Dal 2024 in poi il tennis maschile ha avuto due padroni ben definiti: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. I numeri parlano chiaro: insieme hanno conquistato 28 titoli in 37 finali, un dominio che ha segnato una nuova era dopo quella dei Big Three.
Eppure, secondo Jamie Delgado, ex coach di Andy Murray e attuale commentatore per Sky Sports, il loro regno non è destinato a essere scontato o automatico.
“Lo fanno sembrare facile, ma non lo è”
Intervistato da Sky Sports, Delgado ha sottolineato quanto sia sottile il margine tra dominio e vulnerabilità nel tennis moderno:
“Sono giovanissimi e pensi che possa durare a lungo, ma non è semplice. Fanno sembrare tutto facile, ma stare sempre lì a vincere richiede tantissimo. Se perdi anche solo il 5% — nella mentalità, nella fame, in quell’edge competitivo — puoi iniziare a perdere partite.”
Un’analisi lucida, che mette l’accento non tanto sulla qualità tecnica dei due fenomeni, quanto sulla tenuta mentale e sulla continuità nel tempo.
I primi segnali?
Delgado ha ricordato come anche negli ultimi mesi ci siano stati momenti di difficoltà.
Ha citato, ad esempio, un Grigor Dimitrov vicino all’impresa contro uno dei due a Wimbledon, oppure le difficoltà incontrate contro avversari meno attesi, come Eliot Spizzirri agli Australian Open.
Nel 2026, intanto, la stagione ha già raccontato qualcosa di interessante: Sinner non è riuscito a difendere il titolo agli Australian Open ed è uscito nei quarti a Doha contro Jakub Mensik.
Alcaraz, al contrario, ha conquistato entrambi i tornei, rafforzando la propria posizione al vertice.
La sfida del Sunshine Double
Il prossimo banco di prova sarà il Sunshine Double, con Indian Wells e Miami.
Sinner, che lo scorso anno fu costretto a saltare entrambi i tornei per la squalifica di tre mesi legata al caso clostebol, non ha mai raggiunto la finale a Indian Wells. Alcaraz, invece, è due volte campione nel deserto californiano.
Ma anche lo spagnolo ha vissuto alti e bassi: dopo la sconfitta contro Jack Draper a Indian Wells nel 2025, uscì al primo turno a Miami. Entrambi, però, sono già stati campioni in Florida, segno di una capacità di adattamento alle condizioni americane.
Quanto può durare il loro dominio?
La grande domanda resta la stessa: quanto potrà durare questa egemonia?
Per Delgado la risposta non è scontata. Il talento è fuori discussione, ma mantenere lo stesso livello di intensità, concentrazione e fame stagione dopo stagione è la vera sfida.
Il tennis, oggi più che mai, è una questione di dettagli. E a questi livelli, anche un calo minimo può cambiare tutto.
Alcaraz e Sinner sembrano destinati a scrivere un’epoca. Ma, come ricorda Delgado, il margine tra imbattibilità e vulnerabilità è più sottile di quanto appaia. Secondo voi è realmente così?
Francesco Paolo Villarico
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