Bruttissimo episodio denunciato da Lucrezia Stefanini a Indian Wells: l’ennesima minaccia a una tennista, stavolta via Whatsapp con dovizia di particolari sulla famiglia della giocatrice e con l’invio dell’immagine di una pistola. La 27enne toscana ieri aveva in programma il suo match di qualificazione al WTA 1000 della California contro Victoria Jimenez Kasintseva. “Verso l’una ho ricevuto un messaggio Whatsapp dove mi minacciavano se avessi vinto la partita di ieri. Hanno minacciato me, la mia famiglia… hanno nominato i miei genitori, il posto dove sono nata. Mi hanno mandato la foto di una pistola. Faccio questo video e raconto questa cosa perché non ritengo che sia giusto ricevere questa pressione e subire questo malessere prima di un match, e farmi sentire non al sicuro”.
Lucrezia non ha affatto ceduto alla minaccia, ha denunciato immediatamente alle autorità l’accaduto e ha giocato la sua partita dando tutto in campo, seppur sconfitta al terzo set. “Sono subito andata a denunciare alla WTA che mi ha messo a disposizione più sicurezza”. Questo il video integrale di Stefanini, postato sulla propria pagina Instagram.
Lucrezia ha ringraziato la WTA per la assistenza e protezione ricevuta, come anche il torneo di Indian Wells (noto per l’attenzione ai giocatori). “Ho lottato fino all’ultimo per vincere la mia partita nonostante l’accaduto. Non posso permettere a queste persone di intimidirmi o farmi condizionare. Questo per me è un lavoro ma anche un piacere, un divertimento e la nostra passione. Non posso pensare che questo sport sia diventato così”.
La WTA certamente avrà fatto scattare una indagine e la massima protezione possibile per Lucrezia, come prevede il piano lanciato da diversi mesi per tutelare le giocatrici vittime di abusi via social, e qua si parla addirittura di minacce di morte quindi la situazione è ancora più pesante. Il tema delle aggressioni e minacce ai giocatori/giocatrici, perlopiù da criminali legati al mondo delle scommesse, resta un problema reale nel tennis professionistico. Sia che sia stato solo un pazzo mitomane che un delinquente, non è accettabile che questi episodi stiano diventando quasi la normalità nel mondo della racchetta. Tutto il nostro sostegno a Lucrezia Stefanini.
Marco Mazzoni
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