Difficile vincere una finale ATP, anche contro un avversario non esattamente “solido” mentalmente, se non si riesce a restare calmi, focalizzati sul proprio tennis e con un’attitudine positiva, ancor più se nel corso della partita non sono arrivate situazioni anomale o sfortunate a provocare la propria furia, e il rivale è stato pure irreprensibile e mai “rissoso”. Troppo nervoso e negativo Luciano Darderi nella finale dell’ATP 250 di Bastad, battuto da Andrey Rublev per 6-4 6-3 in solo un’ora e un quarto di match scivolate via sul filo di una tensione evidente da parte di entrambi i protagonisti, ma con l’italiano eccessivamente sopra le righe, furibondo contro le condizioni (campo scivoloso), il non sentire bene la palla ed errori a suo dire di poco ma continui. È stata una finale oggettivamente poco attraente, con Rublev più solido e tranquillo (sì, anche se può sembrare alquanto strano…) mentre Darderi già dopo una manciata di game perso in un dialogo continuo con il proprio angolo e contro se stesso, finendo per perdere di vista quasi totalmente il focus e l’incontro. Rublev ha meritato il successo giocando una partita non di grande qualità ma più accorta, focalizzato sul servire un buon numero di prime palle (62% alla fine) e spingere forte col diritto senza perdere campo, aprendo il prima possibile l’angolo per far correre Darderi e non consentirgli di tirare forte il diritto, un colpo ormai di valore assoluto sul tour.
Darderi da metà del primo set ha iniziato ad esternare una tensione troppo evidente, infuriato per errori banali ed arrivando a gettare via la racchetta per terra due volte a metà set senza un motivo “importante”. Impossibile andare sopra all’avversario giocando con tale negatività, senza una tattica chiara oltre al tirare a tutta, tanto da regalare il break decisivo servendo sotto 5-4 con errori marchiani e con un’attitudine a dir poco auto distruttiva. Il gelo dal suo angolo testimonia il disagio per una partita davvero da cancellare in fretta per atteggiamento. Il black out dell’italiano è continuato all’avvio del secondo set, con Andrey pronto a prendersi il vantaggio, non recuperato più da Luciano. Eppure la chance sul 2-0 Rublev c’è anche stata perché Andrey era tutt’altro che perfetto, ma il caos totale vissuto da Darderi gli ha impedito una reazione logica e positiva per trovare una serie di colpi interessanti e vincenti, o almeno sufficiente a mettere in difficoltà l’avversario. Davvero un peccato perché Rublev non è apparso affatto imbattibile, ma era necessario restare lì nel match con le gambe e con la testa, a martellare di potenza per mettere pressione al russo, una condizione che spesso non regge e lo porta a regalare.
Per Darderi è stata la terza finale del 2026, vittoria a Santiago e sconfitte a Buenos Aires e quindi a Bastad. C’è purtroppo un filo sottile che lega queste due battute d’arresto, a cui aggiungiamo anche la semifinale a Roma 2026: tensione. Troppa tensione, forse figlia di una elettricità e voglia di far bene che non riesce ancora a gestire. Come sempre racconta Matteo Berrettini, nel pre partita serve un po’ di “strizza”, quella tensione che ti porta a far salire l’adrenalina, l’allerta, e quindi performare… ma è necessario essere in grado di gestire questa energia senza farsi trascinare nel vortice della negatività ai primi errori, perché si perde di vista il focus, la tattica, il campo, l’avversario… e la sconfitta diventa inevitabile. Darderi è diventato un bel giocatore, è piuttosto completo tecnicamente, e il fisico lo sostiene quasi sempre. È necessario uno scatto in avanti sulla consapevolezza, quella che – commentando spesso Sinner – chiamiamo “calma dei forti”.
Darderi non ha risposto bene, ma ha servito discretamente; aggrapparsi con più serenità ai propri turni di servizio e giocare sì con potenza e aggressività, ma senza voler a tutti i costi sfondare l’avversario doveva essere il piano base; e magari usare con più frequenza il back di rovescio per spezzare il ritmo all’avversario e proporre qualche palla bassa e senza peso che tende a gestire con poca pazienza. Il tutto ancor più contro Rublev, classico giocatore che si esalta quando può affrontare ritmo e potenza, ma che invece può andare in crisi se lo porti a scambiare molto, variando, facendo sentire pressione dalla risposta. In questo purtroppo è mancato Darderi, e la sconfitta è stata inevitabile.
