La precocità non è affatto garanzia di successo ma è certamente un indice di potenziale e possibilità. Quando poi i risultati iniziano ad essere interessanti e anche il ranking decolla, allora gli elementi del puzzle si incastrano bene e la figura inizia a delinearsi, lasciando intravedere un futuro più che promettente. Stiamo parlando di Federico Cinà, teenager siciliano salito agli onori della cronaca con la sua splendida prima vittoria a livello Challenger ottenuta a Pune, soffrendo in finale ma anche giocando un buon tennis. È stato il primo titolo di categoria per Cinà, dopo le tre battute d’arresto sofferte in finale nel 2025. Questa vittoria è importantissima, per la fiducia e la costruzione del giocatore, ma anche a livello di classifica: infatti nel nuovo ranking ATP pubblicato il 2 marzo 2026 il siciliano ha scalato ben 40 posizioni attestandosi al n.183 con 335 punti. È un posizionamento significativo: Cinà in questo momento è il diciottenne con il miglior ranking al mondo. Grazie ai punti conquistati a Pune infatti l’azzurro ha sorpassato il tedesco Justin Engel, anche lui 18enne, alla posizione n.192. Il teenager con ranking migliore è Joao Fonseca, al n.35 ATP, ma è di un anno più grande (classe 2006, compirà 20 anni il prossimo 21 agosto) rispetto a Cinà.
Cinà e Engel sono gli unici due diciottenni inclusi tra i primi 200 ATP. Per trovarne altri ragazzi così giovani è necessario scendere alla posizione n.287, occupata lo statunitense Darwin Blanch (18 anni), quindi poco dietro al 291 staziona il tedesco Diego Dedura, addirittura 17enne. Già detto di Fonseca, tra i 19enni il migliore è lo spagnolo Rafael Jodar, al n.103 ATP (compirà 20 anni a settembre), seguito da Nicolai Budkov Kjaer al n.150 e dal nipponico Rei Sakamoto alla piazza 159. Più dietro il ceco Petr Brunclik (279), mentre scendendo sotto la posizione numero trecento ecco il ceco Maxim Mrva, al n.305 con i suoi 18 anni, e il fenomenale francese Moise Kuoamè, già piazzato al n.393 a soli… 16 anni (ne farà 17 tra pochi giorni).
Oltre ai numeri, di Cinà colpisce la buonissima evoluzione mostrata sia Pune che a Nuova Dehli. Il suo tennis si sta evolvendo verso un modello di giocatore più aggressivo, forte di un rovescio eccellente per timing di impatto e la conseguente possibilità di aprire l’angolo per l’affondo, ma anche di tempi gioco più brevi e una posizione più vicina alla riga con fondo, con una propensione più spiccata ad entrare in campo seguendo l’inerzia dei colpi. Col diritto sta acquistando sicurezza e peso di palla: il colpo sta diventando più incisivo, è più rapido nell’apertura e pronto a colpire in avanzamento trovando discreta profondità ed efficacia. Questo sarà un passaggio determinante al suo futuro: nel tennis dei nostri giorni possedere un diritto di buon livello, abbastanza aggressivo da permetterti di comandare anche su palla alta e sufficientemente stabile in difesa, è una condizione imprescindibile per ambire a posizioni di rilievo e risultati di livello nei tornei ATP. C’è ancora un bel po’ di lavoro da fare, per la costanza di rendimento, la profondità in spinta, la sicurezza nella gestione dello spin e del controllo alla media-alta velocità quando non è lui a comandare.
Il tennis del siciliano è un interessantissimo work in progress, con una base più che buona e soprattutto un’attitudine eccellente. Un modo di stare in campo e propensione al miglioramento che possono assolutamente portarlo lontano, se la parte tecnica andrà di pari passo ad un potenziamento nel fisico, nella resistenza allo sforzo e sia atletico che mentale, aspetto questo indispensabile per acquistare una “cilindrata” adeguata a reggere le dure schermaglie di tornei più competitivi. Bravo Cinà, avanti tutta.
Marco Mazzoni
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