Viktor Troicki ha ufficializzato la convocazione della Serbia per la prima sfida di Coppa Davis 2026, ma l’assenza che salta subito all’occhio è quella di Novak Djokovic. Il capitano della nazionale serba ha spiegato i motivi della scelta, chiarendo che si tratta di una decisione legata soprattutto al calendario e alle esigenze fisiche del campione di Belgrado.
La Serbia affronterà il Cile tra il 6 e l’8 febbraio, in una sfida che metterà in palio il pass per affrontare la Spagna nei playoff di accesso alle Finals di Coppa Davis del prossimo settembre. Per l’occasione, Troicki ha convocato Hamad Medjedovic, Dusan Lajovic, Ognjen Milic e i gemelli Ivan e Matej Sabanov, puntando su un gruppo giovane ma già abituato al contesto della competizione a squadre.
Le parole di Troicki su Djokovic
A spiegare l’assenza del fuoriclasse serbo è stato lo stesso Troicki, in dichiarazioni riportate da SportsKlub:
“È una data estremamente scomoda per lui. Tutti speriamo che possa fare un grande torneo e arrivare il più lontano possibile all’Open d’Australia. Non era realistico aspettarsi che volasse in Cile subito dopo un Grand Slam così impegnativo, cambiando superficie e ritmo di gioco per essere con noi in questa occasione”.
Parole che fotografano bene la situazione: con l’Open d’Australia come obiettivo primario a inizio stagione, chiedere a Djokovic di affrontare immediatamente un viaggio intercontinentale e un cambio radicale di condizioni sarebbe stato un rischio troppo alto, sia dal punto di vista fisico che mentale.
Una scelta di gestione, non di disimpegno
L’assenza di Djokovic non va quindi letta come un disinteresse verso la Coppa Davis, competizione che il serbo ha sempre onorato quando le condizioni lo permettevano, ma come una scelta di gestione intelligente delle energie in una fase cruciale della stagione. A 38 anni, ogni dettaglio conta, soprattutto in un calendario sempre più fitto e logorante.
Per la Serbia sarà dunque l’occasione per testare la profondità del gruppo e dare spazio a giocatori che potrebbero rappresentare il futuro della squadra. Contro il Cile servirà una prova di carattere, con la consapevolezza che l’eventuale passaggio del turno aprirebbe la strada a una sfida di altissimo livello contro la Spagna nei playoff di settembre.
Senza Djokovic, ma con la voglia di dimostrare che la Serbia resta competitiva anche oltre il suo campione più illustre.
Marco Rossi
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