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Dedura attacca il tennis indoor sul duro: “Per me quello non è tennis. Arrivano questi di 1,95, solo servizio e dritto”


Ci sono dichiarazioni che dividono, altre che accendono subito il dibattito. Quelle rilasciate da Diego Dedura appartengono decisamente alla seconda categoria. Il giovane tennista tedesco, figlio di padre cileno, ha parlato senza filtri nel podcast En Cancha, lasciandosi andare a un giudizio durissimo sui tornei disputati sul cemento indoor.
Parole forti, dirette, che in poche ore hanno fatto il giro dei social e acceso la discussione tra appassionati, anche perché toccano un tema molto sentito: quale tennis piace davvero di più, quello rapido e aggressivo dell’indoor o quello più costruito e ragionato della terra battuta?

“Mi danno fastidio i tornei indoor sul duro”
Dedura non ha cercato mezze misure. Il suo giudizio sulle condizioni indoor è stato netto fin dalla prima frase:
“Mi danno fastidio i tornei giocati sul duro indoor. Non riesco a giocare lì, è orribile”.
Una presa di posizione molto chiara, che racconta non solo una preferenza tecnica, ma quasi un rifiuto totale di quel tipo di tennis. Il tedesco ha spiegato di aver vissuto con grande disagio alcune esperienze in quei tornei, al punto da voler mollare tutto.
“Sono andato e ho chiamato il mio agente dicendogli che me ne andavo, che non ce la facevo più”.

“Arrivano questi di 1,95, solo servizio e dritto”
Nella sua analisi, Dedura ha spiegato quali siano gli aspetti che lo infastidiscono di più del tennis indoor veloce. Secondo lui, quelle condizioni finiscono per penalizzare il gioco ragionato e favorire quasi esclusivamente i giocatori più esplosivi e fisicamente dominanti.
“È tutto troppo veloce, ti arrivano questi di 1,95, tutto servizio e dritto, non c’è nemmeno una tattica, vengono subito a rete…”.
Il cuore della sua critica sta proprio qui: la sensazione che in certi contesti il tennis perda varietà, costruzione e scambio, trasformandosi in qualcosa di troppo schematico e poco ricco dal punto di vista tecnico.

“Per me questo non è tennis”
La frase più forte è arrivata subito dopo, quando Dedura ha riassunto in maniera brutale il suo pensiero:
“Per me questo non è tennis”.
Un giudizio drastico, che inevitabilmente farà discutere, soprattutto perché va a colpire una parte importante del calendario ATP e un tipo di condizioni che molti giocatori, al contrario, apprezzano proprio per la loro velocità e per il peso che danno all’iniziativa.

La difesa della terra battuta
Se Dedura boccia l’indoor sul duro, dall’altra parte promuove chiaramente il tennis sulla terra battuta, superficie che secondo lui rappresenta meglio ciò che piace anche al pubblico.
“Credo che alla gente piaccia di più anche il tennis sulla terra battuta, con più palleggio”.
È una visione che molti appassionati condividono almeno in parte: la terra, con i suoi tempi più lunghi, gli scambi più articolati e la maggiore importanza della costruzione del punto, viene spesso percepita come la superficie che valorizza di più la completezza del gioco.

Parole che fanno discutere
Al di là del merito, ciò che colpisce è soprattutto la schiettezza con cui Dedura ha scelto di esporsi. In un ambiente dove spesso si tende a pesare ogni parola, il giovane tedesco ha invece parlato in modo diretto, senza preoccuparsi troppo di risultare scomodo.
Ed è forse proprio questo che ha reso le sue dichiarazioni così virali: il fatto che, in maniera più o meno condivisibile, abbia dato voce a una sensazione che molti tifosi del tennis esprimono da tempo, soprattutto quando si trovano davanti a partite molto rapide, dominate dal servizio e con poco spazio per lo scambio.

Un dibattito destinato a restare aperto
Naturalmente il tennis non ha una sola forma. C’è chi ama la velocità dell’indoor, chi preferisce la fisicità della terra, chi esalta il serve and volley e chi invece cerca il palleggio lungo e la costruzione. Ma proprio per questo, parole come quelle di Dedura finiscono per riaprire un confronto eterno sul senso estetico e tecnico di questo sport.
Il giovane tedesco ha scelto una posizione chiara. E l’ha espressa senza paura: per lui il vero tennis è un’altra cosa.

Francesco Paolo Villarico


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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