani, in un certo senso, siamo anche latini”, ha spiegato. “Lo vediamo ogni volta che veniamo a giocare qui: si sente come la gente metta il cuore in tutto ciò che fa, ci mette l’anima. Poi quel calore si percepisce quando competiamo”.
Il tennista azzurro ha raccontato anche il piacere di tornare a giocare in Argentina dopo tanti anni: l’ultima volta risaliva a quando aveva appena 17 anni, al torneo di Córdoba. Un ritorno che gli ha lasciato ottime sensazioni, nonostante il risultato sportivo non sia stato quello sperato.
“Per questo ho voluto tornare qui”, ha aggiunto. “Non giocavo in Argentina da quando avevo 17 anni. Mi è piaciuto tantissimo l’ambiente, avrei voluto disputare più partite, ma devo accettare quello che è successo”.
Per Berrettini, dunque, un inizio di stagione ancora in fase di rodaggio, ma con segnali positivi sul piano delle sensazioni e del rapporto con il pubblico, in attesa di ritrovare la migliore forma nei prossimi appuntamenti del circuito.
Marco Rossi
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