in

Djokovic, allarme rientrato. Buon allenamento (e vittoria) a Melbourne contro Tiafoe


Le immagine di Novak Djokovic prima assai spossato in campo e poi con dolori al collo e trattamento del fisioterapista dell’altro ieri avevano fatto suonare l’allarme sulle condizioni del campione di Belgrado a una manciata di giorni dall’avvio degli Australian Open. L’incontro di esibizione (benefico) della scorsa notte a Melbourne pare aver fugato gli scenari più foschi: “Nole” ha disputato un buon match, seppur non con i ritmi massimi, battendo in due set Frances Tiafoe. Una prestazione confortante, condita da una tenuta più che discreta negli scambi più intensi e ben 22 punti vincenti (con un eccellente 80% di punti vinti con la prima di servizio in campo). Non un Djokovic super ma assolutamente più performante e sicuro rispetto a quello di martedì, quando era uscito dal campo dopo soli 12 minuti nella seconda sessione di allenamento.

Dalle sue parole espresse a caldo in caldo, trapela la consapevolezza di quanto sia dura la strada che l’aspetta nel torneo, ma anche il desiderio di provarci ancora una volta, a caccia dello Slam n.25, quello che lo metterebbe davanti a tutti nella storia in singolare. “Sto cercando di trovare la forma per giocare un buon match quindi questa è stata una buona chance per scendere sul campo Centrale e capire le condizioni giocando di fronte al pubblico, con il clima partita con i raccattapalle, ecc. Non giocavo una match così dallo scorso novembre e non ho disputato alcun torneo prima degli Australian Open”. Anche un siparietto nel corso del match con Tiafoe, quando dagli spalti qualcuno ha urlato un “Let’g Ro Roger”, che Novak ha accolto così…

“Ho avuto la fortuna di riuscire a giocare davvero tante stagioni. La mia off-season di dieci anni fa? Non ricordo cosa ho fatto ieri, come posso ricordare quello! Mi ricordo benissimo che una volta in campo non c’è certezze, ma sento una grande gioia nel poter ancora giocare a questi livelli alla mia età”. Djokovic spegnerà 39 candeline il prossimo maggio e nel 2026 proverà a tenere alto il suo livello, soprattutto negli Slam, gli unici tornei che davvero ancora per lui sono importanti. Al momento la classifica ancora gli sorride, n.4 ATP forte delle quattro semifinali raggiunte in tutti i Major 2025. Agli Australian Open l’anno scorso eliminò Alcaraz con una grande prestazione, ma accusò un problema muscolare che non gli impedì di portare a casa l’importante vittoria ma lo costrinse a gettare la spugna nel corso della semifinale contro Zverev. Poi perse da Sinner a Parigi e Wimbledon, e da Alcaraz a US Open, senza riuscire a strappare un set ai due leader del tennis attuale.

Il sorteggio 2026 agli Australian Open lo vedrà esordire contro Pedro Martinez, quindi attende il vincente di Atmane – Maestrelli (bravissimo a superare le “quali”). Nakashima, Mensik (o Griekspoor) la linea teorica per il serbo, prima di una eventuale semifinale contro Musetti. Ma Novak è consapevole di dover procedere passo dopo passo, a caccia di una buona condizione. A quasi 39 anni, il “Djoker” c’è ancora. C’è sempre. E lo devi battere perché lui di sicuro non lascerà niente di intentato per provare regalarsi un ultimo sogno.

Marco Mazzoni


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

Autostrade per l’Italia e Milano Cortina 2026: partnership per la mobilità olimpica

Rossi sceglie la Ducati e di restare in famiglia