Marco Mazzoni
La cronaca
Rublev inizia la finale col suo marchio di fabbrica: spinge a tutto braccio col diritto, un martellamento che vale il game a 15. Darderi serve benissimo, facilmente si prende il suo primo turno, quindi si ritrova 0-30 in risposta grazie a due errori di rovescio di Rublev. Il campo è insidioso, entrambi scivolano tanto in frenata e non è facile trovare l’ottimale equilibrio arrivando in corsa sulla palla. Andrey ritrova precisione in spinta, bravo a mettere i piedi in campo e spostare Luciano da tutte le parti (2-1). Il ritmo del russo non è facile da sostenere appena l’italiano va in difesa, ma al servizio il nativo di Villa Gesell spadroneggia, assai sicuro e bravo anche a toccare una smorzata ottima (2-2). Nel quinto game arriva la prima scossa del match: due diritti poderosi di Darderi, quindi un taglio improvviso col back di rovescio che manda fuori giri Rublev, 30-40 e prima palla break. Stavolta Andrey spinge forte e il rovescio di Luciano non regge (3-2). Dopo un altro buon turno di battuta, Darderi si infuria con se stesso per un errore di rovescio in scambio, ma non è facile reggere l’intensità imposta da Andrey e su angoli aperti. Addirittura l’italiano scaraventa via la racchetta dopo un errore successivo, schifato da se stesso, eccesso di tensione visto che siamo a metà set, in totale equilibrio con tutto ancora in gioco. Rublev ne approfitta, 4-3. Si sbaglia troppo in risposta cercando di essere aggressivi, e in generale il match scorre via senza grande spettacolo: il primo che prende l’iniziativa tende a prendersi anche il punto (se non sbaglia). Molta la tensione, manca qualità in difesa (4-4). Con un turno a zero, solido come una roccia, Rublev si porta 5-4. Luciano serve sotto massima pressione ed è evidentissimo dalla sua reazione dopo il doppio fallo che gli costa il 30 pari. Tira una bordata di servizio a tutta ma è out, poi un diritto senza alcuna lucidità e si lagna apertamente. Un’attitudine distruttiva che non porta niente di buono e costa un Set Point sul 30-40. Altra prima palla a mille all’ora ma fuori, …per fortuna ci pensa Rublev a regalare, troppo rischiosa la risposta in salto. Andrey si prende un secondo set point con un diritto vincente inside out (e racchetta distrutta da Darderi). Luciano completa la frittata sparacchiando via col diritto con zero focus e strappandosi si dosso la maglietta, totalmente fuori controllo. 6-4 Rublev, un vero perché questo crollo mentale dell’italiano non è giustificato da sfortuna o altro che non dipenda da se stesso, e nemmeno con il russo ingiocabile…
Rublev riparte al servizio nel secondo set ed è bravo a restare focalizzato solo sul match e non sulle continue lamentele dell’avversario. Oltretutto Luciano prova sul 30-0 a tirare forte ma così facendo non fa altro che dare ritmo al moscovita, che non aspetta altro… 1-0 Rublev, che guarda allibito l’italiano impegnato in un continuo dialogo col proprio angolo, gli elementi e gli Dei del tennis… Andrey giustamente prova a cavalcare il momento attaccando per mettere ancor più pressione a Darderi e la palla break arriva su 30-40. Doppio fallo, Luciano totalmente fuori partita con la testa, BREAK e 2-0. Si inginocchia, scuote la testa mentre c’è il gelo nel suo angolo. Rublev non riesce a cavalcare il black out totale dell’azzurro, concede troppo in un game lunghissimo concede una palla del contro break. Si affida pezzo forte del suo repertorio, diritto inside out dal centro dopo il servizio. 3-0 Rublev, peccato per Darderi, la chance poteva calmarlo e rimetterlo del tutto in partita. Luciano torna in partita, vince il quarto game e si scorre di nuovo sui turni di battuta con i due un filo più tranquilli, almeno come atteggiamento, e Rublev tornato piuttosto sicuro con servizio e diritto, tanto da salire sul 5-2, a un passo dal titolo in Svezia. Non ci sono altri scossoni, Darderi resta in scia sul 5-3 ma Rublev non trema al momento di chiudere e termina l’incontro con un vincente, a braccia alzate. Un successo meritato, mentre Luciano dovrà riflettere sulla propria attitudine, perché così facendo ha dato un vantaggio enorme all’avversario.
Andrey Rublev vs Luciano Darderi (Non prima 14:00)
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