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Fonseca guarda al futuro: “Nessuna ossessione per la classifica. Voglio che le persone mi ammirino non soltanto per il mio tennis, ma anche per il mio carisma, per il modo in cui parlo e tratto gli altri”


João Fonseca continua a crescere dentro e fuori dal campo. A soli 19 anni, il brasiliano è già considerato uno dei principali talenti della nuova generazione, ma preferisce vivere questa fase della carriera senza lasciarsi condizionare dalle aspettative sempre più elevate.

Intervistato da Tennis Majors, Fonseca ha parlato del proprio adattamento al circuito ATP, della pressione legata alla popolarità e del percorso umano che desidera costruire parallelamente a quello sportivo.

“Mi sento ancora nuovo nel circuito”

Dopo aver dimostrato di poter competere contro i migliori, Fonseca non viene più considerato soltanto una promessa. Il brasiliano, tuttavia, ricorda di essere alla sua prima vera stagione completa nel circuito maggiore e di avere ancora molto da imparare.

“Continuo a sentirmi nuovo nel Tour. Questo è realmente il mio primo anno con un calendario completo. Adesso le persone mi conoscono meglio e ciò comporta inevitabilmente maggiori aspettative”, ha spiegato.

Fonseca interpreta questa pressione come una conseguenza naturale dell’affetto ricevuto: “So che è normale, perché le persone mi sostengono e credono in me. Cerco di restare tranquillo, con i piedi per terra, mantenendo l’umiltà e concentrandomi sulla mia routine per migliorare come persona e come giocatore”.

Nessuna ossessione per la classifica

Il brasiliano considera il 2026 soprattutto una stagione di formazione. Per la prima volta ha dovuto difendere punti, gestire una programmazione più intensa e convivere con pressioni e responsabilità differenti rispetto al passato.

“Quest’anno mi è servito per accumulare esperienza e imparare ad affrontare le aspettative. Il mio obiettivo è continuare a migliorare, mantenere un buon ritmo e trovare maggiore continuità”, ha dichiarato.

Fonseca non vuole ancora legare il proprio percorso a una specifica posizione nel ranking o a un determinato numero di titoli. Gli obiettivi vengono discussi all’interno dello staff, ma senza trasformare la classifica in un’ossessione.

“Preferisco procedere partita dopo partita e concentrarmi su ciò che posso controllare”, ha sottolineato il giovane carioca.

Gli esempi di Kuerten e Federer

La riflessione più significativa ha riguardato il modo in cui Fonseca vorrebbe essere ricordato al termine della carriera. Il brasiliano non ha citato titoli del Grande Slam o settimane trascorse al numero uno, ma ha posto l’attenzione sui valori umani.

“Voglio che le persone mi ammirino non soltanto per il mio tennis, ma anche per il mio carisma, per il modo in cui parlo e tratto gli altri. È qualcosa che ho imparato dai miei idoli, Guga e Roger”, ha raccontato riferendosi a Gustavo Kuerten e Roger Federer.

“Non sono stati grandi esclusivamente per ciò che facevano in campo, ma anche per il modo in cui si comportavano con le persone. Vorrei essere conosciuto anch’io per questo”.

A 19 anni Fonseca possiede già talento, personalità e una popolarità destinata a crescere. Il brasiliano sembra però avere ben chiaro che il valore di una carriera non si misura soltanto attraverso le vittorie: il suo obiettivo è lasciare un segno nel tennis senza perdere autenticità, rispetto e capacità di entrare in sintonia con il pubblico.

Francesco Paolo Villarico


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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