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Gauff critica le politiche USA: “È dura iniziare la giornata e vedere ciò che sta accadendo nel mio paese. Le persone non dovrebbero morire per strada solo per il fatto di esistere”


Coco Gauff critica seccamente le politiche portate avanti dall’amministrazione degli Stati Uniti in merito agli eccessi degli agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) che hanno portato all’uccisione di alcune persone innocenti. La due volte campionessa Slam si trova a Dubai per il torneo WTA 1000 e prima del debutto (nel pomeriggio vs. Anna Kalinskaya) ha parlato alla stampa rivelando quanto sia difficile “svegliarsi e vedere ciò che sta accadendo nel mio Paese”, e che continuerà a esporsi sui temi che ritiene importanti perché la sua famiglia è sempre stata attiva sui temi sociali. Coco fa parte del gruppo di atleti statunitensi che hanno manifestato il proprio disappunto per la stretta sull’immigrazione voluta dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Le proteste si sono diffuse in tutto il paese (e non solo) dopo che Renee Good e Alex Pretti sono stati uccisi a Minneapolis il mese scorso durante un’operazione degli agenti dell’ICE, con immagini crude che hanno fatto il giro del mondo e provocato una reazione molto forte, di seria preoccupazione e disappunto.

“Non credo che le persone dovrebbero morire per strada solo per il fatto di esistere,” ha dichiarato Gauff nel media day a Dubai. “È dura iniziare la giornata e vedere certe notizie, perché tengo profondamente al mio Paese. Qualcuno pensa il contrario, ma non è così. Sono molto orgogliosa di essere americana. Non è necessario identificarsi completamente con i valori o le decisioni di chi è al comando. Ci sono moltissime persone che condividono ciò in cui credo: diversità, inclusione, uguaglianza.”

Già durante l’Australian Open, rispondendo a domande sulla situazione negli Stati Uniti, Gauff aveva invocato “più pace e più gentilezza”. Anche la connazionale Madison Keys ha espresso il proprio sostegno agli immigrati e al contributo che hanno dato al Paese, auspicando che gli Stati Uniti “possano ritrovare unità”. Le proteste contro le azioni dell’ICE sono arrivate anche ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina: per esempio il freestyler Hunter Hess ha sottolineato che “indossare la bandiera non significa rappresentare tutto ciò che accade negli Stati Uniti”, dichiarazione alla quale il presidente Trump ha replicato definendolo “un vero perdente”. Bea Kim ha descritto gli Stati Uniti come “profondamente divisi” mentre Chloe Kim, medaglia d’argento a Milano-Cortina, ha affermato che gli atleti dovrebbero essere “liberi di esprimere le proprie opinioni”, aggiungendo che “serve più amore e compassione”.

Gauff ha solo 21 anni e vive molto spesso lontana dagli USA, ma ha spiegato di sentirsi a proprio agio nel rispondere con franchezza alle domande di carattere politico, anche grazie all’influenza della nonna materna, Yvonne Lee Odom, personaggio chiave nel processo di desegregazione scolastica negli anni Sessanta, diventando la prima studentessa afroamericana a frequentare una scuola pubblica a Delray Beach, in Florida. “Mia nonna è un’attivista nel vero senso della parola, ha lasciato il segno e ha contributo al progresso sociale. Questo fa parte della mia storia personale. Non ho problemi ad affrontare domande difficili. Non mi sono mai sentita combattuta quando mi viene posta una domanda, perché si tratta di temi pertinenti. Se mi chiedono un’opinione, rispondo dicendo sinceramente come la penso.”

“Sui social media, invece, molte persone tendono a dire che dovremmo restare fuori dalla politica e da certe questioni. Quando sei in conferenza stampa, è inevitabile che certe domande arrivino. La gente vuole conoscere il nostro punto di vista. Alcuni giocatori scelgono di dire ‘no comment’, ed è un loro diritto, assolutamente legittimo. Lo rispetto. Altri preferiscono esprimere la propria opinione. La cosa che mi infastidisce di più è quando qualcuno dice ‘non dovresti parlarne’, soprattutto quando la domanda ci viene posta direttamente. Se mi chiedono qualcosa, risponderò sempre con onestà. Quando mi fanno domande di questo tipo, non ho alcun problema. Sono temi che fanno parte della mia esperienza di vita” conclude Coco.

Marco Mazzoni


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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