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Dal Roland Garros – Cobolli: “Basta partire già sconfitti contro Sinner. Ci vuole più cazzimma”


Il numero 12 del mondo, testa di serie numero 10, si presenta a Parigi con ambizioni chiare. Parla di costanza, di servizio, di Rafa e di un tabellone che senza Alcaraz si apre. Con una battuta su Pellegrino: “Spero non mi capiti al primo turno”.

Flavio Cobolli arriva al Roland Garros 2026 da numero 12 del mondo e decima testa di serie. Un traguardo che racconta una crescita costante, anche se lui stesso non si nasconde: c’è ancora lavoro da fare, soprattutto sulla continuità nei tornei che contano. In conferenza stampa il romano si presenta con la consueta franchezza.

Primo tema subito diretto: alti e bassi, lo ha detto persino un osservatore esterno come l’ex giocatore Craig O’Shaughnessy. Cosa ne pensi Flavio?

“È vero. Non siamo qui a nascondere i fatti. È vero che sono migliorato molto e i risultati stanno andando bene. Quando si parla di alti e bassi c’è sempre un margine che va anche visto dall’altra parte, perché è vero che ci sono tanti alti e bassi, ma credo più alti che bassi. In una carriera di un tennista credo che sia la normalità. È vero che si prova ad essere il più costante possibile, ma credo di essere anche comunque un giocatore abbastanza costante su tutte le superfici. Però è vero anche che sto lavorando per aumentare questa costanza per tutto l’anno, cosa che è molto difficile a questo livello.”

Prima volta sul Centrale non in allenamento. E vicino alla targa di Rafael Nadal si è fermato a pulirla. Un gesto che ha fatto il giro dei social:

“Era la prima volta che giocavo sul Centrale che non fosse un riscaldamento, quindi ho avuto il mio tempo per vedere, per guardare anche le cose con un po’ più di calma. Quella era una cosa che volevo particolarmente fare, e quindi credo che darle il giusto tempo sia stato più che dovuto. Non è una cosa che mi piaceva fare, mi premeva fare , soprattutto in quel campo.”

Cosa è migliorato di più in questa stagione, e cosa invece non convince ancora?

“Come vivo il tour. Io sono sempre stato uno che non faceva fatica a stare fuori tutte le settimane, però comunque stare lontano da casa, dagli affetti, dagli amici , un po’ come altri giocatori che necessitano di vivere l’adolescenza come una persona normale. Questo credo che sia migliorato molto. Adesso, quando sono al torneo, anche se perdo mi va di stare lì. Credo di vivere questo circuito nella maniera più professionistica possibile, sempre con il sorriso. Quello che magari manca ancora è la costanza soprattutto nei tornei più grandi, dove vorrei avere più risultati nei tornei di un po’ più di spessore.”

Tabellone senza Alcaraz: si aprono più possibilità?

“Quello è ovvio. Però credo che un tennista del nostro livello , è vero che loro stanno facendo un percorso magnifico ed eccezionale , però mi sembra che partiamo un po’ troppo prevenuti nel giocare contro loro due. Credo che bisogna iniziare ad avere anche un po’ più di cazzimma, passatemi il termine, quando si gioca con un giocatore del genere. Perché se no parti già sconfitto prima di entrare in campo, e questo è l’unico errore che uno può fare. Perdere perché perdi è un conto, perdere perché hai già perso prima di iniziare una partita non mi piace, non è una cosa che mi rispecchia. È vero che senza Carlos il tabellone si può aprire un po’ di più e ci sono più possibilità di arrivare in fondo, se è quello che vuoi sapere. Però avere Sinner dalla stessa parte non deve togliere il sogno di poter arrivare in fondo.”

Sul piano tecnico, cosa è migliorato di più in preparazione invernale?

“Credo che nei tornei dove sono andato in fondo sia andato molto bene il servizio. Ed è proprio quello il colpo che ho lavorato di più, ma che è quello meno costante. Poi è proprio per questo che sono poco costante durante tutto l’anno: il servizio ancora manca per più settimane consecutive. È il colpo migliorato di più, ma anche il colpo che poi perdo quando magari serve davvero.”

Da uomo Davis, una parola per Pellegrino e Cinà, che ieri hanno ottenuto il primo turno in uno Slam:

“Lo faccio anche in privato, quindi le ho già spese con Andrea. Federico ancora non l’ho visto, ma appena lo vedo due pacchi, credo. Il primo è un giocatore giovane in fase di lancio, un grande prospetto per il nostro tennis. Me lo aspettavo che arrivasse così in fretta: è un giocatore fortissimo che avrà le sue soddisfazioni. L’altro è un giocatore con cui sono cresciuto nel livello Challenger, che ho sempre stimato come atleta e come persona. Sono contentissimo e felicissimo per lui, per la famiglia, per il team. Sono tutte brave persone. Non vedo l’ora che possa giocare questo primo turno , speriamo non contro di me, sennò mi tocca sudare per provare a batterlo.”

Chiusura sul caldo previsto a Parigi per tutta la settimana, con temperature fino a 31 gradi:

“Toccandomi, siamo abituati a grandi sbalzi di temperatura durante l’anno, quindi ce lo aspettiamo. Qua per fortuna non fa caldo come tanti altri posti durante l’anno. È un torneo ovviamente molto molto faticoso, ma siamo pronti ad affrontare tutto.”

Da Parigi il nostro inviato, Enrico Milani


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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